"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Imperialismo

Impossibile separare i due grandi attentati di Parigi e la guerra in Siria, visto che hanno un vistoso denominatore in comune, e cioè l’ISIS.

di Massimo Mazzucco

Il 2015 si è aperto con gli attentati di Parigi a Charlie Hebdo, nel mese di gennaio, e si è concluso con gli attentati di Parigi del Bataclan, nel mese di novembre. In realtà questi due episodi, estremamente gravi di per sé, fanno solo da contenitore a tutto ciò che si è svolto al loro interno, e cioè l’escalation della guerra in Siria, che è diventata, nell’arco di pochi mesi, un conflitto di livello internazionale.

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di Francesco Meneguzzo

KUNDUZ – Cosa c’entra l’accordo di partnership trans-pacifica (Tpp) con il massacro dell’ospedale gestito dall’organizzazione non governativa Medici senza Frontiere (Msf) a Kunduz in Afghanistan, una città attualmente sotto il controllo dei Talebani, compiuto a opera dei bombardamenti americani della notte tra il 2 e il 3 ottobre scorso?

Secondo alcuni analisti indipendenti, molto, tanto che questi iniziano a chiedersi se si sia trattato veramente di un incidente oppure – ancora più esplicitamente – se Obama non abbia dato un ordine esplicito per quello che allora sarebbe stato un macabro avvertimento o una sanguinosa vendetta che ha reclamato 22 vittime tra cui numerosi medici oltre che pazienti.

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di Paul Craig Roberts

Le menzogne relative alla Russia ed al suo presidente si sono fatte tanto grossolane da minacciare un possibile devastante conflitto nel mondo, cosa che ha spinto un gruppo di distinti cittadini nordamericani a formare il Comitato Americano per l’Accordo Oriente-Occidente. I membri del Comitato sono l’ex senatore Bill Bradley, Jack Matlock che fu ambasciatore USA nell’URSS durante l’Amministrazione di Ronald Reagan e di George H.W. Bush; William J. Vanden Heuvel, che fu ambasciatore all’ONU durante l’amministrazione Carter; John Pepper, ex presidente e dirigente esecutivo dell’impresa Procter & Gamble; Gilbert Doctorow, uomo d’affari da un quarto di secolo con esperienza commerciale con la Russia e i professori Ellen Mickiewicz dell’ Università di Duke e Stephen Cohen dell’ Università di Princeton e di quella di New York.

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di Tom Engelhardt *

L’auge e la caduta delle grandi potenze e dei loro domini imperiali sono stati un fatto fondamentale della Storia nel corso dei secoli. Una ed un’altra volta è servito come contesto per fare riflessione sul destino del pianeta. Così che mi risulta sorprendente, di fronte ad un paese che era solito essere etichettato come ‘l’unica superpotenza”, o “l’ultima superpotenza”, ed incluso la “iper potenza globale” ed adesso curiosamente, non si chiama più in alcun modo, mentre torna ad affacciarsi la questione del “declino”. Sono o non sono gli Stati Uniti? Potrebbe essere già iniziata la discesa verso il basso della sua grandezza imperiale?

Salite su un treno lento-che significa qualsiasi treno- in qualsiasi parte degli Stati Uniti, come ho fatto io poco tempo fa nel nordeste, poi salite su un treno di alta velocità in qualsiasi altro luogo della Terra, come ho fatto anche io di recente, e non vi sarà difficile immaginare quale sia il declino degli Stati Uniti. La maggior potenza della Storia, la potenza unipolare, non può neppure costruire un solo miglio di alta velocità? Veramente? In questi momenti il Congresso si trova incartato su come ottenere fondi per aggiustare le buche delle autostrade statunitensi.

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di Luciano Lago

Dichiarazioni di Obama al vertice del G7 in Germania:  «La Russia sta ancora violando gli accordi sull’Ucraina e se sarà necessario inaspriremo le sanzioni….”.(………………….)
«Qui al G7 ci siamo accordati per fare in modo che, pur continuando a cercare una soluzione diplomatica, le sanzioni restino in atto fino a quando la Russia continuerà a violare i suoi obblighi nei confronti dell’accordo di Minsk. Questo significa poter estendere le sanzioni anche oltre luglio e il G7 ha detto chiaramente che se sarà necessario inaspriremo le sanzioni», ha concluso Obama.

Prosegue Obama: “…….il presidente russo Vladimir Putin vuole «ricreare le glorie dell’impero sovietico» ma la grandiosità della Russia «non richiede la violazione della sovranità di altre nazioni». Il riferimento è all’Ucraina, i cui territori orientali sono finiti sotto il controllo di separatisti pro-Mosca che, secondo l’Occidente, sono appoggiati dal Cremlino, tesi sempre negata dallo stesso Putin.

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