"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Crisi dell’ UNIONE EUROPEA

I leaders artificiali dell’Europa oligarchica

di Luigi Tedeschi

L’Europa attuale è simile ad una fortezza. Data la sempre più evidente conflittualità tra gli stati, la Brexit, le crescenti diseguaglianze, lo sfaldamento progressivo degli equilibri sociali, il potere tecnocratico – finanziario europeo ha eretto a sua difesa una fortezza istituzionale in cui l’oligarchia possa esercitare il proprio potere assoluto, che è tale, in quanto indipendente dalla volontà degli stati e dei popoli.

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L’ex primo ministro greco Luca Papademos è rimasto ferito per causa di una esplosione avvenuta mentre si trovava a bordo della sua auto con cui si spostava ad Atene.

Papademos, che  era stato primo ministro fra il 2011 ed il 2013, è stato immediatamente trasferito in un ospedale di Atene con ferite all’addome ed alle gambe ma non risulta in   pericolo di vita, secondo le informazioni fornite da “Proto Thema”.

Sembra che l’esplosivo fosse nascosto in un pacco all’interno del veicolo. Anche l’autista di Papademos ha riportato delle ferite per l’esplosione.

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Il primo ministro ungherese, Viktor Orban, ha assicurato che il futuro della Università Centroeuropea (CEU), fondata dal multimiliardario finanziere e speculatore internazionale, George Soros, sarà deciso tramite i negoziati politici tra i Governi degli Stati Uniti e dell’Ungheria.

La CEU aveva denuinciato lo scorso Mercoledì che un progetto di legge poteva mettere fine all’Istituzione e che questo presupponeva un “attacco contro la sua indipendenza accademica”.

La normativa prevede, tra gli altri aspetti, che i governi egli USA e dell’Ungheria debbano firmare un accordo sul funzionamento dell’Università che avrà anche un suo Campus a New York, con gli stessi programmi che ha a Budapest.

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Una lettera dall’Ungheria

Ricevo dall’amica ungherese e vi giro…. viva Orban !!

Gentile Dott. Antonio Miclavez,
mi chiamo Anna Varossy e Le scrivo perché ho scoperto con piacere che anche in Italia esistono persone che pensano come me e come tanti altri ungheresi (anch’io sono ungherese ma ora vivo in Italia).
Come sicuramente saprà in Ungheria attualmente governa il partito FIDESZ con Orbán Viktor che non è per niente fascista, nazi, razzista e antisemita come dice il media in tutta Europa ed è stato eletto da ¾ del popolo ungherese. Lui guarda il nostro interesse e non vuole la Unione Europea e la Banca Centrale come nostri usurai da cui dipendere.

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Ancora una volta la Macedonia ha dato una lezione al mondo e salvato l’indipendenza. E’ stata una lezione di coraggio, leadership, diritto costituzionale e sovranità nazionale. Questa volta la lezione è stata data dal Presidente Gjorge Ivanov, grande intellettuale e grande statista.

Negli ultimi giorni la Macedonia è stata colpita da pressioni e minacce combinate dal solito sospetto ambasciatore (non per molto) Jess Baily, del temporaneo satrapo della NATO Jens Stoltenberg, uno sciame di funzionari iperattivi ed agenti d’influenza inglesi iper-isterici, come indica la dinamica dell’intromissione della coppia Mia & Lawrence Marzouk e del ministro Alan Duncan, e anche dell’avanzo dell’amministrazione Obama, l’”attuale” (non per molto a quanto pare) portavoce del dipartimento di Stato Mark Toner… e molti altri.

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di Gianluca Savoini

L’Unione europea esiste soltanto perchè fa gli interessi della Germania e la Merkel commette un gravissimo errore ad accogliere tutti gli immigrati illegali, imponendo anche agli altri stati membri di farlo. Per questo motivo ha fatto bene la Gran Bretagna ad uscire dalla Ue. Non lo dice soltanto Matteo Salvini, ma anche Donald Trump, in un’intervista esclusiva sul Times e sul quotidiano tedesco Bild.

Sarà anche per questo motivo che in Europa, in questa Europa di banchieri e di mondialisti, il neopresidente americano venga dipinto come un razzista populista e xenofobo, secondo la solita tecnica della falsificazione dell’infromazione da troppo tempo in voga dalle nostre parti.

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di  Luciano Lago

L’Unione Europea mostra di essere orientata per una nuova forma di accordo nel rapporto con gli Stati Uniti, una volta che il presidente eletto Donald Trump si insedierà, lo ha detto Federica Mogherini , l’alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione europea parlando in conferenza stampa il 3 dicembre.

Secondo il capo della diplomazia della Ue, potrebbe cambiare la politica estera della UE e questa rendersi più indipendente, tanto da potersi allineare in parte con la Russia contro qualsiasi tentativo da parte dell’amministrazione Trump di affossare l’accordo dell’Iran, scuotere la politica in Medio Oriente, o ridurre il ruolo delle Nazioni Unite. «In un modo transazionale … caso per caso, si trovano questioni in cui non sarei sorpreso di vedere gli europei ei russi sullo stesso lato – la questione Iran nucleare, il processo di pace in Medio Oriente, forse il ruolo delle Nazioni Unite», ha detto la Mogherini.

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di Alexander Dugin

Domenica 4 dicembre 2016 in Europa si terranno due eventi molto importanti. Sarà l’occasione per valutare “l’effetto Trump” sull’Europa Occidentale: in Europa Orientale esso si è già manifestato con i risultati delle recenti elezioni presidenziali in Bulgaria e Moldavia (13 novembre 2016) in cui i candidati gestiti dai “globalisti”, cioè dai rappresentanti locali della Palude planetaria globale, hanno perso con la conseguente vittoria dei candidati filo-russi.

Questa volta le elezioni presidenziali si svolgeranno in Austria, dove si confrontano il rappresentante della “Palude”, cioè Alexander Van der Bellen – leader del partito dei “Verdi” austriaci e candidato espressione degli interessi di George Soros – e da il rappresentante del partito di Putin e Trump (?), il conservatore Norbert Hofer, indicato dal Partito Liberale Austriaco – l’FPÖ.  Alle elezioni presidenziali del maggio scorso al primo turno Hofer aveva superato Van der Bellen di un buon 15%, ma i “globalisti” andarono in panico e al secondo turno fecero dei brogli a vantaggio di Van der Bellen. Tuttavia, su ricorso del leader dell’FPÖ Heinz-Christian Strache la Giustizia austriaca si è schierata con la verità nonostante le pressioni insistenti della “Palude”. Così sono state decretate nuove elezioni presidenziali che si terranno appunto il prossimo 4 dicembre.

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Marine Le Pe, leader del Front National in Francia, ha richiesto oggi la sospensione immediata dell’area Schengen per garantire la sicurezza in Francia dopo l’attentato di Istanbul.
La richiesta è’ ‘ stata fatta dalla Le Pen nel corso di una intervista ad un canale radio LCI che è’ stata riprodotta su Twitter.
Nella stessa intervista la Le Pen ha espresso le sue condoglianze al popolo turco ed ha stigmatizzato il ruolo ambiguo che svolge il Governo turco nei confronti dello Stato Islamico. “La Turquie a eu un rôle ambigu vis-à-vis de l’État islamique. Nous sommes les mieux placés pour assurer notre sécurité.”

Inoltre la Le Pen ha annunciato la sua intenzione di procedere anche in Francia ad una raccolta di firme per celebrare un referendum per richiedere l’uscita della Francia dall’Unione Europea.

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di Robert Parry

Il Brexit del Regno Unito potrà causare a breve termine sofferenza economica e presentare nel lungo termine veri rischi geopolitici, tuttavia è un secchio d’acqua gelida sulla faccia dell’Occidente atlantista e dell’Establishment dominante, quello che si è sviluppato sempre di più come insulare, elitario e che non rende conto di quanti disastri  ha causato negli ultimi decenni.

Nell’Occidente atlantista, tanto negli Stati Uniti come nell’Unione Europea, troppo spesso si dimostra disprezzo per la democrazia reale, mantenendo soltanto un rispetto di facciata della volontà popolare, vista la continua manipolazione degli elettori nel momento delle elezioni con “bocconi pregiati”  politicamente e con promesse varie – prima di entrare nel loro  business che consiste nel  favorire le classi elitarie e lasciare che queste tartassino coloro che già vivono tartassati.

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