"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Europa in declino

di  Luciano Lago

Si sono finalmente concluse le celebrazioni per i 60 anni della Unione Europea che sono state l’occasione per dare il via ad una valanga di retorica e di propaganda mediante la quale gli eurocrati si sono autocelebrati assumendo l’improbabile ruolo di “protagonisti” della “nuova rinascita europea”. il grande show dell’europeismo è andato in onda, quasi fosse stata la notte degli Oscar.

«Celebriamo la tenacia e l’intelligenza dei padri fondatori», ha dichiarato il premier Gentiloni, svolgeno il ruolo del “padrone di casa”. Il vertice della Ue, riunito in pompa magna a Roma, ha festeggiato l’anniversario dei Trattati europei, quelli che posero le basi per la nascita dell’Unione Europea.

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di Enrico Galoppini

Picolo esempio di come gettano al vento i nostri soldi: i festeggiamenti per i 60 anni del Trattato di Roma che istituì la Comunità Economica Europea.

Pensate a quanto costerà quest’inutile ed autoreferenziale fanfaronata, anche solo dal punto di vista della “sicurezza”. Da giorni cercano di coinvolgerci emotivamente con le “informative dei nostri (?) 007″: l’Isis, i Black Bloc, la Banda Bassotti, Fantomas e pure il Jolly Joker caleranno sulla Città Eterna per metterla a sacco!

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di  Luciano Lago

Contrariamente a quanto si aspettavano gli oligarchi dell’Unione Europea, le concessioni fatte dalla Merkel alla Turchia non sono servite per calmare la rabbia di Recepit Erdogan e l’animosità del governo turco. Non è bastato il permesso accordato sia dalla Germania che dalla Francia per la celebrazione nei rispettivi paesi del referendum pro Erdogan fra i cittadini turchi residenti in Europa, al contrario dell’Olanda e dell’Austria che ne hanno proibito lo svolgimento.

La Turchia continua a minacciare l’Europa per i patti non mantenuti, per l’atteggiamento anti islamico di alcuni suoi membri, ben consapevole che può contare sulla debolezza e sull’arrendevole disponibilità dei governi europei, dalla Merkel ad Hollande, passando per l’Italia di Gentiloni.

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di  Luciano Lago

L’ondata globalista e la costruzione di un ordinamento unico in Europa governato da una oligarchia formata da tecnoburocrati che si identificano con le Istituzioni europee, ha dovuto registrare negli ultimi giorni alcune brusche fermate che hanno costretto i suoi promotori a rivedere alcuni dei parametri impostati.

Abbiamo assistito negli ultimi anni al manifestarsi di forti resistenze al progetto dell’ordinamento unico che sono emerse sia a livello di Governi (il governo della Polonia, della Rep. Ceka, della Slovacchia e l’Ungheria) sia a livello di movimenti politici all’interno delle singole nazioni, frettolosamente definiti “populisti”.
Questo fenomeno della crescita dei movimenti di opposizione al progetto della UE è strettamente collegato con il susseguirsi di avvenimenti che hanno accelerato questo processo.

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di Federico Dezzani

La lunga attesa dei “populisti” è quasi conclusa: a metà marzo le legislative olandesi avvieranno la serie di elezioni chiave che ridisegneranno l’Europa, seppellendo nelle urne l’eurozona e le istituzioni di Bruxelles. L’ansia e l’impotenza dell’establishment sono rispecchiate dalla frenesia della magistratura: perso il controllo della politica, si ripiega sulle procure nella vana speranza di aggiustare nei tribunali la traiettoria delle elezioni. La strumentalizzazione della giustizia è tanto spudorata quanto maldestra in Francia, dove la manovra per defenestrare François Fillon si sta trasformando in un paradossale rafforzamento di Marine Len Pen. Ma anche in Italia, dove l’inchiesta contro l’ex-premier Renzi, mirata a scongiurare le elezioni anticipate, alimenta paradossalmente le forze anti-sistema.

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Fallito prima ancora di essere varato il progetto Merkel/Hollande di una Europa a due velocità con la corsia lenta riservata ai paesi che non si adeguano alla linea tracciata dalla Germania.
La Polonia, rappresentata dalla premier nazionalista Beata Szydlo, si è messa di traverso al progetto, capitanando il gruppo dei paesi dell’Est che si oppongono (Repubblica Ceka, Slovacchia, Ungheria) ed ha rifiutato l’adesione sostenendo che “una UE di varie velocità aprirebbe la porta nel costruire dei “clubs di elite” ed in sostituzione di questo progetto  ha richiamato i responsabili della UE a ritornare allo spirito del Trattato di Roma.

Tutto questo è avvenuto nel corso della riunione informale di oggi, Venerdì 10 Marzo, fra i leaders della UE (senza il Regno Unito) in cui si è parlato delle idee che si vogliono sviluppare in vista della dichiarazione che si approverà a Roma il prossimo 25 Marzo, nel prossimo vertice per il 60° anniversario dei Trattati di Roma.

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di Luciano Lago

Mai come in questo periodo si dimostra irreversibile lo stato di crisi che affligge quella costruzione verticistica che prende il nome di Unione Europea.
E’ arrivata l’elezione di Donald Trump per mettere in chiaro che gli Stati Uniti non ripongono più fiducia in quel sistema che loro stessi a suo tempo hanno contribuito ad edificare.
Privati del sostegno USA i tecnoburocrati della UE appaiono come smarriti e perplessi di fronte ai piani occulti della nuova amministrazione USA e si aggrappano alla NATO come un prolungamento istituzionale degli organismi europei, tanto che si susseguono dichiarazioni di incrollabile fiducia nel ruolo della NATO e della coesione dei paesi dell’Unione, affogando poi i loro discorsi nella abituale retorica dei valori europei (?) e della comune difesa di fronte alle minacce che incombono……ecc, ecc…..

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“Non è mai una buona cosa mostrare un gesto di sfida verso un paese alleato”, ha dichiarato  in tono minaccioso Hollande, questo Sabato, in risposta ad un nuovo attacco di Trump che aveva affermato che Parigi è una città non sicura per viaggiare per causa del rischio di terrorismo.
In occasione dell’apertura del Salone dell’Agricoltura di Parigi, il capo di Stato francese ha segnalato, come forma di memorandum a Donald Trump, che il terrorismo non è una esclusiva della Francia, in reazione all’atteggiamento del suo pari statunitense, Donald Trump, circa la mancanza di sicurezza a Parigi per causa del terrorismo.

Di seguito Hollande ha fatto presente che lui avrebbe potuto criticare i fequenti conflitti a fuoco che avvengono giornalmente, in lungo e in largondegli Sati Uniti, di cui sono protagonisti cittadini locali , e che mietono vittime fra molti civili innocenti ogni anno.
“Non farò il paragone ma qui non esiste la libera circolazione delle armi e non ci sono persone che sparano contro la gente indiscriminatamente”, ha ironizzato il mandatario francese.

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Secondo la notizia pubblicata dal giornale tedesco Bild, per lo meno 5,95 milioni di migranti dei paesi intorno al Mediterraneo vogliono entrare in Europa, sulla base di una informativa segreta del servizio di intelligence e sicurezza tedesco. Il canale TV OE24 parla di circa 2,93 milioni di migranti soltanto in Turchia che andranno a cercare rifugio nei paesi dell’Europa occidentale ed in particolare in Germania.
Come ha rivelato l’informativa, in Libia ci sono circa 1,2 milioni di migranti in attesa di imbarcarsi per l’Italia. Il numero dei migranti in Giordania, paese che ha ospitato una grande quantità di rifugiati siriani che fuggivano dalla guerra, è stato stimato in circa 720.000 persone. Nel documento si menziona anche il grosso dei migranti africani che, dopo aver viaggiato dal Mali e dalla Nigeria, sarebbero arrivati in Libia ed in Algeria, paesi che si sono trasformati in centri di transito per migranti.

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Nel corso di un incontro avuto con l’ambasciatore tedesco, Steve Bannon, alto consigliere del Presidente Trump, si sarebbe espresso a favore del mantenimento di relazioni con i paesi europei su base bilaterale, ovvero mediante rapporti con ogni singolo paese.

Inoltre Bannon, parlando con il diplomatico, Peter Wittig, avrebbe qualificato l’Unione Europea come una “costruzione diffettosa“, secondo quanto informa Reuters che cita fonti anonime al corrente del contenuto della conversazione.
Le fonti hanno aggiunto che il contenuto del messaggio che ha rilasciato Bannon era simile al  discorso, da lui tenuto in precedenza, durante la conferenza in Vaticano via Skype nel 2014, quando Bannon si è espresso a favore di movimenti populisti in Europa.

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