"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Dominio imperiale USA

di Antonio Mazzeo

 Capitale mondiale dei droni da guerra, base avanzata per le forze speciali e di pronto intervento USA e NATO e, da oggi, anche centro strategico per i programmi di supremazia nucleare planetaria delle forze armate degli Stati Uniti d’America.

Segretamente, senza che mai il governo italiano abbia ritenuto doveroso informare il Parlamento e l’opinione pubblica, sta per entrare in funzione nella grande stazione siciliana di Sigonella la Joint Tactical Ground Station (JTAGS), la stazione di ricezione e trasmissione satellitare del sistema di “pronto allarme” USA per l’identificazione dei lanci di missili balistici con testate nucleari, chimiche, biologiche o convenzionali. Una specie di “scudo protettivo” tutt’altro che difensivo: i moderni dottor Stranamore del Pentagono puntano infatti al controllo “preventivo” di ogni eventuale operazione missilistica nemica per poter scatenare il “primo colpo” nucleare evitando qualsiasi ritorsione da parte dell’avversario e dunque i limiti-pericoli della cosiddetta “Mutua distruzione assicurata” che sino ad ora ha impedito l’olocausto nucleare.

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di  Elena Quidello

IN ITALIA LA CRISI GENERA POVERTA’ ED ESTREMISMI. MA NEL RESTO DEL MONDO REGNA IL SOSPETTO, LA DIFFIDENZA E L’ODIO VERSO GLI “ESTREMISMI” DEGLI USA

Sono pochi i paesi nel mondo che credono ancora negli ideali e nei valori sbandierati per un paio di secoli dai patrioti statunitensi che per salvare i popoli dalle dittature imbracciavano le armi per “liberare” i popoli oppressi in Asia come in Africa e in Europa e portare loro la “democrazia”.

Oggi l’informazione che corre sul web e la conoscenza della storia narrata a più voci rende giustizia di fatti esecrabili commessi a danno di interi popoli improvvisamente caduti nelle trappole dei potenti . Per questo chi detiene il potere assoluto nel mondo sta correndo ai ripari e per evitare che la gente comune possa impadronirsi finalmente di se stesso trovando la forza per reagire alle ingiustizie e alle malefatte del potere, così accade che i detentori del potere oggi ordinano di legiferare contro la libertà di parola sul web.

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Il caso libico, la ragione per cui la Corea del Nord ha l’ansia di accumulare armi nucleari?

Gli USA e i suoi alleati seguono minacciando e a mercanteggiare con la Corea del Nord in tale modo che questa ultima possa rinunciare al suo programma nucleare e a quello dei missili balistici. Tuttavia Pyongyang rimane impassibile perchè non confida nelle promesse di Washington, lo scrive l’analista Ted Galen Carpenter nel su artícolo par il giornale “The National Interest”.

La sfiducia che la Corea del Nord manifesta nei confronti degli Stati Uniti è ben giustificata, riconosce l’autore. I leaders nordcoreani sono stati testimoni delle offensive fatte da Washington contro la Serbia e l’Iraq.

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L’ex presidente afgano Hamid Karzai assicura di avere le prove che gli USA stanno collaborando con Daesh (ISIS) in Afghanistan e che il gruppo terrorista si sta insediando in questo paese.
“Dal mio punto di vista, sotto la presenza totale degli USA, è venuto fuori un insediamento del Daesh con una struttura militare, politica e di intelligence, ha affermato Karzai in una intervista rilasciata il Sabato al canale TV Al-Jatzeera.

L’ex mandatario afgano ha denunciato inoltre che l’Amministrazione del presidente USA, Donald Trump,  ha utilizzato i gruppo terrorista dell’ISIS (Daesh in arabo) come scusa per lanciare la denominata “madre di tutte le bombe”, la GBU-43/B Massive Ordnance Air Blast bomb (MOAB, come sigla in inglese), sull’Afghanistan nell’Aprile del 2017.

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di  Simone Nasazzi

Da Paese uscito sconfitto dal secondo conflitto mondiale, e con una importanza geopolitica rilevante, all’Italia è stata imposta una presenza massiccia di basi militari su tutto il territorio nazionale. Con l’adesione al patto atlantico di difesa miliare NATO del 4 aprile 1949, l’Italia entra e si posiziona ufficialmente all’interno del blocco occidentale contrapposto a quello sovietico e del patto di Varsavia, diventando un’importante base logistico-militare per le truppe alleate, sopratutto per quelle americane.

Basti pensare che dal dopoguerra in poi, la presenza militare americana ha garantito a Washington un controllo capillare nel Mediterraneo, che doveva essere difeso, a detta del Pentagono, dalla minaccia sovietica. Gli americani hanno depositato un cospicuo numero di testate nucleari in Italia, che tutt’oggi rimangono attive.

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Il Vice Segretario di Stato aggiunto degli Stati Uniti per gli affari europei ed euroasiatici, Hoyt Brian Yee, è stato spiazzato dalla secca risposta datagli dal ministro serbo della Difesa, Aleksandar Vulin, dopo che il diplomatico statunitense aveva fatto commenti “ostili” e aveva cercato di convincere Belgrado a fare la scelta tra la Russia e l’Occidente.

“Indubbiamente, questa è la più pesante pressione pubblica e molto poco diplomatica fatta sul nostro paese e va contro il nostro diritto di prendere le nostre decisioni“, ha dichiarato il ministro in una dichiarazione diffusa dall’agenzia di stampa TANJUG.

“Questa non è una dichiarazione fatta da un amico o da una persona che rispetta la Serbia, rispettando il nostro diritto di decidere in modo indipendente”, ha proseguito.

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di  Thierry Meyssan

Quando, nel 2011, gli jihadisti attaccarono il suo Paese, la reazione del presidente Bachar el-Assad fu controcorrente: invece di rafforzare i poteri dei servizi di sicurezza, li ridusse. Ora, sei anni dopo, la Siria sta per uscire vincitrice dalla più importante guerra dopo il Vietnam. Lo stesso tipo di aggressione si sta verificando in Ameria Latina, che però risponde in maniera molto più canonica.

Thierry Meyssan illustra le differenze di analisi e strategia del presidente Assad, da un lato, e dei presidenti Maduro e Morales dall’altro. Non è questione di mettere questi leader in concorrenza fra loro, ma di invitarli a prescindere dagli indottrinamenti politici e di tener conto delle guerre più recenti.

A maggio 2017, Thierry Meyssan spiegava su Russia Today in cosa consistano gli errori delle élite sudamericane di fronte all’imperialismo USA. Meyssan insiste sul cambiamento di paradigma dei conflitti armati attuali e sulla necessità di ripensare radicalmente il modo di difendere la patria.

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Julian Assange, il fondatore di Wiki Leaks, ha proposto al discusso Presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, di prendere esempio dall’Arabia Saudita, uno dei più importanti alleati degli USA sulla scena internazionale.

Assange ha commentto in maniera ironica l’attuale situazione esistente in Venezuela ed i pesanti tentativi di interferenza manifestati dagli Stati Uniti nelle questioni interne del paese sudamericano.

“Non capisco perchè il presidente del Venezuela, Maduro, non si sia ancora affrettato ad adottare per il suo paese il modello di Costituzione dell’Arabia Saudita, in modo che il governo degli USA possa compiacersi  con lui”, ha segnalato Assange in allusione alle leggi draconiane vigenti nel paese arabo messe in questione da numerosi  difensori  sui dirittti umani.

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di Manlio Dinucci

Chi dice che scarseggiano gli investimenti nel Mezzogiorno? La ministra Pinotti ha annunciato la realizzazione di una grande opera a Napoli: l’Hub per il Sud. Dopo l’incontro con il capo del Pentagono James Mattis, martedì a Washington, ha dichiarato: «Siamo soddisfatti che sia stata accolta la nostra richiesta di trasformare il Comando Nato di Napoli in Hub per il Sud».

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di James Petras

L’imperialismo culturale si può definire come invasione e dominazione sistematica della vita culturale delle classi popolari da parte delle classi che governano l’Occidente, con l’obiettivo di ri-orientare le scale di valori, le condotte, le istituzioni e le identità dei paesi oppressi per farli coincidere con gli interessi delle classi imperialiste.

L’imperialismo culturale ha forme “tradizionali” e moderne. Nei secoli scorsi la Chiesa, il sistema educativo e le autorità pubbliche svolgevano un ruolo fondamentale, inculcando nei popoli nativi idee di sottomissione e lealtà in nome di principi divini o assolutisti.

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