"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

costume

di  Fulvio Scaglione

Sono convinto da tempo che la Francia, oggi, abbia una delle classi politiche più mediocri d’Europa e la polemica intorno al burkini, ovvero il costume da bagno che copre interamente il corpo e la testa, usato da certe donne musulmane, è l’ennesima dimostrazione di questo assioma. Frequento da anni, con un minimo di continuità ma senza pretese, le spiagge della Costa Azzurra e di burkini ne avrò visti sì e no due. Non credo quindi che si possa parlare di sfida ai “buoni costumi”, “alla laicità” e “alle regole d’igiene e sicurezza” alle quali si è riferito David Lisnard, sindaco di Cannes, nell’emettere l’ordinanza di divieto che è poi stata replicata da altri sindaci della Costa.

Assai più spesso, e certamente proprio a Cannes oltre che in altri luoghi del Sud della Francia, ho visto ricchi arabi in abbigliamento tradizionale, seguiti da donne velate con solo gli occhi liberi, con relativo stuolo di bambini, entrare e uscire dalle boutique carichi di borse e pacchetti, intavolare fitte conversazioni nelle agenzie immobiliari, uscire satolli dai migliori e più cari ristoranti, sbarcare nei porticcioli da barche da sogno.

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Famiglia Cristiana s’è svegliata con mezzo secolo di ritardo

di Alceste

Ecco come s’esprime Francesco Anfossi, caporedattore del periodico, sulla nota vicenda dell’utero in affitto che coinvolge Nicola Vendola:
“Sulla vicenda Vendola lasciamo stare per un momento le considerazioni etiche e morali … non si direbbe che Nichi Vendola, che ha adottato un bimbo nato da una donna californiana attraverso la tecnica dell’utero in affitto, abbia reso un omaggio alla sinistra, di cui è leader …”

Poi rincara:
“È così che si fa nella sinistra per soddisfare un desiderio … Una sinistra che sembra lasciare il campo sempre più a quel veleno libertario di cui è da sempre intrisa, a scapito di altri valori …”

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Se non ci fossero state  Polonia ed Ungheria, la frittata sarebbe fatta ed ancora una volta la UE avrebbe tradito le radici ed i valori, su cui per millenni il Continente e’ stato costruito.

Come riferito dal quotidiano spagnolo Abc, grazie al loro intervento, invece, è stato bloccato il 3 dicembre l’accordo all’esame del consiglio dei ministri dell’Interno europei, accordo che avrebbe permesso di riconoscere i diritti patrimoniali di tutte le unioni registrate, comprese quindi le cosiddette “nozze” gay e le coppie di fatto, affidando al giudice la decisione ultima, caso per caso, anche di fronte a divorzi tra partner di diverse nazionalità. Ovviamente, col vincolo di riconoscere poi in qualunque Stato europeo, le sentenze emesse.

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La cantante ungherese Boggie , partecipando al concorso indetto dall’Eurovisione, aveva presentato la sua canzone “Wars for Nothing”, nella quale si accennava alle vittime innocenti causate dalla guerra di Israele contro la striscia di Gaza; immediatamente è arrivata la richiesta delle autorità di Israele ai dirigenti di Eurovisione di censurare tale canzone.

Il pretesto invocato dai responsabili israeliti è quello dell’obbligo per i cantanti di non inserire messaggi politici nei testi delle canzoni. Superfluo dire che i responsabili di Eurovisione si sono subito adeguati alla richiesta. Lo riferisce il sito Reseau International.

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di Pietro Ferrari

I progressisti prima fanno venire gli islamici dicendo che sono buoni e bravi accusando altri di xenofobìa, poi li provocano in modo volgare e se vengono da loro colpiti, la colpa è ancora della xenofobìa di chi poneva dubbi e preoccupazioni sull’immigrazionismo. In ogni modo i progressisti continuano sia ad offendere il senso del sacro che a promuovere il multiculturalismo anche religioso. Il loro progetto è intrinsecamente suicida ma riguarda purtroppo tutto l’Occidente: ISIS e Femen hanno gli stessi padroni extracomunitari e coloro che hanno portato in Europa cultura gender, aborto ed eutanasìa sono gli stessi che hanno favorito l’invasione islamica e la cessione della sovranità politica e monetaria. I wrestlers del melting pot e del clash of civilizations vogliono il caos generato da un mix plurirazzista inestricabile, quando l’unica trinità venerata a consumo forzato rimane quella ‘laicista-olocaustica-omosessualista’, manettara, dogmatica e vendicativa, mai colpita dai satiri perché spesso di essa sono tremuli chierichetti.

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di Enrico Galoppini

Tutto questo accalorarsi sulla “libertà di espressione” e “di satira” sta assumendo dei connotati davvero… comici.

Quest’oggi è stato arrestato l’umorista francese (di padre camerunense e madre bretone) Dieudonné M’Bala M’Bala.

Il “reato”? Ha scritto su Facebook, dopo la manifestazione “oceanica” parigina in difesa della “libertà di espressione” e “di satira” (e per i “nostri valori” di “libertà” eccetera) di sentirsi “Charlie Coulibaly”.

Cosa voleva intendere il comico che, non più idolo “di colore” degli apologeti del “mondo a colori”, ha fatto sbellicare dalle risate milioni di francesi sulle più svariate “contraddizioni” (eufemismo) della politica e della cultura francesi?

Evidentemente, come da lui stesso spiegato, intendeva rimarcare, con un accostamento “scandaloso” ed “esagerato”, la differenza di trattamento riservata, dalle “autorità”, alla sua satira e a quella del Charlie Hebdo (anche prima della strage).

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Segnalazione Corrispondenza Romana

Il Governo Renzi promuove l’ideologia delgender nelle scuole italiane. Il 31 ottobre 2014 il “Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca” (MIUR) e il “Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri” hanno infatti inviato una circolare ai dirigenti scolastici di ogni ordine e grado esortandoli a mettere in atto le azioni previste dal Protocollo d’Intesa, siglato il 30 gennaio 2013, tra il “MIUR” e il “Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri”, con il quale le parti “si impegnano a promuovere un piano pluriennale di attività comuni, nel rispetto della propria autonomia e nell’ambito delle rispettive competenze, di sensibilizzazione e formazione, volte a promuovere nei giovani, sulla base delle norme e dei valori della Costituzione italiana, la cultura del rispetto e dell’inclusione, nonché per la prevenzione e il contrasto di ogni tipo di violenza e discriminazione”.

I promotori del piano di azione concludono la circolare sottolineando “l’alto valore civile ed educativo dell’iniziativa“, pregando i dirigenti scolastici di assicurarne la massima diffusione alla “presso le istituzioni scolastiche, assicurando nel contempo la più ampia collaborazione con le stesse nell’organizzazione delle iniziative e delle proposte progettuali“.

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di Enrico Galoppini

Ormai non esistono più limiti alla manipolazione e alla destabilizzazione mentale.
Suor Cristina, pardon, “Sister Cristina”, lanciatissima grazie alla vittoria in un famoso concorso canoro televisivo (“The voice”) replicato pedissequamente in ogni paese occidentale, si è cimentata con un rifacimento di Like a Virgin (“Come una vergine”), della celebre cantante pop “Madonna” (al secolo Louise Veronica Ciccone).
Per prima cosa, si legga il testo della canzone (che a suo tempo, per la sua ambiguità, non trovò immediatamente un’interprete disponibile) e s’immagini chi potrebbe essere questo “ragazzo” al quale dare “tutto il mio amore” e che ha fatto “sciogliere” ciò che era “bloccato e freddo” (solve et coagula?): Testo canzone  like a virgin .

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