"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Dominio finanziario

La più grande azione legale collettiva della storia, per contrapporre direttamente il popolo italiano alle oligarchie finanziarie di cui Standard & Poor’s è massima espressione

di Alberto Micalizzi.

Sono trascorsi quasi due mesi dal deposito delle motivazioni della sentenza del Tribunale di Trani contro Standard & Poor’s accusata di manipolazione di mercato, ed il silenzio del Ministero dell’Economia sui danni erariali acclarati sta diventando assordante (Padoan Indugia..).

Il silenzio complice del Tesoro

A pagina 257 delle motivazioni i Giudici hanno sancito che “Procedendo ad una disamina più approfondita del profilo di falsità oggetto di specifica contestazione nel capo di imputazione …. Il fatto nella sua materialità è acclarato” (sottolineatura del Tribunale) e che “Occorre perciò valutarne la rilevanza e la idoneità ad integrare la condotta materiale del reato di manipolazione di mercato..:”

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DI ALEX GORKA

Ormai è un segreto di pulcinella che la “rete di Soros” abbia un’ampia sfera d’influenza sul Parlamento europeo e su altre istituzioni dell’Unione europea.

La lista di Soros è stata resa pubblica recentemente. Il documento elenca 226 parlamentari europei provenienti da tutto lo spettro politico, tra cui l’ex Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, l’ex presidente del Belgio Guy Verhofstadt, sette vicepresidenti e un numero di commissari, coordinatori e questuanti vari.

Queste persone portano avanti le idee di Soros, come ad esempio far entrare più migranti, matrimoni dello stesso sesso, integrazione dell’Ucraina nella UE e contrasto alla Russia. I membri del Parlamento Europeo sono 751 e questo significa che gli amici di Soros occupano più di un terzo dei seggi.

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di Alessandro Montanari

Con la pigrizia intellettuale che la contraddistingue, la stampa italiana pare essersi rassegnata ad un compito di mera registrazione degli umori dei mercati, eccitadonsi per ciò che li eccita e preoccupandosi per ciò che li preoccupa. Credo che questa strana empatia abbia due disastrose conseguenze nella diffusa difficoltà a cogliere malizie, conflitti d’interesse e finalità recondite della speculazione finanziaria e nella desolante attitudine a bollare come complottista chiunque esca dalla fredda cronaca per azzardare interpretazioni un po’ meno idealistiche della realtà.

D’altro canto oggi i poteri finanziari riescono ad abbattere e condizionare i governi e sarebbe ora che noi giornalisti ci dividessimo apertamente, davanti all’opinione pubblica, tra chi giudica normale e legittimo che ciò possa accadere e chi, come il sottoscritto, lo considera invece un attentato alla sovranità popolare.

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di F. William Engdahl

Il sistema monetario internazionale, nato a Bretton Woods nel 1944 e sviluppatosi fino al presente, è divenuto, detto onestamente, il più grande intralcio alla pace e alla prosperità mondiali. Ora la Cina, sempre più sostenuta dalla Russia – le due grandi nazioni euroasiatiche – sta facendo passi decisivi per creare un’alternativa praticabile al dispotismo del dollaro sul commercio e sulla finanza mondiale. Wall Street e Washington non ne sono contenti, ma non hanno il potere di fermarla.

Poco prima della fine della seconda guerra mondiale, il governo statunitense, consigliato dalle principali banche internazionali di Wall Street, disegnò ciò che molti credono erroneamente essere un nuovo gold standard. In verità, era un dollar standard, nel quale tutti gli altri membri valutari del Fondo Monetario Internazionale fissarono il valore della loro valuta in dollari; in cambio il dollaro USA fu fissato all’oro per un valore di 1/35 di un’oncia d’oro.

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di  Paul Craig Roberts

“Washington, invece di gestire un sistema equo, utilizza il suo ruolo di moneta di riserva mondiale per dominare altri paesi. La Russia e la Cina sono troppo forti per essere dominati e quindi si stanno proiettando fuori dal sistema del dollaro”.

I lettori a casa e in tutto il mondo vogliono sapere cosa pensare circa l’annuncio che la Cina ormai gestirà i suoi acquisti di petrolio e le sue vendite in moneta cinese e in oro.

Può rappresentare questo un attacco da parte della Russia e della Cina sul dollaro USA? Il dollaro sarà indebolito e potrà crollare tanto da essere scartato come valuta in cui vengono effettuate le transazioni del petrolio? Queste ed altre domande sono nelle menti dei lettori.

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Le sanzioni economiche imposte dal governo degli Stati Uniti hanno spinto il Venezuela a implementare un nuovo sistema di pagamento internazionale, con l’idea di aprirsi al mercato multipolare e limitare il blocco economico dal Nord America. Il 7 settembre il Presidente della Repubblica Nicolás Maduro annunciava il nuovo piano “per liberarci dal dollaro”, utilizzando “valute di conversione libera, come yuan, euro, yen, rupia e valute internazionali, abbandonando il laccio del dollaro valuta oppressiva”, come affermava al Parlamento Federale, presentando il suo Piano Economico per la Pace all’Assemblea Nazionale Costituente (ANC).

La prima azione s’è riflessa sul prezzo del greggio venezuelano, che per la prima volta veniva prezzato in yuan dal Ministero del Petrolio, pari a 306,26 yuan per barile, cioè 46,75 dollari. Inoltre, alcuni giorni prima il Vicepresidente della Repubblica Tariq al-Aysami informava che il Venezuela firmerà “il primo accordo commerciale in yuan per la vendita di petrolio alla Cina“.

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di  Luciano Lago

Come altre volte abbiamo scritto, il processo di globalizzazione economica ha favorito negli ultimi decenni l’ascesa al potere di una elite finanziaria transnazionale che ha acquisito un potere di controllo di fatto sul sistema economico mondiale tramite il monopolio degli strumenti finanziari ed la supervisione sui principali organismi transnazionali che svolgono la funzione di regolatori dei mercati dei capitali e dei principali indici finanziari.

Si tratta del Fondo Monetario Internazionale, della Banca mondiale, del potentissimo WTO (commercio internazionale), della Banca dei Regolamenti Internazionali ( che rappresenta il vertice del cartello bancario delle Banche Centrali, un istituto che controlla l’offerta di moneta in tutto il globo), dell’ONU e delle sue più importanti agenzie, della Goldman Sachs e delle più importanti banche d’affari (dalla JP Morgan alla Black Rock, Morgan Stanley, Credit Suisse, ecc..).

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di  Luciano Lago

Come altre volte abbiamo rilevato, l’Europa e buona parte del mondo, da vari decenni, è caduta nella trappola del neoliberismo, imposto non come scienza economica ma come ideologia totalizzante, una sorta di teoria del tutto, che, grazie ad una massiccia manipolazione dei media, è riuscita a insinuarsi in ogni aspetto del sistema e della società attuale con la potenza di una religione.
Per effetto dell’imposizione di questa dottrina ideologica totalizzante, quale unico parametro di riferimento basato sulla preminenza del libero mercato e della libera circolazione dei capitali e delle merci, le élite sono riuscite a realizzare definitivamente il loro sempiterno progetto: dominare i popoli e le masse. Vedi: Neoliberismo e manipolazione di massa

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di Marco Mori

Ho ascoltato nelle scorse settimane le polemiche circa il diritto di Salvatore Riina di morire con dignità fuori dal carcere, oppure la necessità, rispettando le sue vittime, di non dargli benefici di sorta. Questo mi ha dato lo spunto per riflettere su quanto vi sto per dire.

I dati ufficiali parlano di oltre 200 omicidi in cui il noto boss ha avuto il ruolo di mandante o di esecutore durante la sua vita. Probabilmente un dato che va considerato sottostimato. Certamente nessuno si sognerebbe mai di definire Riina qualcosa di meno che un feroce criminale.

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di   Mauro Bottarelli

Hanno suscitato grande clamore le dichiarazioni di Angela Merkel nel corso di un comizio a Monaco di Baviera ma solo chi non aveva ben inteso da tempo quale fosse il ruolo della Germania nell’equilibrio globale, può davvero dirsi stupito. Leggere quel “non possiamo più fidarci degli Stati Uniti” con un genuino sussulto di orgoglio europeista dopo la prova muscolare di Donald Trump al G7 di Taormina è sintomo o di malafede o di approccio puerile: quelle parole significano l’esatto contrario, ovvero non possiamo fidarci di QUESTI Stati Uniti.

Esattamente come un miliziano che offre il suo giuramento al Califfato, Angela Merkel a Monaco ha dichiarato fedeltà eterna al Deep State, ovvero il vero potere che muove l’America e che si trova oggi impegnato in una guerra intestina che interessa tutti: agenzie di intelligence, media, corpi intermedi dell’amministrazione, corporations.

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