"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Francia

Il Front National francese (FN) ha considerato comunque un successo l’ascesa del candidato della destra alternativa, Geert Wilders, nelle elezioni di questo Mercoledì in Olanda e che questo testimonia il rafforzamento delle formazioni “patriottiche” in Europa (pur con le dovute differenze) e che ci sarà occasione di una prossima vittoria.

Il segretario generale del FN, Nocolas Bay ha segnalato che il risultato ottenuto da Wilders, il cui partito si è attestato in seconda posizione con 20 deputati,” è un successo di prima tappa, per quanto non sia ancora una vittoria finale”. Bay ha detto in una intervista al canale France Inter che la posizione di Rutte (il candidato del centro) contro i meeting dei turchi in Olanda ha avuto l’effetto di contenere l’ascesa di Wilders. Tuttavia in ogni caso, ha sottolineato che la salita dei consensi al PVV fa parte di “una tendenza generale che è il progresso delle formazioni patriottiche in tutta Europa”.

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Per comprendere come sia fondamentale una vittoria della Marine Le Pen in Francia per il riscatto dell’Europa e per lo smantellamento della gabbia dell’Unione Europea, asservita agli interessi delle oligarchie  finanziarie, è sufficiente guardare questo video ed ascoltare un discorso chiaro e diretto che nessuna altro esponente politico è stato in grado di fare fino ad oggi.

Buona visione !

Vedi: Youtube.com/watch

di  Emmanuel Leroy

Prima di rispondere a questa domanda facciamo il punto sull’agenda della globalizzazione e cerchiamo di vederci più chiaro nel vortice planetario che si è scatenato dopo il voto sulla Brexit e l’elezione di Donald Trump.

A mo’ di preambolo e di avvertimento informo subito il lettore che si tratta di un articolo profondamente anticonformista suscettibile di modificare la mentalità di chi è abituato a digerire quotidianamente la sua dose di disinformazione massiccia fornita dai media mainstream, secondo l’eccellente formula utilizzata da Slobodan Despot e il suo molto illuminante sito di controinformazione.

Per ben capire quello che succede e non lasciarsi prendere in giro da quelli che tirano i fili di nascosto, conviene avere una visione della storia a lungo termine e non dimenticare l’essenziale.

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Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Massoneria francese si traformò in un saldo  referente ideologico  dei politici francesi. Gli anni ottanta, con Francois Mitterand come presidente, furono l’epoca dorata di questa associazione “discreta”.

“I valori del Front National sono contrari all’umanesimo che si trova nel cuore della filosfia massonica“. Sono queste la parole di Pierre Mollier, il conservatore del Museo della Massoneria di Parigi e membro di rilievo del Gran Oriente di Francia, la principale loggia massonica del paese. Questa loggia è talmente importante che lo stesso presidente francese Francois Mitterand (noto massone) si è recato lo scorso Lunedì a rendere omaggio ai suoi “fratelli di compasso”  ed ha pronunciato un discorso di quasi una ora in cui ha esaltato la massoneria ed ha detto che “la mia presenza costituisce un riconoscimento di quello che avete sempre fatto per la Repubblica. La Repubblica sa quanto vi deve e come sempre sarete pronti a difenderla”.

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Inarrestabile. Questo l’aggettivo che meglio può qualificare la Marine Le Pen, che è disposta a tutto pur di arrivare nella sua ascesa, per la prima volta nella Storia, all’Eliseo. Per questo, ben lungi da fare un passo indietro davanti ai gravi disordin provocati dai gruppi di estrema sinistra alle porte delal sala Zenith, dove si trovava la leader del Front National, gruppi pronti a boicottare l’atto, la Le Pen ha deciso di tenere comunque il suo discorso davanti a centinaia di militanti che hanno seguito la manifestazione da vicino.

“Noi siamo la Francia. I nostri cittadini non ne possono più dell’immigrazione di massa senza controllo, che sia legale o illegale”, ha dichiarato in un meeting della campagna in cui ha anche menzionato la necessità di rinnovare l’Europa e di lasciarsi indietro le vecchie Istituzioni come l’IUnione Europea e la NATO.

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“Il presidente siriano Bashar al-Assad è l’unica forza capace di impedire l’arrivo al potere del gruppo terrorista dell’ISIS”, ha dichiarato oggi Marine Le Pen a Beirut, dove si trovava in visita ufficiale.
“Al-Assad è ovviamente una soluzione molto più confortante per la Francia che non il Daesh (acronimo in arabo dell’ISIS) “, ha sottolineato la leader della formazione di ultradestra Front National (FN), ed aspirante alla presidenza , Marine Le Pen.

L’esponente politico francese ha fatto queste dichiarazioni dopo la riunione che ha tenuto a Beirut con il primo ministro libanese, Saad Hariri con cui ha commentato questo lunedì la situazione del Medio Oriente. “Ho espresso al signor primo ministro la mia analisi della situazione, che vado manifestando dall’inizio della crisi siriana: non disponiamo di alcuna soluzione percorribile a parte la scelta tra Bashar Al-Assad ed il Daesh”, ha affermato.

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di  Ilaria Bifarini

“Ni de droite ni de gauche”: questa è l’etichetta che Marine Le Pen attribuisce al proprio movimento politico. E in effetti, analizzando in dettaglio il programma del Front National, che si dipana in 144 punti, non possiamo darle torto. Le categorie, si sa, sono difficili da abbandonare, semplificano la realtà e permettono di inquadrare ogni fenomeno, e la dicotomia Destra/Sinistra è una delle più consolidate. Il programma della Le Pen può definirsi sia di destra che di sinistra, piuttosto che nessuna delle due.

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Tra un po’ salterà fuori la verità sul finto “rottamatore” Emmanuel Macron, ex banchiere della Rothschild & Compagnie. E il 7 maggio, «Marine Le Pen avrà gioco facile a battere al secondo turno “le candidat du fric”, il candidato dei soldi», profetizza Federico Dezzani: «Come insegna la parabola di Matteo Renzi, il primo contatto di questi leader di cartapesta con l’elettorato in rivolta è spesso anche l’ultimo».

Si surriscalda il clima politico in Europa, in attesa delle tornate elettorali che decideranno il futuro della moneta unica. Il punto di svolta saranno le presidenziali che si apriranno il 23 aprile in un paese «sempre meno “motore” dell’Unione Europea e sempre più europeriferia». L’elettorato è in rivolta, come già dimostrato dalle primarie del partito repubblicano vinte dal candidato “outsider”, il “filo-russo” François Fillon. «Per scongiurare un ballottaggio tra Fillon e la populista Marine le Pen, l’establishment è corso ai ripari, azzoppando il repubblicano con uno scandalo mediatico» e lanciando verso il ballottaggio il giovane Macron. Ma «la manovra si basa su un calcolo politico clamorosamente sbagliato», dato che Macron proviene dal gruppo Rothschild: i francesi non si lasceranno incantare.

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l 23 aprile 2017 si terranno le elezioni presidenziali francesi importantissime per la tenuta dell’Unione Europa, dell’Euro e forse anche della NATO. Senza alcun dubbio parliamo di un evento elettorale con portata potenzialmente storica. Vediamo di fare una carrellata dei principali candidati e vediamo di fare qualche ipotesi sul possibile risultato.

di G. Cirillo

Partiamo dall’analisi dei candidati:

1) Marine LE PEN, (FRONTE NAZIONALE, ideologia nazionalismo, socialismo): la conoscete tutti è il candidato della cosiddetta estrema destra francese. Il suo programma comprende referendum su Europa ed Euro, uscita dalla NATO, maggiori spese militari, riduzione dell’immigrazione, riduzione del numero dei parlamentari, lotta serrata al fondamentalismo islamico e poi un occhio alla destra conservatrice con una difesa delle radici cristiane e una detassazione del lavoro straordinario. I sondaggi la danno tra il 24-29%. Alle elezioni presidenziali del 2012 prese quasi il 18%, alle regionali del 2015 il suo partito arrivò a sfiorare il 28%.

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di Luciano Lago

La candidata nazionalista Marine le Pen sbaraglia totalmente nei sondaggi Francois Fillon, il candidato repubblicano della destra globalista.
Secondo Paris Match, si è verificato già da questi giorni il sorpasso della Le Pen sugli altri candidati, ed in particolare rispetto al candidato neoliberista e preferito dei grandi potentati finanziari che appoggiano questo politico che contende la nomina alla Le Pen. Il terzo candidato, lo specialista bancario, Macron del partito En Marcha, si attesta solo al 17% .
Nell’ultimo sondaggio la Le Pen ha ottenuto un 26,5% dei consensi contro il 24% di Fillon, risultando quindi la favorita al primo turno.

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