"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Giustizia

di  Marco Della Luna

Se fossi il sindaco di Livorno o un qualsiasi altro amministratore cui si chiede di dimettersi perché indagato, imputato, rinviato a giudizio oppure condannato non definitivamente, risponderei: «Che fanno i magistrati stessi, quando si ritrovano indagati, imputati o condannati? Si dimettono o non si dimettono? Spesso non si dimettono; quindi perché dovrei dimettermi io, tanto più che, a differenza dei magistrati, ho una legittimazione popolare? La democrazia non lascia ai PM di decidere chi può rappresentare la gente. »

Personalmente, conosco qualche magistrato che, accusato di un reato piuttosto grave, con prove piuttosto evidenti, si è semplicemente trasferito nella città più vicina, senza che alcuno chiedesse le sue dimissioni, e continua tranquillamente a giudicare o inquisire ed accusare, tra colleghi e avvocati che sanno della sua situazione. Dov’è il problema? Se lo standard generale di sensibilità nel Paese è questo, va bene così.

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di Marco Mori

Per uno strano scherzo del destino le tre più importanti vertenze giudiziarie che patrocinio (non me ne vorranno i clienti ma qui ci giochiamo il futuro del paese) si sono svolte tutte nella stessa giornata. Infatti oggi, 31 marzo 2015, abbiamo svolto le udienze relative a tre processi diretti alla difesa dei nostri diritti costituzionali calpestati con disprezzo dagli attuali occupanti abusivi delle cariche istituzionali.

Abbiamo iniziato alle 10:15 con l’azione diretta ad evidenziare l’incostituzionalità delle imposte sulla casa. Il Giudice ci ha concesso i termini di legge per illustrare le difese tramite memorie autorizzate rinviando la causa per la discussione al 29.09.2015.

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Sulla Riforma del Processo Esecutivo

di Roberta Clerici *

E’ così da domani, col beneplacito di Forza Italia che – a parole – ha sempre giurato di voler difendere le piccole imprese o i cittadini vessati da banche ed Equitalia, il parlamento a trazione PD approverà una legge stangata proprio a danno di piccole imprese, artigiani, cittadini, che passa sotto il nome della “riforma del processo civile”.

Nella prima parte la riforma si occupa di divorzio breve, negoziazione assistita, arbitrato, ferie dei magistrati, passaggi di riti e poco altro. Ma la maggior parte del testo è dedicata alla riforma del processo esecutivo. Ovvero alla riforma dei pignoramenti che – da domani – banche, Equitalia e professionisti potranno fare ancora più facilmente. Infatti avrebbero potuto chiamarla la riforma dei pignoramenti, ma se l’avessero fatto i cittadini avrebbero rizzato le orecchie.

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