"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

conflitti in Medio Oriente

Le forze aeree irachene hanno individuato e colpito il nascondiglio dei membri dell’ISIS (Daesh in arabo) nel settore occidentale della città di Mosul, dove sono morti alcuni degli alti comandanti terroristi, indentificati come cittadini sauditi, si tratta di Abdulá al-Hayyaf, Jaled Mohamad Haza al-Shemary e Abdelrahman Mohamad Murad.

Secondo il comando iracheno, erano esattamente quelli che dirigevano le operazioni del Daesh su Mosul ed erano collegati con un comando esterno che si presume sia in Arabia Saudita. Ennesima prova del coinvolgimento dell’Arabia Saudita nel coordinamento dei gruppi terroristi in Iraq ed in Siria. Da notare che l’Arabia Saudita fa parte della coalizione “antiterrorista” (sic!) diretta dagli USA che è stata più volte accusata dalle autorità irachene di aver favorito il rifornimento di armi e munizioni ai gruppi del Daesh.

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Gli USA ed i loro alleati stanno creando intenzionalmente un “caos controllato” in molte parti del mondo e questo sistema è ampiamente utilizzato attualmente da Washington, lo ha affermato il ministro degli Esteri russo, Seguei Lavrov, in una conferenza tenuta nell’Accademia degli Stati Maggiori delle Forze Armate della Russia.

“Il concetto di caos controllato” è apparso da molto tempo come un mezzo per rinforzare l’influenza degli USA, concetto che si basa su una idea di generare tale caos ben lontano dalle coste degli Stati Uniti. I politologhi e i disegnatori della politica estera di Washington hanno sempre puntato in particolare contro il Medio Oriente”, ha segnalato Lavrov, nelle dichiarazioni raccolte dal canale Zvezda.

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di  Finian Cunningham

Nella stessa settimana in cui gli Stati Uniti hanno inviato  truppe addizionali al Kuwait per poi schierarle in Iraq ed in Siria, la Russia era occupata nello schierare una azione diplomatica di grande peso.
Il contrasto segna un cambio di paradigma nella geopolitica. La Russia è divenuta il principale protagonista nel futuro della vitale regione del Medio Oriente, dove gli Stati Uniti ed i loro  alleati europei, in precedenza,  pretendevano essere l’asse delle potenze egemoni.

Lo scorso Giovedì, il Presidente russo Vlady Putin ha organizzato la riunione con il primo ministro israeliano Netanyahu a Mosca.
Il giorno seguente, è stato il turno del leader turco Recepit Erdogan, per essere ricevuto nel Cremlino. La riunione di Mosca conferma le relazioni restaurate dall’epoca  del fatale abbattimento dell’aereo russo, per opera dei turchi, sulla Siria nel novembre del 2015.

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Un ministro del Governo Israeliano avvisa che, con il Libano che si identifica con Hezbollah, in una prossima guerra , i civili saranno l’obiettivo dell’attacco di Israele.

Secondo un ministro del Governo Israeliano, Naftali Bennett, non c’è più alcuna linea di separazione fra Hezbollah e lo Stato libanese. Il Libano deve essere consapevole che un’altra guerra con Israele, questa significherà per il Libano “tornare all’età media”.

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“Bisogna unirsi per combattere il terrorismo ed il sionismo e liberare i territori occupati”, lo ha affermato l’ assessore del Presidenza della Siria, Buothaina Shaaban, nel corso di un incontro con i componenti della Istituzione Internazionale per la difesa di Gerusalemme.

In una conferenza stampa dopo il termine della riunione, Shaaban ha ribadito che difendere la città santa di Gerusalemme significa difendere tutte le città arabe in quanto il nemico sionista insiste nel promuovere la disunione dei popoli arabi.

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“La Russia non permetterà ad Israele di attaccare Hezbollah dal territorio della Siria”, lo ha dichiarato il portavoce della Presidenza russa, Dimitri Peskov, come ha informato l’agenzia Tass.

Nel corso di una conferenza stampa, Peskov ha respinto l’informativa proveniente dalla TV Al Jazeera (del Qatar) secondo cui Mosca permetterebbe ad Israele di attaccare le posizioni di Hezbollah dallo spazio aereo siriano.

“Non posso fare commenti su questa informazione che non coincide con la realtà”, ha detto il portavoce, in risposta ad una domanda in cui si chiedeva circa la credibilità di questa informazione.

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Il presidente russo Vlady Putin ha consigliato al premier israeliano, in visita a Mosca, di lasciare da parte le sue vecchie accuse contro l’Iran e di focalizzare la sua attenzione all’attualità.

“Le sue affermazioni si riferiscono al secolo V a. C. ma da allora il mondo è cambiato, permettici di parlare di questo”, ha enfatizzato il presidente russo, respingendo le accuse di Netanyahu contro l’Iran.

Nel suo incontro avvenuto a Mosca, il premier israeliano ha sostenuto che, circa 2.500 anni addietro, l’Impero persiano cercò di distruggere il popolo ebraico ma non riuscì a farlo , ed adesso l’Iran, erede di quell’ Impero, secondo Netanyahu, persegue ancora lo stesso obiettivo.

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Il Pentagono annuncia ufficialmente l’invio di centinaia di uomini a fianco delle Sdf. L’obiettivo è segnare qualche punto in una guerra persa. Ovvie le tensioni con la Turchia

Roma, 9 marzo 2017, Nena News – Gli stivali statunitensi sul campo di battaglia siriano sono stati poggiati. C’erano già, a dire il vero, dispiegati nel nord della Siria per supervisionare e fornire assistenza alle forze kurde impegnate contro lo Stato Islamico.

Stavolta però prenderanno ufficialmente parte alla battaglia, attività che finora il Pentagono aveva sempre negato seppur comprovata da testimonianze e video pubblicati online. Centinaia di marines sono arrivati nel nord della Siria con armi pesanti nell’ambito dell’operazione su Raqqa, gestita dalle Sdf, le Forze Democratiche Siriane composte da kurdi, armeni, cristiani, circassi e turkmeni. Altri mille saranno mandati a breve in Kuwait così da essere pronti ad unirsi alla battaglia se necessario.

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Almeno due minori yemeniti sono stati uccisi lo scorso Lunedì  da un attacco aereo realizzato mediate un drone senza pilota diretto nella zona centrale dello Yemen.
I fratellini Ahmad e Mohamad Al-Jozba hanno perso la vita nel corso di un bombardamento attuato mediante un drone statunitense mentre camminavano per una via nella località dui Al-Yakla, nella provincia di Al -Bayda.

Questo percorso è da tempo oggetto di attacchi da parte degli USA per la presunta presenza di terroristi di Al-Qaeda, conme hanno informato questo Martedì da media locali.

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di   Luciano Lago

Dopo aver visto fallire le sue trame per rovesciare il Governo di Damasco di Bashar al-Assad, Netanyahu ha un chiodo fisso: isolare l’Iran ed alimentare una “Iranfobia” a livello mondiale accusando Teheran di tutto il male possibile: di essere una minaccia per la regione, di essere pronto a dotarsi di armi nucleari, di avere piani per attaccare Israle, di voler aggredire tutti i paesi sunniti dell’area ed incluso di essere una potenziale minaccia anche per i paesi europei, per la Turchia, per gli USA e persino per l’Australia, dove ultimamente si è recato in visita  il premier israeliano.

Essendo ormai fuori dalla realtà ed immerso nella sua forma di paranoia, Netanyahu vuole convincere anche Putin della fondatezza di queste sue fobie  ed in particolare, nella sua visita a Mosca,  chiederà di far estromettere l’Iran al di fuori di qualsiasi accordo negoziale sulla Siria, come anche di far ritirare i suoi reparti speciali (consiglieri militari) che sono in Siria su invito del Governo  di Damasco. Questa richiesta di ritiro delle forze non vale soltanto per l’Iran ma anche per i reparti libanesi Hezbollah, che sono stretti alleati dell’Iran e della Siria, considerati anche questi “una minaccia” per Israele e di conseguenza un problema da risolvere.

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