"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Attacco alla Russia

Molto è stato detto sul fatto che i rinforzi della NATO negli stati baltici e in Polonia siano stati percepiti a Mosca come azioni provocatorie che minano la sicurezza in Europa, mentre si è detto poco sulla graduale ma costante militarizzazione della Scandinavia. Il tema non guadagna i titoli dei giornali e non è al centro del dibattito pubblico ma, un passo dopo l’altro, la regione si trasforma in un trampolino di lancio per condurre azioni offensive contro la Russia.

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Diana Johnstone per Counterpunch

Sanno cosa stanno facendo? Quando il Congresso USA adotta sanzioni draconiane con lo scopo principale di togliere potere al presidente Trump e impedire qualsiasi mossa per migliorare le relazioni con la Russia, si rendono conto che le misure costituiscono una dichiarazione di guerra economica contro i loro cari “amici” europei?
Che lo sappiano o meno, ovviamente a loro non importa. I politici d‘oltre Atlantico vedono il resto del mondo come una periferia americana da sfruttare, castigare o ignorare impunemente.

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NEW YORK – La guerra tra la Russia e l’Occidente è quasi inevitabile, perché Mosca sarà costretta prima o poi a rispondere con la forza militare alle pesanti pressioni dei suoi vicini.
lo scrive la rivista americana The National Interest.

Come osservato dalla rivista, l’unica persona che era disposta a tener conto degli interessi nazionali della Russia era Donald Trump, ma dopo la vittoria del “partito anti-russo” negli Stati Uniti, non è più in grado di influenzare effettivamente il corso degli eventi.

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Le forze di sicurezza russe in Crimea hanno frustrato una serie di atti di sabotaggio organizzati dall’Ucraina, mentre la Crimea denuncia i piani di provocazione del governo golpista di Kiev.

“Il FSB (forze di Sicurezza) hanno  frustrato varie azioni di sabotaggio in Crimea dirette contro le infrastrutture della penisola”, come si legge in un comunicato emesso questo martedì dal Servizio Federale di Sicurezza della Russia.
Questi piani, secondo la nota, avevano l’obiettivo di danneggiare le linee elettriche di Sudak-Novi Svet, organizzare una frana delle rocce per bloccare la via di comunicazione fra queste località, provocare un incendio forestale nelle vicinanze delle località di Sudak, Ribachie e Alushta, e appiccare un incendio ad una installazione municipale nella zona del paese di Ribachie.

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di  Vladimir Gujanichic

Quante volte negli ultimi mesi o addirittura anni abbiamo sentito il segretario generale della NATO, Obama o i generali statunitensi affermare che “la Russia è il nemico peggiore” degli Stati Uniti o addirittura dell’ordine occidentale? L’isteria sulla “minaccia russa” è stata forgiata nei media ad alto livello. Ancora più spesso non si risponde sul perché la Russia sia tale minaccia per gli Stati Uniti.

Tutto sembra iniziare nel 2011 quando gli Stati Uniti iniziarono ad accelerare con la loro “primavera” o “rivoluzioni colorato” nel mondo arabo. Ma mentre la “primavera araba” è stata “coperta” dai media, passò inosservato che gli Stati Uniti si volsero verso diversi governi “sleali” alla politica statunitense in America Latina e altre parti del mondo. Nel punto nevralgico, la Siria, la Russia affronta Stati Uniti ed alleati regionali.

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Il consigliere del presidente della Federazione russa Sergey Glazyev ha richiesto il riconoscimento degli Stati Uniti d’America come un “paese aggressore”.
Lo stesso Sergey ha dichiarato che mantenere il dollaro come moneta di riserva del mercato delle divise è un investimento ormai molto dubbio.
In primo luogo sono di basso rendimento.

In secondo luogo esiste il rischio che il capitale possa essere congelato ed in terzo luogo è immorale che quando investiamo nei valori statunitensi, sovvenzioniamo le spese degli USA, incluso per la difesa.
Sergei Glazyev ritiene che adesso gli USA si stanno dimostrando come aggressore. Questo per aver favorito l’occupazione dell’Ucraina, realizzata attraverso un colpo di Stato con la complicità conseguente dei neonazisti ucraini, come avvenuto poi anche in Libia, in Iraq ed in Siria.

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Mosca ha comunicato a Washington che deve ridurre il suo personale diplomatico in Russia fino a 455 persone ed ha revocato l’autorizzazione per l’utilizzo di installazioni di magazzinaggio e di una proprietà dell’Ambasciata statunitense nella capitale russa.
La misura si realizza in rappresaglia dopo che il Congresso USA aveva approvato nuove sanzioni contro la Russia.
“A partire dal primo Agosto viene sospeso l’utilizzo di tutte le pertinenze della via Dorozhnaya, cosí come di un edificio a Serébriany Bor, a Mosca, da parte dell’Ambasciata USA in Russia”, recita il comunicato pubblicato sulla pagina della Cancelleria russa.

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Nello stesso giorno in cui il presidente USA, Donald Trump, dava la storica “stretta di mano”al leader russo Vladimir Putin, nel corso del vertice del G20 in Germania, il Pentagono ha organizzato una riunione per “pianificare la guerra con Mosca “, lo scrive il giornalista britannico Finian Cunningham in un articolo di opinione per la RT.

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di Eugene Odinokov

Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che servizi segreti stranieri stnno tentando di interferire negli affari interni e nella società della Russia.

“Sono in corso operazioni con l’obiettivo di influenzare gli affari interni e la società russa” ha detto Putin mercoledì alla sede dell’intelligence per i Servizi segreti stranieri, dove si è recato per congratularsi con gli ufficiali SVR per il 95° anniversario dell’intelligence sommersa.

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Il presidente russo Vladimir Putin, ha accusato gli Stati Uniti di utilizzare i gruppi terroristi per destabilizzare la situazione interna della Russia.
“Siamo arrvati alla convinzione assolutamente sicura che i nostri soci statunitensi, mentre parlano di appoggio alla Russia, parlano di disponibilità a cooperare, in particolare nella lotta antiterrorista, di fatto utilizzano questi terroristi per destabilizzare la situazione politica interna della Russia“, così ha concluso Putin nel corso di una intervista con il regista statunitense Oliver Stone, in un documentario trasmesso il lunedì dal network Showtime.

In concreto il mandatario russo rinfaccia alla parte statunitense di aver fornito un appoggio alle attività terroriste nei recenti conflitti delle regioni dell’Asia Centrale e del Caucaso del Nord.
“Invece di appoggiare la Russia, i servizi speciali statunitensi hanno sostenuto i terroristi”, ha segnalato  Putin.

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