"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Europa in declino

Adriano Tilgher

Quello che accade in Italia è da brividi. Non per il freddo ma per il raccapriccio.
La terra trema, la neve cade, la crisi è pesante e noi Italiani siamo sempre più soli ad affrontare i nostri problemi.
Perché dobbiamo ogni giorno assistere a richieste di denaro per solidarietà, quelle fatte in grande attraverso le televisioni ed i giornali, vuoi per la ricerca, vuoi per le catastrofi nazionali, vuoi per la fame del mondo, e quelle fatte in piccolo dalla miriade di mendicanti e postulanti che angustiano, spesso in modo petulante la nostra quotidianità?

Ma esiste una stato? Esiste una struttura pubblica che dovrebbe utilizzare le enormi quantità di denaro che ci sottrae attraverso uno dei più iniqui sistemi di tassazione del mondo proprio per queste cose?
Invece NO! Per la carità pelosa verso i diseredati del terzo e quarto mondo , vera e propria tratta degli schiavi, esistono tutti i soldi che vogliono, anche perché poi vanno a finire nelle tasche dei proprietari di sedicenti cooperative o associazioni definite umanitarie (il cui umanitarismo si rivolge soprattutto verso le tasche proprie e dei protettori politici e non), per i bisogni reali della nostra comunità invece si ricorre alla solidarietà nazionale.

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Berlino, Roma – di Roberto Pecchioli 

Ci sono notizie che destano preoccupazione, altre che lasciano l’amaro in bocca, o fastidio, incredulità, sino all’orrore dinanzi a troppi eventi drammatici o efferati. Ce ne sono altre che non si vorrebbero avere mai letto ed ascoltato, e fanno venire voglia di passare oltre, fare come se non se ne sapesse nulla o se fosse meglio l’oblio. Follie senza importanza, ed invece no: quella che intendiamo riferire è una di queste. In Germania, la nazione più grande ed importante dell’Europa, il primo ministro, anzi la cancelliera federale Angela Merkel, una delle donne più potenti del globo, ha chiamato i suoi (ex ?) connazionali tedeschi “quelli che vivono qui da più tempo”. Un osservatore ha commentato che..

è forse la prima volta che un responsabile politico nasconde, cancella, lascia nel non detto il nome etnico e storico del suo popolo.

Vi è un’unica “grande sostituzione” di quel che resta delle popolazioni bianche cristiane europee, ma vi sono molti meccanismi attraverso cui opera l’immensa macchina di distruzione della più antica e complessa civiltà del pianeta.

Dispersa e ridicolizzata qualsiasi coscienza etnica, derubricata a razzismo tout court ed iscritta tra i titoli di reato nelle legislazioni “democratiche”, espunta la comune ascendenza cristiana delle popolazioni del continente, due millenni trascorsi per caso, le cattedrali edificate per passatempo, la pittura, la letteratura, la filosofia, la scienza, il senso della vita e la quotidianità di decine di nazioni e centinaia di milioni di esseri umani sorte dal nulla, come il panorama gelido e disabitato scrutato nel dipinto romantico Il Viandante sul Mare di nebbia di Kaspar David Friedrich .

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di  Roberto de la Madrid

Perchè l’Europa sta tremando di paura ? Non si tratta di una esagerazione  di chi scrive, visto che lo ha appena detto lo stesso ministro tedesco degli Esteri, Frank-Walter Steinmeier.
Esiste un allarme davanti al tsunami che gli europei ritengono si stia avvicinando, uno tsunami denominato: Donald Trump. Le autorità europee in pratica sono atterrite per 4 cose che ha detto o che sono implicite con l’arrivo di Trump.

Uno: la Organizzazzione del Trattato dell’Atlantica Nord (NATO), il sistema di difesa militare che agli europei ha dato la sensazione di sentirsi unici, protetti e forti, di fronte alla minaccia esterna, di fronte all’Unione Sovietica, alla Cina ed adesso di fronte alla possente Russia, uno scudo protettivo che potrebbe sparire.
Questo perchè Trump minaccia l’integrità della famosa Alleanza Atlantica e perchè  potrebbero cambiare le cose per completo, per una semplice ragione: gli USA comandano nella NATO, perchè pagano e ne sostengono i costi, circa il 70% di  tutte le spese militari dell’Esercito comune europeo, se loro si sottraggonono, la NATO cade “come una pera”.
Ciascuno rimarrebbe  con il proprio esercito.

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di  Luciano Lago

Non poteva mancare una reazione piccata da parte dei maggiori esponenti della sinistra mondialista europea che si sono sentiti chiamati in causa per le accuse formulate ieri dal neo presidente eletto USA, Donald Trump.
La prima reazione è stata quella della cancelliera tedesca, Angela Merkel, chiamata direttamente in causa come responsabile della “catastrofe migratoria” in Europa con il suo “welcome refuges” e segnalata dallo stesso Trump come cancelliera del principale paese europeo, la Germania, che ha tratto beneficio dalla UE a scapito di tutti gli altri.  La UE ha fatto gli interessi della sola Germania, aveva detto Trump.

La Merkel, in preda ad un evidente nervosismo, ha risposto affermando che ” bisogna esigere unità nella UE di fronte agli attacchi di Donald Trump” e, nello stesso tempo, ha dichiarato che “l’Europa non prende ordini dagli USA”, dichiarazione che suona come abbastanza “singolare” da parte di una statista che si è sempre inchinata ad ogni direttiva proveniente dagli USA anche a scapito degli interessi nazionali (dalle sanzioni alla Russia, all’appoggio incondizionato della Germania alle disastrose politiche degli USA e della NATO in Medio Oriente).

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“….Angela Merkel è “di gran lunga il leader europeo più importante” e “se guardate all’Ue” di fatto è un veicolo per gli interessi della Germania. A dichiararlo è stato Donald Trump, il presidente eletto americano che si appresta a fare il suo ingresso ufficiale alla Casa Bianca, e che ha rilasciato un’intervista alla tedesca Bild e al britannico Times.
Parlando di Merkel, Trump non si è trattenuto nel ribadire le sue forti critiche alla scelta della cancelliera tedesca di aprire agli immigrati: “Credo che abbia compiuto solo un catastrofico errore e cioè l’aver fatto entrare tutti quegli illegali”. Trump ha poi messo in relazione la questione migranti con il referendum sulla Brexit: “Io credo questo, se loro non fossero stati costretti a fare entrare tutti quei rifugiati, così tanti, con tutti i problemi che comporta…credo che non avremmo avuto la Brexit”. Vedi: AdnKronos

Queste  clamorose dichiarazioni non sono state fatte da un esponente dei partiti populisti anti euro ma provengono dalla bocca del prossimo presidente degli Stati Uniti che si appresta a sedersi  sulla poltrona della Casa Bianca ed a dare una brusca sterzata alla politica globalista ed interventista degli Stati Uniti d’America.

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di  Nikola Mirkovic

La prima serie di problemi che si trovano ad affrontare le nostre nazioni dell’Europa sono di carattere endogeno. Noi stessi siamo la prima ragione della nostra decadenza. Il nostro problema fondamentale è il declino della nostra fede cristiana.

Vivere in una società cristiana non significa che siamo tutti credenti e tutti dobbiamo essere santi. Dio ci dà la libertà di scegliere, ma la religione, che ci piaccia o no, è la connessione tra terra, la gente e il cielo. E’ la tradizione cristiana la bussola che ha portato le nostre nazioni al vertice della civiltà. Col perdere la nostra fede cristiana, stiamo perdendo il nostro tesoro più prezioso che è la nostra vera identità. Questa identità è stata forgiata attraverso secoli di teologia, filosofia, di scienza, con la guerra ed il martirio, e ci ha permesso di definire la nostra cultura e un insieme comune di valori.

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di Luciano Lago

Avrebbe potuto fare qualsiasi promessa il lussemburghese Jean Claude Junker, presidente della Commissione Europea. Magari quella di smettere di bere cognac almeno di giorno, come è solito fare, ma è accaduto invece che il “patron” dell’Unione Europea, dalla sua altissima carica, ha voluto lanciare un suo messaggio forte contro la francese Marine Le Pen, leader del Front National.

«Se Marine Le Pen vince mi vestirò a lutto», questa la sua dichiarazione.
Il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, ha rilasciato questa  forte dichiarazione circa la leader del Front National in Francia.

Il libero esercizio democratico di un popolo dovrebbe incontrare il rispetto da coloro che sarebbero preposti nelle Istituzioni europee a rappresentare i popoli ma questo in realtà non avviene e, come noto, gli oligarchi della UE rispettano ben altri interessi.

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di  Luciano Lago

I personaggi politici al vertice dei governi occidentali, per lungo tempo avevano esercitato il potere nei loro paesi dando le spalle alla cittadinanza ed occupandosi prevalentemente degli interessi dei grandi gruppi finanziari e della stabilità dei mercati.

Al momento di presentarsi alla verifica del loro consenso, sono stati sfiduciati dalle loro opinioni pubbliche e ne hanno pagato il prezzo. Cameron, Obama, Hollande e Renzi non ripeteranno mai le fotografie di rito tutti assieme. Rimane ancora la Mekel come l’unica eccezione, in apparenza, perchè la sua popolarità è ormai in caduta libera presso la sua opinione pubblica.

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di  Eugenio Orso

Sembra che l’Europa si condanni al giogo impostogli da Soros & C. per molti anni ancora, a partire da Austria e Italia. I segnali che giungono dall’Austria, impegnata con la ripetizione delle presidenziali, e dalla stessa Italia, chiamata al referendum costituzionale, non sono incoraggianti.

Recentissimo il proclama della vittoria di Van der Bellen, marionetta verde delle élite neoliberiste, da parte della televisione pubblica austriaca. Il candidato elitista antipopolare dovrebbe aver superato abbondantemente il 50% dei consensi, alle presidenziali. Pietra tombale definitiva sulla possibilità della Oxit, sulla quale lo stesso Norbert Hofer era più che titubante, e sulla partecipazione austriaca al gruppo di Visegrad guidato da Orban per combattere lo strapotere tedesco. Contro Hofer, come lui stesso sottolinea, la campagna della paura ha funzionato.

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Il primo ministro ungherese si schiera contro le ultime dichiarazioni di Mario Draghi ed afferma che l’Unione Europea sta dilapidando le sue risorse “senza aiutare i giovani europei e senza incentivare le politiche di natalità”.
Già da tempo Viktor Orbán ha deciso di diventare un politico diverso rispetto agli altri leader europei e si è trasformato nel “bastian contrario” delle politiche dettate dalla UE e per questo viene criticato aspramente da tutti gli altri leader politici europei, come la Angela Merkel, come Francois Hollande e come Matteo Renzi.

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