"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Eurasia e suoi sviluppi

Alexander Dugin

Alexandr Dugin è il più importante geopolitico della nuova scuola geopolitica russa, cosa che, tra l’altro, è testimoniata dal suo libro Fondamenti di Geopolitica, pubblicato nel 1997 a Mosca. Ma Dugin è molto più di questo: è un pensatore tradizionalista ed esoterico, mistico, politologo, culturologo ed editore di molte opere capitali della cultura russa ed europea.

Il libro Quarta Teoria Politica [pubblicato nel 2012 e tradotto in italiano nel 2017 dalla casa editrice NovaEuropa Edizioni, ndt] è stato tradotto in quasi tutte le lingue europee. In esso, Dugin accusa ferocemente il liberalismo, il flusso di pensiero principale in Occidente e la sua unica ideologia come razzista e totalitaria, e suggerisce la propria alternativa. Questa è la quarta teoria politica, un progetto aperto intellettualmente, non un dogma.

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TEHERAN (Pars Today Italian) – Iran, Russia e Turchia hanno firmato un accordo per avviare investimenti congiunti in progetti di sviluppo del settore del petrolio e del gas.

Lo riferisce l’agenzia di stampa legata al ministero del Petrolio iraniano “Shana”. L’accordo è stato firmato lo scorso 8 agosto a Mosca tra la società di investimenti iraniana Ghadir e l’intermediario russo Zarubezhneft e la turca Unit International. Secondo quanto riferisce “Shana” quello firmato a Mosca è il primo accordo tripartito di partenariato e investimenti tra imprese iraniane e straniere, in base al quale le parti istituiranno joint venture per finanziarie progetti in Iran e all’estero.

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di Dmitrij Bokarev

Come è ben noto, la Russia affronta l’integrazione economica di tutti i Paesi eurasiatici. Dato ciò, è naturale che la Russia sostenga il progetto avviato dalla Cina per creare la “Cintura economica della Via della Seta”. Tuttavia, alcuni Paesi geograficamente circostanti la Cina temono che, dopo aver aderito alla “Via della Seta”, perdano l’indipendenza nelle infrastrutture ed economica.

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di Wayne Madsen

Mentre i capi della NATO si congratulano per l’adesione del piccolo Montenegro, la forza di controbilanciamento della NATO ad est ha accolto a pieno titolo India e Pakistan. Mentre la bandiera del Montenegro è stata sollevata presso la sede della NATO a Bruxelles, le bandiere della democrazia più popolosa del mondo e della terza popolazione musulmana, India e Pakistan, sono state sollevate presso la sede a Pechino dell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai (SCO).

L’allargamento della SCO ha effettivamente neutralizzato la marcia a lungo attesa della NATO verso est, con l’intenzione d’inglobare gli Stati ex-sovietici dell’Asia centrale. L’ampliamento della SCO segnala anche la fine del sogno dei neoconservatori del “nuovo secolo americano” che domina l’intero pianeta e anche lo spazio. Il 21esimo secolo sarà un “nuovo secolo euroasiatico” con Stati Uniti, Gran Bretagna, Unione europea e NATO emarginati, osservatori anemici che si contendevano il centro di un potere globale che si sposta verso la massa terrestre eurasiatica.

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di  Wayne Madsen

Mentre ci si esibisce nella commedia degli equivoci nell’ala ovest della Casa Bianca tra il presidente Donald Trump e i suoi consiglieri. e tra la segretaria alla stampa della Casa Bianca e vari aiutanti presidenziali, i leader mondiali si riunivano a Pechino per discutere della creazione delle moderne “Via della Seta” terrestre e marittima per migliorare le condizioni economiche delle nazioni nel mondo.

Nulla di più illustra il massiccio divario tra le preoccupazioni di molte nazioni e quelle degli Stati Uniti, che degenerano rapidamente in potenza di secondo grado insieme agli alleati della NATO Gran Bretagna, Francia e Germania.

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di  Alexander Dugin

Nel corso dei secoli l’Occidente, con USA e GB in testa, si è sforzato di imporre le sue norme ed i suoi criteri a tutta l’umanità. Questa è stata la sua politica di civilizzazione. Questa impostazione non è cambiata nel corso di secoli, indipendentemente da chi si trova all’avanguardia dell’ideologia occidentale, che sia il cattolicesimo, il protestantesimo, il modernismo, il liberalismo o il capitalismo.

Con uguale fervore l’Occidente costruisce il suo Impero a spese di tutti gli altri popoli. Nella mappa mondiale questo si riflette nella espansione dell’Europa verso l’Asia e, la cosa più importante, verso l’Eurasia, che significa il territorio dell’impero russo situato nella zona chiave del centro assoluto. Al nostro Ovest si trova l’Europa, all’est l’Asia. Noi stessi (come Federazione Russa) siamo un terzo polo.

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NEW YORK – Il Presidente eletto USA Donald Trump e la sua squadra di transizione ritengono l’assenza degli Stati Uniti nei negoziati sulla Siria a Mosca uno dei fallimenti della politica estera dell’amministrazione dell’attuale Capo di Stato di Barack Obama. Lo ha dichiarato Newt Gingrich, ex portavoce del Congresso americano, a Fox News.

“Credo che Trump sia consapevole del completo fallimento della strategia di politica estera di Obama, Kerry, Clinton in questa regione. A Mosca hanno svolto i colloqui con la partecipazione della Turchia, che è un’alleata NATO da quasi 50 anni. L’Iran e la Russia decidono di condurre i negoziati sulla Siria e il contributo dell’America è nullo” ha dichiarato.

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di Luciano Lago

Mentre persevera sui media l’insopportabile piagnisteo dei propagandisti neoliberali che continuano a ripetere il mantra del  voto del Brexit per cui  la Gran Bretagna si andrà ad isolare dall’Europa e dal resto del mondo e si seguita  a sostenere che i cittadini britannici dovranno affrontare pesanti conseguenze economiche, in realtà sul fronte economico e geopolitico  inizia a delinearsi uno scenario del tutto opposto. La prospettiva del Regno Unito fuori dalla UE  si percepisce totalmente difforme  da quella  prospettata nelle interessate  descrizioni catastrofiche fatte dai sostenitori ad oltranza della UE i quali, nelle loro elugubrazioni, finiscono con l’apparire  sempre più grotteschi e fuori della realtà.

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di  Paolo Borgognone *

Nell’epoca della mondializzazione e della disarticolazione su base individualistica e consumistica delle identità collettive, la democrazia organica è la più innovativa, interessante e radicalmente alternativa allo stato di cose presenti, forma di organizzazione del consenso e della società in quanto, come scrive Gennaro Sangiuliano citando, nel suo libro Putin. Vita di uno zar (Mondadori, Milano, 2015), il politologo tradizionalista russo Aleksandr Dugin, essa «deve essere intesa “come comunità metafisica e sovra-temporale di cui non fanno parte solo i viventi, gli antenati e i non ancora nati”». Sangiuliano afferma di seguito che «la contrapposizione fra democrazia rappresentativa e democrazia organica è un tema di vaste dimensioni».

E’ il tema che tratteremo nel presente saggio. Innanzitutto, la contrapposizione tra democrazia rappresentativa, liberale, e democrazia organica, comunitaria, è il rovesciamento, nell’agone delle scienze politiche, dell’eterno confronto e conflitto tra il “Mare” e la “Terra”, tra il “femminile” e il “maschile”, tra la società “aperta” (individualista, cosmopolitica, tecno-mercantile e proiettata in una dimensione a-temporale di eterno presente) e quella tradizionale (collettivista, solidaristica, patriottica e dedita al culto del suolo, della Terra irrorata dal sangue sacro degli antenati e pertanto proiettata in una dimensione sovra-temporale di memoria storica come elemento imprescindibile nell’articolazione di un orizzonte destinalistico comunitario per il futuro), tra il “mondo dei Morti” (l’Oltreatlantide) e quello dei “Vivi” (l’Eurasia).

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di Pepe Escobar

E così l’Iran è di nuovo demonizzato dall’Occidente perché “provocatorio” e “destabilizzante”. Come mai? L’accordo sul nucleare non doveva forse riportare l’Iran all’interno del “concerto di nazioni” diretto dall’Occidente?

Al Consiglio di Sicurezza dell’Onu si discuterà di nuovo dell’Iran. La ragione: i recenti test di missili balistici che, secondo l’Occidente, “sarebbero in grado di portare armi nucleari” – in presunta violazione del Risoluzione 2231 del 2015 del Consiglio di Sicurezza Onu.
Questo è falso. Teheran ha compiuto dei test di lancio con missili balistici agli inizi di marzo. La Guida Suprema, l’ayatollah Khamenei, ha sottolineato come i missili siano vitali per la futura difesa dell’Iran.

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