"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Sdradicamento delle comunità

No allo “Ius Soli ”

di  Enrico Marino

Dopo il primo via libera della Camera, il 15 giugno al Senato si é discussa la legge sullo Ius Soli.
In base alle nuove norme, si diventerà cittadini italiani solo per il fatto di essere nati sul suolo nazionale, eliminando così l’attuale criterio dello Ius Sanguinis, secondo il quale, invece, si diventa cittadini per discendenza.

La sinistra ha tentato di mascherare questa operazione di destrutturazione della Nazione italiana, per come l’abbiamo conosciuta fino a oggi, parlando di Ius Soli “temperato”, ma il passaggio focale rimane quello che da il “diritto” a diventare cittadini italiani ai figli di coloro che abbiano un genitore residente in Italia da almeno 5 anni.

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I politici brasiliani fanno pressione per la chiusura del FUNAI

Un’inchiesta istituita dai parlamentari brasiliani che rappresentano gli interessi dei grandi allevatori e dei grandi agricoltori ha appena pubblicato un rapporto in cui si chiede la chiusura del FUNAI, il Dipartimento agli Affari Indiani.

Le conclusioni del rapporto sono state accolte con indignazione e incredulità sia in Brasile che fuori. “Uccidere il FUNAI equivale a uccidere noi, i popoli indigeni” ha affermato Francisco Runja, un portavoce Kaingang. “Il FUNAI è un’istituzione cruciale per noi, per la nostra sopravvivenza, per la nostra resistenza, ed è una garanzia per la demarcazione dei nostri territori ancestrali.”

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G.Miranda/FUNAI/Survival

Secondo le informazioni trapelate a Survival International, tutte le unità governative attualmente responsabili di proteggere le tribù incontattate del Brasile dalle invasioni di taglialegna e allevatori potrebbero essere smantellate. Una simile misura rappresenterebbe la più grande minaccia alle tribù incontattate dell’Amazzonia in decenni.

Gli agenti del FUNAI, il Dipartimento agli Affari indigeni del paese, svolgono un ruolo fondamentale nel proteggere i territori dei popoli incontattati da taglialegna, allevatori, minatori e altri invasori. Alcune squadre sul campo sono già state ritirate, e ulteriori riduzioni sono pianificate nel prossimo futuro.

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Gli “attori” visibili, impegnati sul palcoscenico della storia, «concentrano le loro energie sul tangibile, sul “concreto”, e sono incapaci di cogliere, o anche soltanto di presentire, il gioco delle azioni e delle reazioni concordanti, delle cause e degli effetti, di là da un orizzonte estremamente limitato e quasi sempre crassamente materialistico».
Riproponiamo un articolo pubblicato su At.com dieci anni fa, su quella che è definita la vera guerra nella storia dell’umanità ovvero la guerra occulta. Un articolo quanto mai attuale..

Per ogni militante della destra radicale, oggi è necessaria una piena conoscenza della sovversione, intesa come antitesi della Tradizione. Per questo, diventa indispensabile studiare accuratamente il concetto di “guerra occulta“ per comprenderne le mosse tattiche e capirne la strategia generale.

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di Luciano Lago

Fra le prime decisioni della nuova amministrazione di Donald Trump, si è confermata l’intenzione di rinegoziare il “North American Free Trade Agreement”(NAFTA), quel trattato che era riuscito a distruggere l’economia fisica di tutti i tre paesi appartenenti (Stati Uniti, Canada e Messico) arricchendo però gli speculatori di Wall Street.

Non tutti sanno che gli agricoltori statunitensi sono stati messi in ginocchio e molte aziende sono fallite per causa delle importazioni a basso costo dei prodotti agricoli dal Messico, in particolare frutta verdura ed ortaggi, mentre il Messico, per effetto del trattato, da paese quasi autosufficiente per il cibo, attualmente è obbligato ad importare, attraverso le grandi multinazionali, grano, fagioli, granoturco, mais, ecc.. , essendo queste culture dismesse per gli effetti del trattato. Naturalmente i prodotti importati sono in buona parte prodotti che contengono OGM che hanno contribuito a diffondere malattie nella popolazione, in specie fra “los niños ” (bambini) tanto che in tempi rcenti si sono svolte numerose proteste della popolazione contro la Monsanto, uno dei principali produttori di mais e grano OGM.

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di Luciano Lago

La nuova Amministrazione USA di Trump ha deciso: il muro alla frontiera con il Messico si farà e lo stesso Tump ha firmato il decreto per completare la costruzione del muro, iniziata a suo tempo da Bill Clinton, lungo tutto il confine con il Messico per  impedire l’entrata di immigranti illegali e lo sfruttamento della mano d’opera da parte di datori di lavoro senza scrupoli.

Per quanto riguarda i costi per la costruzione del muro, Trump dovrebbe sbloccare dei fondi federali ricorrendo a una legge del 2006 che autorizza l’innalzamento di una barriera, per diverse centinaia di chilometri, al confine tra gli Stati Uniti e il Messico che si estende per oltre tremila chilometri. Il presidente degli Stati Uniti ha detto che intende finanziare il muro con i soldi dei contribuenti americani ma ha assicurato che poi il Messico li rimborserà (indirettamente con le trattenute sule rimesse dei migranti). Il decreto prevederà anche l’ingaggio di altre 5mila guardie di frontiera.

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Le società industrializzate sottopongono i popoli indigeni a violenza genocida, schiavitù e razzismo per poterli derubare di terre, risorse e forza lavoro nel nome del “progresso” e della “civilizzazione.”

È trapelato un rapporto interno commissionato dallo stesso WWF (Fondo Mondiale per la Natura) in merito all’impatto delle sue attività di conservazione sui ‘Pigmei’ Baka del Camerun. Il rapporto, di cui il WWF aveva negato l’esistenza, rivela che:

Il WWF sapeva che i Baka non erano stati consultati in merito ai parchi nazionali che si sono presi la loro terra. Tuttavia, da allora l’organizzazione ha sempre sostenuto pubblicamente che ci fosse “un alto livello… di consenso tra la comunità”.

– Alcuni guardaparco che pattugliano l’area “si comportano come signori e padroni” nei confronti dei Baka, lanciando “operazioni pugno di ferro”… “terrificanti”. Nonostante questo, un portavoce del WWF ha affermato che i guardaparco “compiono la loro funzione specifica di proteggere le foreste e di rendere sicuri l’accesso e le aree delle comunità della foresta, inclusi quelli dei Baka.”

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