"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Conflitti per l’egemonia

Il Pentagono è obbligato a spendere tanti soldi per andare a bombardare genti indifese in terre lontane, nel frattempo la Russia e al Cina modernizzano il loro esercito.

La Russia e la Cina stanno facendo sostanziali progressi rispetto al potere militare degli Stati Uniti, lo lamenta un commento piuttosto ottuso, pubblicato in The Hill.
Questa situazione è specialmente preoccupante perchè, come spiega l’autore, “gli USA ancora spendono risorse molto al di sopra dei propri rivali nelle forze militari, con un budget dei 600 bilioni di dollari che risulta tre volte più alto di quello della Cina e più di sei volte rispetto a quello di Mosca”.

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Siamo immersi in una guerra di nuovo tipo per la riprogrammazone della maggior parte del mondo e la sua peculiarità è che non c’è bisogno di eliminare i nemici fisicamente, assicura un analista russo.
Mentre i miltari russi respingono i terroristi  mantenendoli lontani dalle loro frontiere, in Siria, il principale nemico globale sta rinforzando passo dopo passo le sue posizioni, vicino e all’interno della Russia, ritiene l’analista internazionale Vladímir Lepiojin.

“Una nuova guerra mondiale che, secondo alcuni, si trova sul punto di scoppiare e che, secondo altri, non potrà non coinvolgere la Russia, si viene realizzando e la Russia, come obiettivo principale di questa guerra, sta soffrendo giornalmente perdite fisiche, economiche, socioculturali, di reputazione e all’interno di altro tipo”, scrive il politologo in un articolo per RIA Novosti.

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by Luna de Alabama

Quando mi hanno domandato (a mezzo tweet) questa mattina “da quale guerra di quale paese stavano scappando quei disgraziati somali (con donne e bambini), quando sono stati colpiti e assassinati su una barca al largo delle coste dello Yemen, se dalla guerra nello Yemen o da quella in Somalia, ho considerato che il mondo è molto triste quando deve riflettere su questo tema.
Porgiamo attenzione che queste persone stavano scappando da entrambe le guerre:
La Guardia Costiera Mohammad Al Aly ha riferito alla Reuters che i rifugiati avevano i documenti ufficiali della ACNUR (organismo ONU), andavano in viaggio dallo Yemen al Sudan quando sono stati attaccati da un elicottero Apache vicino allo stretto di Bab Al Mandeb.

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La storia lo dimostra: ogni volta che un sistema crolla, i suoi leader se ne accorgono solo quando vengono portati via dalla tempesta [Thierry Meyssan]
«Sotto i nostri occhi» – Cronaca di politica internazionale n°224
di Thierry Meyssan.

La storia lo dimostra: ogni volta che un sistema crolla, i suoi leader se ne accorgono solo quando vengono portati via dalla tempesta. Così, i responsabili politici dell’Unione europea, riuniti come ogni anno a Monaco di Baviera per la loro conferenza sulla sicurezza, sono rimasti scioccati nel sentire Sergey Lavrov evocare un ordine mondiale post-occidentale. Eppure la terra sta loro mancando sotto i piedi: i popoli arabi resistono disperatamente alle guerre e alle false rivoluzioni, mentre il popolo statunitense ha eletto un anti-imperialista alla Casa Bianca. Gli organizzatori non se ne curavano: loro difendevano gli interessi dello Stato profondo USA contro l’amministrazione Trump.

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di Andrea Cavalieri

Vent’anni erano quelli del romanzo di Dumas, ma il ritmo frenetico del mondo moderno suggerisce che anche solo la metà siano un tempo cospicuo per verificare previsioni e tabelle di marcia.
Mi riferisco all’intervento di Putin del febbraio 2007 a Monaco di Baviera, durante la Conferenza sulla Sicurezza dal titolo: “Crisi globali, responsabilità globale”.

Qui un bel servizio che ne mette in rilievo i passi salienti.
youtube.com/watch

Personalmente trovo molto interessanti e significativi 3 passaggi
… tutto il sistema di comando di una nazione, gli Stati Uniti, ha trasceso i suoi stessi confini nazionali in tutti i settori: nell’economia, nell’arena politica, nella sfera umanitaria. Questi principi vengono imposti con la forza alle altre Nazioni. A chi potrà piacere una cosa del genere? Davvero, a chi piacerà?

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L’assetto mondiale “unipolare” non può essere duraturo, i leader mondiali devono creare “un ordine mondiale più equo”. Così il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov a Monaco.

Importanti passaggi del discorso del  ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, a Monaco.

Secondo il ministro degli Esteri russo, “la Guerra Freddda continua ad esser epresente nella mente di molti in una epoca carattetterizzata dalle menzogne e dalle notizie false”. Ad opinione del  cancelliere russo,” soltanto una forma di cooperazione onesta fra le nazioni può salvarci dalla catastrofe”.

“L’Umanità si trova al cospetto di una fase critica in un “ordine mondiale liberale” che non è riuscito ad adattarsi alla realtà successiva all’epoca della Guerra Fredda”, ha dichiarato Seguei Lavrov, il ministro degli Esteri russo, nel corso della Conferenza sulla Sicurezza a Monaco. Secondo il cancelliere soltanto una epoca di cooperazione potrebbe trasformare l’attuale periodo di post verità in una epoca di post menzogna.

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di  Luciano Lago

Secondo vari analisti, la dirigenza russa si trova già molto delusa rispetto alle aspettative di una possibile distensione nei rapporti con Washington , con l’arrivo del nuovo presidente Donald Trump, in particolare per le posizioni manifestate di recente dal nuovo presidente degli Stati Uniti. Mosca contava in un cambio di atteggiamento di fronte al contenzioso nei  rapporti USA-Russia, risulta invece che questo cambiamento non ha avuto luogo e Trump sta portando avanti le stesse politiche anti-russe del suo predecessore, Barack Obama.

L’ultimo conflitto in questo senso è stata l’affermazione dell’Amministrazione Trump circa il fatto che la Russia debba “restituire” la penisola di Crimea all’Ucraina. La nuova ambasciatrice degli USA presso l’ONU ha annunciato anche il mantenimento delle sanzioni contro la Russia, a meno che i russi rinuncino alla Crimea, cosa che è totalmente impensabile da parte della dirigenza russa.

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di  Luciano Lago

Già da tempo avevamo potuto constatare come l’alleanza di fatto tra Russia-Iran-Cina ha cambiato l’equilibrio di potere nel mondo con l’effetto di demolire lo storico disegno di egemonia unipolare da parte degli Stati Uniti.
Dopo la caduta del muro di Berlino (1989) e la disintegrazione dell’URSS (1991), Washington, divenuta la unica super potenza, si era illusa di poter estendere il suo dominio globale su ogni parte del mondo.

Tuttavia l’elite di potere USA aveva sottovalutato le conseguenze che potevano derivare da questo disegno unilaterale. Negli anni successivi gli USA e l’elite di potere che ne dirige le scelte strtategiche, hanno cercato di propagare il proprio modello culturale ed economico a tutto il mondo, un chiaro intento di omologazione globale, utilizzando la forza militare, sotto il pretesto della necessità di tutelare i “diritti umani” o di eliminare governi dittatoriali (quando non conformi agli interessi degli USA).

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di  Luciano Lago

Dopo le possibilità di aperture manifestate dall’Amministrazione Trump verso la Russia, aperture destinate a creare un disgelo fra le due super potenze militari nei loro rapporti che erano divenuti pericolosamenti tesi durante l’ultimo periodo dell’amministrazione Obama, si profila una impostazione del tutto nuova da parte del presidente Trump il quale non rinuncia però ad indicare un grave pericolo esterno per chiamare alla mobilitazione dell’apparato militare degli USA.

Se la minaccia prima veniva indicata nella Russia di Putin, con quest’ultimo additato dalla Hillary Clinton come il “nuovo Hitler”, adesso questa minaccia si focalizza sull’Islam ed in particolare nell’ISIS e nelle fazioni radicali che praticano il terrorismo per raggiungere i propri fini.
Il personaggio che, secondo tutte le indiscrezioni, suggerisce a Trump la linea da seguire è Stephen K. Bannon un discepolo delle teorie di William Strauss.

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di  Andrés Piqueras

Quando si vive il declino di una forma di produzione ed inoltre un cambiamento di civilizzazione, come è nel nostro caso, qualsiasi anno fornisce un vulcano di accadimenti. Quasi nessuno rimane stabile. Questo nuovo anno non andrà a deludere in questo senso. Le falde tettoniche che tendono a rompere la unipolarità politico-economica mondiale si andranno a muovere per loro conto.

Quello che è il sostenuto rovescio alla spinta per la globalizzazione, ad esempio, sta registrando notevoli episodi. Fino ad ora, portare a compimento la globalizzazione dal dominio unipolare ha avuto il significato di mettere tutti gli strumenti globali ((FMI, Banca Mondiale, OMC, Foro di Davos, G7-20…) al servizio degli USA e dei suoi satelliti (UE, Giappone, Canada, Australia….). Questo significava semplicemente una ” forma postmoderna” di praticare l’imperialismo.
Tuttavia l’irruzione economica e politica della Cina ha fatto cambiare le cose (apparentemente). Tanto che la superpotenza nordamericana ha dovuto retrocedere (in parte) dal suo progetto espansivo, “globalizzatore”.

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