"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Chiesa Cattolica e modernismo

di Paolo Becchi e Cesare Sacchetti

Il G-20 si è concluso e più di un osservatore ha sollevato dubbi che abbia portato a casa risultati di rilievo. L’unico successo del meeting di Amburgo è stato il riavvicinamento tra Usa e Russia, i cui rapporti bilaterali sono giunti al minimo storico. Trump e Putin hanno mostrato la volontà di riaprire il canale chiuso dall’amministrazione Obama, e entrambi si sono dichiarati ottimisti sulla possibilità di raggiungere un ripristino delle normali relazioni diplomatiche.

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di Carlos Esteban

Nella ricorrenza della battaglia di Vienna, avvenuta fra l’11 ed il 12 setembre del 1683, in cui le forze cristiane, comandate dal principe polacco Jan Sobieski sbaragliarono l’esercito ottomano che assediava la capitale ( circa 90.000 ottomani), la scorsa Domenica, l’arcivescovo di Vienna, , Cardenal Christoph Schönborn, ha lanciato l’allarme sul pericolo di islamizzazione del Continente ed ha avvisato che molti mussumani oggi sognano di incorporare l’Europa alla Umma.

“L’Europa si trova sul punto di perdere la sua identità crisitana”, ha detto il Cardinale Schönberg nel corso di una importante ed inaspettata omelia. Questa perdita, ha aggiunto, non è soltanto economica ma sopratutto umana e religiosa”, e già adesso si inizia a notare.
“Ci sarà una conquista dell’Europa”? , ha domandato retoricamente l’arcivescovo alla moltitudine radunatasi nella Cattedrale di Santo Stefano. “Molti mussulmani vogliono questo e si dicono fra loro che l’Europa è ormai al capolinea”.

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di Marco Della Luna

Dopo le recenti e frequenti stragi islamiche, molti intellettuali e opinionisti hanno ritrovato la libertà di parola, di dire pane al pane. Senza temere di essere emarginati. Ad esempio, dire che non tutti gli islamici sono terroristi, ma tutti i terroristi sono islamici.

Pochi giorni fa Giampaolo Pansa ha giustamente osservato che la paura diffusa del terrorismo consente di introdurre uno stretto sistema di controllo sulla gente, cioè di realizzare lo Stato di polizia. Viene quindi da pensare che la scelta politica di consentire un’immigrazione indiscriminata sia diretta a creare le condizioni per realizzare uno stato di polizia o di sorveglianza utile alla casta per restare al potere anche in un clima di degrado economico e di tensioni sociali dovuto alla sua inefficienza e corruzione.

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di  Adriano Scianca

Roma, 6 mag – Qualche settimana fa ci domandavamo se Papa Francesco non fosse il peggior nemico degli Europei. Più passano i giorni e più quell’interrogativo suona retorico e ridondante. Un’ulteriore prova di ciò è fornita dal discorso tenuto da Bergoglio in occasione del conferimento al Pontefice del Premio Internazionale Carlo Magno 2016 “in tributo al Suo straordinario impegno a favore della pace, della comprensione e della misericordia in una società europea di valori”.

Cosa un Papa argentino, massima espressione di una religione globale, abbia a che fare con i valori specificatamente europei sarebbe un mistero anche se su Francesco si avesse un giudizio meno severo. A meno che con l’espressione “società europea di valori” non si intenda qualcosa che europeo lo è solo per accidente, quasi che “Europa” fosse il nome di un vago insieme di istanze morali universali.

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Riceviamo e pubblichiamo

Pur prossimo agli ottant’anni, papa Bergoglio è instancabile, un vero ciclone. Ma il suo travolgente viaggio americano ha fatto sorgere in alcuni cattolici una domanda: quali obiettivi persegue? Per chi lavora? È improbabile che lavori per il Dio dei cattolici, dal momento che lui stesso ha dichiarato a Scalfari: “Non esiste un Dio cattolico”. Rimanda a un’idea generica di Dio che può trovar posto solo in una vaga religione universale postcristiana.

Il fatto che venga acclamato ed esaltato da tutto l’establishment politico e mediatico che ha sempre avversato la Chiesa Cattolica inquieta molti credenti. Del resto chi finora ha cercato nei suoi discorsi americani il nome di Gesù Cristo l’ha trovato raramente e spesso in citazioni formali e marginali. Un ecclesiastico ironico sostiene che Bergoglio non lavora «a maggior gloria di Dio», ma «a maggior gloria di io». In effetti per ora il risultato del viaggio a Cuba e negli Stati Uniti è la sua personale glorificazione mondana nei salotti radical-chic.

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Da Il Giornale -La preghiera degli Alpini proprio non piace alla diocesi di Vittorio Veneto.
Ieri, infatti, l’ufficio liturgico diocesano ha proibito a un gruppo di “penne nere” di leggere in chiesa la loro storica preghiera. Anzi: armata di sacro fuoco della censura, la diocesi ha imposto di sbianchettare una frase giudicata troppo dura nei confronti degli stranieri: “Rendi forti le nostre armi contro chiunque minacci la nostora patria, la nostra bandiera, la nostra millenaria civiltà cristiana”.

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Riportiamo una interessante analisi  di CdP Ricciotti

Recentemente Bergoglio ha scagliato il suo “anatema” che, per quel che possa valere, ossia nulla, palesandosi il soggetto oggettivamente non autorevole per via di una costante e notoria defezione dalla fede (cf. CJC ’17, can 188 § 4 – rif. 108 § 3; cf. Pastor Aeternus, Pio IX; Auctorem Fidei, Pio VI – ), comunque viene rilanciato dai media con enfasi, così rischiando di condizionare ulteriormente, anche solo sentimentalmente, sia l’opinione pubblica che la strategia comunicativa ed attuativa dei “gerarchi del modernismo”, sedicenti “vescovi” e “cardinali” che gli gravitano intorno e che lavorano, con Bergoglio stesso, per la costituzione di una religione universale, come alcuni di essi già sostengono pubblicamente (v. falso ecumenismo, cf. Mortalium Animos, Pio XI).

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