"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Diritti sociali e diritti civili

di   Roberto Pecchioli

Un saggio di alcuni anni fa di Cesare Ferri, uno dei cattivi ragazzi della Milano degli anni Settanta, lungamente perseguitato dalla cosiddetta democrazia, si intitolava L’età del Canbastardo. Era un lungo monologo del protagonista, moderno Don Chisciotte, contro i mulini a vento della modernità e della degenerazione, con il linguaggio immediato e fiorito di chi parla innanzitutto a se stesso. Ne aveva per tutti, il sanbabilino invecchiato, un po’ sgualcito dalle esperienze della vita, ma lucidissimo nel colpire i benpensanti e soprattutto gli intellettuali autonominati, la finta intellighenzia del pensiero unico molliccio, anzi viscido.

Il Canbastardo è sempre all’opera, lavora h. 24 tutti i giorni dell’anno, oggi più che mai, nel regno del Politicamente Corretto e della democrazia a taglia unica. Sì, perché, come nella orwelliana Fattoria degli Animali, tutti sono uguali, ma alcuni lo sono più degli altri, per cui, per la proprietà transitiva, molti sono meno uguali. Pensavamo a questo assistendo al disgustoso spettacolo mediatico relativo agli incidenti a margine del comizio napoletano di Matteo Salvini.

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“Nessun finanziamento all’aborto e posso assicurare che tra i diritti che difenderemo nel nostro paese vi è quello della vita“. Queste le parole che il 27 gennaio, in una giornata fredda ma soleggiata, il vice-presidente americano Mike Pence ha rivolto alle oltre 700.00 persone (dato riportato dalla CNN) presenti nel cuore di Washington per partecipare alla 44a March for Life dedicata al tema: The power of one (il potere di ognuno). Per la prima volta nella storia un Vice Presidente americano aveva partecipato alla manifestazione. Il presidente Donald Trump aveva inviato il suo sostegno con un tweet:”You have my full support!“.

Le ingenti misure di sicurezza non hanno impedito una presenza traboccante del mondo prolife americano. Migliaia le sigle rappresentate, migliaia gli slogan, i cartelli, i palloncini, le immagini che movimentavano l’allegro ma determinato corteo che dall’obelisco del Mall ha raggiunto il palazzo della Corte Suprema, dove, solo sei giorni prima si erano date appuntamento un numero ben minore di “donne contro Trump”.

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Il Jobs Act? E’ la peggior legge varata nel dopoguerra, tale da provocare un salto indietro di cinquant’anni. Consiste in una sistematica distruzione dei diritti che assicuravano dignità ai lavoratori italiani. Con la pratica abolizione dell’articolo 18 dello Statuto, i lavoratori sono ormai privi di difesa contro ogni tipo di sopraffazione.

Si tratta di un’operazione reazionaria molto articolata. Un attacco scientifico della finanza speculativa. Per ottenere quale risultato? E’ evidente: l’abbassamento del costo del lavoro e la spoliazione dei diritti finalizzati all’umiliazione dei lavoratori. Meno diritti, e anche meno lavoro – e di minor qualità. Il risultato è un fallimento.

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Redazione-FIRENZE

Oltre un migliaio di persone in occasione della “Leopolda” hanno manifestato a Firenze contro il Governo Renzi ed il PD – Si sono avuti disordini e scontri con la polizia quando questa ha bloccato un tentativo di corteo verso la sede della Leopolda. Diversi contusi tra forze dell’ordine e dimostranti, uno solo dei quali è stato portato in questura.

Si sono verificati tafferugli con lancio di pietre, bottiglie, reti metalliche, ortaggi, ma anche grossi petardi, forse bombe carta, e cariche della polizia oggi a Firenze, in occasione della manifestazione ‘No a Renzi, no al referendum’ alla quale ha preso parte oltre un migliaio di persone giunte da tutta Italia (cinquemila secondo gli organizzatori).

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di Enrico Galoppini

Uno degli argomenti preferiti dei paladini delle “unioni civili” e dei relativi “diritti” estesi alle coppie omosessuali è che si ha un bel dire asserendo che si tratta solo di un diversivo per non affrontare argomenti molto più “seri” ed urgenti o, peggio ancora, per introdurre artatamente, nel nostro ordinamento giuridico, norme aberranti rispetto alle leggi di natura stabilite da Dio.

Secondo costoro in ballo c’è il sacrosanto diritto personale degli omosessuali ad essere considerati “uguali agli altri” di fronte alla legge.

Ma da quando, almeno in via di principio (poiché in democrazia il ricco conta più del povero), tutti i cittadini italiani non sono “uguali di fronte alla legge”? Qui, difatti, si confondono due piani diversi.

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