"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Dominio finanziario

I Rothschild vogliono avere le quote  delle banche dell’Iran.
di  Pete Papaherakles

Riuscire a ottenere il controllo della Banca Centrale della Repubblica Islamica dell’Iran ( CBI ) è una delle ragioni principali per cui l’Iran viene preso di mira dalle potenze occidentali e israeliane? Mentre le tensioni si stanno accumulando nella regione per una guerra impensabile con l’Iran, vale la pena esplorare il sistema bancario iraniano rispetto alle sue controparti statunitensi, britanniche e israeliane.

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di Luciano Lago

Dai molti segnali e dalla persistente propaganda diffusa dalle centrali della UE con le sue varie operazioni propagandistiche, spacciate come “iniziative culturali”, si comprende che gli oligarchi di Bruxelles hanno il “fiato corto” nel realizzare in breve tempo i loro obiettivi di stabilizzazione delle masse di migranti recentemente entrate in Europa e occultare le reazioni di rigetto che in molte parti dei paesi europei iniziano a manifestarsi.
Si tratta di quegli slogans e quelle parole d’ordine che la sinistra mondialista, al governo da sempre a Bruxelles come a Berlino, si affanna ad utilizzare per lavare il cervello alla gente e persuaderla che una società multiculturale non solamente è possibile ma porterebbe vantaggi a tutti.

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di Bruno Adrie

Mi domando se i nostri contemporanei abbiano preso coscienza del fatto che non viviamo più in democrazia. Mi domando se abbiano compreso che i nuovi comunicatori non credono più alla democrazia, non più di quanto ci credano i loro padroni che che li incaricano e li dirigono dalle loro isole fortunate cosparse d’oro e palme da cocco al vento.

Per quanto mi riguarda, penso che per capirlo, occorra definitivamente assumere il punto di vista dei ricchi, con il loro approccio alla politica vista come scienza e pratica di dominio. Mi sembra indispensabile cogliere la loro intima convinzione, questa convinzione che non esprimono abbastanza ma tradiscono coi loro atti che, messi insieme pezzo a pezzo, ne definiscono nettamente i contorni affilati.

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di Paul Antonopoulos

L’ex primo ministro portoghese ed ex presidente della Commissione Europea (2004-2014), José Manuel Barroso, già presidente non esecutivo della Banca d’affari, assumerà il ruolo di CEO di Goldman Sachs International. Il suo compito principale sarà limitare gli effetti negativi della Brexit sulla controversa banca .

Come noto la Goldman Sachs è una delle più grandi banche di investimento al mondo. Un centro del potere finanziario transnazionale. Fu fondata nel 1869. Ufficialmente, gestisce il commercio di valori finanziari, gestione degli investimenti e altri servizi finanziari. È uan azionista della Federal Reserve degli Stati Uniti ed è un’importante organizzazione mondiale con oltre trentamila dipendenti, che lavorano in diversi paesi del mondo.

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di Luciano Lago

In occasione delle prossime elezioni politiche vediamo passare sui media  tutta una serie di commenti e di dichiarazioni confuse da parte di esponenti politici, molta fuffa e poca sostanza, con un ritorno di vecchie figure che si presumeva scomparse.

Questo avviene mentre poca gente presta ancora fiducia ai discorsi ed alle dichiarazioni estemporanee di politici a caccia di poltrone e di potere. Un senso di nausea sale in modo prepotente e prende alla gola una buona parte di persone. Si ricorre a farmaci o all’astensione dal voto che risulta però controproducente.

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di F. William Engdahl

Il governo russo ha recentemente annunciato che emetterà quasi un miliardo di dollari equivalenti in titoli di Stato, ma non in dollari statunitensi, come è il caso. Piuttosto sarà la prima vendita di obbligazioni russe nello yuan cinese.

Mentre $ 1 miliardo potrebbe non sembrare molto, se confrontato con il totale del debito governativo degli Stati Uniti di oltre 1 trilione di dollari della Banca Popolare Cinese o del debito federale USA di oltre 20 trilioni di dollari, il suo significato è al di là della somma nominale.

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di James O’Neill (*)

La fine annunciata del Petrodollaro ha il potenziale per rimodellare l’assetto geopolitico mondiale.

All’inizio degli anni ’70, il presidente Richard Nixon suscitò due cambiamenti che ebbero effetti profondi. Il primo di questi stava portando gli Stati Uniti al di fuori del sistema del gold standard; con la fine degli accordi di Bretton Woods, da quel momento in poi in poi i dollari USA non sarebbero stati più convertibili in oro. Normalmente questo avrebbe dovuto avere conseguenze significative per il valore del dollaro USA.

Tuttavia, gli effetti deleteri sono stati evitati grazie ad un altro cambiamento altrettanto profondo. Il consigliere per la sicurezza nazionale di Nixon, Henry Kissinger, si incaricò di negoziare un accordo con l’Arabia Saudita in forza del quale tutto il petrolio (inizialmente dell’Arabia Saudita ma esteso rapidamente a tutti i paesi OPEC) sarebbe stato scambiato soltanto in dollari USA, con la nascita del cosiddetto petrodollaro.

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La più grande azione legale collettiva della storia, per contrapporre direttamente il popolo italiano alle oligarchie finanziarie di cui Standard & Poor’s è massima espressione

di Alberto Micalizzi.

Sono trascorsi quasi due mesi dal deposito delle motivazioni della sentenza del Tribunale di Trani contro Standard & Poor’s accusata di manipolazione di mercato, ed il silenzio del Ministero dell’Economia sui danni erariali acclarati sta diventando assordante (Padoan Indugia..).

Il silenzio complice del Tesoro

A pagina 257 delle motivazioni i Giudici hanno sancito che “Procedendo ad una disamina più approfondita del profilo di falsità oggetto di specifica contestazione nel capo di imputazione …. Il fatto nella sua materialità è acclarato” (sottolineatura del Tribunale) e che “Occorre perciò valutarne la rilevanza e la idoneità ad integrare la condotta materiale del reato di manipolazione di mercato..:”

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DI ALEX GORKA

Ormai è un segreto di pulcinella che la “rete di Soros” abbia un’ampia sfera d’influenza sul Parlamento europeo e su altre istituzioni dell’Unione europea.

La lista di Soros è stata resa pubblica recentemente. Il documento elenca 226 parlamentari europei provenienti da tutto lo spettro politico, tra cui l’ex Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, l’ex presidente del Belgio Guy Verhofstadt, sette vicepresidenti e un numero di commissari, coordinatori e questuanti vari.

Queste persone portano avanti le idee di Soros, come ad esempio far entrare più migranti, matrimoni dello stesso sesso, integrazione dell’Ucraina nella UE e contrasto alla Russia. I membri del Parlamento Europeo sono 751 e questo significa che gli amici di Soros occupano più di un terzo dei seggi.

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di Alessandro Montanari

Con la pigrizia intellettuale che la contraddistingue, la stampa italiana pare essersi rassegnata ad un compito di mera registrazione degli umori dei mercati, eccitadonsi per ciò che li eccita e preoccupandosi per ciò che li preoccupa. Credo che questa strana empatia abbia due disastrose conseguenze nella diffusa difficoltà a cogliere malizie, conflitti d’interesse e finalità recondite della speculazione finanziaria e nella desolante attitudine a bollare come complottista chiunque esca dalla fredda cronaca per azzardare interpretazioni un po’ meno idealistiche della realtà.

D’altro canto oggi i poteri finanziari riescono ad abbattere e condizionare i governi e sarebbe ora che noi giornalisti ci dividessimo apertamente, davanti all’opinione pubblica, tra chi giudica normale e legittimo che ciò possa accadere e chi, come il sottoscritto, lo considera invece un attentato alla sovranità popolare.

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