"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Conflitto in Siria

BEIRUT, LIBANO (11:45)
Le fonti ufficiali riportano che le truppe americane operanti nella zona della città siriana di Manbij vengono “regolarmente” attaccate dai reparti affiliati all’Esercito turco, e che “occasionalmente” rispondono al fuoco.

Il personale militare degli Stati Uniti, che opera nella provincia di Aleppo del nord vicino alla città di Manbij, è stato preso di mira con frequenza dai gruppi miliziani guidati dalla Turchia e, a volte, rispondono al fuoco, secondo i rapporti della CNN che cita fonti ufficiali americane.

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La portavoce del Dipartimento di Stato USA, Heather Nauert, ha fatto un appello urgente alla Turchia a non intraprendere operazioni militari sulla città siriana di Afrin, attualmente controllata dalle milizie curdo-siriane YPG appoggiate da Washington.
” Ci appelliamo ai turchi perchè non facciano passi di questo tipo (…). Non vogliamo che partecipino alla violenza e desideriamo che vogliano dedicare la loro attenzione al gruppo terrorista dell’ISIS (Daesh in arabo)”, ha dichiarato la portavoce Nauert nel corso di una conferenza stampa, secondo quanto riferito dall’agenzia Reuters.

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La Cancelleria siriana ha messo in rilievo oggi che Damasco non necessita l’aiuto di Washington per ricostruire la Siria e denuncia che la presenza militare di forze degli USA nel paese arabo ha come proprio obiettivo quello di appoggiare il gruppo dell’ISIS (Daesh in arabo) e gli altri gruppi terroristi.

“Il Governo siriano non necessita di neppure un solo dollaro da parte degli Stati Uniti per la ricostruzione, visto che i dollari USA sono macchiati del sangue dei siriani”, ha affermato il Ministero siriano degli Esteri in un comunicato, trasmesso dall’agenzia SANA.

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La fase terrestre dell’operazione militare turca nella città siriana di Afrin controllata dalle forze curde sarà preceduta da massicci bombardamenti contro 149 obiettivi delle milizie YPG, segnalano i media turchi.
La prima fase dell’operazione durerà non oltre 6 giorni e parallelamente ai caccia-bombardieri dell’aviazione turca sarà coinvolta l’artiglieria schierata al confine con la Siria, ipotizzano i media locali.

Con riferimento a fonti nell’esercito, il quotidiano turco “Haberturk” scrive che, se necessario, le forze speciali, incluse le unità d’élite, potranno essere inviate ad Afrin, segnalano le agenzie di stampa russe.

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La denominata coalizione contro il gruppo terrorista dell’ISIS (Daesh in arabo), diretta dagli Stati Uniti, conferma che sta addestrando un nuovo esercito, composto da curdi-arabi in Siria, una situazione che ha provocato l’ira delle autorità turche.
Secondo quanto ha informato questa domenica l’agenzia britannica Reuters, la coalizione anti ISIS ha confermato che questa nuova unità militare sarà integrata per la sua maggiorparte nelle denominate Forze Democratiche Siriane (FDS), a cui stanno prestando appoggio logistico e armamentistico.

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Russia: i media mainstream, i politici occidentali stanno operando per coprire la vera portata dei crimini commessi dalla coalizione USA a Raqqa in Siria
La portavoce della diplomazia russa Maria Zakharova ha dichiarato oggi che stiamo asssistendo ad un blocco sistematico delle informazioni da parte dei media e dei politici occidentali su quanto avvenuto a Raqqa in Siria. In particolare si nasconde la reale portata della devastazione avvenuta a Raqqa per evitare di screditare le attività belliche di Washington in Siria.

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ANKARA – E’ di nuovo scontro tra gli alleati Nato, Turchia e Usa, in Siria. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che “nessuno dovrebbe azzardarsi” a creare un nuovo stato nel Nord della Siria, perché sarebbe uno sforzo “vano”.
“Non dimenticate la nostra sensibilità”, ha dichiarato Erdogan (….) Nessuno dovrebbe azzardarsi a costituire un nuovo Stato lì. Chi lo dovesse fare ne pagherà il prezzo, se è necessario”, ha messo sull’avviso il presidente turco nel corso di una riunione tenutasi lo scorso Giovedì con i capi delle amministrazioni locali ad Ankara, la capitale turca.

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di  Firas Samuri

Lo stato islamico si è effettivamente schiantato in Siria e le sue forze sconfitte sono state gradualmente distrutte dall’esercito arabo siriano (SAA). Nello stesso tempo, gli Stati Uniti hanno rifiutato di ritirare le proprie truppe dal territorio di uno stato sovrano e il Presidente Trump ha tentato di giustificare la presenza di forze USA  nel paese con il pretesto di combattere il terrorismo.

Inoltre, secondo le fonti del Washington Post, la Casa Bianca intende dividere la Siria istituendo un nuovo governo nel nord del paese al di fuori del controllo di Bashar Assad al fine di creare un esercito nord-siriano (antigovernativo) .
Per attuare questo piano, Washington continua ad usare i metodi collaudati di corruzione, ricatto, ogni tipo di pressione e propaganda fatta di informazioni falsificate.

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di  Anatoly Karlin

Si è trattato di un attacco da parte di jihadisti locali o un’azione statunitense / israeliana per sondare le difese russe e inviare il messaggio per iniziare a pensare di fare le valige?

Ministro della difesa russo:

“Il sistema di sicurezza della base aerea russa di Khmeimim e del porto della Marina Russa nella città di Tartus (Siria)  hanno respinto con successo un attacco terroristico con l’utilizzo massiccio di veicoli aerei senza equipaggio (UAV) nella notte tra il 5 e il 6 gennaio 2018.

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Dal Ministero della Difesa russo si assicura che un aereo dell’intelligence USA stava pattugliando il Mediterraneo orientale nel corso del recente attacco con 13 droni lanciato dallo Stato Islamico contro le installazioni russe.
Questo Lunedì il Ministero della Difesa ha infomato che, nella notte fra il 5 e il 6 gennaio, i terroristi hanno lanciato attacchi per mezzo di 13 droni non pilotati contro le basi militari russe di Jmeimim e Tartus vicine al Mediterraneo. Le forze militari russe sono riuscite a neutralizzare entrambi gli attacchi.

Dopo aver saputo che i droni utilizzati utilizzavano tecnologie sofisticate di puntamento a mezzo GPS, nel Ministero della Difesa russo si è dichiarato che, per programmare questo tipo di veicoli, bisogna laurearsi in una facoltà di ingegneria di un paese ben sviluppato, un qualche cosa a cui i terroristi in Siria non hanno avuto accesso negli ultimi tempi.

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