"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Attacco alla Russia

Mosca ha proibito l’ingresso in Russia a decine di individui di nazionalità canadese in rappresaglia per le sanzioni imposte di recente da Ottawa contro 30 funzionari russi.
La misura è stata presa dopo che il governo del Canada aveva proibito le scorso Venerdì l’ingresso nel suo territorio e aveva congelato gli attivi di 30 cittadini russi sulla base di presunte accuse di corruzione e violazione dei diritti umani.

“Dobbiamo rispondere a queste sanzioni con altre sanzioni similari”, ha dichairato la portavoce del Ministero degli Esteri della Russia, Maria Zakjrova, in un comunicato ufficiale. “Se ai nostri soci canadesi piace giocare al gioco delle sanzioni, ci vedremo obbligati a rispondere, per quanto certamente preferiremmo sviluppare una cooperazione costruttiva nelle questioni importanti per i popoli di entrambi i paesi”.

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Il 5 novembre a Mosca ed in un certo numero di centri regionali russi, si sono verificate proteste non autorizzate organizzate dal movimento Artpodgotovka (“artillery barrage”) ed i i partecipanti hanno subito una serie di arresti di massa .

Il leader di quest’ultimo movimento, Vyacheslav Maltsev, non ha annunciato niente di più che l’intenzione di suscitare una “rivoluzione popolare” in Russia, con l’obiettivo di “salvare la Russia”, vale a dire rovesciare il presidente Putin. All’inizio di quest’anno, Maltsev ha lasciato la Russia e ora gestisce le proteste del suo movimento dall’estero – o, più probabilmente, queste proteste sono soltanto organizzate sotto il suo nome.

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Il famoso speculatore finanziario George Soros ha consegnato 18 miliardi di dollari alla Fondazione Open Society, inclusa nell’elenco di organizzazioni che minacciano la sicurezza nazionale della Russia.

Il Wall Street Journal riferisce che Soros non utilizzerà questi fondi per speculazioni o investimenti sul mercato, in quanto dispone di fondi personali nel fondo Soros per questo fine.

La stessa Fondazione sostiene che tali apporti di capitale sono necessari per garantire il funzionamento della attività della Fondazione nel lungo periodo.

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A cura di Roberto Scarcia Amoretti

1) Perché hai scritto questo libro Capire la Russia?

Ho scritto “Capire la Russia” perché intendevo, con la pubblicazione di questo libro, contribuire a sfatare la vulgata russofobica che in Occidente è, nei secoli, una sorta di ideologia ufficiale di Stato a sostegno e legittimazione del capitalismo e dell’imperialismo. Inoltre, credo di potermi definire uno studioso piuttosto preparato delle correnti politiche e spirituali della Russia storica per cui ho cercato, con il libro in questione, di dar seguito a quelli che erano i miei studi e interessi consolidati nel tempo.

2) Che cosa si deve capire della Russia e che cosa hai capito tu?

Io credo che della Russia, e dei russi, si debba capire innanzitutto la struttura nazionale, eurasiatica e pertanto peculiare e caratteristica di un Continente-Nazione plurietnico, multilinguistico e multireligioso. Il caleidoscopio russo è tenuto insieme dall’idea di costituire un polo nazionale e continentale dotato di peculiarità proprie, per molti aspetti, non solo geopolitici, radicalmente alternativi ai tentativi dell’Occidente di colonizzare, a immagine e somiglianza del capitalismo liberale e della società di mercato, il mondo intero. Io penso di aver capito che la Russia costituisce, oggi, il principale baluardo internazionale, geopolitico e per molti aspetti culturali, nei confronti della globalizzazione unipolare (americana).

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La Russia ha individuato vari droni spia degli USA mentre  stavano effettuando operazioni di riconoscimento vicino la frontiera russa nel mar Nero,  incluso vicino alle coste della Crimea.

Secondo le informazioni trapelate attraverso la Tass, citando fonti della Forza Aerea della Russia, queste aeronavi senza pilota avrebbero cercato di osservare lo sviluppo dei lavori per la realizzazione del ponte nello stretto di Kerch, situato tra la regione russa di Krasnodar (Caucaso nord) e la penisola di Crimea.

“Chiaramente il compito principale di questi droni  è quello di indentificare rapidamente i cambiamenti nell’assetto delle truppe e delle forze del Distretto militare del Sud. (….) L’intelligence straniera è anche interessata a osservare i progressi nella costruzione del ponte di Crimea”, ha affermato Viktor Sevostianov, il comandante del 4° Esercito  delle forze di difesa antiaerea della Russia.

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Will A. Rasmussen è deludente se pensa che esista una soluzione militare alla sconfitta dell’Ucraina. Le fantasie intriganti sulle guerre europee sono un requisito preliminare per i comandanti della NATO.

I ribelli di Donbass hanno circa 40.000 soldati e centinaia di sistemi di armi pesanti. Date un’occhiata alla Siria e all’Iraq e quanto tempo ci sono voluti per catturare città come Aleppo, Mosul e Raqqa, contro gli eserciti molto più piccoli e meno ben attrezzati. “
È sempre un piacere leggere le parole dell’ex segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen, quindi immaginate la mia gioia alla colazione di questa mattina quando aprivo “The Globe” e la ” Mail” e ho trovato il suo ultimo articolo intitolato “La pace in Ucraina richiede un approccio di carota e bastone “.

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La storia si svolge per cicli (come affermava GianBattista Vico) e questo è un esempio, di come 100 anni fa lo Zar Nicholas è stato ucciso per vari motivi:

-perchè era cristiano,
-pechè era contrario al sistema finanziario di allora,
-perchè la geopolitica strategica dell’Inghilterra  voleva evitare la crescita della Russia come nazione (antagonista dell’Impero britannico),
-perchè si voleva evitare che l’Europa lasciasse in disparte l’Inghilterra;
* Adesso Vladimir Putin svolge lo stesso ruolo; ma peggio ancora si avvicina all’unione eurasiatica …

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Il Ministero della Difesa russo ha denunciato che gli USA hanno schierato ultimamente tutta una divisione corazzata alla frontiera delle Federazione Russa nel Baltico, violando in questo modo gli accordi esistenti tra la Russia e la NATO.
Secondo questi accordi, firmati tra le autorità di Mosca e la NATO nel 1997, i paesi membri del blocco NATO non sono autorizzati a mantenere centri militari permanenti nella vicinanza delle frontiere russe.

Negli ultimi mesi la NATO, nonostante le avvertenze de Cremlino, ha schierato sul confine russo circa 4.000 militari, carri armati, veicoli blindati ed attrezzature militari, per svolgere esercitazioni militari nei paesi dell’Europa orientale, tra questi in particolare Polonia, Letonia, Estonia e Lituania. Il sospetto di Mosca è che queste forze militari siano state schierate in forma permanente.

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di Valentin Vasilescu

Dall’organizzazione del colpo di Stato in Ucraina, l’insediamento dei nazisti a Kiev e l’indipendenza della Crimea, la NATO alimenta la paranoia dei suoi membri europeo-orientali. Mosca non avrebbe protetto i crimeani da un governo nazista, ma conquistato e annesso questo territorio storicamente russo. Grazie a tale narrazione, Washington occupa l’Europa orientale militarmente, senza che i popoli sottomessi protestino. Al contrario, sono allarmati dalle manovre militari russe-bielorusse.

La stampa occidentale riferisce ogni sorta di preoccupanti ipotesi sulle esercitazioni militari “Zapad-2017” quale opportunità per la Russia d’invadere gli Stati sul fianco orientale della NATO. Nessuno si preoccupa di studiare lo scenario di queste esercitazioni ed ha la formazione necessaria per analizzarle. Vediamo cosa sono. Le esercitazioni militari russo-bielorusse Zapad-2017 si svolgono dal 14 al 20 settembre 2017 e mirano a: “Migliorare l’addestramento e l’uso di gruppi di forze armate per garantire la sicurezza dell’avamposto strategico della difesa collettiva di Russia e Bielorussia”.

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Molto è stato detto sul fatto che i rinforzi della NATO negli stati baltici e in Polonia siano stati percepiti a Mosca come azioni provocatorie che minano la sicurezza in Europa, mentre si è detto poco sulla graduale ma costante militarizzazione della Scandinavia. Il tema non guadagna i titoli dei giornali e non è al centro del dibattito pubblico ma, un passo dopo l’altro, la regione si trasforma in un trampolino di lancio per condurre azioni offensive contro la Russia.

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