"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Russia

William Lepore

Circa due settimana fa sul Washington Post è apparso un interessantissimo articolo a firma Ana Swanson intitolato “Il mondo di oggi assomiglia tanto a quello precedente la Prima Guerra Mondiale”.

Ovviamente nessuno potrà mai augurarsi che la seguente metrica di paragone possa corrispondere al vero (visto a cosa ha portato il primo terribile conflitto mondiale), tuttavia l’analisi storica e geopolitica è molto pertinente. Se è vero che l’attuale scenario isolazionista indebolirà l’occidente e farà dell’est un protagonista lo scopriremo presto, sicuramente nei prossimi 12 mesi.

Tuttavia in pochi sembravano crederci appena due anni fa. Alcuni politologi americani a marzo 2015 davano per spacciato Putin, paventando scenari di rivolte interne alla Federazione Russa. Perfino autorevoli riviste di analisi geopolitica dichiaravano Putin un leader sconfitto, costretto ad agitare acque fuori per nascondere magagne interne.

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di Emmanuel Leroy *

Il 25 luglio del 2016, dopo oltre due anni di sanzioni occidentali che hanno parzialmente raggiunto l’economia russa,  particolarmente  sul piano monetario, determinando un tasso d’interesse delle banche centrali sul rublo di oltre il 10%, Putin ha  dato finalmente il segnale verde al club Stolypin contro i liberali di Alexei Kudrin, quelli che avevano portato la Russia ad una recessione politica ed economicamente pericolosa con la loro ideologia del libero mercato “conforme a quella occidentale”.

Questo cambiamento radicale nell’attuale posizionamento della Russia si deve molto all’influenza del  filosofo russo, Alexander Dugin, il quale lavora da numerosi anni per rompere l’influenza occidentale sulla  Russia. Con questa decisione, il dominio della multipolarità e del rinnovamento della “Santa Russia”  ha appena segnato un punto decisivo contro quelli che vengono definiti gli “agenti della quinta colonna” (occidentale).

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Le bestie che hanno lanciato bombe chimiche contro la popolazione siriana, sono appoggiate dagli USA

La portavoce della Cancelleria russa, Maria Zajarova, ha denunciato con dure  parole l’appoggio che gli USA offrono ai gruppi armati ed alle bande dei ribelli  in Siria.

” Queste bestie, quelle che hanno utilizzato armi tossiche (ordigni chimici)  contro i civili , ricevono appoggio  dagli USA, ha dichiarato questo Giovedì’ la funzionaria  con riferimento  ad un attacco  con gas velenosi effettuato  lo scorso a martedì’ contro il quartiere residenziale nella provincia siriana di Aleppo.

Secondo il  Centro russo per la Riconciliazione in Siria, i membri  del gruppo Harakat Nureddin al-Zenik, che ricevono rifornimenti di armi  da  Washington, sono gli autori di questo attacco che ha lasciato sette morti e altre 23 persone ricoverate in ospedale con sintomi di asfissia e bruciature.

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Sergej Karaganov, consigliere del Presidente Vladimir Putin, ha rilasciato un’intervista a Der Spiegel pubblicata il 13 luglio L’intervista di Christian Neef è notevole per la durezza e l’assenza delle solite formulazioni di compromesso.

Sergej Aleksandrovich, la NATO progetta l’espansione delle attività in Europa orientale…
Ho parlato della situazione vicina allo stato di guerra per 8 anni.

Vuoi dire fin dall’inizio della guerra in Georgia?
Già allora, il livello di fiducia reciproca tra i nostri grandi Paesi contrapposti era vicino allo zero. La Russia era solo all’inizio del processo di riarmo. Da allora la fiducia è solo diminuita. Abbiamo avvertito la NATO da subito: non dovete avvicinarvi ai confini dell’Ucraina. Fortunatamente, la Russia è riuscita a fermare la NATO in quella direzione, riducendo il pericolo di guerra in Europa nel medio termine. Ma la propaganda in questo momento ricorda da vicino lo stato di guerra.

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da Redazione. – Interessante riportare la risposta del Ministero della Difesa russa alle richieste della  ministra della Difesa tedesca, Ursula von der Leyen, di avere da Mosca “una informazione in anticipo dei movimenti e del numero delle forze militari russe all’interno delle proprie frontiere, secondo i protocolli previsti nell’ambito OCSE, come ha richiesto anche la NATO, che, secondo la ministra, è una alleanza puramente difensiva che aveva fatto questa proposta già da molto tempo”.
La risposta di Mosca: “le dichiarazioni della ministra della Difesa tedesca ci hanno come minimo sorpreso .

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La Chiesa Ortodossa Rusa del Patriarcato di Mosca ha pubblicato in questi giorni un importante documento dal titolo “L’economia nel contesto della Globalizzazione”. Questo documento mostra le posizioni chiave adottate dalla Chiesa Russa su una serie di questioni collegate al sistema economico attuale ed alle relazioni internazionali.
In particolare la Chiesa Russa al primo punto del documento mette in risalto la sua incompatibilità con le tendenze moderniste ed i processi internazionali che hanno come loro obiettivo la costruzione di un mondo globalizzato ed unipolare. Al contrario la Chiesa ortodossa auspica la realizzzazione di un mondo multipolare che preveda il dialogo fra le varie civiltà e culture sulla base dei valori tradizionali e del rispetto di ogni cultura, delle identità dei popoli in opposizione alla visione globalista e neo liberale del mercato come unico fattore predominante.

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di  Massimiliano Greco

George Friedman, direttore dell’agenzia di intelligence Stratfor lo ha detto chiramente: “Noi americani non temiamo la Russia e neppure la Cina. Temiamo solo che Russia ed Europa si uniscano, perché verrebbe fuori una potenza che non potrebbe essere eguagliata”. Massimiliano Greco ci spiega nei dettagli quali siano le potenzialità di una Euro-Russia e il motivo evidente per cui si cerca di contrapporre le due parti.

La UE è un meccanismo farraginoso che tiene assieme gran parte dell’Europa, comprimendone libertà e imponendo regolamenti assurdi. Ha, purtuttavia, un grande merito: quello di mettere assieme il secondo PIL mondiale: 16,2 bilioni di dollari, contro i 17,5 degli USA e i quasi 11 della Cina. La Russia “solo” 1,3 bilioni (ma a ciò andrebbe aggiunto il PIL della Crimea e quello di Sevastopoli i cui dati ci mancano che, in ogni caso, non cambiano di moltissimo il discorso).

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Alexander Dugin bloccato all’aeroporto di Salonicco. In Europa le porte  sono aperte per tutti:  migranti dal Centro Africa, dal Nord Africa, contrabbandieri, finti profughi, mafiosi turchi, spacciatori albanesi, scafisti libici, terroristi camuffati ma un filosofo russo di tendenza  “filo Putin”, come Alexander Dugin, no, non può entrare. Quella è una persona “pericolosa”.

Il famoso filosofo russo e politologo Alexander Dugin ha visto il suo ingresso rifiutato sul territorio della Grecia. All’aeroporto di Salonicco, è stato informato che gli è proibito entrare nell’Unione europea, su richiesta dell’Ungheria. Non è riuscito ad ottenere maggiori informazioni sulle ragioni per cui è stato bloccato dalle guardie di frontiera greche.

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di  GERMÁN GORRAIZ LÓPEZ *

Il padre della Costituzione argentina, Juan Bautista Alberdi , nel suo libro “El Crimen de la Guerra “, scritto nel 1872, afferma che “le guerre saranno più rare   nella misura  che la responsabilità dei loro effetti si facciano sentire in tutti quelli che le promuovono e le incitano”, con questa prevsione  si anticipa di quasi un secolo il finale della “escalation” nucleare che raggiunse il suo punto di inflessione durante la crisi dei Misili di Cuba e che culminò con la firma da parte di Kennedy e Krushchov dell’Accordo di Sospensione delle Prove Nucleari (1962) e l’implementazione della dottrina della Coesistenza Pacifica, continuando sotto le stigmate della Guerra Fredda fino alla fine del secolo XX, con la caduta del Muro di Berlino. Tuttavia la palindromia della Storia potrebbe fare in modo che che due presidenti del secolo XXI (Putin e Obama) ritorneranno affratellati  per il riemergere  di scenari già scordati della Guerra Fredda dopo quasi mezzo secolo, trovandosi di nuovo una crisi di Missili come occhio palindromico.

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di  Gianluca Savoini

Lo zar russo è guardato con benevolenza da tutti quei popoli e politici che non si riconoscono nelle lobbies del Nuovo Ordine Mondiale.

In principio svettava incontrastato Vladimir Putin. Cattivone per eccellenza, un misto di nazionalismo e di comunismo, un populista all’ennesima potenza che spaventava i benpensanti occidentali, cultori del buonismo politicamente corretto. Dall’inizio dell’anno ha scalato tutte le posizioni e raggiunto lo “zar” russo Mr. Donald Trump. Pur assomigliando poco o nulla al leader russo, il magnate Usa che sfida la signora Clinton per la Casa Bianca è lo spauracchio degli stessi che non perdono occasione di attaccare il Cremlino.

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