"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Media

di Ron Unz

Analisi, ottobre 2017 – Il concetto di “teoria del complotto” è un’arma ideologica da guerra contro le ricostruzioni storiche e cronachistiche che non godono di un imprimatur ufficiale. Il concetto venne elaborato dalla CIA, e da allora si è imposto nei media internazionali…

Pare evidente che gran parte di quanto viene detto dai nostri capi di governo, o scritto sulle pagine dei nostri giornali più rispettabili – dagli attentati dell’11 settembre al caso locale più insignificante di piccola corruzione urbana – potrebbe essere tranquillamente collocata nella categoria « teoria del complotto », ma è difficile che in casi del genere si scomodi questo concetto. Vi si ricorre solo per quelle teorie, non importa se plausibili o fantasiose, che non hanno il timbro di approvazione dell’ establishment.

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Impressionante annuncio del talmudista Mark Zuckerberg, nel quadro della campagna per il bavaglio alla libertà di stampa e di espressione che da noi vede protagonista la Boldrini e in Germania e Francia ha già portato a leggi contro le fake e le hate news, i discorsi di odio..

Questo agente USraeliano annuncia che, in difesa della democrazia e per evitare ulteriori fenomeni come “le interferenze russe” nelle elezioni USA, Facebook provvederà a eliminare tutti gli interventi che minacciano “la nostra democrazia”. Google si muove lungo le stesse linee. Fra non molto saremo zittiti.

Fulvio Grimaldi

Vedi: Russia-Insider

Questo è accaduto poche ore fa. Non abbiamo neppure terminato di vedere questo video di 8 minuti che abbiamo pensato che bisogna diffonderlo-
La nostra impressione iniziale, dopo pochi minuti di visione, è che questo ragazzo sembra essere molto teso e nervoso come se qualcuno gli avesse assegnato un compito.. Qualunque sia la ragione.
In ogni caso sembra come che qualcuno, dal lato sinistro dello schermo, gli stesse puntando un’arma o qualche cosa del genere. Potrebbe essere ostaggio di una forza superiore che lo sta mantenedo sotto pressione.

Fonte: Russia Insider

L’individuo opera le sue scelte mosso da impulsi irrazionali e incontrollati. E’ compito di una minoranza di persone elette guidarlo “come un gregge di pecore va guidato”.

di Ilaria Bifarini

Annoverato dall’autorevole rivista americana Life tra i 100 uomini più potenti del XX secolo, acclamato unanimemente come il creatore dell’ingegneria del consenso, Edward Louis Bernays è un nome poco familiare al pubblico europeo. Conosciuto forse a qualche curioso per la sua parentela con il padre della psicoanalisi, dello zio Freud il giovane Louis assimila velocemente e rielabora brillantemente la teoria di rivoluzionaria conoscenza dell’inconscio.

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Le tecniche di manipolazione dei mega media non sono cambiate ma al contrario si sono consolidate tanto da divenire una scienza , quella che viene definita “misinformation and manipulation” dagli “spin doctors” addetti nel settore  della divulgazione mediatica. Sono le tecniche insegnate nei corsi riservati ai giornalisti arruolati dai servizi di intelligence e infiltrati nei grandi media Tv e giornali per diffondere l’interpretazione delle notizie in modo utile per le centrali di potere dominante.  Noam Chomsky le ha studiate ed elencate. Ne riportiamo la descrizione.

di  Noam Chomsky –

1-La strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.

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Lo scorso 10 agosto è apparso sul sito di Russia Insider un articolo a firma di Charles Bausman, l’editore del blog, che ricorda la vicenda del giornalista tedesco Udo Ulfkotte prematuramente scomparso nel gennaio scorso ( Russia-insider.com).

Ricordiamo che Udo Ulfkotte era un brillante giornalista ed inviato speciale sui fronti di guerra che aveva lavorato per molti anni per il Frankfurter Allgemeine Zeitung, una delle principali testate tedesche. Nel 2014 aveva pubblicato il suo libro Gekaufte Journalisten (Giornalisti comprati) sul controllo esercitato dai servizi di informazione americani e tedeschi sulla stampa per condizionare l’opinione pubblica sugli affari internazionali.

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di  Luciano Lago

L’emarginazione di chi dissente avviene oggi, nell’epoca della globalizzazione, quando la canaglia mediatica del modo occidentale si scatena contro un qualche riconosciuto nemico dei così detti i”nostri valori” della “nostra democrazia” , quest’ultima, una parola che ha acquistato un significato tecnico orwelliano quando viene utilizzata con l’esaltazione retorica dal giornalismo conformista, per riferirsi agli sforzi degli Stati Uniti e dei suoi alleati per imporrre la democrazia liberale rappresentativa ed il sistema occidentale agli stati considerati “fuorilegge”, come il Venezuela o la Corea del Nord, la Siria di Assad o l’Iran o la Russia di Putin.

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di  Matteo Fais

Il settimanale L’Espresso ha recentemente dileggiato Diego Fusaro dandogli del filosofo da talk show. Abbiamo simpaticamente deciso di rispondere agli amici di De Benedetti.

Era purtroppo inevitabile. Dalle parti di La Repubblica e L’Espresso hanno una specie di preoccupante coazione a ripetere: non essendo abbastanza obiettivi da schifarsi l’un l’altro, quando si incontrano durante le riunioni di redazione, si compiacciono di spalmare il fango che li lorda sul volto altrui. Ciò non stupisce. Chi non ha niente da dire e, quando parla, non è in grado di articolare alcun tipo di pensiero compiuto, passa solitamente la vita a criticare l’operato altrui.

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La portavoce del ministero degli Esteri russo ha dichiarato che i giornalisti della catena televisiva statunitense “sono stati colto in flagrante” e ora “devono rispondere.”

La portavoce del ministero degli Esteri russo, María Zajárova, ha affermato che le dichiarazioni del padre di Omran Daqneesh, il ‘bambino di Aleppo’, che ha accusato la stampa occidentale di “sfruttare” il figlio a scopo di propaganda, quando nel mese di agosto 2016 vari media comunicazione pubblicarono immagini del bambino insanguinato. La diplomatica russa ha ricordato che la giornalista Christiane Amanpour della CNN ha mostrato queste foto al ministro degli esteri russo Serguéi Lavrov durante un’intervista e ha chiesto cosa avrebbe potuto dire alla famiglia del ragazzo.

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Industria, energia, finanza, cemento, sanità. E poi, anche, informazione. Editori puri? Non pervenuti. Chi stampa giornali, in Italia, ha soprattutto altri interessi. Qualcuno può stupirsi se poi “la verità” fatica a imporsi, sui media mainstream? «Ecco chi controlla i giornali in Italia: praticamente sono 9 entità, ma in realtà sono molte di meno se si considerano i legami, le infiltrazioni, le affiliazioni, le “amicizie”», scrive “Coscienze in Rete”, citando l’ultimo report del Cnms, Centro Nuovo Modello di Sviluppo, una Onlus che monitora lo stato dell’informazione partendo dalla lettura dell’assetto proprietario dei media.

«I nomi? Li conosciamo tutti, ma non tutti hanno avuto modo di apprezzare come questo dominio sia pervasivo», sostiene il blog di Fausto Carotenuto, sottolineando come venga spesso dato «enorme risalto» a fonti «autorevoli», internazionali: il gioco si svela scoprendo, ad esempio, il legame tra “La Stampa” e l’“Economist”. In altre parole, gli uomini del quarto potere: «Sono loro che, tramite sottoposti, ci dicono quotidianamente qual’è la realtà».

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Niente prove dell’attacco con armi chimiche dell’esercito siriano a Idlib. Ancora una volta, fonte della ‘verità’ è il c.d. Osservatorio siriano dei diritti umani

di Giampiero Venturi.

Non ci sono prove dell’attacco con armi chimiche perpetrato dall’esercito siriano sulla città di Idlib. Ancora una volta la fonte della “verità” è il cosiddetto Osservatorio siriano dei diritti umani (v.articolo), che dietro l’orpello degli scopi filantropici è un’organizzazione politica vicina al fronte ribelle anti Assad con sede in Gran Bretagna.

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