"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Europa in declino

di Enrico Galoppini

Le nazioni europee come “idea”

Dopo la vittoria di Emmanuel Macron alle presidenziali francesi, una cosa definitiva la possiamo affermare: come l’America, nazione ideocratica per antonomasia, anche la Francia è diventata tale, così ad ogni elezione, e sempre più con la società “aperta” (e perciò anche multietnica) realizzata, gli elettori vanno a votare per una “idea” o l’altra della Francia.

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di Sertorio

Ogni volta che si convocano elezioni nei paesi dell’Unione Europea – salvo quelle del Parlamento di Strasburgo, una struttura bella e inutile-, si apre una finestra di opportunità per i distributori di ansiolitici, come rohypnol e valium a Bruxelles.

Di paura in paura, di paralisi nelle decisioni, i bonzi della Commissione Europea  agonizzano quando il popolo,  questa “bisbetica domata” arriva alle urne. Per quanto loro, gli eurocrati sanno perfettamente quello che conviene alle masse, queste si prendono il capriccio di eleggere il contrario di quello che devono, nonostante quando il popolo, la bisbetica  domata, arrivano i media che costano tanto denaro, insistono a non dare maggiore potere a quelli su cui votano rispetto a quello che è stato ordinato: i Macron e gli altri candidati del buon chic, del buon genere del Pensiero Unico.

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In reazione alla recente legge che vieta il burqa (velo integrale), il presidente austriaco Alexander Van der Bellen, qualche giorno fa, ha espresso l’augurio “che tutte le donne austriache manifestino contro l’islamofobia indossando, in un determinato giorno, il velo islamico, per soliarietà con le donne mussulmane”.

Questo ha detto Van der Bellen durante una discussione con un gruppo di studenti organizzata presso la rappresentanza delle istituzione europee a Vienna. La frase risale al 24 marzo, ma è diventata solo ora oggetto di dibattito, dopo che la tv pubblica Orf l’ha trasmessa all’interno di un servizio sui primi 100 giorni del nuovo capo dello Stato.
Il leader del partito populista della Fpoe, Heinz-Christian Strache, si è detto “esterrefatto” e ha chiesto delle pubbliche scuse. E la polemica si è estesa anche alla Germania.

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Bruxelles– Il Primo ministro ungherese Viktor Orban, messo sotto accusa oggi a Bruxelles dal Parlamento europeo, ha respinto gli attacchi dell’Unione Europea  contro la sua controversa legge sulle università ed ha rivolto aspre critiche contro il miliardario americano George Soros.
“Questo personaggio”, ha detto Orban, ” è un possente speculatore internazionale che tutti accolgono calorosamente nonostante questi sia un nemico delle nazioni d’Europa”.

Inoltre Orban ha criticato la pretesa di Bruxelles di voler emanare leggi unilateralmente senza tenere in conto che nel suo paese vige un sentimento per cui si ritiene che l’Unione Europea non debba poter sottrarre la sovranità nazionale agli Stati membri.

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di  Nicolas Gauthier

Signor de Benoist, porre sotto accusa la “dittatura dei sondaggi” è ormai un luogo comune, tanto più che il loro numero cresce continuamente. Ma sempre più spesso il candidato vincente all’elezione non è quasi mai quello che era dato per favorito alla vittoria. Quindi, si tratta di una “dittatura” molto relativa?

“Da quando sono apparsi negli Usa, verso la metà degli anni Trenta, e in Francia nel 1965, per iniziativa di Jean Stoetzel le critiche nei confronti dei sondaggi sono sempre le stesse. Una fra le più comuni è quella che lei cita, cioè ai sondaggi capita di sbagliare. Si è visto nell’elezione presidenziale a suo tempo con l’elezione presidenziale del 1995 (Balladur era considerato vincente rispetto a Chirac) o con quella del 2002 (Chirac avrebbe dovuto affrontare Jospin al secondo turno), più di recente con la Brexit o con l’elezione di Trump. Si deve anche osservare che succede che non sbaglino e che questo sia il caso più frequente. Molto spesso i sondaggi dicono la verità, anche se possono essere manipolati, o perché le domande sono distorte o perché le risposte vengono interpretate in maniera tendenziosa. Un’altra vecchia critica riguarda gli effetti politici dei sondaggi.

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Una denuncia che ha fatto scalpore in Francia è stata fatta ultimamente dallo scrittore e analista Éric Zemmour, uno dei maggiori conoscitori della realtà dell’Islam in Francia, il quale ha lanciato una “bomba”, nel corso di un suo intervento pubblico, nell’assicurare che ” la guerra civile si trova sempre più vicina e le autorità lo sanno”. Facendo riferimento a fonti vicine agli ambienti dello Stato Maggiore Francese, Zemmour ha rivelato che gli effettivi delle Forze di Sicurezza francesi avrebbero ricevuto informazioni dai loro colleghi israeliani per controllare questo tipo di situazioni.
Zemmour ha spiegato che, per capire la situazione del paese, il primo passo è capire che “Islam ed islamismo sono la medesima cosa”. Il discorso globalista ha inventato in Francia la parola islamismo per fare come in altre religioni ed equilibrare, ma nel secolo XX nessuno può fare distinzione”.

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La UE, nelle nobili intenzioni dei suoi promotori,  doveva favorire l’integrazione e la cooperazione in Europa. Quello che sta avvenendo tra i paesi dell’Est ed il resto d’Europa è esattamente l’opposto.
La Ue risulta sempre più spaccata tra Est e Ovest. La Polonia ritira i soldati dalla forza multinazionale di difesa Eurocorps
Il governo nazionalista polacco di trova ormai  in guerra aperta con l’Ue. Per ritorsione Varsavia ritira i militari da Eurocorps

La Polonia, sempre più ostile nei confronti dell’Ue che l’aveva ammessa fra i nuovi membri, aprendo le porte ad un’immissione  forse prematura di Paesi ex comunisti , ha compiuto un duro gesto benché prevalentemente simbolico in chiave anti-Bruxelles. Non è nuovo il Governo di Varsavia a gesti nettamente polemici nei confronti della Commissione Europea e la sua posizione è simile a quella di altri paesi dell’Est, ex comunisti dell’orbita sovietica, che adesso sono fonte di una serie di  problemi tra gli ancora Ventotto membri della UE.

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La candidata della destra alternativa alle presidenziali francesi, Marine Le Pen, in una dichiarazione pubblica, si è mostrata convinta che l’Italia, la Spagna, la Grecia o il Portogallo saranno quelli che vorranno anche loro rinegoziare l’euro, uno dei principali argomenti della sua campagna, visto che accusa la moneta unica di “affondare” l’economia di questi paesi.

La Le Pen, nel corso di una intervista alla catena TV France 2, ha insistito nel dire che “non sarà la sola”, quando, se vincerà le elezioni in Maggio, si dedicherà a rinegoziare le condizioni di appartenenza della Francia all’Unione Europea. “La realtà -ha argomentato – è quella che molti paesi stanno subendo le conseguenze negative di Schengen, dell’apertura delle frontiere e dell’immigrazione dimassa; sopportano anche i riflessi negativi di questa moneta (l’euro) che affonda la nostra economia, e che è una delle ragioni della caduta dell’economia”.

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di  Luciano Lago

Si sono finalmente concluse le celebrazioni per i 60 anni della Unione Europea che sono state l’occasione per dare il via ad una valanga di retorica e di propaganda mediante la quale gli eurocrati si sono autocelebrati assumendo l’improbabile ruolo di “protagonisti” della “nuova rinascita europea”. il grande show dell’europeismo è andato in onda, quasi fosse stata la notte degli Oscar.

«Celebriamo la tenacia e l’intelligenza dei padri fondatori», ha dichiarato il premier Gentiloni, svolgeno il ruolo del “padrone di casa”. Il vertice della Ue, riunito in pompa magna a Roma, ha festeggiato l’anniversario dei Trattati europei, quelli che posero le basi per la nascita dell’Unione Europea.

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di Enrico Galoppini

Picolo esempio di come gettano al vento i nostri soldi: i festeggiamenti per i 60 anni del Trattato di Roma che istituì la Comunità Economica Europea.

Pensate a quanto costerà quest’inutile ed autoreferenziale fanfaronata, anche solo dal punto di vista della “sicurezza”. Da giorni cercano di coinvolgerci emotivamente con le “informative dei nostri (?) 007″: l’Isis, i Black Bloc, la Banda Bassotti, Fantomas e pure il Jolly Joker caleranno sulla Città Eterna per metterla a sacco!

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