"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

conflitti in Medio Oriente

di Luciano Lago

Il vecchio progetto USA di “balcanizzazione” del Medio Oriente è stato ripreso dall’Amministrazione Trump che vuole portarlo ad attuazione ed è stato questo, a quanto sembra, il vero oggetto dei colloqui tenuti dal Presidente statunitense nel corso della sua visita prima a Rijad e poi in Israele.

Gli USA contano sulla collaborazione e sull’appoggio finanziario dell’Arabia Saudita (e delle monarchie del Golfo) per creare un fronte dei paesi sunniti che si formi come “NATO Araba” in Medio Oriente per contrastare l’espansione dell’Iran e dei paesi a guida sciita, come la Siria, l’Iraq ed il Libano affiliato ad Hezbollah.

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Il vice presidente di Hachd Shaabi, forze di mobilitazione popolari irachene (sciite) , Abu Mahdi al-Mohandiss, ha rivelato che il “piano è stato sviluppato per prendere il controllo di tutto il confine con la Siria.”

In un’intervista con il quotidiano libanese ‘al-Akhbar’ e riportata da ‘al Manar’, al-Mohandiss ha spiegato che “se il governo riesce a controllare questo confine, Hachd non avrà bisogno di andarci”, ricordando che “l’intervento di questa formazione militare in una particolare nella regione di Fallujah e Anbar è stata una necessità e non un semplice desiderio.”

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Prima o poi qualcuno dei paesi arabi doveva reagire alle spudorate menzogne  ed alle accuse lanciate da Trump nel corso della sua visita a Rijad per omaggiare i monarchi sauditi e firmare contratti miliardari di forniture di armi.

Questa reazione è arrivata dall’Algeria, paese arabo sunnita ma per niente disposto a chinare la testa di fronte all’arroganza dell’Arabia S. protetta dal suo fido alleato USA.

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Nessuna parte delle terre occupate (da Israele) sarà immune ai missili della Resistenza islamica libanese  in qualsiasi futuro conflitto.
Cosi’ il segretario generale di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, citato dall’IRIB. L’ha detto oggi/ giovedì, durante un discorso pronunciato per commemorare Mustafa Amine Badreddine, comandante in capo di Hezbollah nella guerra ai gruppi terroristi Takfiri sponsorizzati da Usa e loro alleati, in Siria, caduto martire in un’esplosione avvenuta lo scorso 13 maggio vicino all’aeroporto di Damasco. Onorando la memoria del martire combattente, Nasrallah ha tenuto a precisare che Israele sa che qualsiasi futura guerra sara’ combattuta all’interno della Palestina occupata.

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Il regime di Israele le prova tutte per convincere Vlady Putin a rompere l’alleanza con l’Iran ed incrinare la fattiva cooperazione militare ed economica fra la Russia e l’ Iran.
Nell’ultima intervista rilasciata al canale 9 di Israele, il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha espresso la sua preoccupazione per la collaborazione di Mosca con l’Iran ed ha avvertito che l’espansione dell’influenza iraniana nella regione del Medio Oriente risulta pericolosa, anche per gli stessi interessi russi nella regione, ha detto Netanyahu.

“Diciamo che l’Iran rappresenta un pericolo non soltanto per noi, ma in fin dei conti risulta pericoloso anche per voi stessi”, come ha dichiarato Netanyahu di aver detto direttamente a Vlady Putin.

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BAGHDAD- Le Unità di Mobilitazione popolare irachene, meglio conosciute come Hashd al-Shaabi, hanno risposto al presidente turco Erdogan che ha definito il gruppo di volontari che combattono Daesh una “organizzazione terroristica” e parte della politica regionale dell’Iran. Lo scorso novembre, il Parlamento iracheno ha approvato una legge, che dà status giuridico ai combattenti e li riconosce come parte delle forze armate nazionali.

La scorsa settimana, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha fatto pesanti osservazioni sui combattenti iracheni durante un’intervista con il canale televisivo al-Jazeera, definendo il gruppo un’organizzazione terroristica sostenuta dall’Iran.

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Il gruppo terrorista dell’ISIS (Daesh in arabo) si trova sul punto di perdere tutte le zone sotto il suo controllo e l’unico fattore che può salvarlo dalla sconfitta totale è il presidente statunitense, come sostiene una informativa di un analista politico, Jon Perr sulla rivista Daily Kos.

In questa informativa pubblicata il Lunedì, si assicura che l’unico che può evitare la sconfitta totale del gruppo terrorista dello Stato Islamico è lo stesso presidente statunitense Donald Trump, il quale con le sue recenti decisioni sta sospingendo la macchina propagandistica dei terroristi.

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James Mattis, segretario alla Difesa USA, è arrivato in Israele il Giovedì pomeriggio proveniente dal Cairo nella terza tappa di un viaggio di una settimana in visita agli alleati nel Medio Oriente.Questa di Mattis è la prima volta che visita Israele come capo del Pentagono ed è stato ricevuto da un ufficiale della Guardia di onore nel quartiere generale dell’Esercito di Tel Aviv il Venerdì nella mattina.

Di seguito il segretario alla Difesa di è riunito con il ministro delle question militari, Avigdor Lieberman, e viene previsto di svolgere conversazioni con il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e con il Presidente Reuven Rivlin.
Mattis spera di ascoltare direttamente dai dirigenti di Israele circa le loro preoccupazioni sulle questioni regionali, in particolare, in cima alla lista, si trova l’influenza iraniana nella regione.
Il conflitto in Siria, al centro dei colloqui, dove gli USA ed Israele hanno interesse comune a rimuovere il Presidente Bashar al-Assad dal potere, fa parte dell’agenda, secondo l’ufficio del Primo Ministro.

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di  Luciano Lago

“Nessun bambino dovrebbe soffrire” come hanno sofferto quelli siriani: lo ha affermato  Trump nel suo discorso alla TV. Ed ha aggiunto: “il bombardamento americano in Siria e’ nel “vitale interesse della sicurezza” degli Stati Uniti. La Siria ha ignorato gli avvertimenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu”, ha sottolineato Trump. Ed ha chiesto al mondo di unirsi agli Usa “per mettere fine al flagello del terrorismo”.

Mentre gli USA stanno uccidendo centinaia di bambini fra cui decine di questi a Mosul (bombardata una scuola a Mosul pochi giorni fa con 200 persone dentro), mentre l’aviazione USA bombarda in Siria ed in decine di altri luoghi maciullando centinaia di civili, nello stesso momento in cui le bombe a grappolo dell’aviazione USA e GB stanno devastando lo Yemen dove hanno prodotto oltre 15.000 morti fra cui almeno 2600 bambini, Trump si sofferma a parlare di “sofferenze di bambini siriani “e proferisce menzogne su Al-Assad e sull’Esercito siriano, accusando questi di crimini di guerra di cui Washington è il massimo responsabile. Lo spettacolo di questo presidente buffonesco e della sua ipocrisia è quanto meno vomitevole.
Trump segue servilmente i “consigli” interessati del suo socio sionista, Benjamin  Netanyahu, e si fa scudo delle stesse menzogne e degli stessi pretesti utilizzati prima da George W. Bush e poi dal suo predecessore Barack Obama.

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Il presidente russo Vladimir Putin  ha qualificato  come “inaccettabili” le accuse infondate contro la Siria per il presunto attacco chimico avvenuto ad Idlib.
“Putin ha sottolineato la inaccettabilità di lanciare accuse infondate contro qualsiasi persona prima di realizzare una indagine internazionale seria, esaustiva ed imparziale”, così ha comunicato questo Giovedì il Cremlino.
Per mezzo di una nota ufficiale cica il contatto telefonico avuto dal dignitario russo con il primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu, la Presidenza russa sottolinea il rifiuto di Putin delle accuse senza prove sulla implicazione di Damasco nel recente attacco chimico lanciato nella provincia nord occidentale di Idlib.

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