"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Palestina ed occupazione israeliana

Davanti ai crescenti scandali di corruzione che colpiscono il primo ministro del regime di Israele,  Benyamin Netanyahu e la sua corte, l’opposizione interna ha preso l’iniziativa per lavorare ad un possibile svolgimento di elezioni anticipate, mettendo così fine all’era di Netanyahu.
Il premier israeliano risulta sospettato in vari casi di corruzione che includono quelli in cui viene accusato di aver accettato mazzette e omaggi costosi così come di traffico di influenza. Di fatto Netanyahu deve affrontare due inchieste penali separate, conosciute come i casi di 1.000 e 2.000, mentre continuano ad uscire alla luce altri casi scandalosi.

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Tra i firmatari dell’appello per la liberazione della 17enne palestinese, arrestata a dicembre per aver “picchiato” due soldati israeliani, Rosario Dawson, Angela Davis, Danny Glover, Alice Walker. Oggi, salvo rinvii, inizia il processo contro la ragazza.

Roma, 13 febbraio 2018, Nena News – Diversi noti attori, atleti, musicisti, studiosi e politici statunitensi hanno firmato ieri una petizione della ong statunitense Dream Defenders che chiede il rilascio della 17enne palestinese Ahed Tamimi. Tamimi è stata arrestata lo scorso dicembre a causa di un video in cui schiaffeggia e dà un un calcio a due soldati israeliani fuori casa sua nel villaggio cisgiordano di Nabi Saleh.

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DAMASCO, SIRIA (19:50) – Oggi durante gli scontri tra forze di occupazione pesantemente armate e giovani palestinesi – a nord di Ramallah – le forze israeliane hanno sparato e ucciso un ragazzo di 16 anni.
Il sedicenne era stato identificato, dal ministero della salute palestinese, come Abu Naeem dal villaggio di Mutagen (a nord di Ramallah).

In tutta la West Bank oggi, le forze di occupazione hanno invaso villaggi e preso di mira bambini e giovani adulti per interrogatori / arresti.

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MEMORIA…CORTA
NOI NON NEGHIAMO GLI ORRORI DELLA STORIA,
NON SIAMO INDIFFERENTI ALLE SOFFERENZE UMANE,
QUALI ESSE SIANO E CHIUNQUE SIA A PATIRLE,
MA NON CELEBRIAMO LA COSÍ DETTA “GIORNATA DELLA MEMORIA”

Si può chiedere “memoria” per alcuni, negandola ad altri?
Qualcosa non quadra, non tornano i conti. Noi gli occhi non li chiudiamo, noi non dimenticheremo: ABBIAMO BUONA MEMORIA.
Il Network di TerraSantaLibera.org e controinformazione.info non partecipano alle commemorazioni di questa “memoria” a senso unico.
È nel nostro diritto farlo. Ancora non é un obbligo di legge o un reato…anche se presto lo sará…

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Di Shenila Khoja-Moolji

Ahed Tamimi, una sedicenne palestinese, è stata recentemente arrestata nel corso di un’irruzione notturna nella sua abitazione.
Le autorità israeliane la accusano di aver «aggredito» un soldato e un funzionario israeliani. Il giorno prima lei aveva affrontato un militare israeliano che era entrato nel cortile della sua casa di famiglia. L’incidente è avvenuto subito dopo che un suo cugino 14 enne è stato colpito alla testa da un proiettile di gomma sparato da un militare, che ha pure sparato delle bombole di gas irritante sull’abitazione, rompendo le finestre.

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Con la mossa su Gerusalemme, Trump, impopolare, cerca di distrarre l’attenzione dai problemi interni
di Mick Napier:

TEHRAN (FNA) – L’attivista per i diritti umani Mick Napier scrive che l’annuncio di Donald Trump sul riconoscimento degli Stati Uniti di Gerusalemme (al-Quds per gli arabi) come capitale del regime israeliano è destinato a distrarre l’attenzione del pubblico dai suoi fallimenti sul fronte interno.
Mick Napier, in un’intervista esclusiva con FNA, ha affermato che la mossa su al-Quds è destinata a distrarre l’attenzione dai molti problemi di Trump in patria, come il calo degli standard di vita, l’aumento della povertà, la mancanza di assistenza sanitaria, l’aumento dei senzatetto e l’ingiusta distribuzione della ricchezza.

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Le autorità israeliane sono furibonde contro il ministro degli Esteri tedesco Sigmar Gabriel il quale  aveva definito Israele uno stato che pratica l’apartheid nei territori palestinesi occupati, paragonando le politiche di Israele a quelle praticate in Sud Africa.
Il 14 dicembre scorso, il giornale Berliner Zeitung aveva informato che Gabriel aveva fatto questo paragone in un discorso fatto nella ” Iniziativa Kreuzberger” contro l’ Antisemitismo.

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I leaders palestinesi rispondono alla provocazione di Trump: Gerusalemme non è in vendita. Così ha risposto il portavoce del presidente della Palestina, Mahmud Abbas, all’ammonimento  di Donald Trump che aveva minacciato di tagliare i fondi annuali di aiuto ai palestinesi (circa 300 milioni di dollari) per obbligarli a sedersi al tavolo dei negoziati. “Gerusalemme è la eterna capitale della Palestina e non è in vendita per oro o per miliardi”, ha detto Nabil Abu Rudeina.

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Quando Donald Trump, il 13 dicembre scorso alla Casa Bianca, è stato premiato per la sua decisione di trasferire l’ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme, riconoscendo così di fatto l’annessione dell’intera città allo Stato di Israele, ha ricevuto il premio Friends of Zion da Mike Evans, figura di spicco del mondo evangelical sionista statunitense.

Evans è molto attivo a Gerusalemme, dove ha fondato nel 2015 il museo degli Amici di Sion. «Nessun presidente nella storia – ha dichiarato durante la premiazione – ha costruito una simile alleanza con lo Stato di Israele e il popolo ebraico». Pochi giorni prima il pastore texano John Hagee, leader della maggiore organizzazione pro-Israele degli Stati Uniti, i Christian United for Israel, si era spinto ad affermare che, mantenendo la sua promessa, Trump «è entrato nell’immortalità politica».

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di Hossal Shaker

Ahed è uni dei simboli di una generazione palestinese piena di audacia che si rifiuta di reprimere la propria rabbia. Si tratta di una generazione che sfida l’occupazione ed a cui non importano le bastonate, gli arresti e le esecuzioni che ne derivano costantemente da parte delle forze di occupazione israeliane contro i minori palestinesi dall’ottobre del 2015.
Una ragazzina ha sfidato l’occupazione con un coraggio ineguagliabile. Nel corso degli ultimi anni i media hanno pubblicato video della Ahed mentre affrontava con coraggio i soldati dell’occupazione armata esigendo che questi  si allontonassero dai territori che stavano occupando con la forza, indifferente alle loro minacce ed ai loro attacchi.

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