"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Conflitto in Palestina

Gerusalemme – Ma’an. Nella settimana in corso le autorità israeliane hanno impedito a una delegazione del Parlamento Europeo di entrare nella Striscia di Gaza sotto embargo, secondo quanto riportato dalla delegazione stessa in una dichiarazione ufficiale.

Le autorità non hanno fornito alcuna giustificazione per il rifiuto. A quanto riferito, la delegazione è arrivata a Gerusalemme lunedì e aveva pianificato di andare a Gaza mercoledì per valutare la ricostruzione finanziata dall’UE nell’enclave devastata dalla guerra.

Il presidente della delegazione, la deputata irlandese Martina Anderson, ha dichiarato nel comunicato stampa: “La negazione sistematica da parte di Israele di concedere l’accesso alle delegazioni parlamentari europee è inaccettabile. Il Parlamento Europeo non è in grado di entrare a Gaza fin dal 2011. Ciò solleva degli interrogativi: cosa vuole nascondere il governo israeliano? Non dobbiamo rinunciare al popolo di Gaza”.

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Gerusalemme – 17.09.2015  Mercoledì mattina, l’arcivescovo greco-ortodosso di Sebastia, Atallah Hanna, ha visitato i giovani gerosolimitani feriti negli ultimi tre giorni mentre cercavano di impedire gli attacchi e le irruzioni di coloni e forze israeliane nel complesso nella moschea di al-Aqsa.

Durante una conferenza stampa svoltasi poco dopo la sua visita all’ospedale Makassed, l’arcivescovo Hanna ha denunciato l’escalation di attacchi israeliani contro la moschea di al-Aqsa e i fedeli radunati in sit-in.

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InfoPal. Esattamente un anno fa, la Striscia di Gaza si trovava sotto bombardamenti israeliani. Era l’operazione “Margine protettivo” che colpì prevalentemente la popolazione civile. In 51 giorni di bombardamenti aerei, di terra e mare vennero uccise 2216 persone, tra cui 556 bambini, e ferite oltre 10mila, migliaia delle quali sono ora disabili.

Migliaia tra edifici – abitazioni, ospedali, scuole, moschee, chiese -, strutture amministrative e politiche, ecc., furono distrutti o parzialmente distrutti. La Striscia di Gaza venne riportata all’età della pietra in poche settimane, lasciando 10 mila cittadini senza un tetto. L’assedio non permette la ricostruzione e a migliaia sono tuttora in rifugi di fortuna, sotto le tende o le case distrutte.

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