"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Dominio imperiale USA

di  Eugenio Orrso

Un paese occupato da poteri esterni global-finanziari come l’Italia, ormai inerte sulla scena internazionale, per poter aver una prospettiva di liberazione e di riconquista della sovranità deve solo sperare in importanti accadimenti geopolitici esterni, che favoriscano la sua liberazione.

L’approccio isolazionista che ha avuto Donald Trump nella lunga campagna elettorale per le presidenziali Usa, lo scorso anno, ha lasciato ben sperare gli europei degni di questo nome. “America first” è stato il suo motto, dal significato fin troppo esplicito.

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di  Stefano Zecchinelli

La propaganda russofoba di Washington ha la sua centrale nell’Università di Harvard a dimostrazione che le strutture accademiche non hanno più nulla – semmai l’abbiano avuto – di culturale e scientifico ma sono diventate delle vere e proprie agenzie di intelligence orientate geopoliticamente. Il folle Progetto per un nuovo secolo americano del clan Bush è la Bibbia di questi ‘’nuovi’’ accademici, smaniosi di potere e notorietà.

L’Università di Harvard ha creato una vera e propria lista nera dove vengono inseriti gli studiosi che mettono in discussione le tesi ufficiali propinate dai governi imperialisti per giustificare le proprie malefatte. L’economista Paul Craig Roberts scrive: ‘’E se qualcuno dovesse capirne qualcosa e dubitare del rapporto della Commissione Warren e di quello sul 9/11 , viene additato come cospiratore e messo nella lista nera di Harward dove stanno tutti i procacciatori di “notizie false”.

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di  Luciano Lago

L’ondata globalista e la costruzione di un ordinamento unico in Europa governato da una oligarchia formata da tecnoburocrati che si identificano con le Istituzioni europee, ha dovuto registrare negli ultimi giorni alcune brusche fermate che hanno costretto i suoi promotori a rivedere alcuni dei parametri impostati.

Abbiamo assistito negli ultimi anni al manifestarsi di forti resistenze al progetto dell’ordinamento unico che sono emerse sia a livello di Governi (il governo della Polonia, della Rep. Ceka, della Slovacchia e l’Ungheria) sia a livello di movimenti politici all’interno delle singole nazioni, frettolosamente definiti “populisti”.
Questo fenomeno della crescita dei movimenti di opposizione al progetto della UE è strettamente collegato con il susseguirsi di avvenimenti che hanno accelerato questo processo.

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di   F. William  Engdahl

La qualifica di “uomo della porta posteriore“, che noi abbiamo tradotto con “burattino”, ha svariate connotazioni. Nella canzone originale di Willie Dixon, si riferisce a un uomo che ha una tresca con una donna sposata, e che si serve di una porta nascosta [la porta posteriore] per fuggire prima che il marito rincasi. Durante la presidenza di Gerald Ford, “Back Door Man“ fu impiegata per Dick Cheney, capo di Gabinetto della Casa Bianca, ruolo in cui si distingueva per alcune sue opache «competenze» che gli permettevano di ottenere ciò che voleva. Ora via via che sta prendendo forma il Gabinetto di Trump, sembra che l’intero progetto della sua presidenza lo faccia apparire un fantoccio.

La retorica della campagna di Trump relativa al “prosciugamento della palude” è dimenticata. In ottobre, durante la campagna, il candidato Trump aveva dichiarato alla stampa: «Decenni interi di accordi tra interessi speciali devono finire.. Dobbiamo porre fine a un ciclo di corruzione […] è tempo di prosciugare la palude Washington D.C. […] è per questo che propongo una selezione delle riforme etiche, al fine di rendere il nostro Stato nuovamente onesto».

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Per nessuno è un segreto che la presenza di basi militari USA in lungo ed in largo del pianeta ariva ad oltre 850 basi militari e più di 270.000 effettivi delle forze USA si trovano sparse fra 70/80 paesi, secondo un articolo pubblicato di rcente dalla rivista Time.
Nonostante questo l’Amministrazione del presidente Barack Obama ha superato di gran lunga i suoi predecessori nell’espansione della macchina bellica statunitense. A dimostrazione di quello ci sono gli otto anni di operazioni militari permanenti fra le quali quelle che più eclatanti come l’invasione della Libia e la guerra per procura in Siria.

Il cambiamento della dottrina militare statunitense impostata da Obama ha indotto le sue Forze Armate ad utilizzare meno le unità terrestri ed aumentare l’utilizzo di truppe straniere, mercenari e la sua Forza Aerea, specialmente quella degli apparecchi senza pilota, (classificati UAV) conosciuti come droni, per raggiungere gli obiettivi della sua strategia militare.

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di  Paul Craig Roberts

Non vi è dubbio che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama è un criminale di guerra come lo sono i suoi funzionari militari e di intelligence e la maggior parte dei componenti di Camera e Senato.

Obama è stato il primo presidente a tenere gli Stati Uniti in guerra per la totalità del suo mandato  di otto anni. Durante il 2016, soltanto gli Stati Uniti hanno sganciato  26.171 bombe su matrimoni, funerali, campi da gioco di calcio , ospedali, scuole, su persone nelle loro case e mentre camminavano per le loro strade, oltre che sui contadini che seminavano  i loro campi in sette paesi: Iraq, Siria, Afghanistan, Libia, Yemen, Somalia e Pakistan. Vedi: How Many Bombs Did the United States Drop in 2016? (Quante bombe sono  state sganciate dagli USA nel 2016?).

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La paura è una cosa strana: quando la guerra al terrore è iniziata, gli Stati Uniti hanno iniziato a far cadere bombe sui paesi del Medio Oriente; hanno ucciso migliaia di persone; hanno letteralmente distrutto paesi; e abbiamo ottenuto questa cosa chiamata Islamofobia. Pare che le persone abbiano paura dei Musulmani.

Nel 1990, Public Enemy pubblicò un album intitolato Fear of a Black Planet [Paura di un Pianeta Nero], ed è stato un grande album, l’ho ascoltato tante volte. La traccia che dava il nome all’album parlava della gente che aveva paura delle persone di colore.

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di Salvo Ardizzone

Le Special Forces sono divenute lo strumento preferito delle Amministrazioni Usa per mettere in atto quelle “shadow wars” tanto care allo Zio Sam; per questo la loro presenza in un Continente testimonia l’interesse reale di Washington per quell’area, e segnala come un termometro il livello di ingerenza a Stelle e Strisce nelle dinamiche locali.

Ebbene, negli ultimi 10 anni l’Africa ha conosciuto il più vertiginoso aumento del dispiegamento di Special Forces Usa di qualsiasi altra parte del mondo. Secondo i dati forniti dall’Us Special Operations Command, nel 2006 solo l’1% dei suoi effettivi inviati all’estero erano schierati in Africa; nel 2016 la percentuale è passata al 17,26%, seconda solo a quella del Grande Medio Oriente, dove gli Usa sono impegnati in Siria, Iraq, Yemen e nell’eterno mattatoio dell’Afghanistan.

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di  Alfredo Jalife Rahme

La Russia e la Cina segnano la ingloriosa fine dell’Amministrazione Obama con tre risonanti umiliazioni:

1) la sconfitta degli USA (e suoi alleati) ad Aleppo; 2) la visita di Putin in Giappone, e 3) la cattura di un drone sottomarino del Pentagono nel Mar Cinese meridionale.
Il riavvicinamento di Trump con Putin – mediante la nomina a segretario di Stato del texano Rex Tillerson, direttore della Exxon Mobil, ha prodotto ancora di più una frattura nel mondo e negli stessi USA prima del cambio della guardia di Obama, il quale si è scagliato, assieme alla sconfitta Hillary, contro il presunto intervento di Putin nelle elezioni presidenziali degli USA, cosa che suona tanto divertente quanto inverosimile.

Nel mezzo della debacle di Obama ad Aleppo, sorprende che fino ad ora sia uscito alla luce del sole il presunto “hackeraggio russo” che avrebbe apportato benefici alla candidatura di Trump. “Is it possible”?

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La NATO inizialmente ha cercato di far tacere chi cercava la verità sull’11/9. Poi l’appetito vien mangiando…

di Thierry Meyssan

Questa è una lunga storia che attraversa un arco di quindici anni. La NATO inizialmente ha cercato di mettere a tacere i cittadini che cercavano di conoscere la verità sugli attentati dell’11 settembre. Poi ha preso di mira coloro che contestavano la versione ufficiale della “primavera araba” e della guerra contro la Siria. Da cosa nasce cosa, ha attaccato coloro che denunciavano il colpo di Stato in Ucraina. Ormai la NATO fa ora accusare da una pseudo-ONG quelli che han fatto campagna per Donald Trump di essere agenti russi.

logo-natoNell’illustrazione in apertura, il Logo del Centro di comunicazione strategica della NATO

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