"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Dominio imperiale USA

di  Paul Craig Roberts

Non vi è dubbio che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama è un criminale di guerra come lo sono i suoi funzionari militari e di intelligence e la maggior parte dei componenti di Camera e Senato.

Obama è stato il primo presidente a tenere gli Stati Uniti in guerra per la totalità del suo mandato  di otto anni. Durante il 2016, soltanto gli Stati Uniti hanno sganciato  26.171 bombe su matrimoni, funerali, campi da gioco di calcio , ospedali, scuole, su persone nelle loro case e mentre camminavano per le loro strade, oltre che sui contadini che seminavano  i loro campi in sette paesi: Iraq, Siria, Afghanistan, Libia, Yemen, Somalia e Pakistan. Vedi: How Many Bombs Did the United States Drop in 2016? (Quante bombe sono  state sganciate dagli USA nel 2016?).

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La paura è una cosa strana: quando la guerra al terrore è iniziata, gli Stati Uniti hanno iniziato a far cadere bombe sui paesi del Medio Oriente; hanno ucciso migliaia di persone; hanno letteralmente distrutto paesi; e abbiamo ottenuto questa cosa chiamata Islamofobia. Pare che le persone abbiano paura dei Musulmani.

Nel 1990, Public Enemy pubblicò un album intitolato Fear of a Black Planet [Paura di un Pianeta Nero], ed è stato un grande album, l’ho ascoltato tante volte. La traccia che dava il nome all’album parlava della gente che aveva paura delle persone di colore.

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di Salvo Ardizzone

Le Special Forces sono divenute lo strumento preferito delle Amministrazioni Usa per mettere in atto quelle “shadow wars” tanto care allo Zio Sam; per questo la loro presenza in un Continente testimonia l’interesse reale di Washington per quell’area, e segnala come un termometro il livello di ingerenza a Stelle e Strisce nelle dinamiche locali.

Ebbene, negli ultimi 10 anni l’Africa ha conosciuto il più vertiginoso aumento del dispiegamento di Special Forces Usa di qualsiasi altra parte del mondo. Secondo i dati forniti dall’Us Special Operations Command, nel 2006 solo l’1% dei suoi effettivi inviati all’estero erano schierati in Africa; nel 2016 la percentuale è passata al 17,26%, seconda solo a quella del Grande Medio Oriente, dove gli Usa sono impegnati in Siria, Iraq, Yemen e nell’eterno mattatoio dell’Afghanistan.

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di  Alfredo Jalife Rahme

La Russia e la Cina segnano la ingloriosa fine dell’Amministrazione Obama con tre risonanti umiliazioni:

1) la sconfitta degli USA (e suoi alleati) ad Aleppo; 2) la visita di Putin in Giappone, e 3) la cattura di un drone sottomarino del Pentagono nel Mar Cinese meridionale.
Il riavvicinamento di Trump con Putin – mediante la nomina a segretario di Stato del texano Rex Tillerson, direttore della Exxon Mobil, ha prodotto ancora di più una frattura nel mondo e negli stessi USA prima del cambio della guardia di Obama, il quale si è scagliato, assieme alla sconfitta Hillary, contro il presunto intervento di Putin nelle elezioni presidenziali degli USA, cosa che suona tanto divertente quanto inverosimile.

Nel mezzo della debacle di Obama ad Aleppo, sorprende che fino ad ora sia uscito alla luce del sole il presunto “hackeraggio russo” che avrebbe apportato benefici alla candidatura di Trump. “Is it possible”?

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La NATO inizialmente ha cercato di far tacere chi cercava la verità sull’11/9. Poi l’appetito vien mangiando…

di Thierry Meyssan

Questa è una lunga storia che attraversa un arco di quindici anni. La NATO inizialmente ha cercato di mettere a tacere i cittadini che cercavano di conoscere la verità sugli attentati dell’11 settembre. Poi ha preso di mira coloro che contestavano la versione ufficiale della “primavera araba” e della guerra contro la Siria. Da cosa nasce cosa, ha attaccato coloro che denunciavano il colpo di Stato in Ucraina. Ormai la NATO fa ora accusare da una pseudo-ONG quelli che han fatto campagna per Donald Trump di essere agenti russi.

logo-natoNell’illustrazione in apertura, il Logo del Centro di comunicazione strategica della NATO

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di F. William Engdahl

Negli ultimi due anni, l’Europa è stata polarizzata e fra la popolazione viene diffusa la paura.
Abbiamo una guerra in Siria alimentata dal Qatar, dall’Arabia Saudita e, in forma predominante da Washington (Amministrazione Obama). Se non fosse per questa guerra, non avremmo avuto l’ondata di profughi e rifugiati siriani di cui buona parte si è riversata sull’Unione Europea.

Tuttavia la fonte dei rifugiati non è stata mai discussa in Europa.

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È appena uscito, pubblicato da Faremondo, l’ultimo volume di Franco Soldani, dedicato ad un’analisi del grande capitale americano e dei suoi crimini interni e internazionali.

Geopolitica planetaria dell’impero

I dieci pilastri del capitale finanziario e dell’imperialismo Usa.
Si tratta di una lettura inedita e completamente innovativa della nascita del capitale finanziario sul suolo statunitense, con una mole imponente di materiali che documentano in modo inoppugnabile quale sia stata la sua passata evoluzione e come si sia arrivati in ultimo alla nascita di un New American Century con la fine del secondo conflitto mondiale.

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Per capire meglio la transizione di Donald Trump verso la nuova presidenza americana, bisogna almeno comprendere a grandi linee le attuali controversie nella società americana. In qualità di Repubblicano atipico che durante la campagna elettorale ha lanciato alcuni forti messaggi contro l’establishment, che sono stati la sua principale fonte di energia per arrivare alla sua elezione, Trump ha in qualche modo l’obbligo nei confronti non solo della sua gente, ma anche del mondo intero, di fermare la nuova Guerra Fredda e lo scontro con la Russia. Ma questo è davvero possibile?

Sì, lo è, ma prima le cattive notizie: generalmente parlando, a livello geopolitico, l’“ideale” americano di dominio del mondo, e di conseguenza quello della creazione di un Governo Mondiale che condurrebbe al famigerato Nuovo Ordine Mondiale, contiene due concetti. Il primo è il cosiddetto Mondialismo, che viene adottato dai Democratici, e prevede un Governo Mondiale che includa rappresentanti di altre nazioni/regioni (forti), ovviamente sotto la leadership americana.

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di  Luciano Lago

L’elite globalista che detiene il potere, mai come oggi, si trova di fronte ad un drammatico bivio: l’Impero anglo USA che doveva garantire il nuovo ordine globale e schiacciare tutte le resistenze verso l’assetto del ordinamento globale (il NWO) sta iniziando fatalmente a dare segnali di sgretolamento. Le forze nazionaliste ed identitarie si sono sollevate per sfidare il totalitarismo universalista predicato dai tecnocrati finanziari che vivono a Washington, a Londra ed a Bruxelles.

I signori del grande capitale e del dominio finanziario  sanno che non esisterebbe alcun futuro per loro, qualora nel mondo dovesse accadere che il dollaro si trovi a perdere la sua supremazia (signoraggio) ed ove Wall Street ed i suoi bonus e derivati non fossero spalleggiati da tutto il peso dell”‘Impero indiscutibile”.

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di  Adnan Octar

In tutti i periodi della storia c’erano i “governi ombra”, con la attività parallela ai governi ufficiali. Se i loro interessi coincidevano, allora loro lavoravano insieme, ma se i loro interessi erano lontani dagli interessi degli Stati, essi facevano una seria di minaccia per l’autorità ufficiale, costringendo quest’ultimo a seguire i propri interessi.

Nell’antica Roma, il Senato era costituito dai patrizi, che potrebbero limitare e regolare la potenza dell’Imperatore. Il Consiglio Privato della Gran Bretagna è stato quello che sempre doveva  prendere decisioni in modo indipendente del monarca, ed era più influente del consiglio ombra del Regno Unito del 12 ° secolo. Nelle Scritture possiamo vedere gli esempi di tali strutture di potere. I Faraoni durante il processo decisionale non potevano prendere in considerazione gli interessi di una ristretta cerchia di sacerdoti, la regina di Saba non poteva decidere il destino del paese senza l’approvazione dei signori della guerra. I Templari e Rosacroce erano così influente che avevano il diritto di imporre le tasse e sanzioni per i monarchi d’Europa e per il Vaticano.

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