"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Russia

di  Finian Cunningham

La visita a Mosca di questa settimana del Presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier annuncia un progressivo riavvicinamento tra i due paesi. Questo non è positivo solo per i legami economici bilaterali. E’ la chiave per sbloccare la pericolosa crisi tra Est e Ovest.

“Sono convinto che dobbiamo contrastare l’isolamento che è cresciuto tra i nostri paesi nel corso degli ultimi anni” ha affermato Steinmeier durante il suo colloquio con il Presidente russo Vladimir Putin. I due leader hanno affrontato molti argomenti ad ampio spettro, oltre agli interessi bilaterali. Da quanto riferito, si sono confrontati su “temi urgenti globali”, tra cui la Siria, l’Ucraina, la Corea del Nord e l’Iran.

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La partecipazione della Russia al conflitto in Siria ha cambiato la situazione geopolitica del Medio Oriente una volta per tutte, fatto questo indiscutibile, in modo che da adesso in avanti, qualsiasi paese della regione deve tenere in conto l’atteggiamento del grande paese slavo, ha dichiarato lo storico Vladímir Shapoválov al periodico russo FAN.

“La Russia ha dimostrato che ha le capacità per effettuare con successo una campagna militare di appoggio logistico alle proprie truppe ad una distanza abbastanza grande dal suo territorio e in condiioni avverse. Tutti i paesi del mondo, inclusi quelli occidentali, che si posizionano come avversari della Russia, devono tenerlo in conto”, ha affermato lo storico.

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Il presidente della Russia ha pronunciato un discorso nel contesto del foro annuale del Club di Valdai, che si svolge nella città di Sochi.
Il presidente Vladimir Putin ha tenuto il suo discorso questo Giovedì, nell’ambito delle sessione finale del IV foro annuale del Club Internazionale di Valdai, che si celebra nella città russa di Sochi. Il portavoce presidenziale,
Dmitri Peskov, aveva annunciato questo intervento come “molto importante“, riferisce il giornale ‘Kommersant’.

“Il mondo è arrivato ad una epoca di cambiamenti drastici”, visto che, tra gli altri processi, “si sta facendo più acuta la concorrenza per un posto nella gerarchia internazionale” e molti degli antichi metodi per la risoluzione dei conflitti stanno smettendo di funzionare, mentre che non è stato creato alcuno nuovo, ha assicurato il mandatario russo.

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DI ISRAEL SHAMIR

Riuscirà un gruppetto di fanatici di Putin a vincere le elezioni per la Città di New York ?

Chissà, forse senza spargere sangue e facendo poco rumore, potrebbero anche riuscirci.

Comunque alle elezioni della scorsa settimana, le forze filo-americane hanno conquistato un terzo dei seggi del Municipio di Mosca.

Uno shock bello forte, leggermente mitigato dal silenzio dei media che ha accompagnato sia le elezioni che i risultati delle elezioni.

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Pubblichiamo il discorso del presidente Vladimir  Putin  relativo all’immigrazione islamica perchè ritornato di estrema attualità in questo periodo travagliato della Storia d’Europa.

“La cultura mussulmana ha invaso silenziosamente l’Occidente e già sta conquistando adepti e mostrando i sui artigli.
In Francia sono presenti 5 milioni di mussulmani che equivalgono a 5 milioni di problemi, in Gran Bretagna e Germania 3 milioni cada uno ed in Spagna 2 milioni. Negli USA 500.000 circa e si aprono nuove moschee in Sant’Antonio e altrove…

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Europa e Stati Uniti hanno spesso ricambiato il favore ad Aleksandr Dugin. Un anno fa, il famoso politologo russo è stato messo alla porta in Grecia. Accompagnato dal patriarca di Mosca Kirill per una conferenza sul Monte Athos, Dugin è stato fermato all’aeroporto di Salonicco e gli è stato comunicato che il suo ingresso all’interno dei territori della Ue gli era interdetto. Un anno prima, il Dipartimento del tesoro degli Stati Uniti lo aveva inserito nella lista dei cittadini russi sotto sanzioni per la crisi ucraina. Un mese dopo è il Canada a mettere sotto embargo Dugin. Di lui hanno scritto tutti, da Foreign Policy, che lo chiama “il cervello di Putin”, al Sole 24 Ore, che la settimana scorsa lo ha definito il “Rasputin di Putin”.

Figlio di un ufficiale sovietico, dissidente negli anni Ottanta, avversario di Eltsin negli anni Novanta, Dugin è un pensatore russo che un saggio della rivista australiana Quadrant ha definito “un consapevole folle postmoderno”. Ma un folle con accessi politici importanti. Il suo libro, “Fondamenti della geopolitica”, è usato nelle scuole militari, Dugin è una presenza fissa sulla tv Tsargrad (canale patriottico voluto dal Cremlino e finanziato dal miliardario Konstantin Malofeev) e quando la Turchia ha abbattuto due aerei russi Dugin ha usato i suoi contatti ad Ankara per aiutare Putin a ricucire con Erdogan.

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Il presidente Putin ha dichiarato Venerdì, in una incontro pubblico,  che il presidente siriano Bashar al-Assad ha commesso molti errori ma i suoi detrattori non sono certo neppure loro “dei santi”.

“Parliamo in concreto: ha commesso errori Assad ? Sicuramente si ma quelli che sono i suoi oppositori non sono certo dei santi”.  “Chi sono quelli che uccidono e decapitano la gente? E noi dovremmo appoggiare questi elementi?”, ha detto il capo del Cremlino durante il Foro Economico di San Pietroburgo.

Putin ha riconosciuto le difficoltà di comunicazione con gli Stati Uniti nel momento di dare il consenso sugli obiettivi degli attacchi contro le posizioni dei terroristi. “Loro ci dicono: ah no, là  non potete bombardare perchè questi sono i “buoni”. E noi rispondiamo: ma come i buoni, se sono lo Stato Islamico ed il Fronte Al Nusra”, ha aggiunto Putin, mettendo in rilievo che in questo modo gli USA ostacolano la lotta antiterrorista di Mosca in Siria.

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William Lepore

Circa due settimana fa sul Washington Post è apparso un interessantissimo articolo a firma Ana Swanson intitolato “Il mondo di oggi assomiglia tanto a quello precedente la Prima Guerra Mondiale”.

Ovviamente nessuno potrà mai augurarsi che la seguente metrica di paragone possa corrispondere al vero (visto a cosa ha portato il primo terribile conflitto mondiale), tuttavia l’analisi storica e geopolitica è molto pertinente. Se è vero che l’attuale scenario isolazionista indebolirà l’occidente e farà dell’est un protagonista lo scopriremo presto, sicuramente nei prossimi 12 mesi.

Tuttavia in pochi sembravano crederci appena due anni fa. Alcuni politologi americani a marzo 2015 davano per spacciato Putin, paventando scenari di rivolte interne alla Federazione Russa. Perfino autorevoli riviste di analisi geopolitica dichiaravano Putin un leader sconfitto, costretto ad agitare acque fuori per nascondere magagne interne.

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di Emmanuel Leroy *

Il 25 luglio del 2016, dopo oltre due anni di sanzioni occidentali che hanno parzialmente raggiunto l’economia russa,  particolarmente  sul piano monetario, determinando un tasso d’interesse delle banche centrali sul rublo di oltre il 10%, Putin ha  dato finalmente il segnale verde al club Stolypin contro i liberali di Alexei Kudrin, quelli che avevano portato la Russia ad una recessione politica ed economicamente pericolosa con la loro ideologia del libero mercato “conforme a quella occidentale”.

Questo cambiamento radicale nell’attuale posizionamento della Russia si deve molto all’influenza del  filosofo russo, Alexander Dugin, il quale lavora da numerosi anni per rompere l’influenza occidentale sulla  Russia. Con questa decisione, il dominio della multipolarità e del rinnovamento della “Santa Russia”  ha appena segnato un punto decisivo contro quelli che vengono definiti gli “agenti della quinta colonna” (occidentale).

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Le bestie che hanno lanciato bombe chimiche contro la popolazione siriana, sono appoggiate dagli USA

La portavoce della Cancelleria russa, Maria Zajarova, ha denunciato con dure  parole l’appoggio che gli USA offrono ai gruppi armati ed alle bande dei ribelli  in Siria.

” Queste bestie, quelle che hanno utilizzato armi tossiche (ordigni chimici)  contro i civili , ricevono appoggio  dagli USA, ha dichiarato questo Giovedì’ la funzionaria  con riferimento  ad un attacco  con gas velenosi effettuato  lo scorso a martedì’ contro il quartiere residenziale nella provincia siriana di Aleppo.

Secondo il  Centro russo per la Riconciliazione in Siria, i membri  del gruppo Harakat Nureddin al-Zenik, che ricevono rifornimenti di armi  da  Washington, sono gli autori di questo attacco che ha lasciato sette morti e altre 23 persone ricoverate in ospedale con sintomi di asfissia e bruciature.

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