"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Francia

“Il presidente siriano Bashar al-Assad è l’unica forza capace di impedire l’arrivo al potere del gruppo terrorista dell’ISIS”, ha dichiarato oggi Marine Le Pen a Beirut, dove si trovava in visita ufficiale.
“Al-Assad è ovviamente una soluzione molto più confortante per la Francia che non il Daesh (acronimo in arabo dell’ISIS) “, ha sottolineato la leader della formazione di ultradestra Front National (FN), ed aspirante alla presidenza , Marine Le Pen.

L’esponente politico francese ha fatto queste dichiarazioni dopo la riunione che ha tenuto a Beirut con il primo ministro libanese, Saad Hariri con cui ha commentato questo lunedì la situazione del Medio Oriente. “Ho espresso al signor primo ministro la mia analisi della situazione, che vado manifestando dall’inizio della crisi siriana: non disponiamo di alcuna soluzione percorribile a parte la scelta tra Bashar Al-Assad ed il Daesh”, ha affermato.

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di  Ilaria Bifarini

“Ni de droite ni de gauche”: questa è l’etichetta che Marine Le Pen attribuisce al proprio movimento politico. E in effetti, analizzando in dettaglio il programma del Front National, che si dipana in 144 punti, non possiamo darle torto. Le categorie, si sa, sono difficili da abbandonare, semplificano la realtà e permettono di inquadrare ogni fenomeno, e la dicotomia Destra/Sinistra è una delle più consolidate. Il programma della Le Pen può definirsi sia di destra che di sinistra, piuttosto che nessuna delle due.

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Tra un po’ salterà fuori la verità sul finto “rottamatore” Emmanuel Macron, ex banchiere della Rothschild & Compagnie. E il 7 maggio, «Marine Le Pen avrà gioco facile a battere al secondo turno “le candidat du fric”, il candidato dei soldi», profetizza Federico Dezzani: «Come insegna la parabola di Matteo Renzi, il primo contatto di questi leader di cartapesta con l’elettorato in rivolta è spesso anche l’ultimo».

Si surriscalda il clima politico in Europa, in attesa delle tornate elettorali che decideranno il futuro della moneta unica. Il punto di svolta saranno le presidenziali che si apriranno il 23 aprile in un paese «sempre meno “motore” dell’Unione Europea e sempre più europeriferia». L’elettorato è in rivolta, come già dimostrato dalle primarie del partito repubblicano vinte dal candidato “outsider”, il “filo-russo” François Fillon. «Per scongiurare un ballottaggio tra Fillon e la populista Marine le Pen, l’establishment è corso ai ripari, azzoppando il repubblicano con uno scandalo mediatico» e lanciando verso il ballottaggio il giovane Macron. Ma «la manovra si basa su un calcolo politico clamorosamente sbagliato», dato che Macron proviene dal gruppo Rothschild: i francesi non si lasceranno incantare.

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l 23 aprile 2017 si terranno le elezioni presidenziali francesi importantissime per la tenuta dell’Unione Europa, dell’Euro e forse anche della NATO. Senza alcun dubbio parliamo di un evento elettorale con portata potenzialmente storica. Vediamo di fare una carrellata dei principali candidati e vediamo di fare qualche ipotesi sul possibile risultato.

di G. Cirillo

Partiamo dall’analisi dei candidati:

1) Marine LE PEN, (FRONTE NAZIONALE, ideologia nazionalismo, socialismo): la conoscete tutti è il candidato della cosiddetta estrema destra francese. Il suo programma comprende referendum su Europa ed Euro, uscita dalla NATO, maggiori spese militari, riduzione dell’immigrazione, riduzione del numero dei parlamentari, lotta serrata al fondamentalismo islamico e poi un occhio alla destra conservatrice con una difesa delle radici cristiane e una detassazione del lavoro straordinario. I sondaggi la danno tra il 24-29%. Alle elezioni presidenziali del 2012 prese quasi il 18%, alle regionali del 2015 il suo partito arrivò a sfiorare il 28%.

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di Luciano Lago

La candidata nazionalista Marine le Pen sbaraglia totalmente nei sondaggi Francois Fillon, il candidato repubblicano della destra globalista.
Secondo Paris Match, si è verificato già da questi giorni il sorpasso della Le Pen sugli altri candidati, ed in particolare rispetto al candidato neoliberista e preferito dei grandi potentati finanziari che appoggiano questo politico che contende la nomina alla Le Pen. Il terzo candidato, lo specialista bancario, Macron del partito En Marcha, si attesta solo al 17% .
Nell’ultimo sondaggio la Le Pen ha ottenuto un 26,5% dei consensi contro il 24% di Fillon, risultando quindi la favorita al primo turno.

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Il deputato francese, Thierry Mariani, parlando alla rete France .info, mentre si trovava in visita a Damasco assieme ad altri parlamentari, ha dichiarato che, “per quanto il Governo della Siria non sia di certo irreprensibile, anzi deve migliorare in molti aspetti, tuttavia non è un nostro nemico e non ci minaccia”.
Secondo il parlamentare francese ci sono attualmente ancora gruppi terroristi che operano in territorio siriano e sono pericolosi, questi minacciano l’Occidente, la Francia e l’Europa intera.

“Di fronte a questa situazione”, ha aggiunto, “la proiezione della politica dell’Amministrazione di Obama è stata completamente catastrofica”.
“Fortunatamente ci sono paesi come la Russia che, con il loro intervento, hanno evitato che la Siria cadesse nelle mani dei terorristi e degli estremisti”, ha affermato l’esponente francese.

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Marine Le Pen, presidente del Front National e candidata alle elezioni presidenziali francesi del prossimo anno, si trova nettamente davanti al suo rivale Fillon, secondo gli ultimi sondaggi, cosa che ha messo della paura in tutto lo schieramento compatto dei globalisti, di destra e di sinistra, di Bruxelles e del resto d’Europa, di fronte alla prospettiva concreta  di un possibile asse Parigi-Washington-Mosca.

Tuttavia la Le Pen ha il suo “tallone d’Achille” e questo è il denaro (che non ha).
A differenza di un Donald Trump, che ha potuto superare l’opposizione del sistema delle grandi banche di Wall Street (tutte concordi a sostenere la Clinton), grazie alle sue ingenti risorse che gli hanno permesso di autofinanziare la sua campagna presidenziale, la Marine non dispone di risorse proprie e necessita di crediti bancari per coprire i circa 20 milioni di euro dei costi stimati di tale campagna. Le banche francesi hanno già dimostrato di esere chiuse a qualsiasi richiesta della candidata sovranista: neppure un centesimo per lei.

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Atene: La leader del Front National (primo partito nei sondaggi in Francia) e candidata alla presidenza della Francia, Marine Le Pen, ha dichiarato chiaramente che Parigi deve ritirarsi dalla NATO, dalla UE ed abbandonare la zona dell’euro.
In Aprile ed in Maggio del 2017 il popolo francese  eleggerà il suo nuovo presidente. “La Frexit sarà parte della mia politica”, ha detto nel corso di una intervista al giornale greco “Kyriakatiki Eleftherotypia”.

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“Ormai non è la legge francese quella che si applica, non quella della Repubblica, siamo in presenza della costituzione avvenuta di “mini califfati” dove vige la legge islamica, la Sharia che si applica tutti i giorni”,questa la denuncia di una deputata del FN. Un video chiarificatore mostra la realtà che vivono molti francesi nel loro stesso paese.

La CBN riferiva di recente la realtà che si vive in alcune zone della Francia conosciute come “no-go zones” (zone di non passaggio).
In quelle zone, riferiscono gli addetti alla cronaca, si verificano “attacchi di immigrati mussulmani contro i nativi francesi”.

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di Funny King

Se la guerra non fosse una tragedia di morte e sofferenza, le ultime notizie dal fronte siriano potrebbero fare sorridere.

Se vi ricordate fu motivo di imbarazzo e forte danno economico per la Francia la questione delle Navi Mistral vendute ai Russi e in allestimento quando veniva posto l’intelligentissimo embargo.

Alla fine le “Mistral” armate a puntino (secondo specifiche Russe) furono girate all’esercito egiziano a prezzi di saldo.

Dopodiché la Francia sotto la disastrosa guida Hollande ha appoggiato e tutt’ora appoggia “ribelli moderati” e si fa Paladina della dottrina “Assad se ne deve andare”.

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