"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Conflitto con l’Iran

Netanyahu recita la sua “sceneggiata” a Monaco per dimostrare al mondo che l’Iran è l’aggressore ed il pericolo viene da Teheran

di Luciano Lago

Qualcuno avanza il dubbio che il premier israeliano Netanyahu debba aver avuto nella sua famiglia qualche antenato napoletano da cui deve aver mutuato l’inclinazione alle “sceneggiate”.
L’ultima di tali sceneggiate è stata quella in cui si è esibito a Monaco alla Conferenza sulla Sicurezza durante la quale il premier ha rivolto dure parole all’indirizzo dell’Iran . Il premier israeliano, brandendo un pezzo del drone iraniano abbattuto da Israele sul proprio territorio, la scorsa settimana, ha accusato Teheran di “seminare il terrore in Medio Oriente” ed ha tuonato: “Agiremo se necessario, non solo contro coloro che ci attaccano, ma contro l’Iran stesso”.

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l consigliere statunitense per la Sicurezza Nazionale, Herbert Raymond McMaster, ha affermato che Mosca cerca di creare dei problemi a Washington con l’appoggio che sta offrendo a Teheran ed ha avvertito che questo sostegno al regime iraniano avrà “un enorme costo per la Russia”.
“Come può essere un interesse per la Russia aiutare e dare potere all’Iran dal Medio Oriente? (…)( I russi) Dovranno pagare un prezzo enorme per questo”, ha dichiarato il mercoledì l’assessore alla Sicurezza Nazionale del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, senza chiarire quali possano essere tali conseguenze.

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Mentre i media occidentali si sono coperti di ridicolo scrivendo di “rivolte spontanee” in Iran della popolazione, escono fuori le prove della sobillazione orchestrata da USA, Israele ed Arabia Saudita per suscitare una rivolta interna in Iran e possibilmente determinare uno scenario tipo Siria con infiltrazione di gruppi terroristi armati dall’occidente.

In particolare le autorità iraniane hanno comunicato di aver identificato chi è stato il principale organizzatore del piano di disordini e scontri con la poliiza: si tratta di un cittadino statunitense che opera sotto il nome di Michael Andrea, ex agente antiterrorismo della CIA, lo ha rivelato il giovedì il capo della Procura di Teheran, Mohamad Yafar Montazeri, che si occupa delle indagini.

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DAMASCO, SIRIA (02:35) – Le forze di sicurezza iraniane hanno individuato e distrutto un’organizzazione terroristica straniera che si era infiltrata nel nord-ovest del paese, secondo quanto riferito dalla Fars News Agency.

“Una squadra armata anti-rivoluzionaria, che era recentemente penetrata nel territorio dell’Iran con la missione di creare esplosioni e uccidere persone nelle operazioni di ” false flag” per accrescere i sentimenti anti-establishment c on i continui disordini è stata identificata dalle forze di intelligence di Piranshahr (…) I terroristi hanno sparato contro le forze di sicurezza ed hanno usato una donna contadina come scudo umano mentre venivano arrestati “, ha riferito un funzionario anonimo alla Fars News.

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Se pure è prematuro pensare che le recenti proteste in Iran possano condurre ad un cambio di Governo- un qualche cosa che gli Stati Uniti ed Israele applaudirebbero–, per causa dell’instabilità nel paese, questa sarebbe in realtà una cattiva notizia per la stabilità della regione, come avvisa un articolo di analisi sul “The Guardian”.

“Molti dei rivali dell’Iran stanno guardando alle proteste di piazza che avvengono nel paese persiano come “avvoltoi che volano in circolo” nel cielo del deserto, in attesa delle preda da spolpare. Gli sforzi fatti dalla potenza sciita dell’Iran per aumentare la sua influenza nel Medio Oriente hanno creato molti nemici a Teheran”, lo spiega Simon Tisdall nel suo articolo per il “The Guadian“, e l’analista segnala che l’Arabia Saudita è il principale avvoltoio interessato ad indebolire l’Iran.

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Pur di dimostrare che in Iran sia in atto una “rivolta spontanea”, i media occidentali, esperti nella manipolazione delle notizie, stanno facendo gli straordinari per diffondere false immagini riprese da fotogrammi di altre manifestazioni e indicarle come “immagini della rivolta” in Iran.

Nella loro opera di falsificazione, i media occidentali hanno utilizzato persino fotogrammi delle rivolte popolari avvenute nel Bahrein, spacciandole per foto prese di nascosto dagli oppositori del regime, come anche da altre manifestazioni avvenute in altre parti del mondo. In mancanza di foto di inconsistenti rivolte popolari in Iran, tutto “fa brodo” per i manipolatori dei media atlantisti, si cui tutto si può dire ma non che manchino di inventiva. Le notizie, se non ci sono, si inventano. Niente di nuovo: era accaduto  lo stesso con le famose rivolte popolari in Libia, sulla piazza verde di Tripoli, rivolte inesistenti ma ricostruite altrove.   Vedi: Palaestina Felix

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L’ accordo di cooperazione a porte chiuse tra Stati Uniti e Israele punta a destabilizzare l’Iran provocando proteste di piazza  e separatismo tra la popolazione iraniana, lo ha detto un importante analista arabo.

Secondo il canale 10 di Israele, i funzionari statunitensi e israeliani hanno raggiunto nei giorni scorsi  un accordo di cooperazione segreto su come trattare con l’Iran.

“Channel 10 non ha pubblicato i dettagli dell’accordo segreto USA-Israele per contrastare Iran e Hezbollah, ma chiaramente uno dei loro principali scenari è creare instabilità all’interno dell’Iran, accendere le fiamme delle proteste e provocare movimenti separatisti”, ha scritto Abdel Bari Atwan in un articolo pubblicato da Raialyoum Arabic Newspaper di sabato, come citato da ISNA.

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di Luciano Lago

A seguito delle notizie di proteste popolari verificatesi a Teheran per il caro vita e l’inflazione (spontanee o sobillate si saprà in seguito), il presidente Donald Trump ha incitato la popolazione iraniana a ribellarsi al regime degli Ayatollah ed ha accusato Teheran di sostenere il terrorismo.
Ci si chiede cosa spinga il presidente  Trump a fare dichiarazioni di palese ingerenza contro l’Iran con il pretesto di voler appoggiare manifestazioni di protesta pacifiche avvenute a Teheran da parte di alcuni settori della sua popolazione contro il caro vita, l’inflazione e la corruzione.

L’occasione delle proteste avvenute in Iran è stata presa al volo da Trump per criticare l’Iran, incitare la popolazione a ribellarsi al regime ed accusare il Governo di Teheran di finanziare il terrorismo.

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di  Yusuf Fernández

I nord americani hanno cercato in tutti i modi di rendere la vita difficile agli iraniani dai tempi della Rivoluzione Islamica del 1979. Tuttavia, tutti i loro piani sono risultati un fallimento fino all’epoca attuale.
Viene da chiedersi perchè gli USA continuano con la loro politica che li porta di sconfitta in sconfitta di fronte all’Iran e che finisce anche per apportare un vantaggio di posizione allo stesso Iran.

Dopo 36 anni di sforzi, Donald Trump ha pronunciato di recente un forte discorso anti-iraniano in cui ha lanciato varie iniziative non soltanto contro l’Iran ma anche contro i suoi alleati nella regione. Tuttavia, niente indica che tali piani possano avere successo questa volta. La pubblicazione Sputnik , rispetto a questo, segnala che “il servizio di intelligence dell’Iran ed il suo apparato di sicurezza hanno una visione molto chiara e profonda degli avvenimenti che accadono in Medio Oriente e pianificano le loro azioni nel lungo periodo”.

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di  Luciano Lago

Come era facile prevedere, a Washington gli statunitensi dei circoli neocons si dimostrano fortemente preoccupati per la piega presa dagli avvenimenti in Medio Oriente ed in particolare per le sconfitte subite dai gruppi terroristi, sponsorizzati da USA ed Arabia Saudita, che sono in rotta sul fronte della Siria come su quello dell’Iraq, sopraffatti dalle offensive coordinate dall’aviazione russa e siriana, dall’Esercito siriano, dalle forze irachene sciite (Hashd al-Shaabi)  e dai reparti scelti iraniani  che affiancano e coordinano tali forze. Essenziale anche il ruolo dell’Hezbollah libanese in supporto dell’Esercito siriano.

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