"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

dittatura europea in arrivo

di Luciano Lago

Ancora una volta un episodio di intolleranza violenta contro la cultura non conforme: il Circolo culturale con Libreria annessa, “La Terra dei Padri” di Modena, è stato dato alle fiamme nella notte di Mercoledì scorso a Modena.
Il Circolo culturale, già dalla sua inaugurazione, nel Gennaio dell’anno in corso, era stato fatto oggetto di intimidazioni, cortei di protesta, invettive e condanne da parte dei partiti e delle associazioni delle sinistra mondialista, con il PDI e l’ANPDI in testa a denunciare il “pericolo fascista”. Questo perchè l’impostazione culturale e politica del Circolo non era allineata a quella del “Pensiero Unico” vigente, in particolare in una zona da sempre gestita dal PD e dai suoi sodali.

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di  Ilaria BIFARINI

Sono passati pochi mesi dall’assemblea del PD in cui un Matteo Renzi appena reduce dalla disfatta popolare del referendum inveiva contro il Paese intero, dichiarando di aver perso “a causa del Sud, dei giovani, delle periferie e delle bufale”. In questo inciso è racchiuso tutto lo sprezzante snobismo della classe governante verso il popolo che dovrebbe rappresentare.

Prendersela apertamente col Sud e coi giovani, che dell’inadeguatezza e del disinteresse della classe politica per il benessere del Paese pagano il prezzo più alto, sarebbe impopolare e “politically incorrect”. Così le invettive sono andate avanti sul tema delle cosiddette bufale; da allora è stato un crescendo continuo dell’utilizzo di questo termine, di origine dialettale, nel linguaggio politico e del mainstream.

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BERLINO – La stampa italiana non ne parla, ma quella tedesca invece lo mette in prima pagina sul principale quotidiano di Germania, l’autorevole Frankfurter Allgemeine Zeitung: “E’ il momento di ripensare il rapporto coi politici italiani, così non si può continuare”.

Lo scrive oggi la Frankfurter Allgemeine Zeitung in un editoriale intitolato “L’egocentrismo italiano”, che parte dalla proposta del candidato cancelliere della Spd, Martin Schulz, di aumentare i fondi tedeschi all’Unione europea, in quanto Berlino trae vantaggio dalla Ue. Niente di più sbagliato, secondo la Faz.

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Un altro grande grande esempio di “solidarietà europea” per coloro che si riempiono la bocca di più Europa……più Europa……più Europa.

Solidarieta’ e unita’: parole che sono risuonate vuote alla riunione degli ambasciatori dell’Ue, dove sei Paesi – Germania, Finlandia, Danimarca, Austria, Olanda e Svezia – nel giorno della Brexit, ieri, si sono schirati compatti, mettendosi di traverso sulla proposta della Commissione europea, che consentiva di finanziare al 100% la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto nel centro Italia, con i fondi europei, e senza aggravi per il budget dell’Unione.

Il risultato dell’incontro, dove i sette Paesi hanno rovesciato le proprie riserve sul tavolo, e’ stata una revisione al ribasso della proposta dell’esecutivo comunitario, con l’ introduzione di un’aliquota di cofinanziamento nazionale del 10%.

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La Fiera delle Velleità

di Marco della Luna

Perché non modellare un sistema finanziario e monetario sulle esigenze strutturali del Paese, anziché cercare di rimodellare il Paese per adattarlo a un sistema finanziario e monetario preconcetto?

Fanfare, incensi e fervorini: l’Unione Europea celebra se stessa nella Roma che sappiamo. Emblematico.

L’insuccesso e i danni della costruzione europea calata dall’alto, soprattutto in termini di crescente divergenza delle economie e degli interessi dei vari paesi, erano prevedibili perché sono quelli tipici di tutti i modelli ideali imposti ideologicamente dall’alto alla realtà dell’uomo e della società. Sono quelli tipici di tutti i modelli che vogliono correggere l’esistente per produrre l’uomo nuovo o la nuova società.

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La Charanzová spiega i retroscena della direttiva “disarmista” emanata dal Parlamento Europeo.

Un membro di Firearms united ha intervistato Dita Charanzová, relatrice del gruppo parlamentare Alde in seno al Parlamento europeo, sulla direttiva europea “disarmista”. Interessanti retroscena…

Dita Charanzová, relatrice del dossier per il gruppo ALDE (Alleanza dei liberali e democratici per l’Europa), intervistata da Firearms united, ripercorre la genesi del provvedimento votato pochi giorni fa dal comitato Imco e che sarà votato il mese prossimo al Parlamento europeo.

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di  Carlos Esteban

Il Governo conservatore polacco costituisce una “minaccia per i valori europei”, assicura la ONG Human Rights Watch, che indica alla UE l’urgenza di utilizzare l'”opzione nucleare” contro lo Stato membro, informa il suo stesso direttore, Philippe Dam nell’ EU Observer (la UE deve punire il cattivo comportamento della Polonia che si discosta dalla “visione europea”).

Chiariamo: Human Rights Watch (HRW) conta con l’appoggio del – se lo hanno indovinato- il prezzemolo di tutte le salse globaliste, George Soros, l'”opzione nucleare” è l’applicazione dell’Art- 7 del Trattato di Lisbona (che non è mai stato utilizzato), per cui si priverebbe Varsavia del diritto di voto nel Consiglio Europeo, e il “valore europeo”, la cui violazione mi sembra bruciare il diritto illimitato ed universale delle donne a mettere fine alla vita dei suoi figli non nati.

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di  Marco Della Luna

L’idra della partitocrazia, proprio come quella della leggenda, ha davvero più teste: quando gliene tagli una, in questo caso Renzi (terzo premier scelto di fila da Napolitano per gli elettori), va avanti la seconda, Mattarella, dando tempo di ricrescere alla prima, e difendendo dal voto popolare la terza testa della partitocrazia, ossia l’illegittima maggioranza della camera, frutto di legge incostituzionale.

Per vincere l’idra, bisogna tagliarle via tutte insieme, proprio come fece Eracle con l’idra di Lerna (che aveva ben nove teste), nella sua seconda fatica. Cioè bisogna (anche se non basta) che la futura maggioranza, se alternativa, induca Mattarella ad abdicare. Con la moral suasion, naturalmente. Per ragioni di merito, ma anche di legittimità, cui sotto accennerò.

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di Eugenio Orso

Nonostante la chiara vittoria del No al recente referendum costituzionale, che ha bocciato in primo luogo Renzi, il suo governicchio e il piddì collaborazionista delle banche d’affari, non posso in alcun modo essere ottimista sulle sorti del paese e della sua popolazione.

Per comprendere il mio scetticismo, teniamo conto del fatto che per l’Italia le élite hanno stabilito un percorso simile a quello greco (anche se non identico, considerate le particolarità nazionali e le dimensioni economiche) e da questo percorso i collaborazionisti al governo e in parlamento, essendo sostanzialmente dei servi obbedienti, non possono deviare di un millimetro … con o senza Renzi.

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di Arturo Garcia

Immigrazione, islamismo ed identità nazionale. L’Austria dibatte sulle questioni che segneranno il futuro europeo con una UE allontanatasi dai cittadini per causa delle politiche globaliste attuate da Bruxelles.
Mancano cinque giorni all’elezione definitiva, adesso si, per il secondo round delle elezioni presidenziali austriache, l’ultimo dibattito tra i candidati è stato caratterizzato dalla questione immigrazione, islamismo e identità naturale.

Il candidato dell’FPO, Norbert Hofer, ha criticato le decisioni della cancelliera tedesca, Angela Merkel, in materia di immigrazione ed ha accusato Bruxelles di voler imporre un sistema di quote “estraneo ai cittadini dell’Unione europea”.

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