"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Eurasia e suoi sviluppi

Scritto da Martin Sieff

Per quasi 30 anni dalla disgregazione dell’Unione Sovietica, gli Stati Uniti e i principali alleati dell’Europa occidentale, Regno Unito, Francia e Germania si sono comodamente considerati la punta di diamante invincibile e inarrestabile e l’avanguardia della razza umana. L’assunzione che la democrazia e il libero scambio, lo stile occidentale conquisteranno il mondo, è assiomaticamente mantenuta e ha permeato i sistemi educativi e l’intellighenzia di tutte queste nazioni.

Tuttavia questa presunzione di moralità e superiorità e inevitabilità ideologica da parte dei leader degli Stati Uniti, dell’Unione Europea, della NATO e del Gruppo dei Sette (G7) non è stata confermata da alcuna prova evidente e verificabile.

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di  Pepe Escobar

Erdogan ha perso la sua maggioranza parlamentare e deve ora stabilire una coalizione con il partito d’azione nazionalista di estrema destra; dato che quest’ultimo è anti-occidentale, la strada da percorrere punta in una sola direzione: l’integrazione eurasiatica
Per l’estrema disperazione degli storici difensori dei “valori occidentali”, l’Europa è ora condannata a subire due autocrazie populiste ai suoi confini orientali: la Russia di Putin e la Turchia di Erdogan.

Per i leader politici dell’UE, l’unica narrativa accettata è la condanna totale e isterica delle “democrazie illiberali” distorte dal dominio personale, dalla xenofobia e dalla soppressione della libertà di parola. E questo vale anche per gli uomini forti in Ungheria, Austria, Serbia, Slovacchia e Repubblica Ceca.

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Campagne di disinformazione e menzogne dai “think tank” americani per destabilizzare la costruenda sfera di cooperazione euroasiatica.

di Paolo Marcenaro

Di fronte al consolidarsi di una robusta sfera di cooperazione eurasiatica, in cui Russia e Cina, inevitabilmente, fanno la parte del leone (ma anche paesi intermedi come Turchia, Iran, Kazakhstan, trovano posti di rilievo) al declinante ‘impero’ americano non resta che abbozzare reazioni con dichiarazioni roboanti e quel che in Inglese si dice ‘scaremongering’, cioé la diffusione di timori infondati per provocare reazioni violente e destabilizzanti e cercare di rovinare (o almeno rallentare) l’emersione del nuovo ordine mondiale multipolare.

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di Paul Antonopoulos

RIO DE JANEIRO, Brasile – Ancora una volta abbiamo dimostrato di avere ragione nelle nostre analisi; le elezioni italiane che si sono svolte lo scorso fine settimana hanno dato un’altra chiara indicazione che la principale contraddizione della nostra era è rappresentata da una tensione tra, da un lato, il globalismo liberista e, dall’altro, le identità dei popoli.

Di conseguenza, gli italiani hanno massicciamente rigettato i partiti, sia il Partito Democratico di Matteo Renzi sia Forza Italia di Silvio Berlusconi: i due principali partiti delle élite capitaliste internazionali e difensori dello status quo.

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Le tensioni tra la Turchia e i suoi “alleati” della NATO rimangono più forti che mai. Dopo quelle tra Ankara e Bruxelles, è ora con Washington che le cose si fanno difficili. Nella continua ricomposizione geopolitica nella regione, la Turchia e gli Stati Uniti si trovano faccia a faccia.

Cerchiamo di essere chiari: gli Stati Uniti non sono mai stati popolari con la Turchia. Negli ultimi anni, questa tendenza è stata confermata, sia nella maggioranza che in parte dell’opposizione, inclusa l’obbedienza repubblicana. E pur appartenendo ancora all’Alleanza atlantica non sembra sia più possibile fermare la retorica ostile tra Ankara e Washington. Una cosa è certa: il governo turco non intende arretrare in difesa dei suoi interessi nazionali.

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Fallimento clamoroso di Donal Trump in Asia  (Kommersant )

di  Serguéi Strokán

Il giro di Donald trump in Asia ha dimostrato che la Cina si sta trasformando nel leader assoluto della regione mentre gli USA perdono i loro “assets” e il potenziale per affermare il loro dominio nel continente asiatico.

Donald Trump ha trasorso una settimana e mezzo girando per i paesi asiatici e lui stesso ed il suo enturage, durante l’ampio giro, non hanno mai utilizzato il termine Asia Pacifico preferendo una definizione differente, “Indo Pacifico” che non è quasi mai utilizzata nelle capitali asiatiche.

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L’avvicinamento della Turchia alla Russia e la sua presa di distanza dalla NATO si sta accelerando in modo inaspettato.
Questo processo non è basato sulla ricerca di benefici a breve termine ma piuttosto si basa sul conseguimento di interessi strategici.
Questo è quanto ha dichiarato a Sputnik il presidente dell’influente Partito Vatan (Patria), Dogu Perincek.
Cooperazione strategica

In un prossimo futuro le relazioni tra la Russia e la Turchia si svilupperanno in una forma ogni volta più positiva. La Turchia è entrata in una fase di forte, stabile e costruttiva realzione non soltanto con la Russia, ma anche con l’Iran e con l’Iraq. Presto accadrà la stessa cosa con la Siria.

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La Cina ha aperto una linea di credito di 10.000 milioni di dollari per finanziare progetti di infrastrutture nel paese persiano. Questo fatto riduce a “carta straccia” le sanzioni approvate da Washington contro Teheran.
Secondo il presidente della Banca Centrale Iraniana, Valiollá Seif, la società di investimenti statali cinese CTIC ha aperto una linea di credito in euro e Yuan cinesi a favore di diverse entità bancarie iraniane che potranno così finanziare progetti che Teheran potrà sviluppare nei settori delle energie, dei trasporti ed in altri progetti di infrastrutture.

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Alexander Dugin

Alexandr Dugin è il più importante geopolitico della nuova scuola geopolitica russa, cosa che, tra l’altro, è testimoniata dal suo libro Fondamenti di Geopolitica, pubblicato nel 1997 a Mosca. Ma Dugin è molto più di questo: è un pensatore tradizionalista ed esoterico, mistico, politologo, culturologo ed editore di molte opere capitali della cultura russa ed europea.

Il libro Quarta Teoria Politica [pubblicato nel 2012 e tradotto in italiano nel 2017 dalla casa editrice NovaEuropa Edizioni, ndt] è stato tradotto in quasi tutte le lingue europee. In esso, Dugin accusa ferocemente il liberalismo, il flusso di pensiero principale in Occidente e la sua unica ideologia come razzista e totalitaria, e suggerisce la propria alternativa. Questa è la quarta teoria politica, un progetto aperto intellettualmente, non un dogma.

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TEHERAN (Pars Today Italian) – Iran, Russia e Turchia hanno firmato un accordo per avviare investimenti congiunti in progetti di sviluppo del settore del petrolio e del gas.

Lo riferisce l’agenzia di stampa legata al ministero del Petrolio iraniano “Shana”. L’accordo è stato firmato lo scorso 8 agosto a Mosca tra la società di investimenti iraniana Ghadir e l’intermediario russo Zarubezhneft e la turca Unit International. Secondo quanto riferisce “Shana” quello firmato a Mosca è il primo accordo tripartito di partenariato e investimenti tra imprese iraniane e straniere, in base al quale le parti istituiranno joint venture per finanziarie progetti in Iran e all’estero.

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