"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Europa in declino

by Jonas E. Alexis and Monika Schaefer

Jonas E. Alexis : Lo studio dei movimenti politici e ideologici ebraici non cessa mai di affascinarmi per vari motivi. In apparenza, loro fingono sempre di essere schierati dalla logica e dalla ragione, dalla scienza e dalla storia, come nel caso del recente libro di Steven Pinker sull’ Illuminismo: “Il caso della ragione, Scienza, Umanesimo e Progresso” ( “The Case for Reason, Science, Humanism, and Progress”) . [1]

Ma gli stessi movimenti finiscono sempre per contraddirsi, confondendo i devoti sostenitori e assertori, e implicitamente e indirettamente trovandosi in una palude di costumi e discorsi talmudici. (E. Michael Jones lo ha scoperto nel modo più duro, quando frequentava un corso con Stanley Fish. [2] )

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di Pietro Vinci

Un tempo la “bestia venuta dall’Est”, ossia il socialismo reale, era il mostro terrificante che tutto l’Occidente dipingeva a fosche tinte. L’esempio concreto, volevano indurci a ritenere, della malfunzione totale di un regime descritto come “antiquato”, “inadatto”, “ingiusto”. Questa feroce lente d’ingrandimento, oggi, non è quasi più utilizzata e soprattutto non la si adopera per vedere le misere condizioni nelle quali versa l’Europa occidentale la quale sembra oramai in ginocchio, schiacciata verso il pavimento della storia dal peso delle sue nequizie e falsità manifeste.

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di   Enrico Marino

La fine dell’anno passato ha coinciso col termine della legislatura.
Una legislatura che era nata sull’onda dell’emergenza e della precarietà, ma che è stata ribaldamente tenuta in vita da una congrega di satrapi insediati nelle Istituzioni del Paese, mediante una continua successione di governi senza alcuna consultazione popolare, collezionando un’innumerevole serie di primati negativi e di realizzazioni sciagurate.

In queste condizioni di stallo politico e di ambiguità costituzionale, s’è tentato cinicamente di apportare profonde modifiche persino alla Carta istitutiva e fondamentale della Repubblica.

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L’analisi sulla Erasmus Generation di Paolo Borgognone.

Paolo Borgognone, giovane ma profondo analista dei fenomeni socioculturali contemporanei ha analizzato nel suo Generazione Erasmus. I cortigiani della società del capitale e la “guerra di classe” del XXI secolo la nuova generazione succube degli slogan della globalizzazione occidentale anche in riferimento a Paesi extraeuropei, compreso l’Iran.

Nei giorni scorsi abbiano visto in Iran scendere in piazza, a protestare contro il sistema di governo e potere post-rivoluzionario minoranze di vario tipo. Vogliamo mettere a fuoco la situazione con Borgognone scoprendo i nessi logici con ciò che sta accadendo anche in Europa, sia ad Ovest che a Est.

A Teheran siamo di fronte a un flebile tentativo di “rivoluzione” da parte di minoranze particolarmente attive nel contesto metropolitano?

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di  Tom Luongo

Merkel e Macron sostengono le sanzioni previste dall’articolo 7 della UE  per la Polonia. La Repubblica Ceca, la vacchia e l’Ungheria saranno i prossimi.
Mentre combatte per la sua sopravvivenza politica, il futuro cancelliere della Germania, Angela Merkel, andrà a colpire i suoi più rigidi oppositori politici nell’Unione europea, i polacchi.

La Merkel e il presidente francese Emmanual Macron hanno pubblicamente accettato di sostenere le procedure dell‘articolo 7 contro la Polonia per il rifiuto di rispettare le quote di immigrazione dell’UE e per le modifiche apportate dal governo di Varsavia al suo sistema giudiziario.

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di Luciano Lago

I paesi dell’Est Europa hanno ufficialmente comunicato alla Commissione Europea che a loro non interessa affatto entrare nella moneta unica europea ed anzi se ne tengono ben lontani. Avviene che, in un solo giorno, Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca hanno assestato un doppio “schiaffo in faccia” agli oligarchi di Bruxelles, il primo con il netto rifiuto a ricevere le quote di migranti che la Commissione proponeva loro, il secondo con la dichiarazione di non avere intenzione nè interesse ad aderire alla moneta unica europeo.

La spocchiosa tracotanza degli oligarchi che proclamavano la “irreversibilità dell’euro” e dell’integrazione europea si è scontrata con l’orgoglio patriottico e la decisa prevalenza dei propri interessi nazionali dei paesi dell’Est Europa che mal sopportano l’invadenza e le ingerenze indebite degli oligarchi di Bruxelles.

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Secondo Gabriel che è intervenuto al Forum di politica estera di Berlino: “il nuovo ordine mondiale si formerà con Russia, Iran e Turchia”.

La Germania non può più semplicemente reagire alla politica degli Stati Uniti, deve stabilire la propria posizione… anche dopo che Trump avrà lasciato la Casa Bianca, i rapporti con gli Usa non saranno più gli stessi”. Lo ha detto Gabriel al Forum 2017 di politica estera tenutosi a Berlino questa settimana.

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A Katowice, in Polonia, sensazionale manifestazione di un  gruppo di estrema destra che ha impiccato simbolicamente le foto di politici considerati “traditori”.
VARSAVIA .
È accaduto sabato sera a Katowice, vicino a Cracovia, ma lo si è saputo soltanto oggi quando Jan Grabiec, il portavoce di Piattaforma Civica (Po), il partito all’opposizione, ha provveduto a pubblicare su Twitter una foto inquietante, che ha provocato sgomento in Polonia.

Ai piedi di un monumento ai caduti, accanto ad una serie di corone di fiori, sei militanti di estrema destra tengono una forca con “impiccate” le foto dei sei eurodeputati di Po, quelli che hanno votato a favore della risoluzione con quale il Parlamento Ue ha ammonito il governo di Varsavia per il mancato rispetto dello Stato di diritto.

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Il ministro svedese rifiuta di pubblicare la nazionalità degli stupratori, “potrebbe discriminare le etnie  straniere nel paese”.

Morgan Johansson, ministro svedese della Giustizia, invitato da un comitato di cittadini a dare spiegazioni sull’escalation di violenze sessuali verificatesi nel paese scandinavo, si è rifiutato di pubblicare la lista con i nomi degli stupratori ed ha dichiarato di non avere alcuna intenzione di far sapere quale sia l’origine nazionale degli stupratori.

Nonostante che nell’ordinamento svedese sia stabilito che la legge sia uguale per tutti, senza distinzione di razza, sesso o credo religioso, ai cittadini svedesi viene impedito di conoscere chi siano gli autori dei reati e a quale gruppo sociale o etnico appartengano i delinquenti.

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di  Stelio Fergola

Segnate bene questa circostanza, segnate e ricordate ciò che è accaduto ieri, perché la Polonia nazionale e non globalizzata viene discussa, con i soliti metodi beceri, da quella “finta patriottica” che mette in scena la solita recita “istituzionale”.

Il giorno è quello dell’indipendenza, avvenuto l’11 dicembre 1918. Un giorno che poneva fine a numerose umiliazioni subite dal popolo polacco, provenienti tanto da sponda zarista, con la russificazione tentata con forza fino al secolo precedente, che da ambiti austriaco-prussiani.

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