"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Elite finanziaria e banchieri

di   Cinzia Palmacci

Secondo i servizi d’intelligence militari di Vienna: organizzazioni non governative Usa cosiddette “umanitarie” finanzierebbero il traffico di immigrati illegali verso l’Europa dietro cui c’è il discusso “filantropo” George Soros

Dato che si fa un gran parlare di ONG e malaffare sulle immigrazioni, è interessante portare a conoscenza ciò che il periodico austriaco InfoDirekt ha rivelato, senza che né giornali e TG avessero dato risalto alla cosa, sebbene importante. Il periodico austriaco sarebbe venuto a conoscenza di un rapporto interno dello Österreichischen Abwehramts (i servizi d’intelligence militari di Vienna) secondo cui, in base alle informazioni di un anonimo insider, organizzazioni non governative statunitensi finanzierebbero il traffico di immigrati illegali verso l’Europa, con specifico riferimento alla via del Mediterraneo centrale, quella che porta dalle coste libiche all’Italia meridionale.

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di Phil Butler

Molti esperti politici sono consci della forte influenza esercitata dal miliardario George Soros. Ma ormai anche i cittadini comuni associano il suo nome al controllo e alle speculazioni di borsa. L’uomo dietro il caos anti-Trump, l’oligarca dei fondi speculativi, il bizzarro filantropo: Soros è l’equivalente del “dottor Male” nel mondo reale. Ma, fino ad ora, le sue macchinazioni sono state generalmente tollerate, e il mondo non è riuscito a vedere chiaramente quanto i miliardi di Soros abbiano portato miseria e sofferenza ad un miliardo di persone.

Il mio collega, l’analista politico olandese Hoger Eekhof, recentemente mi ha telefonato in preda ad un forte stato di incredulità. Me lo ricordo esclamare al telefono, qualche tempo prima: “Phil, fughe di notizie dalle organizzazioni di Soros confermano la sua complicità nel controllo delle politiche europee!”. Dopodiché, essendo lui stato sulle tracce di Soros per qualche anno, sono stato ansioso di sapere cosa aveva scoperto.

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di  Rafael Núñez Huesca

L’agognato governo planetario, nonostante alcune resistenze, come quella di Viktor Orban, continua la sua costruzione. Peter Sutherland, rappresentante delle Nazioni Unite per immigrazione, è uno dei suoi principali architetti. Lui stesso ha lanciato un significativo avviso: “bisogna affossare l’omogeneità nazionale degli Stati”.
Peter Sutherland è un multimilionario irlandese consederato uno dei grandi pontefici del mondialismo allo stesso livelli di George Soros, dei Rockefeller o di Kissinger.

Sutherland ha ricoperto una miriade di alti incarichi internazionali della massima importanza. E’ stato direttore Generale dell‘Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO). A livello imprenditoriale è stato presidente chef executive di varie grandi società fra cui la British Petroleum -BP- e la Goldman Sachs International.

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di Carlos Esteban

Come in un film d’azione con ritmo di suspence, l’attualità internazionale si volge verso un esito ogni giorno più inevitabile in un duello finale tra Trump e la sua nemesi, George Soros. La coesistenza pacifica di entrambi i poteri sembra ogni giorno meno verosimile:  soltanto uno di loro può restare sul campo.
La realtà di solito non è è tanto drammatica. In altre circostanze, il finanziere internazionale, ebreo di origine ungherese ed il presidente nordamericano, potrebbero continuare ad operare indefinitivamente, ciascuno nella sua sfera, ciascuno cercando di contrastare le azioni dell’altro. Tuttavia bisogna dire che non viviamo in una situazione normale.

Soros, uno dei personaggi più inquietanti del nostro tempo, avrebbe perso già mille milioni di dollari con l’elezione di Trump, e sembra deciso a scommettere fino all’ultimo centesimo della sua favolosa fortuna in un progetto mondiale che coordina attraverso numerose organizzazioni, tutte queste subordinate alla “Open Society Foundation”.

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di  Luciano Lago

Le affermazioni fatte ieri da Draghi denotano uno stato psicopatico di questo personaggio caduto in una forma di delirio di onnipotenza.
Una moneta divenuta, nella psiche di Draghi e dei suoi banchieri , qualche cosa di simile ad una divinità: ” irreversibile”, ha dichiarato Draghi ad una domanda postagli dall’eurodeputato Marco Zanni. “L’Euro è irrevocabile”, ha scandito Draghi – sia in italiano che in inglese – rispondendo alla domanda di Zanni.

La dichiarazione di Draghi ci fa venire in mente una dichiarazione simile fatta da un suo collega banchiere, il presidente della Goldman Sachs , Llyod Blankfein, il quale, al Sunday Times che lo interrogava sul suo ruolo, aveva risposto : “Sono solo un banchiere che fa il lavoro di Dio”. In quel periodo Goldman Sachs era sospettata di aver partecipato al crollo del gigante delle assicurazioni, l’AIG, salvato in extremis dal crollo con un piano di aiuti da 187 miliardi di dollari finanziato dai contribuenti.

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di Ilaria Bifarini

Non è stato certo un compleanno all’insegna dei festeggiamenti quello per il quindicesimo anno dell’Euro.

L’1 gennaio 2002 dicevamo addio alle lire per sposare il progetto europeo della moneta unica. Una vera comodità, dicevano in molti – in particolare i più giovani – poter girovagare per l’Europa senza dover passare per lo sportello dei cambi! Un segno di unità e appartenenza, visto che i soldi, inutile fare gli asceti, sono il veicolo per il consumo, il gesto più identitario della nostra società. Comprare un caffè a Berlino, Parigi e Roma acquisiva un po’ lo stesso sapore, e pazienza per l’aroma, la tazzina e il prezzo! Eppure l’entusiasmo con cui l’allora premier Prodi (passato ai posteri con un altro appellativo, questo sì molto nazionale) ci traghettò nella moneta unica – «lavoreremo tutti un giorno in meno per guadagnare di più» – incontrava già qualche ponderate resistenza da parte di alcuni autorevoli economisti.

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di Ireneo Corbacci

Questione: il padre ignobile della “riforma” ha dunque perso e, superati i 90 anni, si ritira con la coda fra le gambe, come scrivono alcune giornastute?
La risposta è già scritta nelle sue gesta durate già sette decenni: il grande commesso dei dominanti (a stelle e strisce, in this case) non solo non va mai in pensione, ma non conosce nemmeno giovinezza e maturità adulta. Per questa personificazione le età della vita non esistono: egli serve sempre coloro i quali deve servire (che ovviamente possono cambiare restando il mondo lo stesso) e non si arrende mai.

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Da una serie di avvenimenti intercorsi di recente, sembra che gli equilibri mondiali stiamo vivendo una periodo di transizione, una fase storica in cui i parametri stabiliti dalla elite di potere mondiale, quella che si riunisce periodicamente nei Clubs esclusivi quali la Trilateral Commission, il Club di Bilderberg, i Council of Foreign Relations, Aspen Insitute, ERT (European Round Table) ed altri organismi consimili, siano fortemente minaccati da una cambiamento di assetto che si sta verificando a vari livelli.

Quando si è riunito nel Giugno di quest’anno il famigerato Gruppo Bilderberg, per la sua 64a riunione, che si è svolta presso il lussuoso Hotel Taschenberg Palais a Dresda, in Germania, si presume che a qualche importante conclusione siano arrivati i personaggi riuniti in quel contesto, senza che però nulla sia trapelato all’esterno. La conferenza annuale dei super manager e dei massimi responsabili delle istituzioni transnazionali, un mondo di potenti riunito sotto la segretezza delle sigle e con impressionanti misure di sicurezza – oltre che con la consueta complicità della stampa mainstream prostituita, che fingeva di non accorgersi che questo famigerato Consiglio superiore di politici, banchieri e industriali potrebbe star tramando qualcosa di dannoso per il bene pubblico.

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“Siamo di fronte ad una nuova politica monetaria che nessuno ha votato, e che avvantaggia soprattutto le élites e che aiuta a stimolare le bolle finanziarie”.

di Eduardo Garzon

E ‘molto facile da capire in che cosa consistono questi programmi di acquisto di assets: la Banca Centrale Europea crea denaro al di fuori dal nulla e lo utilizza per acquistare attivi finanziari (pubblici e privati),  che hanno in loro proprietà grandi imprese finanziarie e fondi di investimento ( nota 1 e nota 2).

Così procedendo,  questi soggetti economici entrano in possesso di assets illiquidi (che non servono molto fino a quando non arrivano alla loro scadenza ) per avere denaro contante e sonante (che poi viene utilizzato per tutti i tipi di transazioni e speculazioni finanziarie).

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di Arturo Garcia

Il miliardario George Soros ha speso milionate di dollari per sostenere la Hillary Clinton nelle elezioni presidenziali e poter cosi’ continuare a dettare le politiche mondiali.  Non ha avuto fortuna e adesso cerca di recuperare la sua quota di potere con altri mezzi .

Ha ritardato di alcuni giorni ma, alla fine, l’onnipotente George Soros, e’ riapparso sulla scena. Risulta spiegabile questa pausa di silenzio del miliardario visto che ha speso una parte della sua fortuna per finanziare la campagna elettorale della Clinton che e’ pero’ terminata in modo inaspettato con  l’elezione di Donald Trump. Tuttavia il globalismo mondiale sembra avere un nuovo  piano e la riunione di vari personaggi dell’establishment, che si svolge a Washington in questi giorni, sembra avere per obiettivo quello di cercare mecenati e cercare di affondare l’attivita’ del nuovo presidente eletto.

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