"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Attacco alle radici cristiane

di Gelsomino del Guercio e Valerio Evangelista

Dai documenti della Open Society Foundations, fondazione di George Soros, Wikileaks ha potuto constatare che il miliardario ungherese naturalizzato statunitense in questi anni ha utilizzato l’aborto come arma per abbattere quei Paesi da lui ritenuti conservatori, cattolici, tradizionali e sovranisti (Notizie Pro Vita, 20 agosto). In particolare Soros si è concentrato su un Paese: la Repubblica d’Irlanda.

La “conquista” dell’Irlanda è considerata dalla lobby abortista un obiettivo centrale: se infatti si riuscisse ad introdurre l’aborto nella legislazione del Paese, si potrebbe poi far venir meno la resistenza che ancora si trova in altri Stati, restii a cedere di fronte a queste grandi pressioni mortifere.

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I cristiani in tutto il mondo si rivolgono alla Russia in cerca di protezione

In nessun momento della storia la persecuzione dei cristiani è stata così intensa e diffusa come lo è ora.
I cristiani in Medio Oriente hanno un disperato bisogno di un campione, che nel mondo di oggi non può che essere una grande potenza, ed è la Russia che si è assunta questa responsabilità.

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Si scrive laicità, si legge massoneria. Sempre più scoperto il gioco di connivenze ed intrecci tra istituzioni e grembiulini, impiantato in Francia. O meglio, non solo in Francia, sebbene qui, dove i “poteri occulti” si sentono evidentemente più “forti”, escono maggiormente allo scoperto.

Quella che l’agenzia Médias-Presse-Info chiama esplicitamente una «collusione tra il potere socialista ed il Grand’Oriente di Francia» non si limita più a grandi manovre politico-economiche-finanziarie degne del gioco Monopoli, bensì anche in scambi di cortesie e strizzatine d’occhio.

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di  Juan Manuel de Prada

Lontani dal dimostrare una determinazione irremovibile nella difesa dei principi morali e spirituali su cui si è fondata la propria civilità, il putridume europeo proclama in modo fatuo che non esistono principi di validità universale ma piuttosto valori particolari che non devono essere paragonati con i valori provenienti da altre culture (relativismo). Il voler rivendicare i propri valori morali si trasforma automaticamente in un esercizio di prepotenza intellettuale e di fondamentalismo religioso; qualsiasi tentativo di difendere questi valori si considera una imposizione inaccettabile, visto che tutte le culture ed i modi di vita debbono essere considerati legittimi e rispettabili.

Tutto questo accompagnato, inoltre da un nebbioso ed attanagliato complesso di colpa che ha affondato il putridume europeo in uno stato di paralisi.

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Di Lupo Glori

La Turchia si appresta a finanziare la costruzione della più grande moschea finora eretta in una capitale europea. L’enorme centro culturale islamico, che potrà ospitare fino a 1.500 fedeli, sorgerà a Bucarest, capitale della Romania, paese di profonda fede cristiana ortodossa. Nelle scorse settimane il governo rumeno, guidato dal primo ministro socialdemocratico Victor Ponta, ha infatti firmato un accordo con il Mufti della Comunità Islamica Rumena, Murat Yusuf, per la cessione di un’area di 11 mila metri quadrati del valore di circa 4 milioni di dollari sulla quale erigere l’enorme moschea. La Turchia ha annunciato che sosterrà economicamente il progetto che i promotori sperano di portare a termine entro il 2018.

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Riportiamo una interessante analisi di  Massimo Viglione

oggi, mentre la Russia non è più quella del 1917, la Francia, sotto sotto, è sempre la Francia del 1789 e del 1793, con la sua ghigliottina, il suo odio, il suo terrore, la sua follia, con il Robespierre di turno. E gli USA, di contro, sono peggio di tutto quello che sono mai stati nel passato. Del resto, come la Gran Bretagna, come la Germania. E come l’Italia…

di Massimo Viglione

Viviamo giorni terribili: non solo per quanto riguarda la distruzione economica degli italiani, delle loro famiglie e della loro produttività; non solo per quanto riguarda il disastro di ciò che rimane della fallimentare Repubblica Italiana fondata sulla mancanza di lavoro, sulla partitocrazia e sulla corruzione; quanto anzitutto dal punto di vista morale, della morale collettiva nazionale e internazionale.

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