"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Conflitti per l’egemonia

di  Paul Craig Roberts

Ho tenuto di recente un discorso ad una conferenza sul partito della guerra in America. Alla fine della discussione un signore anziano è venuto da me e mi ha chiesto: “Perché nessuno ha menzionato l’argomento più scottante? Nessuno ha parlato di Israele durante la conferenza, e sappiamo tutti che gli ebrei americani con i loro soldi e il loro potere stanno supportando tutte le guerre nel Medio Oriente per Netanyahu. Non dovremmo iniziare a nominarli e a chiedere loro conto di questo?”

Era una domanda conbinata con un commento che avevo sentito molte volte, e la risposta era sempre la stessa: qualunque organizzazione che intendesse essere ascoltata sulla politica estera sapeva che toccare Israele garantiva una via sicura per essere messa sotto silenzio. I gruppi sionisti ed i donatori individuali plurimilionari non solo controllano i politici, ma dispongono dei mezzi di informazione e delle industrie dello spettacolo; il che significa che nessuno ne avrebbe sentito parlare. Questi gruppi sono particolarmente sensibili al tema della cosiddetta “doppia lealtà”, anche se questa espressione è piuttosto truffaldina in quanto alcuni di loro hanno lealtà solo per Israele.

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Come la Russia e la Cina hanno  affossato il progetto del Nuovo Ordine Mondiale stabilito dagli USA 

Mosca e Pechino hanno ottenuto di mettere fine alla strategia di Washington che voleva  imporre un nuovo ordine mondiale al resto del mondo,  cercando di dirigere l’integrazione globale, così ha rilevato il politologo nordamericano e specialista in Sicurezza Nazionale Hal Brands, nel suo articolo per l’agenzia Bloomberg.

Il punto di inflessione che attualmente sta attraversando la politica estera nordamericana non è dovuto all’elezione di Donald Trump come presidente USA. Si tratta del fatto che sarebbe fallito tutto lo stratagemma  di Washington che ,nel corso degli ultimi 25 anni, cercava di globalizzare l’ordine mondiale in funzione dei propri interessi mascherandoli sotto l’egidia dei valori liberali, sottolinea l’analista.

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di Finian Cunningham

I media occidentali vorrebbero farci credere che la Corea del Nord e il suo arsenale nucleare rappresentino la minaccia numero uno al mondo. La sua continua rappresentazione come stato “canaglia” sui media occidentali, gioca il ruolo di un attacco preventivo alla Corea del Nord nell’agenda statunitense.

Ma andiamo dritti al punto. Secondo l’ultima relazione annuale [in inglese] dell’autorevole Istituto Internazionale di Ricerca sulla Pace di Stoccolma (SIPRI), la Corea del Nord possiede un numero stimato di circa 10-20 testate nucleari. Ciò rappresenta una frazione minuscola – circa lo 0,1 per cento – dell’arsenale mondiale di armi nucleari.

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Cosa sta succedendo? Il presidente appena eletto che ci diceva che l’Afghanistan era stato uno sbaglio GROSSO e costoso, adesso cambia idea. “Il mio istinto iniziale era di tirarcene fuori” dice, ma ora afferma di essersi piegato ai consigli dei suoi funzionari e che adotterà una linea più dura col Pakistan.

E’ un cambio di paradigma, ma non è isolato dal progetto generale degli Stati Uniti. Fondamentalmente, quello che dice Trump è che il Pakistan è per l’Afghanistan quello che la Cina è per la Corea del Nord, e che entrambi i vicini devono dare assistenza nei rapporti con i loro confinanti. Se ciò accadesse, la sicurezza regionale ne trarrebbe giovamento, visto che un maggior numero di paesi sarebbe direttamente responsabile del suo mantenimento.

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di  MIKE WHITNEY

Trump non farà guerra alla Corea. Non è cosa.

Non solo gli americani non hanno le forze terrestri per un’operazione del genere ma, cosa più importante, non servirebbe alcuno scopo strategico. Gli Stati Uniti hanno già la posizione voluta nella penisola. Il Sud rimane sotto la sua occupazione militare, i sistemi bancari sono stati integrati con successo in quello occidentale ed il nord-est asiatico fornisce una piattaforma essenziale per circondare i veri rivali, Cina e Russia.

Che senso avrebbe dunque fare una guerra?

Nessuno, ma Washington non riesce a stare con le mani in mano.

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DI MIKE WHITNEY

Lunedì scorso, la RPDC ha lanciato un missile balistico Hwasong-12 su Hokkaido. Il missile è atterrato nelle acque oltre l’isola, non provocando danni.

I media hanno immediatamente condannato la prova come un “atto audace e provocatorio”, una prova del disprezzo del Nord contro le risoluzioni ONU e contro “i suoi vicini”. Trump ha duramente criticato i test dicendo:

“Azioni minacciose e destabilizzanti non fanno altro che aumentare l’isolamento del regime nordcoreano, nella regione e nel mondo. A questo punto, tutte le opzioni sono sul tavolo”.

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di  Alfredo Jalife Rahme

Un recente studio de Pentagono è arrivato a concludere che l’ordine mondiale programmato dagli USA e stabilito dopo la Seconda Guerra Mondiale sta franando e si trova al bordo di un collasso, cosa che porterà gli USA a perdere la loro preminenza negli affari globali.
Per mantenere il loro “accesso globale alle materie prime”, il Pentagono esorta a che gli USA procedano ad una espansione massiccia del complesso militare- industriale.

Lo studio si è basato su una ricerca di un anno fatta da consulenti con le principali agenzie del Dipartimento della Difesa e dell’Esercito degli USA: l’Istituto di Studi Strategici della Scuola di Guerra dell’Esercito USA con valutazione della politica di programmazione del Pentagono.

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di  NICOLAS BONNAL

C’è urgente bisogno di una guerra per risalire nei sondaggi (leggetevi Ralph Raico). Quel pagliaccio di Trump sa a cosa aggrapparsi, con la benedizione dei fake site come Infowars.com!

Ripresa della quadrupla terza guerra mondiale, benedizione dei burocrati mondialisti, della sinistra societaria e degli umanisti neocon.

Detto questo, sarà difficile infliggere una batosta a tutto il mondo contemporaneamente. Siria, Russia, Iran, Corea, Cina, Venezuela… L’impero del bene non sa dove iniziare la festa!

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di  Pepe Escobar

Ci sono molti paralleli tra una guerra incompiuta negli anni ’50 nel nord-est asiatico ed una di 16 anni in corso nel crocevia tra l’Asia centrale e quella meridionale. Cominciamo con la Corea del Nord.

Ancora una volta gli hunger games tra U.S.A. e Corea vanno avanti. Non era necessario.

Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha infatti spiegato come: “La Russia insieme alla Cina ha sviluppato un piano che propone un doppio congelamento: Kim Jong-un fermerebbe i test nucleari e smetterebbe di lanciare qualsiasi tipo di missile balistico, mentre Stati Uniti e Corea del Sud bloccherebbero le grandi esercitazioni che vengono utilizzate come pretesto per i test del Nord”.

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Prof. Michel Chossudovsky

Trump chiede l’escalation della guerra in Afghanistan. Perché? Fa parte della “guerra mondiale al terrorismo”, contro i cattivi, oppure è un’altra cosa? Ignoto al pubblico, l’Afghanistan ha notevoli risorse di petrolio, gas naturale e materie prime strategiche, per non parlare dell’oppio, industria da miliardi di dollari che alimenta il mercato illegale dell’eroina negli USA. Queste riserve minerarie includono enormi giacimenti di ferro, rame, cobalto, oro e litio, una materia prima strategica utilizzata nella produzione di batterie ad alta tecnologia per computer portatili, telefoni cellulari e autovetture elettriche.

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