"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Conflitti per l’egemonia

di  Luciano Lago

Dagli avvenimenti di queste ultime settimane si rende evidente che le elites di potere statunitensi stanno imponendo la loro agenda globale che avevano preparato per la Hillary Clinton (loro candidata naturale). Tuttavia colui che le sta attuando, dopo aver ceduto alle pressioni, è Donald Trump, dopo aver prodotto un cambiamento di 180 gradi al suo programma non interventista presentato in campagna elettorale. Questa metamorfosi ideologica e strategica di Trump ha provocato a sua volta una metamorfosi mediatica e politica da parte dei suoi nemici su entrambi i fronti, che adesso lo applaudono e lo incitano a che continui per questo percorso bellicoso ed interventista che presenta molti pericoli. Tutti i difetti che venivano imputati al nuovo inquilino della Casa Bianca sono di colpo scomparsi dopo i bombardamenti da lui ordinati sulla Siria e sull’Afghanistan.

Questa situazione complessa lascia allo scoperto tutta l’ipocrisia e la farsa mediatica che era stata orchestrata dai denominati “progressisti”, gli stessi che annunciavano grandi manifestazioni e mobilitazione contro Trump accusando il presidente di essere un “agente del Cremlino” o che lanciavano accuse contro Mosca per presunte “ingerenze ” nella campagna elettorale. Si dimostra che era questa tutta una campagna artificale, sostenuta da determinati ambienti, destinata a delegittimare il nuovo presidente eletto.

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È solo distrazione di massa. Buttate la televisione giù dalla finestra!

Siamo ancora tutti sconvolti dal livello di leggerezza e di cinismo con cui, la scorsa settimana, i media hanno fatto stringere il culo al mondo intero, che si è sentito qualcosa di duro poggiato dietro.

Non siamo ancora in guerra con la Corea del Nord, anche perché la grande flotilla americana che tutti avevano detto che stava all’ancora al largo della Corea del Nord, si trovava, in realtà, lontana 3500 miglia.

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Il capo della diplomazia statunitense, Rex Tillerson, ha indicato che una “politica appropriata” verso l’Iran implica che Washington affronti tutte le “minacce” che Teheran prospetta.
Il segretario di Stato, Rex Tillerson, ha lanciato oggi dure accuse contro le autorità iraniane di finanziare le attività terroristiche in Siria (?), nello Yemen, in Iraq ed in Libano.

“L’Iran è il leader mondiale nel campo del patrocinio del terrorismo ed è responsabile di numerosi conflitti e dell’affossamento degli interessi degli Stati Uniti in paesi come la Siria, lo Yemen, l’Iraq ed il Libano, così come dell’appoggio continuato agli attacchi contro Israele”, ha dichiarato Tillerson.

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Elena Quidello

Esiste una sola verità che ha dominato il mondo e gli uomini sin dai suoi albori, una verità che i saggi hanno condensato in una sola proverbiale frase. ‘Homo homini lupus’ ( Plauto). Da quando il sole ha iniziato ad illuminare il mondo con le sue meraviglie, l’uomo si è guardato intorno e ha preso ciò che gli serviva. E man mano che gli uomini si univano in gruppi diversi, guardavano con ingordigia i possedimenti degli altri. Quando le parole non bastavano, la forza e l’aggressione verso il più debole erano gli unici mezzi per impossessarsi di ciò che serviva alla loro sopravvivenza.

E’ proprio quello che sta accadendo in Medio Oriente dove il paese più forte, gli Usa, non contento di avere esteso i propri tentacoli in ogni angolo del mondo, depredando ricchezze, seminando morte e distruzione con armi non certo alla pari, oggi trova il pretesto di una bugia per distruggere quei pochi siriani che ancora resistono per immolarsi in sacrificio al nuovo’ Dio , al nuovo ‘Vitello d’oro’ a cui nell’antica storia biblica gli ebrei si erano inchinati durante l’assenza di Mosè.

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di Finian Cunningham

Se scoppierà una guerra nucleare nei prossimi giorni oppure no- il fatto esecrabile è che tutto il mondo viene mantenuto in ostaggio dalla pazzia guerrafondaia della elite di potere americana.
Sembra essere soltanto una questione di tempo prima che gli Stati Uniti alla fine vadano a scatenare una guerra con uno qualsiasi del numero di Stati stranieri che vengono indicati come “nemici” -la Corea del Nord, la Siria, l’Iran, la Russia o la Cina.

Oppure  qualsiasi altro Stato che Washington consideri una “minaccia” nella sua paranoica visione egemonica del mondo. Il comune denominatore in questi casi è l’aggressione militare degli Stati Uniti.
Quello che rende tanto pericoloso il potere militare nordamericano sta nel fatto che le persone che dirigono questo paese sono talmente risolute, tamto stupide – piene della loro presupponenza fatta di inganno e di ignoranza.

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Tensione in Nord Corea: il poliziotto globale scappa dalla sua crisi interna?

Lo sgancio in Afghanistan della “Massive ordnance air blast” (Moab), altrimenti ribattezzata “Mother of all bombs”, l’ordigno convenzionale più potente mai utilizzato nella storia, segna in maniera netta la direzione presa dalla presidenza Trump rispetto alla politica estera del paese.

Svanita ogni tentazione di isolazionismo in campo di politica estera, anche la nuova amministrazione si inserisce nel solco dello storico ultra-interventismo bellico statunitense, tra i plausi dei falchi neo-con e dei democratici neoliberisti come Clinton e Kerry che si sono affrettati ad applaudire l’odiato Donald una volta tornato nei ranghi.

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di Thierry Meyssan

La Casa Bianca si è finalmente allineata alla Coalizione costituita dai neoconservatori attorno al Regno Unito e a diverse società multinazionali. Gli Stati Uniti riprendono la politica imperialista che hanno deciso nel 1991 e riattivano la NATO. La rottura con la Russia e la Cina si è consumata il 12 aprile 2017. Il mondo è di nuovo sull’orlo della guerra nucleare.

Nel corso di due settimane d’intensa battaglia in seno all’amministrazione Trump, gli Stati Uniti hanno attaccato illegalmente la base aerea di Chayrat (Siria) e poi hanno moltiplicato i segni contradditori, prima di metter giù le proprie carte: in definitiva, rilanciano la loro politica imperialista.

In meno di due settimane, l’amministrazione Trump ha difeso 7 posizioni diverse riguardo alla Repubblica araba siriana [1].

Il 12 aprile 2017, gli Stati Uniti hanno operato la loro grande giravolta.

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di Tyler Durden

Tutti stanno posando delle “”linee rosse“”. Dopo Siria e Corea del Nord, ora è la Cina a rivelare la propria. In un aspro editoriale, Pechino ha avvertito che attaccherebbe gli impianti nucleari nordcoreani, provocando consequenzialmente una guerra, dovesse Pyongyang oltrepassare i limiti imposti dai cinesi.
L’editoriale del Global Times, di proprietà e gestito del Partito Comunista del Popolo, riporta che le attività nucleari non devono mettere a rischio la Cina nord-orientale, altrimenti Pechino interverrà.

“Il punto fermo cinese è la sicurezza nel proprio nord-est… Se venisse toccato, l’Esercito di Liberazione del Popolo Cinese (PLA) risponderà in prima persona, senza dover attendere gli americani”.

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di  Americo Mascarucci

Cosa sta avvenendo in Siria? Si fanno sempre più insistenti le voci che vedono dietro l’attacco Usa contro Assad una strategia concordata fra Trump e Putin per favorire l’uscita di scena del dittatore di Damasco e pilotare la successione? Intanto venti di guerra stanno spirando nel Pacifico con le reciproche minacce fra America e Corea del Nord. Gli Usa sarebbero pronti ad attaccare il regime nord-coreano che si è detto pronto a difendersi, ma questo come sarà accettato dalla Cina? C’è il rischio concreto di una terza guerra mondiale?
Intelligonews ha rivolto queste domande al giornalista Giulietto Chiesa esperto di scenari geopolitici.

E’ reale l’ipotesi che l’attacco Usa in Siria sia parte di una strategia condivisa di Trump con Putin? Potrebbe essere stata tutta una sceneggiata?

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di Salvo Ardizzone

Cosa unisce il gas nervino usato in un villaggio del Governatorato di Idlib in Siria, un attentato (e un altro fallito) alla metropolitana di Pietroburgo e una serie d’improvvise manifestazioni di dissidenti in Russia e Bielorussia? Francamente dietrologie e complottismi non ci appassionano, il più delle volte nascondono bufale colossali o depistaggi, ma nella sequenza che abbiamo elencato la logica c’è, eccome.

Gas nervino attentati e dissidenti cosa li unisce

Atto primo: il 26 marzo, in circa ottanta città della Russia si sono tenuti cortei e manifestazioni, tutti rigorosamente non autorizzati ma nella gran parte con la copertura dei media occidentali presenti al gran completo per dargli risonanza. A dirla tutta, fra i partecipanti, nella massima parte giovanissimi, diversi hanno dichiarato d’aver ricevuto un cospicuo “gettone di presenza”.

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