"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Scuola e formazione

Roma 25.06.2015-Con l’approvazione di ieri passata al Senato del maxi emendamento che sostituisce il DDL  sulla riforma della scuola ,  Il Governo Renzi porta a casa la sua riforma  fortemente voluta dallo stesso Renzi e dal ministro Stefania Giannini.  Il provvedimento è stato approvato con 159 si, 112 no e nessun astenuto e le proteste dell’opposizione, Lega, 5 Stelle e Sel.

“Ce l’abbiamo fatta”. Ha esultato la ministra Stefania Giannini  mediante un messaggio inviato al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, non appena la ministra ha guadagnato l’ uscita dall’aula del Senato.

Una analisi sullla riforma di Pietro Ratto
(…perché dove c’è Barilla, c’è scuola)

Come mai la Buona Scuola di Renzi non incontra ostacoli? Come mai vola incontrastata, superando qualsiasi prova e qualsiasi protesta? Perché scavalca senza indugio le caterve di docenti, di genitori e studenti che, proprio in questi giorni, continuano a manifestare il proprio dissenso nei confronti di questa pericolosa riforma, che pare studiata apposta per consegnare la scuola pubblica in mano alle banche e alle industrie private?

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Il progetto ‘La buona scuola’ di Renzi non solo non costituisce una novità ma si pone in piena continuita’ con le politiche di aziendalizzazione adottate da tutti i governi (sia di centro sinistra che di centro destra) che si sono avvicendati negli ultimi 20 anni.

Per il neoliberismo l’efficacia e efficienza dei servizi pubblici (sanita’, istruzione, trasporti…) si ottengono solo attraverso la privatizzazione e l’aziendalizzazione degli stessi che devono essere messi in concorrenza tra di loro.
Una ricetta che sta producendo effetti devastanti in tutti i campi (basti guardare la sanità). Per quanto riguarda la scuola questo processo ha avuto inizio con la legge Bassanini del 1997, che introduceva l’”autonomia scolastica” ed è stato via via perseguito da tutti i governi che si sono susseguiti. Quello che distingue Renzi è il piglio autoritario, il disprezzo per l’opinione popolare, la trasformazione del Parlamento in un semplice notaio chiamato a ratificare le sue decisioni ed a rilasciare al Governo un’amplissima delega in bianco a “riformare” la scuola.

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di Giovanni Balducci

In merito alle ultime disposizioni in materia scolastica che ci giungono da Palazzo Chigi, la prima cosa che ci viene da fare è rispolverare con spirito futurista il celebre pamphlet Chiudiamo le scuole di Giovanni Papini, e quanto sostenuto nel Manifesto del Futurismo da Marinetti & Co. contro la cultura accademica in genere. Quindi a fronte della “buona scuola” di Matteo Renzi e della ministra Giannini, l’unica vera buona scuola per noi sarebbe quella chiusa.

Ma si sa, non siamo più nell’Ancient Règime e l’istruzione di massa è uno dei capisaldi dell’ideologia illuminista e neo-illuminista che domina già da qualche secolo l’occidente. Lontani sono i tempi in cui durante un censimento voluto da Federico II di Prussia un nobile poté vantarsi d’essere “analfabeta per via dell’alta nobiltà”. Oggigiorno un esercito di maestrine dalla penna rosa invece ci obbliga a passare tra i banchi di scuola gran parte della nostra giovinezza, con il pretesto dell’alfabetizzazione di massa e il miraggio di elevarci socialmente attraverso lo studio.

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Riceviamo e pubblichiamo:

Lettera aperta a quanti si occupano di scuola,
Come annunciato da mesi la riforma della scuola è ormai diventata realtà con il varo del disegno di legge che sarà a breve presentato in Parlamento.
Il DDL ha superato ogni più fervida immaginazione rivelandosi peggiore della brochure presentata dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi  nel mese di Settembre.

L’unico aspetto positivo della millantata riforma, ovvero la stabilizzazione di tutto il personale precario, si è drasticamente ridimensionato e reso incerto da alcuni commi presenti nel DDL.

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