"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Media

di  Matteo Fais

Il settimanale L’Espresso ha recentemente dileggiato Diego Fusaro dandogli del filosofo da talk show. Abbiamo simpaticamente deciso di rispondere agli amici di De Benedetti.

Era purtroppo inevitabile. Dalle parti di La Repubblica e L’Espresso hanno una specie di preoccupante coazione a ripetere: non essendo abbastanza obiettivi da schifarsi l’un l’altro, quando si incontrano durante le riunioni di redazione, si compiacciono di spalmare il fango che li lorda sul volto altrui. Ciò non stupisce. Chi non ha niente da dire e, quando parla, non è in grado di articolare alcun tipo di pensiero compiuto, passa solitamente la vita a criticare l’operato altrui.

Leggi tutto…

La portavoce del ministero degli Esteri russo ha dichiarato che i giornalisti della catena televisiva statunitense “sono stati colto in flagrante” e ora “devono rispondere.”

La portavoce del ministero degli Esteri russo, María Zajárova, ha affermato che le dichiarazioni del padre di Omran Daqneesh, il ‘bambino di Aleppo’, che ha accusato la stampa occidentale di “sfruttare” il figlio a scopo di propaganda, quando nel mese di agosto 2016 vari media comunicazione pubblicarono immagini del bambino insanguinato. La diplomatica russa ha ricordato che la giornalista Christiane Amanpour della CNN ha mostrato queste foto al ministro degli esteri russo Serguéi Lavrov durante un’intervista e ha chiesto cosa avrebbe potuto dire alla famiglia del ragazzo.

Leggi tutto…

Industria, energia, finanza, cemento, sanità. E poi, anche, informazione. Editori puri? Non pervenuti. Chi stampa giornali, in Italia, ha soprattutto altri interessi. Qualcuno può stupirsi se poi “la verità” fatica a imporsi, sui media mainstream? «Ecco chi controlla i giornali in Italia: praticamente sono 9 entità, ma in realtà sono molte di meno se si considerano i legami, le infiltrazioni, le affiliazioni, le “amicizie”», scrive “Coscienze in Rete”, citando l’ultimo report del Cnms, Centro Nuovo Modello di Sviluppo, una Onlus che monitora lo stato dell’informazione partendo dalla lettura dell’assetto proprietario dei media.

«I nomi? Li conosciamo tutti, ma non tutti hanno avuto modo di apprezzare come questo dominio sia pervasivo», sostiene il blog di Fausto Carotenuto, sottolineando come venga spesso dato «enorme risalto» a fonti «autorevoli», internazionali: il gioco si svela scoprendo, ad esempio, il legame tra “La Stampa” e l’“Economist”. In altre parole, gli uomini del quarto potere: «Sono loro che, tramite sottoposti, ci dicono quotidianamente qual’è la realtà».

Leggi tutto…

Niente prove dell’attacco con armi chimiche dell’esercito siriano a Idlib. Ancora una volta, fonte della ‘verità’ è il c.d. Osservatorio siriano dei diritti umani

di Giampiero Venturi.

Non ci sono prove dell’attacco con armi chimiche perpetrato dall’esercito siriano sulla città di Idlib. Ancora una volta la fonte della “verità” è il cosiddetto Osservatorio siriano dei diritti umani (v.articolo), che dietro l’orpello degli scopi filantropici è un’organizzazione politica vicina al fronte ribelle anti Assad con sede in Gran Bretagna.

Leggi tutto…

Recentemente la home page di Repubblica ha subito un restyling che, a detta della redazione, ha migliorato e reso più moderna l’interfaccia.
Fermo rstando che i contenuti e la linea editoriale non sono mutati, come era lecito atendersi, la prima cosa che salta all’occhio è che la sezione video è stata allargata a dismisura, prendendo quasi tutta la colonna di destra.
E’ da un po’ che assistiamo ad uno spostamento del modo di comunicare informazioni e concetti dalla parola scritta, all’immagine e, infine, al video.

Leggi tutto…

Recentemente Marie Krarup, deputata del Partito popolare danese, mi ha contattato per dire che la task force East Stratcom dell’UE mi ha posto in una lista che mi bolla come propagandista filo-russa e mi accusa di diffondere la disinformazione russa.

Quest’organizzazione è stata istituita nel marzo 2015 dal Consiglio d’Europa per attuare un piano d’azione sulla comunicazione strategica per affrontare quello che etichetta come “le continue campagne di disinformazione della Russia”, presumibilmente con l’obiettivo di destabilizzare la democrazia europea. A tal fine, East Stratcom “pubblica due bollettini settimanali pubblici per rimanere aggiornati sulle ultime storie e narrazioni di disinformazione”. Date un’occhiata al sito di East Stratcom.

Questa è stata una notizia scioccante per me. Marie Krarup ha richiesto una consultazione con il ministro degli esteri danese, Anders Samuelsen. Ha scoperto che l’accusa della task force ha violato i miei diritti costituzionali, previsti dalla legge danese, a esercitare la libertà di parola, e ha trovato che questa è una forte prova che l’UE si sita arrogando un privilegio antidemocratico e totalitario di listare commentatori, esperti e giornalisti che criticano le politiche comunitarie e i leader delll’UE.

Leggi tutto…

Funzionari de Ministero dell’Interno di Germania stanno richiedendo al ministro dell’interno, Thomas de Maizière, di istituire un Centro di Difesa contro la Disinformazione per combattere quella che chiamano “disinformazione politica”, un eufemismo per dire “notizie false”.
“L’accettazione di una era della post-verità equivarrebbe alla capitolazione politica”, hanno detto i funzionari a Maiziere in un memorandum che ha anche rivelato che i burocrati del Ministero dell’Interno sono desiderosi di vedere che “L’autentica comunicazione politica” permane a definire il secolo XXI”.

In altre parole, i burocrati del Ministero dell’Interno temono che la cancelliera, Angela Merkel, perda le elezioni nel settembre del 2017, e per questo sono disposti a fare tutto quanto sia necessario per evitare questa prospettiva, per quanto questo significhi utilizzare (ancora di più) l’autorità federale per reprimere la libertà di espressione, inventandosi un ufficio formale per la propaganda statale. L’attuale dibattito sulle “notizie false” è una scusa conveniente.

Leggi tutto…

di Claudio Messora.
[con nota di Pino Cabras]

Stampatevi bene questa data nella testa: 27 gennaio 2017. Il giorno in cui gli effetti della campagna contro le cosiddette “fake news” (ma in realtà con l’obiettivo di colpire l’informazione libera e indipendente), orchestrata da Hillary Clinton, dal Parlamento Europeo, da Laura Boldrini, da Angela Merkel e da tutti quelli che hanno paura che l’informazione libera possa scalzare i loro privilegi e la loro posizione di forza, hanno iniziato a colpire anche in Italia, togliendo la linfa vitale della monetizzazione Adsense, con motivazioni che avrebbero del ridicolo o del tragicomico, se non rappresentassero qualcosa di ben più grave. Vedi: Youtube.com/watch

Oggi è un giorno pesante, il più pesante per l’informazione libera e indipendente in Italia e nel mondo, da quando ho iniziato a fare questo “mestiere” del blogger, dieci anni fa.

Leggi tutto…

di   Eugenio Cipolla

Quando un paio di anni fa la Rada, il parlamento ucraino, ritirò gli accrediti ai giornalisti russi, a seguito della situazione in Donbass, fummo tra i pochi a denunciarlo, facendo notare come tutti coloro che si erano impegnati per la libertà di stampa dopo gli attacchi al settimanale parigino Charlie Hebdo, avessero in quell’occasione tenuto un profilo molto basso, disinteressandosi della questione.

La mossa della Rada, chiaramente patrocinata da Petro Poroshenko, non fu solo uno sgarbo alla Russia e Vladimir Putin, ma anche una grave limitazione della libertà di stampa, che purtroppo ha creato un precedente che nelle ultime settimane si sta ripetendo sempre nei confronti dei giornalisti, sempre con il consueto silenzio del sistema occidentale.

Leggi tutto…

Marcello D’Addabbo

In Germania il caso Ulfkotte è ormai esploso in tutta la sua enormità. Nei talk show risuonano le parole del corrispondente esteri del più prestigioso quotidiano tedesco, “Frankfurter Allgemeine Zeitung” «per diciassette anni sono stato pagato dalla CIA, io e altri centinaia abbiamo lavorato per favorire la Casa Bianca».

Questo è l’inquietante quadro descritto nel libro che Udo Ulfkotte ha da poco pubblicato in patria dal titolo eloquente: Giornalisti comprati. Il libro descrive il controllo dei media tedeschi, e occidentali in genere, attraverso una fitta rete di corruzione e di pressioni esercitate da parte degli americani mediante apparati di intelligence, ambasciate Usa, fondazioni, lobby e istituzioni atlantiste (sono citate tra le tante il Fondo Marshall, l’Atlantic Bridge e l’Istituto Aspen). Il fine di tale incessante attivismo operato nelle retrovie dei mass media, secondo le rivelazioni dell’autore, è quello di costruire una interpretazione degli accadimenti internazionali sempre unilaterale e compiacente verso Washington.

Leggi tutto…