"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

conflitto nello Yemen

Caccia sauditi hanno bloccato questo martedì un volo del personale di aiuto umanitario dell’Organizzazione delle Nazioni Unite che era diretto nello Yemen.
L’aereo era partito da Gibuti e diretto a Sanà, capitale dello Yemen, attualmente sotto il controllo del movimento popolare Ansarollah; tuttavia è stato impedito all’aereo di atterrare per il fatto che sul velivolo viaggiavano funzionari dell’ONU e tre giornalisti del network britannico BBC.

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“Da sempre la guerra è nemica giurata dell’infanzia, poiché con il suo carico di lutti e distruzioni interrompe tragicamente l’età in cui un essere umano ha un bisogno assoluto dell’affetto e della protezione da parte del mondo adulto”.

Se questo assunto dell’Unicef è valido per tutti i conflitti, specie in quelli moderni, i cui teatri non sono più trincee o campi di battaglia, bensì città, villaggi, scuole e ospedali, è ancora più valido per l’aggressione militare che l’Arabia Saudita sta conducendo contro lo Yemen dal marzo 2015 per ripristinare il precedente governo yemenita, stretto alleato di Riyadh.

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“Il comitato è nato dopo il 15 maggio, subito dopo una grande manifestazione che si è svolta ad Iglesias a proposito della presenza, sul nostro territorio, di una fabbrica, l’unico stabilimento produttivo della RWM s.p.a., dove vengono prodotte bombe destinate alla vendita a paesi di tutto il mondo.

Tra queste ci sono le bombe della serie ‘mk 80’, di cui alcuni frammenti e esemplari inesplosi sono stati ritrovati sul territorio dello Yemen, come documentato da Famiglia Cristiana, Avvenire e altri mezzi di stampa italiani. Si tratta di un Paese che a causa di due anni di guerra sta vivendo una delle più gravi crisi umanitarie internazionali, alimentata proprio dalla vendita di armi, come riconosciuto anche da due Risoluzioni del Parlamento europeo”. A parlare, dalla Sardegna, è Arnaldo Scarpa, del Movimento dei Focolari d’Iglesias, portavoce del comitato ‘Riconversione RWM’.

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In Yemen è in atto la peggiore epidemia di colera al mondo: ogni giorno, circa 5mila persone vengono colpite da diarrea acuta acquosa (secondo notizie dei centri sanitari), di queste quasi il 50% sono bambini e ragazzi: ogni minuto viene colpito un bambino e purtroppo un quarto delle morti da colera è rappresentato da bambini.

Nel Paese oltre 2 milioni di bambini soffrono già di malnutrizione acuta e sono per questo ancora più vulnerabili poiché i loro sistemi immunitari sono già molto deboli.

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di   Luciano Lago

Secondo il rapporto pubblicato dal “Legal Center for Rights and Development” (ONU),  sono 33.395 morti e feriti, il bilancio in 800 giorni di aggressione e bombardamenti fatti dall’Arabia Saudita e dai suoi alleati sullo Yemen.
Il rapporto, pubblicato il Lunedì dal Legal Center per i Diritti Umani, ha fornito una dettagliata informativa del totale delle vittime, di cui 2.689 erano bambini, 1.942 donne e 7.943 uomini.

Tutti erano civili rimasti vittime dei bombardamenti indiscriminati che l’Arabia Saudita ha effettuato con l’indispensabile supporto logistico e di intelligence svolto delle Forze USA ed della Gran Bretagna, principali fornitori di armamenti alla Monarchia Saudita.

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di Redazione – Dal marzo del 2015 l’Arabia Saudita conduce una brutale campagna militare in Yemen dove ha, tra l’altro, imposto un blocco sia aereo che navale. Secondo le ultime stime dell’Onu i due terzi della popolazione, circa 18,8 milioni, necessita di aiuti ed assistenza. Press Tv ha parlato con Kim Sharif, direttrice dell’Osservatorio per i Diritti Umani in Yemen e Jihad Mouracadeh, analista politico, per discutere della crisi umanitaria che incombe nel Paese.

Dura è l’accusa di Kim Sharif che ritiene che i sauditi usino i loro petrodollari per mettere a tacere la comunità internazionale in merito a quanto sta accadendo nello Yemen. “La comunità internazionale, con tutto il rispetto, non è altro che un branco di ipocriti. Questi tempi saranno ricordati come l’epoca dell’ipocrisia. Sono stati tutti zittiti con i soldi sauditi”, ha dichiarato.

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“Ci sono voci preoccupanti circa un assalto ad a Al-Hudaida e quindi un movimento nella capitale yemenita Sanà, qualche cosa che non possiamo permetterci che accada”, ha detto questo martedì il vice cancelliere russo, Gennady Gatilov, nel corso di una conferenza stampa a Mosca, capitale della Russia.
Questo porto yemenita è uno dei principali punti di transito per i prodotti di consumo basico, medicinali e generi di necessità, per soccorrere la popolazione del paese arabo.

Rispetto a questo, Gatilov ha insistito sulla necessità del riavvio dei negoziati di pace patrocinati dall’Organizzazione delle Nazioni Unite che sono da mesi bloccate.

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Gli USA e l’Arabia Saudita cercano di ripetere nello Yemen la stessa tattica dell’attacco statunitense dal mare già sperimentata contro una base della Siria, secondo le fonti yemenite.
Fonti vicine all’ex presidente yemenita, Ali Abdolá Saleh, hanno rivelato un nuovo accordo tra Washington e Rijad che implica di porre un freno agli attacchi aerei sauditi sullo Yemen.
Tuttavia entrambe le parti hanno concordato, come alternativa ai bombardamenti aerei sauditi, l’utilizzo di attacchi dal mare per mezzo delle navi da guerra USA che potranno attaccare gli obiettivi del movimento popolare yemenita Ansarollah, come ha fatto Washington nel recente attacco alla base aerea siriana di Al-Shairat nella provincia centrale di Homs.

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di Luciano Lago

Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti è atterrato oggi a Rijad per incontrarsi con i massimi responsabili dell’ Arabia Saudita e mettere a punto un piano per “risolvere” il conflitto nello Yemen piegando l’accanita resistenza degli Houthi che le forze militari della coalizione saudita non sono riuscite ad annientare, nonostante la schiacciante superiorità militare saudita ed USA.
Quasi nello stesso momento in cui arrivava Mattis, fonti locali hanno segnalato l’arrivo in una base saudita di 4 grandi aerei cargo USA, scortati da caccia dell’aviazione saudita che garantivano la sicurezza mentre questi aerei atterravano. Gli aerei cargo risultano strapieni di armi ed attrezzature militari che fanno parte delle forniture che Washington sta effettuando all’esercito saudita nell’ambito dell’assistenza militare assicurata dagli USA a Rijad nella sua offensiva contro lo Yemen.

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La foto mostra la protesta svoltasi tre giorni fa  a Sana’a, capitale dello  Yemen, fatta da circa 1 milione di persone contro la guerra che Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti stanno conducendo contro di loro da due anni.
New York Times e Washington Post non hanno riportato la cosa  (tanto meno i giornali e le TV italiane). Entrambi però (giornali USA e media italiani) hanno ampiamente riportato una dimostrazione di 8.000 persone a Mosca, guidata dal ultra-razzista ultranazionalista antisemita Alexey Navalnyy . Navalny, che ha meno dell’1% dei consensi in Russia, è la loro grande e vana speranza di sostituire Putin.

La guerra allo Yemen è stata lanciata come atto di forza saudita: non può esserne la ragione ufficiale ma è l’unica che ha senso. Gli Stati Uniti si accodano non si sa bene perché:

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