"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Conflitto con la Russia

Si spiega e si comprende  il vero motivo della visita di Trump in Polonia con la necessità per Washington di coalizzare i paesi dell’Unione Europea in una nuova crociata contro la Russia, definita da Trump “il paese che, con le sue azioni, cerca di destabilizzare l’Europa dell’Est”. Trump ricorre come il suo predecessore, il non rimpianto Barack Obama, al consueto agitare della “minaccia russa” per mantenere quanto più stretta la subordinazione dei paesi europei alla logica del “facciamo blocco contro la Russia”.

I governati della Unione Europea non sono neppure sfiorati dal dubbio che sia ben altro il pericolo da cui debba guardarsi l’Europa, in un momento in cui è attivo il terrorismo radicale islamico e l’ondata migratoria proveniente da Africa, Asia e Medio Oriente non accenna ad arrestarsi.

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DI PAUL CRAIG ROBERTS

Un folle pilota americano ha abbattuto un aereo siriano che stava attaccando l’ISIS. Questo conferma che Washington non sta combattendo i terroristi, ma li sta proteggendo, in quanto suoi agenti in Siria per rovesciarne il governo.

Il generale Michael Flynn, ex direttore della Defense Intelligence Agency, ha rivelato in un’intervista tv che Obama e la Clinton hanno voluto fortemente inviare l’ISIS in Siria, contro il suo parere.

L’ISIS è il pretesto per entrare abusivamente in Siria. Russia ed Iran vi sono legalmente, invitati da un governo eletto. Gli americani invece sono lì come criminali di guerra. Secondo il diritto internazionale, stabilito dagli stessi yankees, è un crimine di guerra aggredire un paese che non ha sollevato un pugno contro di te.

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di  Salvo Ardizzone

Durante l’inizio settimana, Putin è stato al centro della politica internazionale con un giro d’incontri che dimostrano l’acquisita centralità del Cremlino sui più scottanti dossier internazionali, con buona pace di quanti sostengono la ghettizzazione di Mosca; un peso politico che Putin intende sfruttare – come dargli torto – ad esclusivo beneficio del suo Paese.

Martedì Angela Merkel si è recata in Russia; erano passati due anni dall’ultima volta a testimonianza di un rapporto tormentato che neanche questa visita è riuscita a rasserenare, anzi, il contrario, visto che il summit si è risolto in uno scambio di accuse, con la Cancelliera ad accusare Mosca di ingerenza sulla vita politica dei Paesi occidentali (!), di mancato rispetto dei diritti umani e così via, e Putin a controbattere piccato.

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di  Paul Craig Roberts (*)

Non tutti vogliono sentir parlare della minaccia di una guerra nucleare. Alcuni trovano rifugio nel diniego e dicono che non avverrà perché non ha senso. Purtroppo per noi, l’umanità ha fatto una lunga serie di cose che non avevano senso.
Nei post degli ultimi anni, ho sottolineato documenti scritti e cambiamenti operati nella dottrina di guerra che fanno capire che Washington sta preparando un attacco nucleare preventivo contro Russia e Cina. La demonizzazione di Putin, le incessanti bugie su azioni e pensieri russi ed il rifiuto di Washington di cooperare con Mosca su qualsiasi questione, hanno convinto il governo russo che gli U.S.A. stanno preparando le popolazioni occidentali ad un attacco contro la Russia. È implicito che la Cina sia giunta alla stessa conclusione.

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Allarme negli USA per un possibile attacco nucleare della Russia sulle coste est del paese nordamericano.

La Russia sta preparando uno “tsunami nucleare” contro gli Stati Uniti, qualora  entrambi i paesi debbano  entrare in conflitto in quella che sarebbe una Guerra Mondiale, come assicura un esperto militare.
Mentre gli analisti internazionali argomentano che un escalation di tensioni tra Mosca e Washington potrebbe provocare una guerra nucleare nel mondo, il colonello della riserva dell’Esercito russo, Viktor Baranetz, ha rivelato che i sottomarini russi con missili nucleari si stanno posizionando vicino alle coste degli USA e che potrebbero scatenare un enorme tsunami sul paese statunitense, se dovesse esplodere una Guerra Mondiale.

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La disperazione sembra aver preso possesso della elite di potere di Washington e sta portando le reazioni dei responsabili della politica estera USA ad un livello di isteria insensata.
Si registra che il portavoce del Dipartimento di Stato Mark Toner , nelle sue ultime dichiarazioni, aveva quasi voluto addossare alla Russia la responsabilità della morte del cittadino nordamericano, facente parte della missione dell’OCSE in Ucraina, rimasto vittima dell’esplosione di una mina  che aveva centrato la vettura dell’OCSE, mentre ispezionava la zona del Donbass, nella regione di Lugansk, sotto il controllo delle autorità separatiste.

Nello stesso momento, il segretario alla Difesa USA, James Mattis, accusava Mosca di fornire armamenti ad Al Qaeda, il gruppo terrorista che opera in Siria (come Al Nusra) e che è appoggiato e finanziato da USA ed Arabia Saudita, come da inumerevoli prove e dichiarazioni degli stessi membri dell’establishment USA.

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La Gran Bretagna è pronta a sferrare un attacco nucleare preventivo, se necessario, ha dichiarato il ministro della difesa britannico, Michael Fallon, in un’intervista alla BBC Four.

Secondo Fallon, il primo ministro Theresa May è pronta per l’uso di missili balistici Trident “nelle circostanze più estreme”, anche se il Regno Unito non sarà minacciato da attacco nucleare.

Il ministro non ha specificato di quali circostanze si tratta. Il commento del ministro è la risposta all’appello del leader del partito Laburista Jeremy Corbin “per abbandonare il nucleare nel mondo”.

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di  Luciano Lago

L’attacco ordinato da Trump in Siria, il dopo sei anni di guerra, rappresenta una svolta nel conflitto siriano che va oltre le apparenti conseguenze ipotizzate da vari osservatori.
Il cambio di scenario della guerra in Siria non viene dato dalla nuova fandonia o “false flag” precostruita dell’attacco chimico di Jan Cheijun, un episodio molto inattendibile, messo in dubbio dagli stessi servizi di intelligence USA  ma piuttosto dal successivo bombardamento dell’aeroporto di Al-Shayarat da parte della Marina da Guerra degli Stati Uniti, che si è esposta sul fronte di guerra senza pià sotterfugi, il che significa che le forze USA non si fanno più scudo dei loro intermediari ribelli o jihadisti.  (Vedi: Former CIA Officer: “The Intelligence Confirms The Russian Account On Syria”)

Una volta che gli USA hanno messo in chiaro le loro intenzioni, scoprendo il loro doppio gioco, tutti gli osservatori passano il testimone alla Russia: ci si chiede come ha incassato questa mossa, cosa non ha fatto e come potrà reagire. Dopo l’azzardata mossa di Trump, con l’improvviso attacco contro la base in Siria, la palla si trova adesso nel campo russo e la prima domanda da porsi è : per quale motivo i collaudati sistemi di difesa antiaerea non hanno distrutto i missili statunitensi.

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Gli Stati Uniti, attraverso la loro ambasciatrice all’ONU, Nikki Haley, hanno esplicitato la minaccia di “gravi rappresaglie” contro l’Iran e la Russia, per il loro sostegno continuato e per la protezione fornita al Governo siriano che, secondo Washington, risulta responsabile del presunto attacco con armi chimiche avvenuto contro la città di Jan Sheijun (Idlib).

In riferimento all’Iran, la diplomatica nordamericana è tornata a sostenere che il Governo iraniano ha una grave responsabilità per quello che riguarda la crisi della Siria, visto che da molti anni appoggia in forma costante il mandatario siriano, Bashar al-Assad.
Allo stesso modo, Haley ha messo in questione la “dignità umana” del capo di Stato siriano, per poi mettere in risalto che Mosca, con il suo permanente appoggio al Governo del paese arabo, si trasforma in complice delle “atrocità attuate dal regime di Al-Assad contro il suo popolo”.

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Le forze USA/NATO si sono predisposte con reparti corazzati a 700 Km. da Mosca. Provocazione o strategia d’attacco? La Russia prepara le sue difese

I veicoli corazzati statunitensi si trovano a poca distanza da Mosca, la capitale della Russia, un fatto  senza precedenti, come mai prima era accaduto nella Storia. Questa informazione è stata riportata questa Domenica da Murad Gazdíev, il corrispondente militare dell’agenzia di Informazioni russa, RT News.

Le autorità militari russe seguono con molta attenzione i movimenti delle brigate corazzate USA/NATO che si trovano in prossimità dei propri confini e calcolano la distanza sulla base del numero di ore necessarie alle forze USA per raggiungere gli obiettivi miltari che presumibilmente sarebbero oggetto di una attacco delle forze USA/NATO. Gli specialisti militari calcolano che i carri armati USA potrebbero raggiungere la capitale russa in 24 ore di marcia di avanzamento.

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