"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Europa in declino

di  Nicolas Gauthier

Signor de Benoist, porre sotto accusa la “dittatura dei sondaggi” è ormai un luogo comune, tanto più che il loro numero cresce continuamente. Ma sempre più spesso il candidato vincente all’elezione non è quasi mai quello che era dato per favorito alla vittoria. Quindi, si tratta di una “dittatura” molto relativa?

“Da quando sono apparsi negli Usa, verso la metà degli anni Trenta, e in Francia nel 1965, per iniziativa di Jean Stoetzel le critiche nei confronti dei sondaggi sono sempre le stesse. Una fra le più comuni è quella che lei cita, cioè ai sondaggi capita di sbagliare. Si è visto nell’elezione presidenziale a suo tempo con l’elezione presidenziale del 1995 (Balladur era considerato vincente rispetto a Chirac) o con quella del 2002 (Chirac avrebbe dovuto affrontare Jospin al secondo turno), più di recente con la Brexit o con l’elezione di Trump. Si deve anche osservare che succede che non sbaglino e che questo sia il caso più frequente. Molto spesso i sondaggi dicono la verità, anche se possono essere manipolati, o perché le domande sono distorte o perché le risposte vengono interpretate in maniera tendenziosa. Un’altra vecchia critica riguarda gli effetti politici dei sondaggi.

Leggi tutto…

Una denuncia che ha fatto scalpore in Francia è stata fatta ultimamente dallo scrittore e analista Éric Zemmour, uno dei maggiori conoscitori della realtà dell’Islam in Francia, il quale ha lanciato una “bomba”, nel corso di un suo intervento pubblico, nell’assicurare che ” la guerra civile si trova sempre più vicina e le autorità lo sanno”. Facendo riferimento a fonti vicine agli ambienti dello Stato Maggiore Francese, Zemmour ha rivelato che gli effettivi delle Forze di Sicurezza francesi avrebbero ricevuto informazioni dai loro colleghi israeliani per controllare questo tipo di situazioni.
Zemmour ha spiegato che, per capire la situazione del paese, il primo passo è capire che “Islam ed islamismo sono la medesima cosa”. Il discorso globalista ha inventato in Francia la parola islamismo per fare come in altre religioni ed equilibrare, ma nel secolo XX nessuno può fare distinzione”.

Leggi tutto…

La UE, nelle nobili intenzioni dei suoi promotori,  doveva favorire l’integrazione e la cooperazione in Europa. Quello che sta avvenendo tra i paesi dell’Est ed il resto d’Europa è esattamente l’opposto.
La Ue risulta sempre più spaccata tra Est e Ovest. La Polonia ritira i soldati dalla forza multinazionale di difesa Eurocorps
Il governo nazionalista polacco di trova ormai  in guerra aperta con l’Ue. Per ritorsione Varsavia ritira i militari da Eurocorps

La Polonia, sempre più ostile nei confronti dell’Ue che l’aveva ammessa fra i nuovi membri, aprendo le porte ad un’immissione  forse prematura di Paesi ex comunisti , ha compiuto un duro gesto benché prevalentemente simbolico in chiave anti-Bruxelles. Non è nuovo il Governo di Varsavia a gesti nettamente polemici nei confronti della Commissione Europea e la sua posizione è simile a quella di altri paesi dell’Est, ex comunisti dell’orbita sovietica, che adesso sono fonte di una serie di  problemi tra gli ancora Ventotto membri della UE.

Leggi tutto…

La candidata della destra alternativa alle presidenziali francesi, Marine Le Pen, in una dichiarazione pubblica, si è mostrata convinta che l’Italia, la Spagna, la Grecia o il Portogallo saranno quelli che vorranno anche loro rinegoziare l’euro, uno dei principali argomenti della sua campagna, visto che accusa la moneta unica di “affondare” l’economia di questi paesi.

La Le Pen, nel corso di una intervista alla catena TV France 2, ha insistito nel dire che “non sarà la sola”, quando, se vincerà le elezioni in Maggio, si dedicherà a rinegoziare le condizioni di appartenenza della Francia all’Unione Europea. “La realtà -ha argomentato – è quella che molti paesi stanno subendo le conseguenze negative di Schengen, dell’apertura delle frontiere e dell’immigrazione dimassa; sopportano anche i riflessi negativi di questa moneta (l’euro) che affonda la nostra economia, e che è una delle ragioni della caduta dell’economia”.

Leggi tutto…

di  Luciano Lago

Si sono finalmente concluse le celebrazioni per i 60 anni della Unione Europea che sono state l’occasione per dare il via ad una valanga di retorica e di propaganda mediante la quale gli eurocrati si sono autocelebrati assumendo l’improbabile ruolo di “protagonisti” della “nuova rinascita europea”. il grande show dell’europeismo è andato in onda, quasi fosse stata la notte degli Oscar.

«Celebriamo la tenacia e l’intelligenza dei padri fondatori», ha dichiarato il premier Gentiloni, svolgeno il ruolo del “padrone di casa”. Il vertice della Ue, riunito in pompa magna a Roma, ha festeggiato l’anniversario dei Trattati europei, quelli che posero le basi per la nascita dell’Unione Europea.

Leggi tutto…

di Enrico Galoppini

Picolo esempio di come gettano al vento i nostri soldi: i festeggiamenti per i 60 anni del Trattato di Roma che istituì la Comunità Economica Europea.

Pensate a quanto costerà quest’inutile ed autoreferenziale fanfaronata, anche solo dal punto di vista della “sicurezza”. Da giorni cercano di coinvolgerci emotivamente con le “informative dei nostri (?) 007″: l’Isis, i Black Bloc, la Banda Bassotti, Fantomas e pure il Jolly Joker caleranno sulla Città Eterna per metterla a sacco!

Leggi tutto…

di  Luciano Lago

Contrariamente a quanto si aspettavano gli oligarchi dell’Unione Europea, le concessioni fatte dalla Merkel alla Turchia non sono servite per calmare la rabbia di Recepit Erdogan e l’animosità del governo turco. Non è bastato il permesso accordato sia dalla Germania che dalla Francia per la celebrazione nei rispettivi paesi del referendum pro Erdogan fra i cittadini turchi residenti in Europa, al contrario dell’Olanda e dell’Austria che ne hanno proibito lo svolgimento.

La Turchia continua a minacciare l’Europa per i patti non mantenuti, per l’atteggiamento anti islamico di alcuni suoi membri, ben consapevole che può contare sulla debolezza e sull’arrendevole disponibilità dei governi europei, dalla Merkel ad Hollande, passando per l’Italia di Gentiloni.

Leggi tutto…

di  Luciano Lago

L’ondata globalista e la costruzione di un ordinamento unico in Europa governato da una oligarchia formata da tecnoburocrati che si identificano con le Istituzioni europee, ha dovuto registrare negli ultimi giorni alcune brusche fermate che hanno costretto i suoi promotori a rivedere alcuni dei parametri impostati.

Abbiamo assistito negli ultimi anni al manifestarsi di forti resistenze al progetto dell’ordinamento unico che sono emerse sia a livello di Governi (il governo della Polonia, della Rep. Ceka, della Slovacchia e l’Ungheria) sia a livello di movimenti politici all’interno delle singole nazioni, frettolosamente definiti “populisti”.
Questo fenomeno della crescita dei movimenti di opposizione al progetto della UE è strettamente collegato con il susseguirsi di avvenimenti che hanno accelerato questo processo.

Leggi tutto…

di Federico Dezzani

La lunga attesa dei “populisti” è quasi conclusa: a metà marzo le legislative olandesi avvieranno la serie di elezioni chiave che ridisegneranno l’Europa, seppellendo nelle urne l’eurozona e le istituzioni di Bruxelles. L’ansia e l’impotenza dell’establishment sono rispecchiate dalla frenesia della magistratura: perso il controllo della politica, si ripiega sulle procure nella vana speranza di aggiustare nei tribunali la traiettoria delle elezioni. La strumentalizzazione della giustizia è tanto spudorata quanto maldestra in Francia, dove la manovra per defenestrare François Fillon si sta trasformando in un paradossale rafforzamento di Marine Len Pen. Ma anche in Italia, dove l’inchiesta contro l’ex-premier Renzi, mirata a scongiurare le elezioni anticipate, alimenta paradossalmente le forze anti-sistema.

Leggi tutto…

Fallito prima ancora di essere varato il progetto Merkel/Hollande di una Europa a due velocità con la corsia lenta riservata ai paesi che non si adeguano alla linea tracciata dalla Germania.
La Polonia, rappresentata dalla premier nazionalista Beata Szydlo, si è messa di traverso al progetto, capitanando il gruppo dei paesi dell’Est che si oppongono (Repubblica Ceka, Slovacchia, Ungheria) ed ha rifiutato l’adesione sostenendo che “una UE di varie velocità aprirebbe la porta nel costruire dei “clubs di elite” ed in sostituzione di questo progetto  ha richiamato i responsabili della UE a ritornare allo spirito del Trattato di Roma.

Tutto questo è avvenuto nel corso della riunione informale di oggi, Venerdì 10 Marzo, fra i leaders della UE (senza il Regno Unito) in cui si è parlato delle idee che si vogliono sviluppare in vista della dichiarazione che si approverà a Roma il prossimo 25 Marzo, nel prossimo vertice per il 60° anniversario dei Trattati di Roma.

Leggi tutto…