"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Immigrazione di massa

E’ paradossale, ma è proprio così. Fermare l’immigrazione si può o, almeno, la fase finale: quella degli sbarchi. Il problema non è, dunque, che “non si può”, ma che “non si vuole” fermare gli sbarchi.

Infatti, è bastato una direttiva firmata dal capo della polizia Franco Gabrielli per far si che tutti i porti siciliani venissero interdetti da ogni eventuale sbarco. Ovviamente, non pensiamo che una direttiva di Polizia possa, da sola, fermare un esodo che ha ben altre, e più grandi, proporzioni. Tuttavia, già da solo questo semplice gesto, è emblematico della differenza (abissale) fra ciò che si vuole e ciò che non si vuole fare, in Italia, per contrastare questo fenomeno. Da:  Azione Tradizionale

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LONDRA – Tutto coloro che sono nauseati dall’arrivo di finti rifugiati sulle coste italiane trasportati dalla LIbia da una sorta di “agenzia viaggi” per metà formata dalla mafie islamiche sul suolo libico, per l’altra metà da navi delle Ong in diretti rapporti con loro, saranno felici di sapere che anche Lars Loekke Rasmussen non ne puo’ piu’ di vedere l’Europa invasa da immigrati africani senza alcun diritto d’asilo e d’accoglienza nella Ue, della quale l’Italia fa parte, almeno per ora.

Per chi non lo sapesse questo signore e’ il primo ministro danese e martedi’ 16 Maggio, davanti al Parlamento riunito per l’emergenza clandestini, ha dichiarato che la Danimarca vuole mantenere i controlli alle frontiere a tempo indeterminato e se necessario lui e’ pronto a scontrarsi con la commissione europea perche’ il numero di immigrati che arriva in Italia via mare e’ troppo alto ed è inaccettabile.

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di Enrico Galoppinoi

Lo scandalo del “magna magna” è finalmente scoppiato.

Ong nient’affatto “indipendenti” che fungono da “taxi”; “filantropi” che si precipitano a Palazzo Chigi; mafie e ‘ndranghete che d’improvviso si scoprono “accoglienti”; preti che cascano dal pero e non s’accorgono (?) in che giro sono finiti.

Ormai si sa di tutto e di più, senza doversi informare per forza da Radio Padania. Perché finalmente c’è un giudice della Repubblica, anzi più d’uno, che vuole vederci chiaro.

Così, gli uni (i contrari all’immigrazione) gongolano e gli altri (i favorevoli) tremano.

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‘Ora dopo ora le cronache confermano che l’immigrazione e’ diventata un vero e proprio allarme sociale: altre migliaia di arrivi, ancora morti innocenti, impegni disattesi, come gli accordi Italia-Libia e quello di liberare l’indecente hub di Conetta in Veneto. Cifre che testimoniano di un quadro fuori controllo: 200 mila arrivi previsti nel solo 2017.

Con questo ritmo in cinque anni saranno arrivati un milione di immigrati e l’intero sistema sociale italiano sara’ al collasso. Il tutto sterilizzando per ora l’ oscura vicenda di certe Ong, che di sicuro non aiutano a controllare i flussi”. Cosi’ il Presidente del Veneto, Luca Zaia, commenta i nuovi sbarchi di immigrati.
”A Conetta, da tempo vero scandalo nazionale – aggiunge – l’impegno solenne a chiudere, preso varie settimane fa, e’ rimasto lettera morta. Oggi riceviamo la notizia che sono in vista altri arrivi e le mille presenze della vergogna continuano a essere tali.

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di Michele Rallo

In attesa dei primi risultati delle presidenziali francesi, rileggo le cronache dell’ultimo attentato del “multiculturalismo” al nostro stile di vita, quello che è costato la vita a un poliziotto sugli Champs Elysées. Secondo l’agenzia di stampa dell’ISIS, lo avrebbe compiuto tale Abu Yussef al-Belgiki, dove al-Belgiki sta per “il belga”. Errore – strilla la stampa d’Oltralpe, riecheggiata dalla nostra – perché l’assassino del poliziotto “è un francese”.

Avete capito? Ai tempi bui degli Stati Nazionali e delle “società chiuse” i francesi si chiamavano Armand, Michel, Georges, Joseph, eccetera. Oggi – nell’epoca gaia della Open Society, dei miliardari-filantropi e di Papa Bergoglio – i francesi e i belgi posso chiamarsi Abu, Yussef, Alì o Babà.

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Redazione-Il Fronte unito della Sinistra Mondialista sta conducendo una campagna di delegittimazione del Procuratore capo della Repubblica di Catania per la sua inchiesta sulle ONG che risultano complici degli scafisti,  nel traffico di migranti e di schiavi che si verifica fra la Libia e le coste del sud Italia,  in clusi i grandi interessi economici che si celano dietro tale fenomeno.

DICHIARAZIONE DELL’ON. ATTAGUILE  (ANTIMAFIA) SULLE INDAGINI DEL. P.CAPO ZUCCARO:

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“Volontà di destabilizzare l’economia italiana per trarne dei vantaggi”

A mio avviso alcune Ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti e so di contatti. Un traffico che oggi sta fruttando quanto quello della droga”. Così Carmelo Zuccaro, procuratore di Catania, ai microfoni di Agorà su RaiTre.
“Forse la cosa potrebbe essere ancora più inquietante – ha aggiunto Zuccaro – si perseguono da parte di alcune Ong finalità diverse: destabilizzare l’economia italiana per trarne dei vantaggi”.
Alla domanda sui possibili allarmismi, Zuccaro ha risposto: “Se l’informazione è corretta questo corto circuito non si può creare salvo per effetto di persone che vogliono creare confusione”. askanews

Procuratore di Catania: “Abbiamo prove dei contatti tra scafisti e alcune Ong”

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Finalmente anche alcune testate giornalistiche si accorgono di chi si trova dietro il piano di invasione dell’Italia, chi lo finanzia, chi lo favorisce e quali sono gli interessi che sono collegati all’immigrazione clandestina. Quello che noi andiamo denunciando e scrivendo da anni diventa finalmente una notizia di cui parlare anche in concomitanza dell’indagine aperta dalla Procura di Catania sulle ONG che hanno il compito di prelevare i migranti dalle coste della Libia e farli sbarcare sulle coste del sud Italia.

Da Il Nord:

Le principali ONG impegnate nel traffico di africani verso l’Italia sono: Moas, Jugend Rettet, Stichting Bootvluchting, Médecins sans frontières, Save the children, Proactiva Open Arms, Sea-Watch.org, Sea-Eye, Life boat.

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Cronaca: Migranti, boom di arrivi per Pasqua: quasi 8.500 salvati, 13 morti
Il bel tempo ha incoraggiato le partenze dalla Libia e il sistema di accoglienza è già al limite. La spesa aggiuntiva prevista dal Def nel  2017 potrebbe essere di 4,6 miliardi.
“..Si continua a morire nel Mediterraneo nel tentativo di approdare alla “terra promessa”. Il fine settimana pasquale ha registrato un vero boom di arrivi: 8.300 migranti sono stati salvati in tre giorni, ma sono stati recuperati anche 13 cadaveri, tra i quali quello di un bimbo di otto anni. Se il trend degli arrivi dovesse proseguire, il Def prevede che nel 2017 le spese per il soccorso e l’accoglienza potrebbero salire a 4,6 miliardi di euro……”

Facendo riferimento alle ultime drammatiche notizie che provengono dalle coste del sud Italia, possiamo cogliere l’occasione per affermare che l’ondata migratoria che si sta abbattendo sulle coste italiane è diventata ormai una emergenza epocale, che non ha più nulla a che fare con un fattore “umanitario” o una necessità di carattere economico.

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Se qualcuno avveva coltivato la speranza che il selvaggio attentato del venerdì a Stoccolma avrebbe segnato un punto di non ritorno alle politiche suicide che ci hanno condotto a questo spargimento di sangue, in queste ore avranno già abbastanza elementi di giudizio per capire che niente cambierà. Più grave ancora, l’inquietante paradosso di una elite politica che, per conservare le sue vastissime prerogative, deve sottomettersi ai dettami della elite mondialista, anche quando questo presupponga un uno stillicidio di vite di cittadini europei, e questo inizia ad essere accettato dall’opinione corrente come un imbarazzante “male minore” che bisogna tollerare. Il massacro di Stoccolma ha avuto molto meno ripercussione mediatica rispetto al massacro di Londra ed abbiamo molto da temere sia molto di più di quello che avverrà nella prossima strage sul territorio europeo.

La maggioranza sociale si è arresa al più stupido dei dogmi: la semplicistica e codarda bigotteria imposta dalla religione del “Nuovo Ordine”, l’accettazione della sua stessa distruzione etnica, come parte dell’ordine stabilito, la rinuncia a qualsiasi ideale o principio distinto da quelli stabiliti dalla dittatura del pensiero unico. (……………..).

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