"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

conflitto in Libano

Il partito sciita libanese Hezbollah ha annunciato i risultati delle indagini relativi alla morte di uno dei suoi capi, Mustafa Badruddin, noto col soprannome di “Dhu al Faqar”, ucciso in un raid aereo israeliano avvenuto al confine tra Israele e Siria questa settimana. Il movimento sciita ha reso noto che ad uccidere il suo dirigente è stato un “gruppo takfiri attivo in Siria”, riferendosi ai gruppi armati ribelli sunniti, di stampo jihadista, che combattono contro il governo di Bashar al Assad. “Le indagini sulla sua morte – spiega Hezbollah in una nota – ci spingono a continuare la lotta contro i gruppi e le bande criminali presenti in Siria”.

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I guardia coste greci hanno intercettato ieri una nave turca al largo dell’isola di Creta ed hanno proceduto al sequestro di un carico di armi, munizioni ed esplosivo contenuto in sei containers che erano destinati in Libano. Sono stati arrestati tutti i componenti dell’equipaggio: 6 siriani, 4 indiani ed un libanese.
La nave proveniva dalla Turchia ed in particolare era salpata dal porto di Izmir dove aveva imbarcato il carico. Secondo il portavoce della polizia greca la nave è stata costretta ad attraccare al porto greco di la Canea, nell’Ovest dell’Isola di Creta dove le autorità greche hanno effettuato un attento controllo del carico.
Un episodio apparentemente minore che in realtà dimostra fin dove si spinge la macchinazione turca in Medio Oriente.

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Il movimento di resistenza islamica in Libano, Hezbollah, considera un “orgoglio” essere oggetto di sanzioni da parte degli Stati Uniti. Lo ha affermato il leader del movimento, Seyed Hassan Nasrallah.

«Siamo orgogliosi che gli Stati Uniti ci puniscano (…) La resistenza difende il suo territorio, e questo include una resistenza al progetto sionista e a quello takfiro», ha spiegato, sabato scorso, il segretario generale di Hezbollah, riferendosi alle recenti sanzioni imposte da Washington contro diversi componenti del movimento.

In un discorso in videoconferenza durante una cerimonia, Nasrallah ha sottolineato che la resistenza continuerà il suo cammino per raggiungere la vittoria finale.

Stati Uniti e il regime israeliano, restano i tradizionali nemici di Hezbollah

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