"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

guerra economica

In una certa misura, Aung San Suu Kyi, è come un falso profeta. Elogiata dall’occidente per molti anni, la hanno resa una ‘icona della democrazia’ perché si è opposta alle medesime forze nel suo paese, la Birmania, nel tempo in cui la coalizione occidentale guidata dagli Stati Uniti, aveva isolato Rangoon per la sua alleanza con la Cina.
Aung San Suu Kyi ha svolto il suo ruolo come previsto, ottenendo l’appoggio della Destra e l’ammirazione della Sinistra. Per questo ha ottenuto il Premio Nobel per la Pace nel 1991: è entrata nel gruppo degli ‘Anziani’ ed è stata pubblicizzata da molti giornalisti e da vari governi come una figura eroica che si doveva imitare.
Una volta Hillary l’ha definita “una donna straordinaria.”

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di Alasdair Macleod –

Perlomeno, i cinesi hanno un senso della storia e del destino. Hanno avuto un passato glorioso, che si estende da millenni e ha controllato la maggior parte della terra asiatica nei giorni di Gengis e del Kublai Khan. Ma anche allora la Cina era sostanzialmente intrigante, proteggendo i propri valori culturali. Il commercio con gli europei, nei secoli successivi alla visita di Marco Polo, è stato per la maggior parte su richiesta dei viaggiatori europei non dei cinesi. Ha esportato la sua arte e la sua cultura ai visitatori e non ha importato i valori europei.

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di Thierry Meyssan

La classe dirigente statunitense si sente minacciata dai cambiamenti internazionali sospinti dal Presidente Trump. Si è appena coalizzata per sottoporlo all’autorità del Congresso. In una legge approvata quasi all’unanimità, ha introdotto sanzioni contro la Corea del Nord, l’Iran e la Russia e ha fracassato gli investimenti dell’Unione europea e della Cina. Per essa si tratta di fermare la politica di cooperazione e di sviluppo del presidente e tornare alla dottrina Wolfowitz di contrasto e di signoria sovraordinata.

Rete Voltaire | Beirut (Libano) | 1 agosto 2017

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Il Ministro dell’Economia della Germania, Brigitte Zypries, ha denunciato che le nuove sanzioni contro Mosca proposte dal Congresso USA “violano il diritto internazionale, così in modo palese”, ha dichiarato al giornale “Funke Mediengruppe”.
“Gli statunitensi non possono castigare le imprese tedesche perchè queste intrattengono interessi commerciali in altri paesi.

Certamente non vogliamo una guerra commerciale con gli USA, ha sottolineato il ministro ma ha ricordato che la Germania aveva richiesto ripetutamente a Washington di non deviare da una politica comune sulle sanzioni alla Russia.

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di  Alessandro Lattanzio

“Come sapete, ci stiamo trattenendo, con molta pazienza, ma a un certo punto dovremo rispondere, è impossibile tollerare l’arroganza verso il nostro Paese per sempre“,
Vladimir Putin
Il 20 luglio, il Presidente Vladimir Putin ordinava la riduzione del personale diplomatico statunitense in Russia da 1200 a 455 individui, dopo aver interdetto allo stesso personale l’accesso al magazzino dell’ambasciata degli Stati Uniti a Mosca e al complesso diplomatico di Serebrjanj Bor, a nord-ovest di Mosca.

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Secondo il quotidiano tedesco, la Russia ha trovato un modo per aggirare le sanzioni occidentali e attrarre importanti capitali da Europa e USA.
L’essenza del piano di Mosca è emettere obbligazioni per un importo di tre miliardi di dollari con scadenza a dieci anni. Secondo il Die Welt, per fare questo, il Cremlino pianifica di utilizzare i servizi non solo delle banche cinesi, ma anche di quelle europee e americane, in particolare, Bank of America, Goldman Sachs, Morgan Stanley e altre.

Le sanzioni non vietano alle banche di realizzare aste sulle obbligazioni, e il governo russo ha il diritto di ottenere da loro il denaro in questo modo. Il Die Welt ricorda che la Russia stessa non ha incluso nella lista delle sanzioni, solo le singole aziende.

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di Claudio Messora

Per capire cosa stanno cercando di fare, in gran segreto, con il TTIP, e per comprendere a fondo la logica con la quale gli States tentano di colonizzare economicamente il vecchio continente, basta che io vi racconti cosa stanno facendo con gli organismi geneticamente modificati(OGM)

La maggior parte dei consumatori europei si opponeva al consumo di cibo prodotto con i metodi dell’ingegneria genetica. C’era una diffusa resistenza in Germania e non esisteva assolutamente nessuna domanda né dai consumatori né dai produttori per le coltivazioni biotech in Austria. E, malgrado gli sforzi prodotti per sconfiggere le resistenze ungheresi, il pubblico non mostrava alcun segnale di ripensamento sul divieto di consumo del mais geneticamente modificato.
Così, il Dipartimento di Stato americano, che ha il compito di coordinare la politica estera statunitense, cui non sfuggiva il peso del giudizio dell’Unione Europea sulla diffusioni di tali tecnologie a livello globale, ha cercato di limitare l’influenza dei punti di vista negativi all’interno della UE sulla biotecnologia.

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di Gianni Petrosillo

La Cina non è piccina, ma nemmeno politicamente così grande. Dalla pagine virtuali di questo recondito sito tante volte abbiamo distribuito bromuro concettuale agli eccitatissimi filocinesi di casa nostra, tutti convinti che il sorpasso di Pechino su Washington fosse solo questione di mesi o, al massimo, di pochi anni.

La lettura unilateralmente economicistica dalla quale questi mandarini improvvisati derivavano le loro ipotesi infallibili si è schiantata rapidamente sul muro della realtà. Costoro possono smettere di stirarsi gli occhi con gli indici per immedesimarsi con i futuri predominanti del pianeta e provare ad allargare il loro campo d’osservazione.

La Cina ha ancora tanta strada da fare per agganciare gli Usa, anche se è uscita da una lunga fase di arretratezza industriale e finanziaria, aprendosi all’esterno e divenendo un punto di riferimento importante per l’area asiatica. Questo è l’ottimo lavoro svolto dalla leadership cinese.

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di Eric Draitser

Mentre USA e UE prolungano le sanzioni contro la Russia, sta prendendo forma un’interessante battaglia economica che avrà ripercussioni importanti negli anni a venire. Mentre Washington e Bruxelles cercano di allontanare la Russia dall’Europa per mantenere l’egemonia occidentale, bloccando l’integrazione eurasiatica, Mosca sta contrastando tale strategia usando la potenza economica sotto forma di esportazioni energetiche e cooperazione.

Sebbene gran parte delle macchinazioni economiche sfuggano ai radar mediatici, visto che forniscono titoli meno clamorosi del conflitto in Ucraina, delle sanzioni o del rafforzamento militare NATO, in realtà sono di pari importanza.

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