"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Dominio finanziario

Neoliberismo e manipolazione di massa” è una pubblicazione rivolta  a tutti coloro che vogliano affrontare un percorso di disvelamento delle menzogne che si celano dietro l’attuale modello socio-economico.

Rinnegando gli insegnamenti dell’Università “Bocconi”, dove si è formata come economista, l’autrice, Ilaria Bifarini,  guida i lettori attraverso il proprio cammino di comprensione dell’inganno neoliberista.

Sentiamo spesso parlare di neoliberismo, ma in modo confuso e approssimativo, per lo più stigmatizzato come la causa di tutti i mali attuali.

Per capire appieno di cosa si tratti, è necessario scrollarsi di dosso le categorie tradizionali e adottare un approccio interdisciplinare. Tale teoria, infatti, non può essere compresa limitandosi a un’analisi economica, liquidata semplicisticamente come la supremazia totale del libero mercato e della concorrenza.

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Il 20 marzo del 2017 , ai 101 anni di età, è morto David, il patriarca del clan Rockefeller. Il multimiliardario deceduto aveva sviluppato le attività di suo nonno, il fondatore della dinastia, John Rockefeller, il capostipite che morì nel 1937.
Sicuramente David ha provveduto ad aumentare il capitale che aveva ereditato, tuttavia non si è trattato soltanto di questo. . David Rockefeller ha dato un contributo significativo alle tendenze ideologiche, politiche ed economiche che si sono sviluppate in America e nel mondo intero nell’ultimo secolo. Questo contributo, nell’opinione dell’autore dell’articolo scritto da , Valentín Katasónov, della Fondazione di Cultura Strategica, è la più rilevante che non la maggioranza dei presidenti degli Stati Uniti nel dopoguerra.

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di  Alfredo Jalife-Rahme

L’approccio analitico, mediante la lente multidimensionale della volatile situazione degli Stati Uniti- dove si sta sviluppando una lotta selvaggia per il controllo del potere tra Trump ed il “Deep State” (lo Stato profondo) dell’establishment, che desidera addomesticarlo-, apporta letture differenti nel livello interno, in quello esterno e quello commerciale.
Il caos domestico lasciato da Obama e approfondito dal suo successore è salito a livelli anti gravitatori sulle cime burrascose del potere quando lui (Trump) ,sempre più logorato, è stato messo in scacco da uno dei principali componenti del del Deep State: la FBI, con le sue indagini selettive e teledirette che occulta o diffonde secondo la convenienza.

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La morte del re del mondo

Rockefeller e Henry Kissinger sono stati dai loro inizi la colonna vertebrale el Club di Bilderberg, costituendo il terzo livello, la vera direzione del Club. Mentre loro erano a quel livello, personaggi come Donald Rumsfeld o i Clinton hanno sviluppato un fondamentale lavoro interno.
Con i suoi 101 anni, uno degli uomini più possenti del pianeta, David Rockefeller, è morto l’altro giorno nella sua residenza di Pocantico Hills, a NEW York, dove aveva trascorso buona parte della sua infanzia.

Uno degli uomini più potenti del mondo

Rockefeller era nato nel 1915, non molto lontano da dove è morto, in una fastosa mansione di Mannahatan. Nipote del magnate del petrolio John Davidson Rockefeller, fondatore della Standard Oil, David aveva accumulato una fortuna stimata dalla rivista Forbes in 3.300 milioni di dollari.

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Ci siamo. Quella massiccia ondata di tagli al rating italiano che portò i tecnocrati della falsa Europa al governo del nostro Paese arriva a sentenza.

di  Alberto Micalizzi.

Ci siamo. Quella massiccia ondata di tagli al rating italiano che portò i tecnocrati della falsa Europa al governo del nostro Paese arriva a sentenza. Il prossimo 30 Marzo i giudici del Tribunale di Trani si esprimeranno sulle condanne per manipolazione aggravata e continuata ai danni del nostro Paese, che il Pubblico Ministero Michele Ruggiero ha motivato nell’ambito di un’arringa durata oltre 8 ore, scoperchiando i legami tra le propaggini bancarie della City di Londra, note come agenzie di rating, e gli alti dirigenti del Tesoro italiano.

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di  Leonid Savin

Come i globalisti reagiscono a Donald Trump, l’ascesa della Cina ed il futuro del sistema politico mondiale

La vittoria di Donald Trump nelle elezioni degli Stati Uniti, la decisione della Gran Bretagna di uscire dall’Unione europea, così come la crisi politica in corso in molti Paesi europei, dimostra chiaramente un grave declino delle idee (neo)liberali. Queste idee (compresi i loro vari derivati) sono state la causa di molti dei problemi attuali che hanno portato alla crescita del populismo, alla disillusione nella globalizzazione e ai primi tentativi di cambiare il corso attuale delle relazioni internazionali.

Per noi, conservatori, gli eventi che si dipanano attualmente sono un processo logico in quanto il liberalismo è di per sé stesso un fenomeno distruttivo. Se prima o poi, il crollo del liberalismo è comunque inevitabile. La questione è piuttosto quanto o per quanto tempo le istituzioni liberali di base in tutto il mondo possano essere repressive, non trasparenti e non imputabili e come le persone in diversi Paesi – soprattutto quelli in Occidente – saranno in grado di cambiare lo status quo e sviluppare un sistema alternativo che corrisponda alle proprie aspirazioni e in base alle loro proprie culture, tradizioni ed identità.

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di  Ilaria Bifarini *

Il neoliberismo si presenta come una scienza immanente, una teoria del tutto, con una forza carismatica propria di una religione, o meglio di una setta.

Partiamo da un acronimo, MPS, ma non per parlare dello sciagurato ed ennesimo fallimento bancario, ma piuttosto del fenomeno complesso che lo ha generato. Mps è l’abbreviazione di Mont Pelerin Society, che prende il suo nome da un’amena e tranquilla località montana della Svizzera, dove nel 1947 l’illustre economista Friedrich von Hayek ha dato vita a “uno dei più potenti corpi di conoscenza della nostra epoca”. Non un normale gruppo di interesse o di lobbisti, ma un vero progetto di dominio sociale e culturale che, partendo da un gruppo iniziale di 38 partecipanti, ha conquistato l’intero continente e la storia.

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Secondo il Barometro 2017 sulla fiducia di Edelman, la gente crede che “il sistema si è rotto”. Non risulta strano, quando le elites prendono in considerazione lo strato della classe media.

di  Esteban  Hernandez

Fino ad ora, Davos era un piccolo teatro in cui si mettevono in scena discorsi appresi, dove c’era gente con ancora più alto status ed il potere economico”. e che era. pertanto una forma per ampliare la propria rete sociale. I leaders globalisti, inoltre, avevano l’opportunità di diffondere le proprie idee, di farsi vedere come persone intellettualmente capaci e come esempi di percorsi di carriere di successo. Quest’anno è tutto diverso: per quanto si conservi questo elemento di celebrazione del sistema, ci sono elementi oscuri all’orizzonte.

In primo luogo  la elite globalista sta iniziando ad essere meno globale che mai. In altre occasioni, le loro tematiche centrale, come la quarta rivoluzione industriale, cercavano di disegnare il futuro, di riorganizzare gli orizzonti economici ed umani edirigerli verso le trasformazioni sostanziali. Oggi, i cambiamenti sembra che stiano avvenendo non fuori, ma dentro delle elites. Le elites iniziano a essere preoccupate per loro stesse.

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di Mauro Bottarelli

La prossima settimana si terrà l’annuale World Economic Forum di Davos, simposio dove storicamente si elaborano teorie economiche fallaci ma ammantate di potenzialità salvifiche, vista l’alta presenza di premi Nobel e politici di rango. Quest’anno non ci sarà Angela Merkel, alle prese con un restyling del suo cancellierato (il popolo non ama particolarmente i circoli alla Davos e la Frau a settembre ha le elezioni) ma per il resto, la piccola località svizzera si tramuterà per qualche giorno nel centro del mondo, tra misure di sicurezza da far impallidire la sede della CIA e confische forzate di edifici.

La parte più interessante, però, è data dal pre-meeting, ovvero dalla pubblicazione del Global Risks Report, i cui input chiave sono inseriti nel Global Risks Perception Survey (GRPS), pubblicato l’altro giorno, il quale mette insieme diverse prospettive attraverso gruppi di varie fasce d’età, nazioni e settore. Quest’anno il report si focalizza su cinque cambiamenti chiave che il mondo sta affrontando, due soli dei quali con tematiche rigorosamente economiche.

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di Cristina Amoroso

Secondo il miliardario americano e lobbista politico, George Soros, le democrazie occidentali, gli Stati Uniti e in particolare l’Unione europea, si troveranno ad affrontare tempi duri nei prossimi anni.

SorosL’86 enne ebreo ungherese, conosciuto come la mano nascosta dietro molte rivoluzioni colorate in tutto il mondo, è stato un promotore importante nella campagna elettorale della democratica Hillary Clinton, donando circa otto milioni di dollari attraverso il Super Pac “Priorities Usa Action”. Dopo la sconfitta di Hillary Clinton ci sarebbe Soros dietro alle proteste scatenatesi dopo la vittoria del repubblicano Donald Trump alle elezioni presidenziali.

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