"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Guerra mediatica

Inchiesta, giugno 2016 – L’accertato coinvolgimento di alcune ONG «tossiche» nel disastro della «primavera», araba trasformerà lo statuto di questi enti da «Organizzazione Non Governativa» a quello di «Organizzazione Non Grata».

Dopo lo strepitoso successo delle rivoluzioni colorate che hanno fatto piazza pulita, negli anni 2000, in molti paesi dell’Europa dell’est e nelle ex Repubbliche Sovietiche, sono diventati evidenti gli obiettivi politici di molte ONG (Organizzazioni Non Governative) (1). Col falso pretesto della esportazione della democrazia, dei diritti umani e della libertà di espressione, queste organizzazioni – che in sostanza sono delle OG (Organizzazioni Governative) – lavorano seguendo le agende degli strateghi della politica estera dei paesi occidentali. In tale ambito, la palma deve andare certamente agli Stati Uniti, paese che ha elevato queste pratiche al livello di arte assoluta, difficilmente eguagliabile. Infatti il paese dello zio Sam si è dotato di una panoplia di entità politico-caritative, specializzate nella destabilizzazione non violenta di paesi ritenuti “non amici” o “non vassalli”.

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LONDON ( Pars Today Italian) – Secondo il quotidiano Guardian Il Regno Unito spende milioni di sterline per finanziare le operazioni mediatiche della cossiddetta “opposizione moderata siriana” nel contesto di quello che David Cameron definisce “propaganda di guerra” contro Daesh ( Isis).

Il servizio stampa è controllato dal Ministero della Difesa del Regno Unito e ha lo scopo di produrre video, foto, rapporti militari, programmi radiofonici, e post sui social network con il logo dei gruppi di opposizione al fine di migliorare l’immagine delle fazioni terroristici che il governo britannico considera “opposizione armata moderata”. I materiali vengono fatti circolare sui media radiotelevisivi arabi e pubblicati on-line senza alcuna indicazione del coinvolgimento del governo britannico.

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di  Laura Naka Antonelli

Barack Obama? Un presidente “in parte kenyota” che pecca di ipocrisia.  Stupefacente la reazione del sindaco di Londra, Boris Johnson, all’appello che il Regno Unito rimanga nell’Unione europea, lanciato da Obama. Il presidente Usa ha manifestato preoccupazioni riguardo all’opzione Brexit, di cui Johnson è invece un forte sostenitore.

In un articolo scritto in esclusiva per il Sun, Johnson non si fa problemi a dire quello che pensa, e va anche oltre, andando sul personale, affermando che la ragione del pensiero di Obama deve essere ravvisata in quella sua parte ancentrale kenyota (letteralmente, scrive ‘part-Kenyan), che è contro l’impero britannico.

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by  J.Hawk

L’affare “Panama Papers” ha le caratteristiche inconfondibili di un’operazione di guerra ibrida net-centrica: un gruppo di vari attori apparentemente non statali e attivi senza una direzione centrale, effettua un attacco informativo che si accorda perfettamente con gli obiettivi della politica internazionale e che non colpisce eventuali attori di primo piano degli Stati Uniti. Dato il livello di corruzione delle élite degli Stati Uniti e l’offshoring delle istituzioni finanziarie degli Stati Uniti, sembra tutto troppo fortuito che l’azione non colpisca affatto gli affari dei clienti degli Stati Uniti, vista le leggi statunitensi che specificamente vietano l’offshoring attraverso società panamensi. E’ come se qualcuno negli Stati Uniti abbia deciso di utilizzare l’atto di disobbedienza civile di Snowden per tentare di mascherare un’operazione d’informazione degli Stati Uniti come simile atto civico.

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