"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Media

Sembra ormai sulla via dell’archiazione la morte  del giornalista investigativo Bechir Rabani, che si era infiltrato nei gruppi violenti di sinistra come gli antifas ed era  stato trovato morto nel dicembre 2017, poco dopo aver presentato delle denunce sui finaziamenti occulti del finanziere globalista George Soros a queste organizzazioni.

Bechir Rabani, 33 anni, di origine palestinese, con passaporto svedese, era un giornalista indipendente e blogger molto conosciuto in Svezia per le sue inchieste e per le sue rivelazioni circa le collusioni fra i settori dell’alta finanza e le organizzazioni pro immigrazione che operano in Europa. Alcune delle sue inchieste avevano suscitato reazioni ed attacchi dagli ambienti della sinistra mondialista e dai media ufficiali che lo accusavano di “complottismo”.

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di  Giulietto Chiesa

Il Parlamento Europeo ha respinto a maggioranza una legge che va sotto il titolo di “difesa dei diritti d’autore”, ma che è un pasticcio dal quale sarebbero usciti vincenti solo i grandi network. E perdenti tutti i “content producers”, cioè i milioni di fruitori e attori della Rete.

Il fulcro del cosiddetto “ragionamento” della Commissione (che, in effetti ha cercato di guidare il processo) stava nei famigerati artt. 11 e 13 che, ridotti in termini comprensibili alle masse, significa che se vuoi pubblicare un qualsiasi contenuto, devi prima accertarti che non sia coperto dal diritto d’autore. Se non lo fai sarai “bannato” e punito.

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L’Occidente è precipitato in una nuova epoca di terrore:
il rischio della guerra globale, le fake news e la dittatura dei media

di Enrica Perrucchetti

Archiviato il pericolo ISIS, grazie alla sconfitta delle truppe del Califfo in Siria, i nuovi nemici globali sono la Corea del Nord e l’Iran. L’elezione di Trump ha portato il mondo a dividersi in due blocchi, riproponendo una anacronistica Guerra Fredda e il rischio di un conflitto globale.

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di  Eric Zuesse

Il 23 aprile Rd , il grande giornalista d’inchiesta indipendente, Craig Murray – un ex diplomatico britannico – ha titolato nel suo blog, “Condemned By Their Own Words” (condananto dalle proprie parole) , e lui stesso ci ha postato la trascrizione tradotto da Inglese (tratto sotto) per questa radio ebraica israeliana, in onda il 21 aprile , in cui un israeliano, un generale di brigata, di nome Fogel, ha spiegato il motivo per cui le truppe israeliane stanno facendo la cosa giusta con lo sparare e persino l’ uccidere gli abitanti di Gaza che vengono (in modo non meglio specificato) troppo vicino al muro che separa Israele dalla Gaza:

Qualsiasi persona che si avvicini alla recinzione, chiunque possa essere una futura minaccia al confine dello Stato di Israele e dei suoi residenti, dovrebbe pagare un prezzo per tale violazione. Se questo fosse un bambino o qualcun altro che si avvicina alla barriera per [il soldato pensa forse] nascondere un ordigno esplosivo o [per] controllare se ci sono zone morte lì o per tagliare la recinzione in modo che qualcuno possa infiltrarsi nel territorio dello Stato di Israele per ucciderci …

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di  Luciano Lago

Mentre tutti i poteri forti si stavano gradualmente pronunciando a favore di governo 5 Stelle-PD, rimasti spiazzati dal no del PD e dai risultati delle elezioni in Friuli, intervengono gli esponenti del potere mediatico a dire la loro sulla intricata situazione politica italiana.

«Qualunque sarà il governo noi saremo i cani da guardia della democrazia»: parola di Marco De Benedetti, presidente del Gruppo GEDI, la più grande concentrazione editorial-finanziaria esistente in Italia (la Repubblica, Il Secolo XIX, la Stampa, l’Espresso, Radio Deejay, Radio Capital, ecc. ecc.).

In realtà più che “cani da guardia della democrazia” i giornalisti del sistema mediatico dominante sembrano piuttosto “cani al servizio di un solo padrone”: il regime della oligarchia tecno-finanziaria.

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di  Gabriele Sannino

Lo scandalo del social di Mark Zuckerberg e della società inglese di consulenza Cambridge Analytica ha destato molti sospetti sul web, almeno per chi è un po’ più scafato a va oltre la propaganda del cosiddetto mainstream, sia televisivo che giornalistico.
Riassumiamo per qualche secondo i fatti, così da avere le idee chiare: Cambridge Analytica è una società che si occupa di seguire e – di conseguenza – orientare campagne promozionali sul web, e per farlo – al pari di tante altre società oggi – usa la miniera di dati che ogni giorno gli utenti lasciano su Facebook.

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di Luciano Lago

Il concetto di “Libertà e Democrazia” continuamente sbandierato in Occidente e con quello il pretesto per aggredire i paesi che non si conformano allo standard politico del sistema ipercapitalista e consumista promosso dalle elite anglo USA, si scontra con la realtà dell’intolleranza manifestata nei confronti delle voci discordi non conformi al coro del politicamente corretto imposto nelle società occidentali.

Le fonti di informazione che operano in modo difforme rispetto al coro conformista del sistema dei media atlantisti, quelli che svolgono l’insostituibile compito della manipolazione delle idee e dei cervelli , vengono sottoposte a pressione indebita, ricattate e sanzionate con i più assurdi pretesti in modo da rendere loro impossibile lo svolgimento del proprio lavoro.

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di  Paul Antonopoulos

RIO DE JANEIRO, Brasile – È sempre più chiaro che gli Oscar non considerano un criterio fondamentale la qualità delle opere e dei premi, e che il loro scopo è essenzialmente quello di trasmettere un messaggio ideologico liberal la cui finalità è quella di rafforzare l’egemonia globale liberal e preparare il via per il nuovo ordine globale.

La relativizzazione della qualità delle opere non è nuova, perché il premio è sempre stato portato avanti da blockbuster, dove prevale la quantificazione del reddito, del pubblico, ecc.. Tuttavia quello che viene oggi al posto della qualità non è la quantità, ma lo spirito di “Progressista transfrontaliero” (leggi mondialista).

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di Enrica Perucchietti

L’ultimo libro di Enrica Perucchietti può essere considerato un vero e proprio grido d’allarme. Parliamo di Fake News (Arianna Editrice), che si avvale della prefazione di Marcello Foa. La battaglia in corso contro le cosiddette fake news è, in realtà, per Perucchietti un ulteriore grande passo verso una forma moderna di psicoreato, voluta da forze governative che non accettano il pensiero controcorrente.

Un tema super-bollente soprattutto in questi tempi dove il termine fake news è diventato quasi di moda ma dietro ci sono realtà e nuovi rischi non sempre di facile interpretazione. Il libro intende essere una bussola proprio per capire meglio “chi e cosa c’è dietro”, come testimonia l’intervista che abbiamo fatto all’autrice.

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di Enrica Perrucchetti

«La guerra è pace, La libertà è schiavitù, L’ignoranza è forza». Questi sono i tre slogan che campeggiano stampati sulla facciata del palazzo di forma piramidale in cemento bianco in cui si trova la sede del Ministero della Verità orwelliano: è al suo interno, nell’Archivio, che lavora il protagonista di 1984, Winston Smith. Il Miniver (in neolingua) si occupa dell’informazione e della propaganda e ha il compito di produrre tutto ciò che riguarda l’informazione: promozione e diffusione dei precetti del partito, editoria, programmi radiotelevisivi, letteratura. Questo ente si occupa anche della rettifica di questo materiale, in un’opera capillare e costante di riscrizione delle fonti. Il Miniver, cioè, si occupa di falsificare l’informazione e la propaganda per rendere il materiale diffuso conforme alle direttive e all’ideologia del Socing. Il Grande Fratello, infatti, sottomette le menti dei cittadini tramite il “controllo della realtà”, ossia il bipensiero e niente deve sfuggire alle maglie del suo dominio onnipervasivo.

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