"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Crisi dell’ UNIONE EUROPEA

di Gianluca Savoini

L’Unione europea esiste soltanto perchè fa gli interessi della Germania e la Merkel commette un gravissimo errore ad accogliere tutti gli immigrati illegali, imponendo anche agli altri stati membri di farlo. Per questo motivo ha fatto bene la Gran Bretagna ad uscire dalla Ue. Non lo dice soltanto Matteo Salvini, ma anche Donald Trump, in un’intervista esclusiva sul Times e sul quotidiano tedesco Bild.

Sarà anche per questo motivo che in Europa, in questa Europa di banchieri e di mondialisti, il neopresidente americano venga dipinto come un razzista populista e xenofobo, secondo la solita tecnica della falsificazione dell’infromazione da troppo tempo in voga dalle nostre parti.

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di  Luciano Lago

L’Unione Europea mostra di essere orientata per una nuova forma di accordo nel rapporto con gli Stati Uniti, una volta che il presidente eletto Donald Trump si insedierà, lo ha detto Federica Mogherini , l’alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione europea parlando in conferenza stampa il 3 dicembre.

Secondo il capo della diplomazia della Ue, potrebbe cambiare la politica estera della UE e questa rendersi più indipendente, tanto da potersi allineare in parte con la Russia contro qualsiasi tentativo da parte dell’amministrazione Trump di affossare l’accordo dell’Iran, scuotere la politica in Medio Oriente, o ridurre il ruolo delle Nazioni Unite. «In un modo transazionale … caso per caso, si trovano questioni in cui non sarei sorpreso di vedere gli europei ei russi sullo stesso lato – la questione Iran nucleare, il processo di pace in Medio Oriente, forse il ruolo delle Nazioni Unite», ha detto la Mogherini.

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di Alexander Dugin

Domenica 4 dicembre 2016 in Europa si terranno due eventi molto importanti. Sarà l’occasione per valutare “l’effetto Trump” sull’Europa Occidentale: in Europa Orientale esso si è già manifestato con i risultati delle recenti elezioni presidenziali in Bulgaria e Moldavia (13 novembre 2016) in cui i candidati gestiti dai “globalisti”, cioè dai rappresentanti locali della Palude planetaria globale, hanno perso con la conseguente vittoria dei candidati filo-russi.

Questa volta le elezioni presidenziali si svolgeranno in Austria, dove si confrontano il rappresentante della “Palude”, cioè Alexander Van der Bellen – leader del partito dei “Verdi” austriaci e candidato espressione degli interessi di George Soros – e da il rappresentante del partito di Putin e Trump (?), il conservatore Norbert Hofer, indicato dal Partito Liberale Austriaco – l’FPÖ.  Alle elezioni presidenziali del maggio scorso al primo turno Hofer aveva superato Van der Bellen di un buon 15%, ma i “globalisti” andarono in panico e al secondo turno fecero dei brogli a vantaggio di Van der Bellen. Tuttavia, su ricorso del leader dell’FPÖ Heinz-Christian Strache la Giustizia austriaca si è schierata con la verità nonostante le pressioni insistenti della “Palude”. Così sono state decretate nuove elezioni presidenziali che si terranno appunto il prossimo 4 dicembre.

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Marine Le Pe, leader del Front National in Francia, ha richiesto oggi la sospensione immediata dell’area Schengen per garantire la sicurezza in Francia dopo l’attentato di Istanbul.
La richiesta è’ ‘ stata fatta dalla Le Pen nel corso di una intervista ad un canale radio LCI che è’ stata riprodotta su Twitter.
Nella stessa intervista la Le Pen ha espresso le sue condoglianze al popolo turco ed ha stigmatizzato il ruolo ambiguo che svolge il Governo turco nei confronti dello Stato Islamico. “La Turquie a eu un rôle ambigu vis-à-vis de l’État islamique. Nous sommes les mieux placés pour assurer notre sécurité.”

Inoltre la Le Pen ha annunciato la sua intenzione di procedere anche in Francia ad una raccolta di firme per celebrare un referendum per richiedere l’uscita della Francia dall’Unione Europea.

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di Robert Parry

Il Brexit del Regno Unito potrà causare a breve termine sofferenza economica e presentare nel lungo termine veri rischi geopolitici, tuttavia è un secchio d’acqua gelida sulla faccia dell’Occidente atlantista e dell’Establishment dominante, quello che si è sviluppato sempre di più come insulare, elitario e che non rende conto di quanti disastri  ha causato negli ultimi decenni.

Nell’Occidente atlantista, tanto negli Stati Uniti come nell’Unione Europea, troppo spesso si dimostra disprezzo per la democrazia reale, mantenendo soltanto un rispetto di facciata della volontà popolare, vista la continua manipolazione degli elettori nel momento delle elezioni con “bocconi pregiati”  politicamente e con promesse varie – prima di entrare nel loro  business che consiste nel  favorire le classi elitarie e lasciare che queste tartassino coloro che già vivono tartassati.

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di  Gianni Petrosillo

Il Brexit non ci sarà (a maggior ragione dopo l’omicidio di Jo Cox, deputato attivo per il “Remain”). Non facciamo ipotesi sul delitto, benché sia stata la linea europeistica ad avvantaggiarsi del tragico accaduto. Ma anche se Londra uscisse dall’Ue non cambierebbe molto per gli equilibri (geo)politici dell’Unione che sono garantiti dall’ingombrante presenza della Nato sul suo territorio e dalla costante ingerenza di Washinton nei suoi affari.

La Gran Bretagna è il Paese meno europeista della compagnia e non si è mai conformato pienamente ai principi comunitari: istituzionali, economici e culturali. Gli inglesi non hanno l’euro, guidano a sinistra, resistono al sistema metrico preferendogli quello imperiale, credono nella Common low anziché nella legge scritta ecc. ecc..

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di Luciano Lago

Se si voleva avere un ulteriore prova della mala fede e dell’ipocrisia della tecnocrazia europea, è bastato assistere alla conclusione dell’ultimo accordo definito fra La Gran Bretagna e l’Unione Europea  a dimostrazione di quanto quest’ultima istituzione  riesca ad imporre gli interessi dei più forti a scapito dei paesi più deboli. L’Unione Europea ritrova la sua apparente l’unità solo quando si tratta di stabilire gerarchie di potere e diseguaglianze o quando si vogliono togliere diritti sociali alle popolazioni con il pretesto delle politiche di austerità e di rientro del debito.

Così accade per i tagli dei diritti e per l’aumento delle imposte che gravano sulle categorie dei lavoratori, pensionati, piccole imprese, produttori ed artigiani, mentre si favoriscono i grandi gruppi della distribuzione, le multinazionali e le grandi banche.

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di Luciano Lago

Davanti alla drammatica crisi dei rifugiati che affligge l’ Europa, la cancelliera tedesca Angela Merkel corteggia un paese con gravi deficienze democratiche, questo non è niente altro che un aiuto transitorio ed alimenta i dubbi circa la credibilità della cancelliera anche in Germania”, lo sostiene Marcel Fürstenau, analista dell’influente giornale tedesco Deutsche Welle (DW).

Questa è soltanto una delle tante voci di critica che si levano dai commentatori tedeschi e dagli analisti politici dei vari Istituti.
La crisi dei rifugiati in Europa è divenuta adesso un “affare” della NATO. Lo scorso Lunedì 8 Febberaio la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ed il primo ministro turco, Ahmet Davutoglu, hanno pianificato un piano per cui sarà la NATO ad incaricarsi di combattere contro i trafficanti di persone nel Mar Egeo tra Grecia e Turchia. Sarà una questione che verrà dibattuta a Bruxelles nella riunione dei ministri della Difesa della NATO questa stessa settimana. L’incontro servirà a discutere tale innovativa proposta per quanto attiene alla politica dei rifugiati.

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di Martin Berger

Il flusso dei rifugiati che fuggono dal caos creato in Medio Oriente dagli istigatori delle guerre causate dagli Stati Uniti e dall’Europa occidentale, sta sprofondando l’Unione Europea nella malinconia e nella depressione: come le minacce terroristiche si fanno più tangibili di giorno in giorno e, con queste, le tensioni sociali, gli europei di sentono più insicuri di come lo sono stati per molto tempo.

Nell’anno 2015, soltanto la Germania ha dovuto assistere 1,1 milione di rifugiati, secondo i dati forniti dal ministro degli Interni tedesco, cosa che fatto sorgere molte critiche sull’operato di Angela Merkel in numerose occasioni. Mentre i politici europei si stanno lanciando attacchi polemici gli uni con gli altri, alcuni analisti politici stanno iniziando ad osservare che questa volta la UE ha avuto troppi problemi da gestire assieme.

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di Luciano Lago

Era facile prevederlo e tutto si è svolto come in conformità ad un copione già scrittto in precedenza: il successo ottenuto dal Front National delle due Le Pen (Marine e Marion) e l’eventuale conquista del governo di alcune importanti regioni francesi, rappresentava un pericolo per le oligarchie di potere e doveva essere bloccato a tutti i costi e così è accaduto che sinistra e destra, al di là delle apparenti differenze, si sono unite nella determinazione di conservare il loro potere ed il sostegno delle oligarchie economiche dominanti.

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