"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Islam ed Europa

Come molti già sanno, nelle ultime ore della giornata di ieri sono stati pubblicati in rete una serie di documenti riservati sulla campagna elettorale del candidato alla presidenza francese Emmanuel Macron.
Come ci si poteva aspettare, nella terra della “Libertà, Uguaglianza e Fraternità”, la Commissione Nazionale per il Controllo della Campagna Elettorale ha proibito la pubblicazione di questi documenti nei media ufficiali.
Pirati informatici hanno tuttavia pubblicato in rete un grande archivio di documenti sulla campagna elettorale del candidato Macron.

La filtrazione di questi documenti è avvenuta negli ultimi minuti del Venerdì, prima dell’inizio della giornata di riflessione, in vista delle votazioni per il secondo turno delle presidenziali in svolgimento Domenica in cui Macron andrà a confrontarsi con la Marine Le Pen.

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Il Wahabismo, grazie ai dollari del petrolio, e alla sudditanza occidentale, si diffonde ovunque. E non è un movimento pacifico.

di Fulvio Scaglione

Gli abitanti di Helsinki avevano visto i cortei anti-migranti dei gruppi neo-nazisti. Ora, invece, fanno conti con una protesta nuova, che anche noi dovremmo seguire con attenzione. È quella contro il progetto chiamato “Centro Oasi”, che nella periferia industriale della città vorrebbe far sorgere una moschea capace di accogliere 1.200 fedeli, un centro culturale e una serie di giardini e locali comunitari. Un gigante, considerato che l’intera comunità islamica della Finlandia conta al più 70 mila persone (tra le quali molti somali, turchi e albanesi).

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Vedere anche se non si vuol credere.
di Sonia Ardizzoni

Sabato scorso il primo cittadino Merola, il vescovo Zuppi e il rampollo emiliano stile Fratelli Musulmani Lafram tutti insieme sotto l’albero di Piazza Maggiore, Bologna.
L’albero, come per magia lacrimatoria mediaticamente orientata, viene al click appositamente spento, mentre i tre oscuri alfieri petroniani vanno a reggere il vessillo dell’aggressione occidentale alla Siria.
Immortalati non a caso dietro la stessa bandiera imposta al Paese durante il “protettorato” coloniale francese, lorda di sangue dei bambini siriani da ben prima che qualche scellerato sinistrato cominciasse ad esporre cartelli post orwelliani con la scritta “Save Aleppo”.

La cornice è quella di Bologna, città la cui amministrazione propone come fiore all’occhiello per il triennio prossimo il progetto della Disneyland del cibo fra i compagni di merende renziani e il prode dei magnamagna italidiotati, Oscar Farinetti.
Qualche decina di persone a prendersi un gran freddo che parte dalla mente, ma è il dato di pura propaganda che conta di più.

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Intervista a cura di Ali Reza Jalali

Il tema della convivenza tra modelli culturali diversi è sempre al centro del dibattito politico e religioso dei vari paesi, soprattutto all’interno dell’Europa, visto l’aumento massiccio negli ultimi anni della popolazione immigrata nei vari Stati del vecchio continente. Soprattutto la convivenza tra la cultura europea e la comunità islamica desta particolare attenzione tra gli studiosi. Per cercare di comprendere meglio il problema abbiamo deciso di contattare Claudio Mutti, studioso, editore e direttore della rivista “Eurasia”.

-Gentile prof. Mutti, lei è stato tra i primi in Italia a occuparsi di Islam, pubblicando alcuni testi quando ancora la presenza musulmana qui non era così visibile. Come è cambiato il rapporto tra Islam ed Europa oggi rispetto agli anni ’70-’80, ovvero rispetto a quando è iniziata la prima ondata migratoria musulmana non europea verso il vecchio continente in epoca contemporanea?

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Quello che si paventava è iniziato ad accadere: non appena i londinesi hanno eletto un sindaco mussulmano, immediatamente è partito un programma di promozione dell’Islam, così come ci si è posti interrogativi circa la libertà di movimento “concessa” alle donne mussulmane.

Vediamo per prima cosa la promozione dell’Islam.

Con il pretesto della campagna umanitaria a favore dei rifugiati siriani, il giorno seguente alla elelezione di Sadq Khan, l’associazione Islamica “Relief”, una ONG di aiuti internazionali, va a collocare nelle fiancate laterali di 640 autobus londinesi un enorme cartello che riporta con in lettere cubitali “Subhan Allah”. In cristiano: “Gloria ad Allah”. Questa pubblicità ostentata durerà alcuni mesi, in pratica fino a tutto il ramadan.

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di Marco Della Luna

A seguito delle recenti stragi in Francia e Belgio, nonché dell’espansione dell’Isis in Medio Oriente e in vari paesi africani, compresa la Libia, anche il mainstream politically correct ha riconosciuto che non siamo alle prese con gesta di fanatici isolati ma con una strategia di espansione islamica diretta anche verso l’Europa. Tematizzare questa realtà, quindi, non è più islamofobia.

La geostrategia islamica agisce con tre strumenti principali:

penetrazione finanziaria mediante l’acquisto di sostegni politici, di banche, di industrie strategiche, di mass media, pagati coi petrodollari soprattutto dai saudi-salafiti finanziatori del jihad e alleati di Washington; business dell’immigrazione per onlus etc.;

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di Luis Rivas

Le 359 aggressioni sessuali subite dalle donne tedesche nella notte del capodanno del 2015 continuano a suscitare un aspro dibattito in Europa, che trascende le veetenza poliziesca, quella legale o politica e si immerge già nel mondo intellettuale.
L’esempio più chiaro è quello di cui si soni resi protagonisti, disgraziatamante per lui, lo scrittore e giornalista algerino Kamel Daoud, il quale ha subito un linciaggio morale da parte di un gruppo di sociologi ed antropologi della scena francese per aver scritto sul tema “la relazione malata” tra la donna ed il mondo arabo mussulmano.
Secondo Daoud, i fatti della città di Colonia sono “l’esempio del fatto che in quel mondo (quello mussulmano) la donna viene negata come perona, rifiutata, assassinata e violentata, incarcerata o posseduta”.

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