"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Arabia Saudita

Secondo le dichiarazioni riportate dal giornale libanese Al Abkar, l’Arabia Saudita ha minacciato di nuovo il Libano ed i libanesi.
Queste minacce sono state proferite  il giorno seguente alla doppia vittoria ottenuta da Hezbollah e dall’Esercito libanese e siriano nelle battaglie separate e successive lanciate contro i gruppi terroristi del Fronte Al Nusra e dell’ISIS. Questi gruppi occupavano il campo di Arsal (Al Nusra) e Ras Baalba e le alture del Qalamun occidentale siriano (l’ISIS) e sono stati completamente sgominati dall’attacco congiunto sferrato da Hezbollah e dall’esercito libanese per liberare la zona dai terroristi.

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di  Juan Luis González Pérez

Dopo il passaggio dell’onda d’urto provocata dagli attacchi di Barcellona, ​​niente sarà più come prima.
Dopo aver gridato  invano per lunghi decenni nel deserto. Dopo aver dovuto combattere  la torrida  tempesta mediatica che cercava di cancellare le tracce di un complotto ordito più di duecento anni fa al riparo  delle dune di sabbia, si procede adesso ad una “Simun” (resa dei conti) temporanea che è arrivata  a togliere i mantelli ai monarchi sauditi ed a dimostrare le verità che, con tanto zelo, avevano cercato di insabbiare. Per alcuni non sarà nulla di nuovo, era una notizia aperta tenuta sotto segreto e bisbigliata sotto voce , per la maggior parte, un autentica rivelazione.

Dopo il passaggio dell’onda d’urto provocata dagli attacchi di Barcellona, ​​niente sarà più come prima.

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Alwaght, l’ Organizazzione delle Nazioni Unite (ONU) ha accusato, a seguito di una informativa confidenziale, la coalizione saudita di uccidere centinaia di bambini nel corso dell’aggresssione contro lo Yemen.
In questa informativa confidenziale, pubblicata nella rivista statunitense Foreign Policy (FP), si mette in evidenza che l’ONU cerca di includere l’Arabia Saudita ed i suoi alleati nella lista nera dei paesi o gruppi che uccidono o mutilano i bambini.

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Il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohamad bin Salman, ha confessato a due ex funzionari degli USA che lui desidererebbe “uscire” dalla guerra dello Yemen.
Secondo il portale “Middle East Eye”, il principe ereditario saudita ha rivelato la sua intenzione di “uscire” dalla guerra, che lui stesso ha inizato nello Yemen, in varie mail inviate all’ex ambasciatore degli USA nei territori occupati, Martin Indyk e all’ex assessore di sicurezza nazionale statunitense Stephen Hadley.

I messaggi di Mohamad bin Salman, di 31 anni di età, sono stati inviati un mese prima che l’Arabia Saudita cessasse le sue relazioni con il Qatar, dopo aver accusato Doha di voler affossare la sua campagna nello Yemen e di avvicinarsi all’Iran.

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La rete USA Fox News ha pubblicato un reportage in cui si dimostra che L’Arabia Saudita è ‘responsabile più di ogni altro paese’ per le minacce terroristiche che affronta attualmente il mondo.
“I sauditi stanno promuovendo il terrorismo e il radicalismo con i soldi del petrolio. Il Wahabismo (l’ideologia radicale che domina in Arabia Saudita) è la base per la creazione dell’ISIS e di Al-Qaeda” così riferisce un programma messo in onda dall’emittente statunitense ‘Fox News’, trasmesso e intitolato ‘Palude Watch’.

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Gli aerei da guerra israeliani hanno partecipato ai bombardamenti sullo Yemen e sulla Siria, come segnala il noto analista e reporter britannico, Robert Fisk *,  sul giornale “The Independent” nel suo ultimo articolo.
Realizzando una comparazione tra il modo di operare del regime di Israele e l’Arabia Saudita, Fisk ha scritto: “Quando i ricchi dell’Arabia Saudita si ammalano, loro viaggiano a bordo di aerei privati con destino a Tel Aviv per ricevere assistenza medica specialistica nei più importanti ospedali di Israele”.

Aggiunge Fisk: “Quando gli aerei da guerra di Israele e dell’Arabia Saudita sorvolano la regione, si può garantire che vanno a bombardare lo Yemen o la Siria”.
“Quando il Re Salaman o il principe Mohammad bin Salman affermano che l’Iran è la maggiore minaccia per la sicurezza del Golfo, possiamo essere sicuri che Netanyahu pronuncerà la stessa frase, benchè sostituendo “la sicurezza del Golfo Persico” con “quella di Israele”.

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di Cristina Amoroso

Il Trono di Spade saudita non limita la sua nefasta azione distruttiva allo Yemen o al Qatar, orchestrata dal principe guerriero, Mohammed Bin Salman, ma la rivolge anche all’interno del suo territorio contro sciiti, donne e immigrati.

L’Arabia Saudita è un Paese ricco grazie alle enormi esportazioni di petrolio, governato da una famiglia che impersona una nazione e che spende una fortuna per garantirsi il trono e la successione. Dall’avvento di re Salman al trono nel 2015, il regime ha soffocato i cittadini con 33 miliardi di dollari in regali, vantandosi di essere un Paese membro del G20.

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Lo scorso Lunedì , Amnesty International ha informato circa la decisione della Corte suprema dell’Arabia Saudita che ha confermato 14 condanne a morte emesse il 1° giugno 2016 dalla Corte penale speciale della capitale, Riad, contro 14 imputati, rei di aver manifestato contro il Governo negli anni 2011 e 2012. Tra le persone condannate c’è anche uno studente di una Università del Michigan, Mujtaba al-Suweyket.
L’esecuzione dei 14 prigionieri mediante decapitazione potrebbe essere imminente: manca infatti solo la ratifica del re Salman.

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Migliaia di cittadini indiani, di religione mussulmana, sono scesi in piazza A Nuova Delhi per protestare contro l’Arabia Saudita e la sua accertata connivenza con i gruppi terroristi come l’ISIS ed altri colpevoli di attentati ed omicidi nel paese. I manifestanti hanno dichiarato che l’Arabia Saudita deve smettere di finanziare l’ISIS, al Qaida, Hizb-ul-Muyahidin ed altri gruppi terroristi e che altrimenti soffrirà un effetto boomerang.

“Siamo qui riuniti a Jantar-Mantar in alcune migliaia di cittadini in una protesta che dura da due giorni per inviare un messaggio al governo saudita in cui rileviamo che il modo in cui si sta comportando è totalmente contrario all’Islam. L’ISIS viene finanziato dal governo saudita, che sta causando stragi in Siria come in Iraq ed in India. Abbiamo inviato un memorandum all’Ambasciata dell’Arabia Saudita a Nuova Delhi e gli richiediamo di fermare il suo appoggio illegale ai gruppi terroristi”, ha dichiarato Z Ahmed Chamman, segretario generale del Fronte Sunnita di tutta l’India. Proteste analoghe sono state registrate oltre a Delhi anche in altre città indiane come Mumbai and Kolkata.

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L’attacco è avvenuto dopo che due imbarcazioni da pesca iraniane avvano oltrepassato il limite della acque territoriali saudite, nel Golfo Persico, come dichiarato dal direttore delle Frontiere Iraniane, Majd Aqa Babaei. Di conseguenza e senza verificare se ci fosse stata effettivamente  una intrusione nelle acque di questo paese, i due guardacoste hanno aperto il fuoco ed un pescatore è rimasto uccioso ed un altro gravemente ferito, come ha riferito Babaei durante la conferenza stampa.

“Questa azione saudita non è compatibile con le leggi internazionali e con i prioncipi umanitari. Anche supponendo che i due pescatori abbiano attravarsato il limite delle acque saudite per causa delle alte onde del mare, i guardacoste non erano autorizzati a sparare sulle imbarcazioni iraniane”, ha aggiunto il funzionario iraniano.

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