"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Attacco alla Russia

Il Pentagono offre lezioni di russo ai suoi militari delle truppe speciali n modo che imparino questa lingua per potersi muovere meglio nel corso di una ipotetica campagna bellica contro la Russia.
Il Dipartimento della Difesa USA (Pentagono) prevede uno specifico capitolo di spesa per l’insegnamento della lingua russa, secondo quanto riferisce l’agenzia Sputnik, citando l’analista locale Alexander Jrolenko, che collabora con altro media informativo.

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L’Ambasciatore russo aggiunto presso l’ONU, Vladímir Safrónkov, si è visto costretto a rispondere duramente alle accuse ed ai pesanti apprezzamenti fatti dal rappresentante britannico Matthew Rycroft.
“Signor Rycroft, oggi Lei ha passato il segno ed ha insultato la Siria, l’Iran, la Turchia ed altri stati……Chiedo al sig. Presidente di controllare l’andamento di questa sessione dove alcuni membri mostrano un atteggiamanto irresponsabile ed insultante. Non si provi ancora ad insultare la Russia!” Ha detto Safronkov.

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Sta per iniziare una vera guerra? I segnali che giungono in queste ore sono molto allarmanti

di Marcello Foa

Sta per iniziare una vera guerra? I segnali che giungono in queste ore sono molto allarmanti. L’esercito americano sta inviando in queste ore a 150 mila riservisti delle lettere con un preavviso di mobilitazione. L’annuncio ufficiale del ministero della Difesa verrà dato a breve, ma alcuni riservisti che hanno già ricevuto la missiva lo stanno raccontando ad amici e parenti, i quali iniziano a far circolare le notizia. Secondo queste indiscrezioni, provenienti dagli Stati Uniti, l’obiettivo del Pentagono sarebbe di poter disporre di questa forza entro un paio di settimane.

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di  Luciano Lago

Le ultime dichiarazioni della ambasciatrice USA all’ONU, Nikki Haley, in cui la diplomatica ha sostenuto che “Trump vede la Russia come un problema” sono significative della conversione a 180 gradi che l’Amministrazione Trump ha fatto rispetto alle prime dichiarazioni distensive rispetto alla Russia fatte dal presidente, prima della sua nomina alla Casa Bianca. Sembrava in un primo momento che Trump e Putin avrebbero trovato una intesa sulle questioni più importanti, dall’Ucraina alla Siria, basandosi sulla volontà comune di dare la priorità alla lotta contro l’ISIS ma poi gli eventi hanno preso un’altro corso.

Il “Russia Gate”, montato ad arte dai circoli neocons e del Partito Democratico, ha avuto l’effetto di paralizzare l’azione di Trump in politica estera e bloccare qualsiasi ipotesi di riavvicinamento tra Washington e Mosca. Da ultimo si è complicata la questione siriana, nonostante le dichiarazioni fatte pochi giorni prima da Trump, di non considerare più l’allontanamento di Assad come una “priorità strategica”, Trump si è dovuto auto smentire poco dopo, dichiarando di “aver cambiato idea” su Assad.

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di Luciano Lago

L’attentato a San Pietroburgo dimostra inconfutabilmente che la Russia di Putin attualmente si trova sotto attacco sia dall’esterno che sul fronte interno, con l’evidente finalità di mettere sotto assedio la dirigenza di Vlady Putin nel tentativo di destabilizzare il paese dall’interno per favorire l’eventuale “rinascita” dell’opposizione.

Sul fronte esterno, i contingenti della NATO, con le forze USA in primo piano, si sono posizionate sui confini della Russia con forze corazzate, artiglieria e lanciamissili che si trovano a 24 ore di marcia da Mosca (un distanza di 700 Km. circa), fatto mai accaduto nella Storia dalla fine del secondo conflitto mondiale. In contemporanea nel Mar Nero si sono posizionati incrociatori lanciamissili USA con capacità di lanciare diverse centinaia di missili Pershing e Cruise contro gli obiettivi militari sul territorio russo. Una minaccia reale e concreta contro cui la Russia sta potenziando le sue difese missilistiche in prospettiva di dover subire un possibile attacco preventivo.

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Un grave attentato si è verificato oggi, inorno alle 14,00 ora italiana, nella Metro di San Pietroburgo, con una esplosione avvenuta all’interno di un vagone della metro, mentre questa era in movimento.

L’eplosione, che ha divelto anche una delle porte del vagone della metro, secondo un primo bilancio ha provocato almento 10 vittime accertate, e circa 50 feriti. Immediato l’intervento della polizia russa e delle Forze di Siucurezza che hanno circondato la zona dell’esplosione e fatto evacuare  la gente dai sotterranei. Sono state chiuse  provvisoriamente, a scopo cautelativo, tutte le stazioni della della rete metro (67 stazioni) suburbana che si estende per 115 Km..

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