"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Conflitto con la Russia

La Gran Bretagna è pronta a sferrare un attacco nucleare preventivo, se necessario, ha dichiarato il ministro della difesa britannico, Michael Fallon, in un’intervista alla BBC Four.

Secondo Fallon, il primo ministro Theresa May è pronta per l’uso di missili balistici Trident “nelle circostanze più estreme”, anche se il Regno Unito non sarà minacciato da attacco nucleare.

Il ministro non ha specificato di quali circostanze si tratta. Il commento del ministro è la risposta all’appello del leader del partito Laburista Jeremy Corbin “per abbandonare il nucleare nel mondo”.

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di  Luciano Lago

L’attacco ordinato da Trump in Siria, il dopo sei anni di guerra, rappresenta una svolta nel conflitto siriano che va oltre le apparenti conseguenze ipotizzate da vari osservatori.
Il cambio di scenario della guerra in Siria non viene dato dalla nuova fandonia o “false flag” precostruita dell’attacco chimico di Jan Cheijun, un episodio molto inattendibile, messo in dubbio dagli stessi servizi di intelligence USA  ma piuttosto dal successivo bombardamento dell’aeroporto di Al-Shayarat da parte della Marina da Guerra degli Stati Uniti, che si è esposta sul fronte di guerra senza pià sotterfugi, il che significa che le forze USA non si fanno più scudo dei loro intermediari ribelli o jihadisti.  (Vedi: Former CIA Officer: “The Intelligence Confirms The Russian Account On Syria”)

Una volta che gli USA hanno messo in chiaro le loro intenzioni, scoprendo il loro doppio gioco, tutti gli osservatori passano il testimone alla Russia: ci si chiede come ha incassato questa mossa, cosa non ha fatto e come potrà reagire. Dopo l’azzardata mossa di Trump, con l’improvviso attacco contro la base in Siria, la palla si trova adesso nel campo russo e la prima domanda da porsi è : per quale motivo i collaudati sistemi di difesa antiaerea non hanno distrutto i missili statunitensi.

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Gli Stati Uniti, attraverso la loro ambasciatrice all’ONU, Nikki Haley, hanno esplicitato la minaccia di “gravi rappresaglie” contro l’Iran e la Russia, per il loro sostegno continuato e per la protezione fornita al Governo siriano che, secondo Washington, risulta responsabile del presunto attacco con armi chimiche avvenuto contro la città di Jan Sheijun (Idlib).

In riferimento all’Iran, la diplomatica nordamericana è tornata a sostenere che il Governo iraniano ha una grave responsabilità per quello che riguarda la crisi della Siria, visto che da molti anni appoggia in forma costante il mandatario siriano, Bashar al-Assad.
Allo stesso modo, Haley ha messo in questione la “dignità umana” del capo di Stato siriano, per poi mettere in risalto che Mosca, con il suo permanente appoggio al Governo del paese arabo, si trasforma in complice delle “atrocità attuate dal regime di Al-Assad contro il suo popolo”.

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Le forze USA/NATO si sono predisposte con reparti corazzati a 700 Km. da Mosca. Provocazione o strategia d’attacco? La Russia prepara le sue difese

I veicoli corazzati statunitensi si trovano a poca distanza da Mosca, la capitale della Russia, un fatto  senza precedenti, come mai prima era accaduto nella Storia. Questa informazione è stata riportata questa Domenica da Murad Gazdíev, il corrispondente militare dell’agenzia di Informazioni russa, RT News.

Le autorità militari russe seguono con molta attenzione i movimenti delle brigate corazzate USA/NATO che si trovano in prossimità dei propri confini e calcolano la distanza sulla base del numero di ore necessarie alle forze USA per raggiungere gli obiettivi miltari che presumibilmente sarebbero oggetto di una attacco delle forze USA/NATO. Gli specialisti militari calcolano che i carri armati USA potrebbero raggiungere la capitale russa in 24 ore di marcia di avanzamento.

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By Stephen Lendman*

La collera che l’America ha messo nelle sue interminabili guerre è la maggiore minaccia per la pace mondiale, per la stabilità e per la sicurezza. la Russia teme un possibile attacco nucleare preventivo statunitense nel suo territorio.
Secondo il vice capo di Stato maggiore Generale della Russia, per le operazioni, il Generale Viktor Poznikhir,
“la presenza di siti  dei missili ABM statunitensi in Europa e ABM sulle navi, nei mari e negli oceani vicino al territorio della Russia crea un possente potenziale occulto ingrado di  sferrare un attacco di missili nucleari a sorpresa contro la Russia”.

“L’esistenza del sistema di missili ABM (antimissile) diminuisce la soglia di dissuasione per l’utilizzo di armi nucleari, perchè fornisce  agli Stati Uniti l’illusione dell’impunità per l’uso di armi offensive strategiche, sotto la protezione dell’ombrello ABM”.
“Lo scudo ABM è il simbolo di un accumulo di forze missilistiche nel mondo e un detonatore per una nuova corsa agli armamenti”.

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LONDRA – Nella situazione attuale non è possibile una normalizzazione dei rapporti con la Russia.

Lo ha comunicato il Ministro della difesa inglese Michael Fallon durante una conferenza stampa congiunta con il collega americano James Mattis. “Dobbiamo essere estremamente attenti alla luce della continua tendenza di ingerenza della Russia. Stiamo parlando della sua attività militare, degli attacchi informatici. Dobbiamo contrastare questo finché sarà necessario.

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di   Matthew Allen

Secondo un recente report (1), la Russia avrebbe già sviluppato ed attuato un’alternativa nel caso in cui venga estromessa dal sistema bancario internazionale – le perdite del breve termine sarebbero probabilmente seguite da guadagni a lungo termine.
Per quanto riguarda le sanzioni occidentali, la maggiore vulnerabilità russa è senza dubbio nel suo settore bancario, che nel bene come nel male è legato a quello internazionale.

Se Mosca vuole mantenere lo status quo, non c’è molto che si può fare per questa dipendenza. Ma dopo le sanzioni del 2014, si è preparata allo scenario peggiore: essere tagliati fuori dallo SWIFT (Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication).
In parole povere, lo SWIFT consente veloci e (almeno sulla carta) sicuri trasferimenti finanziari internazionali. Tra cinquant’anni, quando si potrà usare la propria carta di credito sulla Luna, ciò sarà possibile grazie a SWIFT o ad un sistema simile.

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di Luciano Lago

I media europei, con quelli italiani in testa, montano una campagna di diffamazione mediatica contro la Russia di Putin.

Ci risiamo, il vecchio vizio di interferire nelle situazioni di altri paesi e di sobillare dall’interno per ottenere un cambio di regime non abbandona mai le centrali del potere atlantista. Il metodo ha funzionato con vari paesi dell’Est Europa (ad es. in Ucraina) e del Medio Oriente ma adesso l’Occidente vuole utilizzarlo contro la Russia.
Naturalmente il pretesto è quello della “difesa dei diritti umani” e della “libertà di espressione” a cui l’Unione Europea è sempre attentissima quando si tratta di paesi ritenuti ostili agli interessi degli USA e della NATO (Russia, Iran, Venezuela, Nord Corea, ecc.).

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Gli effettivi della Guardia Nazionale russa hanno abbattuto sei terroristi che hanno attaccato una istallazione della Rosguardia (Guardia Nazionale) ubicata nella zona di Nauruskaya in Cecenia, secondo le informazioni ufficiali trasmesse dal Comitato antiterrorismo russo.

Tutti i componenti del gruppo terrorista sono stati abbattuti, come dichiarato nel comunicato.

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di  Paolo Selmi

La situazione siriana è estremamente complessa. Ma non senza una logica, almeno da parte russa. Una logica che solo un folle potrebbe pensare preesistente da sempre. Una logica che si è costruita nel corso degli anni ma che, a ben vedere, appare oggi strutturata secondo linee solide.
Partiamo dal 2012. “Asad dolžen ujti zakonno” (Assad deve andarsene in modo legale) diceva il buon Putin preoccupato di infilarsi in un cul de sac più grande di lui (infatti richiamava l’Afghanistan). Non saremmo certo noi a cacciarlo, ma se le cose da un anno sono così come sono… forse è meglio fare un rimpasto, a patto che i nuovi vengano lo stesso da noi, n’est pas?

Invece, non cambia nulla, anzi la situazione progressivamente si deteriora. La Siria è dilaniata.

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