"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

conflitto in Libano

Il presidente del Parlamento libanese indica come una “dichiarazione di guerra” il  progetto di legge Israeliano che darebbe a questo regime il controllo sulle acque che sono in disputa.
“La recente decisione presa da Israele circa le acque territoriali  equivale ad una dichiarazione di guerra contro il Libano”, ha denunciato  giovedì scorso  il massimo responsabile del Potere Legislativo libanese, Nabih Berri.

Il regime di Israele cerca di annettersi una zona di 860 Km. quadrati nelle acque in contenzioso che condividono il Libano e i territori occupati palestinesi, ricche di riserve di gas naturale, secondo quanto riferito questo venerdì dal giornale britannico Independent nella sua edizione digitale.

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L’appoggio della Russia alle azioni del Movimento della Resistenza del Libano (Hezbollah) in Siria si è trasformato in un dilemma strategico per Israele.
Il portale israeliano Debka File ha pubblicato Sabato una informativa in cui ha analizzato il conflitto tra il regime di Israele ed Hezbollah in Siria ed il ruolo della Russia nelle tensioni tra entrambe le parti.

L’informativa fa riferimento ai movimenti di un convoglio militare appartenente ad Hezbollah che si muove dalla città sud occidentale di Al-Zabadani fino al monte Hermon, nella regione che, assieme alle alture del Golan –occupate da Israele dal 1967 – furono annesse dal regime israeliano nel 1981, senza avere il riconoscimento internazionale.

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Il partito sciita libanese Hezbollah ha annunciato i risultati delle indagini relativi alla morte di uno dei suoi capi, Mustafa Badruddin, noto col soprannome di “Dhu al Faqar”, ucciso in un raid aereo israeliano avvenuto al confine tra Israele e Siria questa settimana. Il movimento sciita ha reso noto che ad uccidere il suo dirigente è stato un “gruppo takfiri attivo in Siria”, riferendosi ai gruppi armati ribelli sunniti, di stampo jihadista, che combattono contro il governo di Bashar al Assad. “Le indagini sulla sua morte – spiega Hezbollah in una nota – ci spingono a continuare la lotta contro i gruppi e le bande criminali presenti in Siria”.

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I guardia coste greci hanno intercettato ieri una nave turca al largo dell’isola di Creta ed hanno proceduto al sequestro di un carico di armi, munizioni ed esplosivo contenuto in sei containers che erano destinati in Libano. Sono stati arrestati tutti i componenti dell’equipaggio: 6 siriani, 4 indiani ed un libanese.
La nave proveniva dalla Turchia ed in particolare era salpata dal porto di Izmir dove aveva imbarcato il carico. Secondo il portavoce della polizia greca la nave è stata costretta ad attraccare al porto greco di la Canea, nell’Ovest dell’Isola di Creta dove le autorità greche hanno effettuato un attento controllo del carico.
Un episodio apparentemente minore che in realtà dimostra fin dove si spinge la macchinazione turca in Medio Oriente.

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Il movimento di resistenza islamica in Libano, Hezbollah, considera un “orgoglio” essere oggetto di sanzioni da parte degli Stati Uniti. Lo ha affermato il leader del movimento, Seyed Hassan Nasrallah.

«Siamo orgogliosi che gli Stati Uniti ci puniscano (…) La resistenza difende il suo territorio, e questo include una resistenza al progetto sionista e a quello takfiro», ha spiegato, sabato scorso, il segretario generale di Hezbollah, riferendosi alle recenti sanzioni imposte da Washington contro diversi componenti del movimento.

In un discorso in videoconferenza durante una cerimonia, Nasrallah ha sottolineato che la resistenza continuerà il suo cammino per raggiungere la vittoria finale.

Stati Uniti e il regime israeliano, restano i tradizionali nemici di Hezbollah

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