"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Arabia Saudita

L’annuncio della liberazione di Abu Kalmal (l’ultimo baluardo dell’ISIS in Siria) da parte dell’Esercito siriano e dei suoi alleati che hanno strappato questa città dalle mani del gruppo wahabita takfiri del Daesh (ISIS), è stato un colpo maestro, la cui principale vittima è stata la riunione ministeriale della Lega Araba nel Cairo e, soprattutto, l’Arabia Saudita.

La stessa Arabia Saudita che, assieme agli altri delegati, ha assunto in quella riunione un ruolo vergognoso nei confronti delle principali forze, Hezbollah ed l’Iran, quelle che, in stretto coordinamento con l’Esercito siriano, hanno combattuto e sconfitto i gruppi terroristi nel Medio Oriente. Questi gruppi che, come ben noto e dimostrato, venivano armati e finanziati proprio dall’Arabia Saudita e dai suoi alleati.

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di  Wayne Madsen,

Secondo fonti di WMR in Libano e Francia, l’Arabia Saudita avrebbe ulteriormente infiammato le tensioni in Medio Oriente, richiedendo all’alleato Egitto il permesso agli aerei sauditi di sorvolarne il territorio per bombardare il Libano. Di fatto il nuovo regime saudita guidato dal principe ereditario Muhamad bin Salman (MBS) considera l’Arabia Saudita in stato di guerra con il Libano.

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I tiranni dell’Arabia Saudita progettano di vendere la Palestina. Questo sembra loro l’unico modo per ottenere il sostegno dagli Stati Uniti per la loro fanatica campagna contro il nemico iraniano.

Una nota interna saudita inviata al quotidiano libanese Al-Akhbar ne rivela i principali elementi. (Nota: L’autenticità della nota non è stata confermata. In teoria, potrebbe essere un “falso” inviato al giornale da un altro campo, ma Al-Akhbar ha la reputazione di pubblicare veri documenti trapelati e mi fido del giudizio dei suoi redattori.)

Secondo la nota i sauditi sono disposti a rinunciare al diritto al ritorno per i palestinesi. Rinunciano anche alla sovranità palestinese su Gerusalemme e non insistono più sulla creazione di un vero stato palestinese. In cambio, chiedono un’alleanza (militare) USA-Arabia Saudita contro il loro presunto nemico dell’est del Golfo Persico.

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di Cristina Amoroso

Le ultime mosse del giovane principe della corona, Mohammed Bin Salman, alias Mbs, pongono interrogativi contrastanti. L’operazione anticorruzione è l’inizio della fine del Regno, e il golpe dell’ambizioso principe è solo un consolidamento del suo potere? Oppure è una mossa strategica finalizzata al controllo del Medio Oriente da parte di Israele e Arabia Saudita?
Il Regno dell’Arabia Saudita: l’inizio della fine

L’arresto di 11 principi ed ex ministri, mossa ordinata dal re Salman ed eseguita dal suo figlio impulsivo, il principe della corona Mohammed bin Salman, potrebbe segnare l’inizio della fine per il regno. L’ operazione anticorruzione non mira a eliminare la corruzione, ma ad eliminare i suoi oppositori in modo da avere potenza assoluta.

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Al Jubeir (Arabia saudita): “le affermazioni di Aoun sulla detenzione di Hariri sono false….Hezbollah deve disarmare”
Risposta di Hezbollah: “venite pure a prendere le nostre armi, vi aspettiamo”.

Il ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita, Adel al-Jubeir, ha dichiarato che le affermazioni del presidente libanese, Michel Aoun, circa la detenzione di Hariri erano “false” ed ha accusato Hezbollah di “ostacolare” il processo politico nel Libano (Hezbollah è il movimento di Resistenza che si è costituito in Partito politico rappresentato nel Parlamento Libanese).

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di  Pierre Balanian

Non mantenute le promesse di Hariri di ritornare in Libano. Il sequestro del premier è un attentato alla “sovranità e dignità” del Paese. Libanesi delusi per non aver visto nemmeno in foto i familiari di Hariri incontrare il patriarca Rai. Rappresentanti del governo francese vanno a Riyadh. Il presidente Rouhani attacca l’Arabia saudita, che “supplica” Israele di “bombardare il popolo libanese”.

Beirut (AsiaNews) – Per la prima volta nella storia, il presidente della Repubblica libanese Michel Aoun ha definito l’Arabia Saudita un aggressore alla “sovranità e dignità” del Paese. E lo ha fatto stamane in un incontro avuto col Consiglio mediatico nazionale ed i proprietari delle principali emittenti radiofonici e televisivi libanesi (Foto 1). Un’anteprima ed un forte segnale di cambiamento radicale nei rapporti fra l’unica democrazia dei Paesi arabi mediorientali e l’unica monarchia al mondo che ha dato il nome della dinasta all’intero Paese.

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Sul giornale”The Independent”, Robert Fisk ha pubblicato un articolo intitolato “Le dimissioni di Saad Hariri dal suo incarico non sono quello che sembra”.
Fisk segnala che l’uscente primo ministro libanese, Saad Hariri, non aveva alcuna intenzione di dimettersi e, poco prima del suo ultimo viaggio a Rijad, aveva programmato vari incontri con responsabili della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale così come varie riunioni circa il problema di migliorare le fornti d’acqua potabile del paese.

Fisk ha rivelato che il primo ministro libanese uscente era andato in Arabia Saudita dopo che aveva ricevuto una chiamata telefonica da Rijad con cui lo avevano convocato urgentemente per una riunione con il re Salman. Dato che Saad Hariri, così come l’aveva il padre, possiede la cittadinanza saudita, oltre a quella libanese, l’uomo è partito immediatamente per Rijad. Lui non poteva rifiutare la richiesta del re per un incontro, anche se lo aveva conosciuto solo pochi giorni fa.

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Il presidente Turco, Recepit Erdogan, ha attaccato frontalmente l’Arabia Saudita e si è riferito in particolare all’ultimo discorso tenuto dal principe Mohamad bin Salman, l’uomo forte del Governo saudita, criticando le sue ultime dichiarazioni con cui questi ha affermato di voler dare una svolta alla politica del suo Regno verso un “Islam Moderato”.

“Di che cosa parli”, ha apostrofato Erdogan il principe erditario, “l’Islam moderato non esiste è soltanto uno strumento inventato dall’Occidente per debilitare la fede dei mussulmani”, ha dichiarato Erdogan.

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L’Arabia Saudita ha minacciato l’Iran di “serie conseguenze” per “l’atto di aggressione militare”come è stato qualificato il lancio di un missile dallo Yemen contro un aeroporto a Rijad. Teheran ha negato qualsiasi suo coinvolgimnto mell’attacco. Tuttavia i sauditi si riservano il diritto di “rispondere all’Iran”. Questo scambio di accuse fa pensare alla possibilità di un prossimo conflitto fra le due potenze regionali.

Bisogna precisare che l’Arabia Saudita è impegnata da più di due anni in un conflitto con lo Yemen da quando il presidente filo saudita è stato spodestato ed è fuggito riparando a Rijad.
Il ministro degli Esteri iraniano Mohamad Yavad ha dichiarato che l’Arabia Saudita accusa Teheran delle conseguenze delle sue guerre di aggressione, visto che “Rijad attua per destabilizzare altri paesi, monta provocazioni rischiose e finisce poi per accusare gli altri degli effetti delle sue campagne di aggressione”.

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di  Jalil Sahurie

Secondo una fonte araba locale (ABNA), il re Salman bin Abdulaziz Al Saud presumibilmente ha lanciato dallo scorso Sabato una stretta repressiva contro la corruzione nel regno saudita facendo arrestare dieci principi e 38 ministri, tuttavia ci sono voci circa un golpe fallito contro lo stesso re, che che si trova nel secondo anno dopo il cambio della guardia nel palazzo reale di Rijad.

I personaggi preminenti fatti arrestare sono fra gli altri il Capo della Guardia Nazionale, il Principe Muteb bin Abdullah e il Principe Al-Alwaleed bin Talal, il 41° uomo più ricco del mondo ed ex socio in affari del Presidente Donald Trump.

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