"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

dittatura europea in arrivo

di  Carlos Esteban

Il Governo conservatore polacco costituisce una “minaccia per i valori europei”, assicura la ONG Human Rights Watch, che indica alla UE l’urgenza di utilizzare l'”opzione nucleare” contro lo Stato membro, informa il suo stesso direttore, Philippe Dam nell’ EU Observer (la UE deve punire il cattivo comportamento della Polonia che si discosta dalla “visione europea”).

Chiariamo: Human Rights Watch (HRW) conta con l’appoggio del – se lo hanno indovinato- il prezzemolo di tutte le salse globaliste, George Soros, l'”opzione nucleare” è l’applicazione dell’Art- 7 del Trattato di Lisbona (che non è mai stato utilizzato), per cui si priverebbe Varsavia del diritto di voto nel Consiglio Europeo, e il “valore europeo”, la cui violazione mi sembra bruciare il diritto illimitato ed universale delle donne a mettere fine alla vita dei suoi figli non nati.

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di  Marco Della Luna

L’idra della partitocrazia, proprio come quella della leggenda, ha davvero più teste: quando gliene tagli una, in questo caso Renzi (terzo premier scelto di fila da Napolitano per gli elettori), va avanti la seconda, Mattarella, dando tempo di ricrescere alla prima, e difendendo dal voto popolare la terza testa della partitocrazia, ossia l’illegittima maggioranza della camera, frutto di legge incostituzionale.

Per vincere l’idra, bisogna tagliarle via tutte insieme, proprio come fece Eracle con l’idra di Lerna (che aveva ben nove teste), nella sua seconda fatica. Cioè bisogna (anche se non basta) che la futura maggioranza, se alternativa, induca Mattarella ad abdicare. Con la moral suasion, naturalmente. Per ragioni di merito, ma anche di legittimità, cui sotto accennerò.

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di Eugenio Orso

Nonostante la chiara vittoria del No al recente referendum costituzionale, che ha bocciato in primo luogo Renzi, il suo governicchio e il piddì collaborazionista delle banche d’affari, non posso in alcun modo essere ottimista sulle sorti del paese e della sua popolazione.

Per comprendere il mio scetticismo, teniamo conto del fatto che per l’Italia le élite hanno stabilito un percorso simile a quello greco (anche se non identico, considerate le particolarità nazionali e le dimensioni economiche) e da questo percorso i collaborazionisti al governo e in parlamento, essendo sostanzialmente dei servi obbedienti, non possono deviare di un millimetro … con o senza Renzi.

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di Arturo Garcia

Immigrazione, islamismo ed identità nazionale. L’Austria dibatte sulle questioni che segneranno il futuro europeo con una UE allontanatasi dai cittadini per causa delle politiche globaliste attuate da Bruxelles.
Mancano cinque giorni all’elezione definitiva, adesso si, per il secondo round delle elezioni presidenziali austriache, l’ultimo dibattito tra i candidati è stato caratterizzato dalla questione immigrazione, islamismo e identità naturale.

Il candidato dell’FPO, Norbert Hofer, ha criticato le decisioni della cancelliera tedesca, Angela Merkel, in materia di immigrazione ed ha accusato Bruxelles di voler imporre un sistema di quote “estraneo ai cittadini dell’Unione europea”.

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di  Marco Mori

Sulla riforma costituzionale, o “deforma”, come amo chiamarla, si è detto molto. La battaglia tra “sì” e “no” è serrata, tuttavia in pochi hanno, a mio avviso, centrato il vero obiettivo di quanto il Governo ha portato avanti.
I comitati del “no” si sono in gran parte persi in contestazioni sterili dimostrando di non aver capito la complessità dell’attuale contesto Istituzionale nel quale lo scopo vero è solo toglierci ulteriore sovranità in favore dell’Unione Europea e dei mercati che essa tutela.

La realtà quindi è che si vuole cambiare la Costituzione per trasferire un vincolo “esterno” alla nostra sovranità ed immetterlo direttamente all’interno del nostro ordinamento costituzionale. Tenterò di spiegare in maniera semplice questo concetto.

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di Luciano Lago

Matteo Renzi, intervenendo oggi all’assemblea del Pd – fra le altre cose ha detto con enfasi: ” ……..siamo pronti a utilizzare tutti gli strumenti normativi e regolamentari per impedirlo (riaprire le discussioni sulle unioni civilli), con la stessa tenacia della legge elettorale, riforma Pa, lavoro. Non possiamo permetterci un’unica cosa: frustrare la speranza come abbiamo fatto con i Dico 10 anni fa”.

Il governo Renzi ed il PD, in pratica si avviano a chiedere la fiducia per far passare a tutti i costi la legge Cirinnà, quella che legalizza i diritti delle coppie gay e le adozioni per le coppie omosessuali.
Questa è inevitabilmente la tendenza e la strategia di tutti i governi dominati dalla sinistra mondialista al servizio di interessi esterni, quella strana tendenza (suggerita) di procedere ad una sostanziale compensazione fra diritti sociali e diritti civili individuali.

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Signor de Benoist, François Hollande ha recentemente presentato il suo “piano di ultima possibilità” per combattere la disoccupazione. Ma, a suo tempo, François Mitterrand aveva già detto che in questo settore “è stato tutto sperimentato” La disoccupazione di massa sarà una fatalità?

Ciò che François Hollande vuole ridurre, non è la disoccupazione, ma le cifre della disoccupazione. Da qui il suo programma di formazione dei giovani, che è principalmente orientato a sgonfiare le statistiche. Per il resto, mentre la politica liberale dell’offerta non funziona in maniera evidente, senza la spesa pubblica la Francia sarebbe caduta nella depressione. Tutto ciò che Hollande propone, sono le solite ricette liberali: regali aggiuntivi alle imprese, riduzione degli investimenti pubblici, riduzione degli impegni di spesa per il benessere sociale e dei sussidi di disoccupazione, ecc. Come ha scritto Dominique Jamet (direttore di Boulevard Voltaire, ndt), “anche nei loro sogni più folli, il signor Pierre Gattaz (presidente del Medef, ndt) e il Medef (movimento delle imprese francesi, la Confindustria francese, ndt), chiedevano quelle misure da sempre, ma non speravano tanto”.

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di Luciano Lago

Le centrali mondialiste mai come in questi ultimi anni hanno intensificato al massimo livello la loro sottile propaganda attaverso i media, le fondazioni culturali, gli intellettuali impegnati, i politici delle formazioni progressiste, le Università, i messaggi degli organismi sovranazionali quali la Commissione Europea, l’ONU, il FMI, il Vaticano, la Golman Sachs, ecc..
Si è trattato di una fortissima operazione di influenza sull’opinione pubblica, quella europea in particolare, per convincere della ineluttabilità del prossimo avvento di un mondo senza frontiere, del superamento delle barriere nazionali, della necessità di uniformarsi a standard internazionali per quanto riguarda l’organizzazione sociale, l’educazione, i servizi sociali, la distribuzione, il sistema bancario, la morale corrente, le mode, i costumi e finanche le nuove regole sociali (coppie gay, adozioni, inseminazione artificiale, eutanasia, ecc..).

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di Eugenio Orso

Noi uomini della strada, che della stanza dei bottoni non vediamo manco l’ombra, che non sappiamo come agiranno domani mattina i poteri esterni o la massoneria, che non parliamo con i loro impiegati politici in salottini privati o (regolarmente intercettati) al telefonino, possiamo solo affidarci alle nostre più o meno scarse capacità predittive, per cercare di capire quale sarà la prossima tegola che ci cadrà addosso, sperando che non sia quella mortale.

Così è, puntualmente, anche nel caso dell’attuale governo la cui tenuta, soprattutto per interventi “esterni”, non è per niente certa per i mesi a venire, nonostante i Verdini di turno che corrono in soccorso. Un governo deciso all’esterno del paese può essere dimissionato solo dai suoi “padrini sopranazionali”, non certo dal popolo bue, che si fa votare alle politiche con sempre maggior parsimonia, per paura che faccia danni.

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Dopo la marcia per la libertà di parola, paradossalmente, il governo francese ha ripetutamente perseguitato per un anno le persone per le idee politiche espresse.

Glenn Greenwald

È passato quasi un anno da quando milioni di persone – guidate dai tiranni più repressivi al mondo – marciarono su Parigi apparentemente per la libertà di parola. Sin da allora, il governo francese – che ha dato l’esempio strombazzando ai quattro venti l’importanza della libertà di parola dopo gli attentati di Charlie Hebdo – ha ripetutamente perseguitato persone per le visioni politiche espresse oppure ha sfruttato la paura collegata al terrorismo per far fuori i diritti civili in generale. Ha fatto tutto questo senza il minimo accenno di protesta da parte di coloro che, attraverso tutto l’Occidente, avevano sventolato le bandiere della libertà di parola in supporto ai fumettisti di Charlie Hebdo.

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