"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Conflitto con la Russia

Gli effettivi della Guardia Nazionale russa hanno abbattuto sei terroristi che hanno attaccato una istallazione della Rosguardia (Guardia Nazionale) ubicata nella zona di Nauruskaya in Cecenia, secondo le informazioni ufficiali trasmesse dal Comitato antiterrorismo russo.

Tutti i componenti del gruppo terrorista sono stati abbattuti, come dichiarato nel comunicato.

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di  Paolo Selmi

La situazione siriana è estremamente complessa. Ma non senza una logica, almeno da parte russa. Una logica che solo un folle potrebbe pensare preesistente da sempre. Una logica che si è costruita nel corso degli anni ma che, a ben vedere, appare oggi strutturata secondo linee solide.
Partiamo dal 2012. “Asad dolžen ujti zakonno” (Assad deve andarsene in modo legale) diceva il buon Putin preoccupato di infilarsi in un cul de sac più grande di lui (infatti richiamava l’Afghanistan). Non saremmo certo noi a cacciarlo, ma se le cose da un anno sono così come sono… forse è meglio fare un rimpasto, a patto che i nuovi vengano lo stesso da noi, n’est pas?

Invece, non cambia nulla, anzi la situazione progressivamente si deteriora. La Siria è dilaniata.

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di  Luciano Lago

Ci sono forti dubbi e varie ipotesi che circolano fra alcuni analisti, circa quali siano le reali intenzioni della Elite di potere a Washington nei prossimi passi di politica estera decisi da Trump sui teatri di guerra in Siria ed in Ucraina.
Di sicuro il Presidente Donald Trump si trova sotto ricatto da parte del gruppo dominante dei Neocons che sono indirettamente collegati con la campagna di delegittimazione del neo presidente che viene condotta a tutti i livelli dal sistema mediatico e dalle ONG (persino da Hollywood) che mobilitano le piazze con svariate manifestazioni anti-Trump.

Trump al momento sembra deciso a lottare e tenere duro ma la pressione si fa sempre più forte ed il gruppo dei neocons sembra che gli stia preparando qualche trappola sul teatro di guerra più delicato e complesso: in Siria.
Il tentavivo di creare il fatto compiuto, la provocazione che avrebbe potuto portare alla scintilla del conflitto diretto con la Russia, c’era già stato durante l’Amministrazione Obama ed avvenne precisamente 17 Settembre del 2016, quando l’aviazione USA e quella della coalizione alleata effettuò il bombardamento delle postazioni dell’Esercito siriano a Deir el Zor nella zona centrale della Siria, con un bilancio di 62 vittime ed un centinaio di feriti fra i reparti dell’Esercito siriano. Il bombardamento aveva permesso l’avanzata delle forze dell’ISIS che palesemente l’aviazione USA stava favorendo (come poi ammesso dallo stesso John Kerry).

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di  Vicky Peláez

La 53a Conferenza dulla Sicurezza di Monaco (SIKO) ha ottenuto di calmare i nervi dei disperati governanti di 28 paesi membri della NATO.
” Non odora di vecchio  l’Europa. Odora di doppia umanità. quella che assassina e quella che è assassinata” diceva Jaun Gelman (1930-2014), poeta argentino.

Gli alti comandanti della NATO si sono tranquillizzati dopo che i rappresentanti degli USA hanno ribadito che l’organizzazione continua ad essere fondamentale per il Nord America e “non è obsoleta”, tale e come la aveva descritta in Gennaio scorso il presidente statunitense , Donald Trump.
Questa affermazione sta facilitando gli atlantisti europei nel continuare a vivere il loro stato di letargo, dove i pericoli reali sono sostituiti dalle sfide inventate e il cui protagonista principale è l'”orso russo”.

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di Tyler Durden

Sei diplomatici russi sono morti negli ultimi 60 giorni. Come osserva Axios, tutti tranne uno sono deceduti in terra straniera. Alcuni sono stati uccisi, le altre cause sono sconosciute. Si noti che alcuni decessi sono stati etichettati come “attacchi di cuore” o “malattie fulminee”.

1. Probabilmente ricorderete l’ambasciatore russo in Turchia, Andrei Karlov – assassinato da un agente di polizia in una mostra fotografica ad Ankara il 19 dicembre.

2. Lo stesso giorno, un altro diplomatico, Peter Polshikov, è stato ucciso nel suo appartamento di Mosca. La pistola è stata trovata sotto il lavandino del bagno, ma le circostanze della morte erano sotto inchiesta. Polshikov era una figura di alto livello nel reparto America Latina del Ministero degli Esteri.

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Il Ministro degli Esteri del Regno Unito, Boris Johnson, ha richiamato la Russia a mettere fine alla sua annessione “illegale” della penisola di Crimea.
“Siamo convinti che la annessione della Crimea da parte della Russia sia stata illegale e richiediamo alla Russia di restituire la penisola”, questa la dichiarazione fatta il Mercoledì dal capo della diplomazia britannica in visita ufficiale in Ucraina.

Nelle dichiarazioni, rilascate durante una conferenza stampa congiunta con i suoi omologohi dell’Ucraina e della Polonia, Pavlo Klimkin e Witold Waszczykowski, rispettivamente, Johnson ha assicurato che la sua visita rafforza l’appoggio “incrollabile” di Londra a Kiev.

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di   James Harmon

La recente morte dell’alto funzionario russo all’estero, dopo l’assassinio di Andrei Karlov in Turchia per mano di un estremista islamico e trasmessa in diretta televisiva, la successiva morte dell’ambasciatore russo all’ONU, Vitaly Churkin, avvenuta negli Stati Uniti, quella di Alexander Kadakin in India…A questi decessi segue adesso quello di Andrey Melanin ad Atene, apparentemente per “cause naturali “. Tuto questo adesso porta a n.4 il totale delle morti improvvise degli alti funzionari russi che lavorano all’estero, in un periodo di 3 mesi.

Il presidente Obama aveva avvertito di rappresaglie contro la Federazione russa per presunte “interferenze” nel “processo democratico” delle elezioni statunitensi in cui ha prevalso Donald Trump nello scorso Ottobre e l’ambasciatrice di Obama all’ONU, Samantha Power, e quella di Trump Nikki Haley, hanno avvisato anche loro circa le “gravi conseguenze” per la denominata “interferenza russa”.

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di  Luciano Lago

Nonostante gli atteggiamenti distensivi verso Mosca che erano propri della primissima fase della Presidenza Trump, tutti i segnali indicano che il clima è cambiato e che il gruppo di potere di Washington, dominato dai neocons, sta sospingendo la macchina militare statunitense (e della NATO) verso uno scontro con la Russia.
I tentativi di trattare una pace in Siria ed in Ucraina hanno cozzato contro il muro dell’intransigenza e questi hanno ceduto il posto alla abituale retorica di guerra pompata dai vari personaggi del nuovo establishment USA.

Il primo sentore si era avuto dalla signora Nikki Haley, nuova rappresentante presso l’ONU, che all’inizio del mese aveva ribadito la condanna per “le aggressive azioni russe in Crimea”, ignorando totalmente gli attacchi a sorpresa effettuati dalle forze ucraine pochi giorni prima sulla provincia del Donbass contro le zone residenziali (con 12 morti fra i civili e decine di feriti), come segnalato anche dagli osservatori dell’OCSE. Vedi: Kiev all’attacco in Donbass

Il suo discorso di accuse pretestuose si è concluso con la consueta affermazione della “Russia che deve restituire la Crimea all’Ucraina” come se i due milioni di cittadini della Cimea che hanno optato per l’integrazione fossero dei fantasmi senza importanza nel gioco della diplomazia occidentale.

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Non ci sarà alcuna cooperazione militare con la Russia fino a quando Mosca dimostri di essere disposta a rispettare le leggi internazionali”, ha dichiarato il capo del Pentagono, James Mattis. Quello che faremo è implicarci politicamente, non ci troviamo in questo momento nella posizione di collaborare (con la Russia)a livello militare”.
La Russia deve per prima cosa giovare a se stessa ed uniformarsi agli impegni che aveva preso negli accordi Russia-NATO”, ha segnalato il segretario della Difesa degli Stati Uniti, James Mattis.

Queste dichiarazioni di Mattis sembrano contraddire in pieno tutte le affermazioni fatte in precedenza dallo stesso Donald Trump, il presidente USA, di voler stabilire una forma di collaborazione distensiva con la Russia di Putin.

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Il presidente russo, Vlady Putin, ha ordinato una immediata ispezione delle Forze Aeree russe, con il fine di valutare la loro effettiva preparazione per i “tempi di guerra”.
Questo è stato l’annuncio dato il Martedì dal ministro russo della Difesa, Serguei Shoigu, il quale ha dichiarato: “Nel corso della ispezione si deve prestare speciale attenzione alle unità in allerta permanente, allo schieramento di sistemi di difesa aerea in tempo di guerra ed alla preparazione dei gruppi dell’aviazione per respingere una aggressione”, questo il testo ,secondo l’agenzia russa Tass.

Nello stesso modo il ministro ha enfatizzato la necessità che, lungo tutto il corso dell’ispezione, sia garantita la conformità ai requisiti di sicurezza delle armi e del munizionamento, l’assenza di danni alla proprietà pubblica e di impatti negativi sul medio ambiente.

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