"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Conflitti per l’egemonia

Qualsiasi nazione che cerchi di sottrarsi all’Ordine Mondiale imposto da Washington sta di fatto sfidando l’egemonia statunitense, stima Dennis Etler, un professore di antropologia dell’Università Cabrillo della California, nel corso di un intervista rialsciata alla Press TV.

Il segretario alla Difesa statunitense James Mattis, ha allertato sul fatto che la Russia e la Cina stanno sfidando il dominio militare degli Stati Uniti grazie ai loro progressi tecnologici e che questo mette in pericolo l’ordine mondiale che viene imposto da Washington.
Mattis si è diretto, lo scorso 12 Giugno alla Commissione delle Forze Armate della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, ed ha annunciato “il ritorno ad una lotta di potere segnata da una risorgente ed aggressiva Russia ed una Cina più sicura di se stessa e che sta iniziando ad ergersi come superpotenza e questo mette in pericolo l’ordine internazionale”.

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DI JIM QUINN

Sono costantemente stupefatto dalla capacità di coloro che detengono il potere di creare una narrazione, alla quale fa affidamento una popolazione credulona non dotata di pensiero critico. Fare appello alle emozioni, quando si hanno milioni di analfabeti funzionali, intrappolati dalla faziosità della normalità, distratti dagli iGadget, discepoli dello status quo, è stata la strategia dello Stato Profondo nel corso del secolo scorso.

Gli Americani non vogliono pensare, perché il pensiero è qualcosa di arduo.

Piuttosto preferiscono percepire. Per decenni il governo ha controllato il sistema dell’istruzione pubblica, ha eseguito una lobotomia di massa sulle loro matricole sfigate, rimuovendo la loro capacità di pensare e sostituendola con emozioni, dogmi fabbricati e indottrinamento sociale. Le loro menti ridotte a poltiglia sono state modellate per accettare la narrazione propagandata dai loro custodi statali.

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La sconfitta di Theresa May, l’ingresso di Pakistan e India nella SCO in un Oriente che si riorganizza rapidamente con i ‘triangoli del possibile’ e la ‘Mezzaluna degli improbabili’. [P. Fagan]
Una cosa è certa, chi segue la politica internazionale, si diverte molto di più di chi segue la politica nazionale.

di Pierluigi Fagan.

Brutto colpo l’altro ieri per l’élite anglosassone. Forse i tories riusciranno a fare un governo di coalizione (con i conservatori nord-irlandesi), con risicatissima maggioranza, ma è chiaro che i britannici vanno politicamente in stallo, sia sulla trattativa per Brexit, sia in termini di politica estera. Ricordiamo che Theresa May ha anticipato Trump nella visita a Riad, con tanto di vendita d’armi (il rilancio della produzione armiera era un punto fondante della politica della May) e che sicuramente c’era l’avallo di Londra per l’ostracismo dei petromonarchi del Golfo nei confronti del Qatar. Chissà se i recenti attentati in UK facevano parte della dialettica sotterranea agli eventi.
May rappresentava l’alleato più organico agli USA di Trump, il quale – messosi in urto coi tedeschi (quindi l’UE) – ora si trova un po’ più solo.

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di Luciano Lago

MOSCA, 11 GIUGNO –Soddisfatto il segretario della NATO, Jeins  Stoltenberg, dopo tanto abbaiare di “minaccia russa” e dopo tanto muovere truppe della NATO con mezzi corazzati e sistemi missilistici ai confini della Russia, nei paesi baltici e sulla Polonia, alla fine l’Orso russo di è svegliato e, per rappresaglia, ha prima installato e poi puntato i suoi sistemi missilistici nucleari , Iskander e Topom M ed S400 verso la Germania. Erano stati previamente installati a Kaliningrad, l’enclave russo situato tra Polonia e Lituania, e possono raggiungere anche Stoccolma e Copenaghen.

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Si è svolto a Modena, presso il Circolo “La Terra dei Padri” un convegno che aveva per titolo: “Islam Europa USA quale è il vero scontro di civiltà”

Relatori: Enrico Galoppini e Luciano Lago

La teoria dello “Scontro di Civiltà” fu elaborata per la prima volta nel 1996 nella celebre opera di Samuel Phillips Huntington, un politologo statunitense, uno dei massimi esperti di politica estera, consigliere dell’amministrazione americana ai tempi di Jimmy Carter, direttore degli Studi strategici e internazionali di Harvard, fondatore di Foreign Policy.

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Il problema è che il mondo ha dato retta agli americani per troppo maledetto tempo” – Il Dr. Julian Osborne, dalla versione cinematografica del 2000 del libro di Nevil Shute del 1957, On the Beach

Di Paul Craig Roberts

Un lettore mi ha chiesto perché i neoconservatori spingono verso una guerra nucleare se non ci possono essere vincitori. Se tutti muoiono, a che serve?

La risposta è che i neoconservatori credono che gli Stati Uniti possano vincere con un minimo e, forse, zero danni.

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DI PAUL CRAIG ROBERTS

informationclearinghouse.info

“Cinquanta anni fa, le strade di Leningrado mi hanno insegnato una cosa: se una lotta è inevitabile, devi colpire per primo” – Vladimir Putin

In 1984 di Orwell, le notizie non conformi al Grande Fratello vengono gettate nel Buco della Memoria. Nella reale distopia in cui attualmente viviamo in America, le informazioni non vengono invece neanche riportate.

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IN SIRIA LA GUERRA CONTINUA . L’EUROPA SEMPRE PIU’ ESPOSTA.
COME NEGLI USA TI RACCONTANO LA POLITICA

di Paul Craig Roberts

La Guerra in Siria non si è conclusa e certamente non si concluderà fino a che Israele non avrà avuto la sua vittoria in tutti questi anni di guerra. A cosa sarebbe servito questo orrore se alla fine non si raccoglierà nulla? Infatti, nonostante i successi della Russia e gli accordi di Astana in Kazakistan mediati da Russia, Turchia, Iran e i cinque altri colloqui tenutisi a Ginevra con il rappresentate Onu De Mistura e il ministro degli esteri russo Lavrov per il monitoraggio della tregua, durante i quali si stava concertando una forma di governo, su una bozza di Costituzione e sulla lotta al terrorismo, le truppe americane e britanniche, sostenute questa volta dalla Giordania che sta fornendo aiuto logistico anche a nuove formazioni terroristiche, si starebbero preparando ad altri attacchi concentrandosi a sud della Siria per aprire un fronte di guerra lungo il confine israeliano e quindi favorire Israele affinchè, prima di altro incontro di pace, la Russia sia messa di fronte alla realtà di una vittoria sul campo che allargherebbe i confini di Israele occupando una parte di territorio siriano.

Lo dice e lo scrive il giornalista siriano H. Morthada della ‘Voce della Siria’ che riporta anche la verità sulla strage degli sfollati che salivano sugli autobus e dei 69 bambini uccisi il 15 aprile 2017.

Vedi: SYRIE : Le journaliste Hossein Mortadha révèle qui a effectué le massacre du bus et le but réel de l’ouverture du Front Sud

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di Alberto Cruz

La nuova distribuzione dell’equilibrio del potere globale ha preso in contropiede i vecchi signori del mondo che si rifiutano di accettare il loro tramonto e vogliono continuare a dettare la politica

Le minacce degli USA alla Corea del Nord non costituiscono solo una violazione, l’ennesima, del diritto internazionale che stabilisce (Carta delle Nazioni Unite) che l’uso della forza o semplici minacce di questa, sono inaccettabili nelle relazioni internazionali, ma sono anche la più chiara espressione, a cui stiamo assistendo, della fase finale del collasso dell’imperialismo.

Gli USA sono feriti a morte da molto tempo, da quando nel 2008 ebbe inizio la crisi economica dalla quale il mondo capitalista tradizionale non ha potuto, né saputo ancora uscire, benché esista qualche indizio di ripresa e da quando due paesi hanno visto arrivare il loro momento di vedere saldati i vecchi debiti. Questi due paesi sono la Cina e la Russia.

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di  Luciano Lago

Dagli avvenimenti di queste ultime settimane si rende evidente che le elites di potere statunitensi stanno imponendo la loro agenda globale che avevano preparato per la Hillary Clinton (loro candidata naturale). Tuttavia colui che le sta attuando, dopo aver ceduto alle pressioni, è Donald Trump, dopo aver prodotto un cambiamento di 180 gradi al suo programma non interventista presentato in campagna elettorale. Questa metamorfosi ideologica e strategica di Trump ha provocato a sua volta una metamorfosi mediatica e politica da parte dei suoi nemici su entrambi i fronti, che adesso lo applaudono e lo incitano a che continui per questo percorso bellicoso ed interventista che presenta molti pericoli. Tutti i difetti che venivano imputati al nuovo inquilino della Casa Bianca sono di colpo scomparsi dopo i bombardamenti da lui ordinati sulla Siria e sull’Afghanistan.

Questa situazione complessa lascia allo scoperto tutta l’ipocrisia e la farsa mediatica che era stata orchestrata dai denominati “progressisti”, gli stessi che annunciavano grandi manifestazioni e mobilitazione contro Trump accusando il presidente di essere un “agente del Cremlino” o che lanciavano accuse contro Mosca per presunte “ingerenze ” nella campagna elettorale. Si dimostra che era questa tutta una campagna artificale, sostenuta da determinati ambienti, destinata a delegittimare il nuovo presidente eletto.

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