"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Arabia Saudita

di Luciano Lago

Sembra che i monarchi sauditi stiano attraversando un momento di forte ansia e frustrazione, una forma di nevrosi dovuta al verificarsi di una serie di eventi contrari alle loro aspettative che hanno prodotto in loro questo cupo stato d’animo e li spinge a possibili azioni inconsulte.

I sauditi non si aspettavano una sconfitta nelle presidenziali USA della loro candidata preferita, la Hillary Clinton, che garantiva loro l’appoggio diretto di Washington nelle operazioni per rovesciare il governo di Bashar al-Assad in Siria e nella guerra di aggressione condotta da Rijad contro lo Yemen.
Nonostante tutti i milioni di dollari spesi per finanziare la sua campagna elettorale e quelli inviati alla fondazione Clinton (un centinaio di milioni sembra) i monarchi sauditi hanno fatto un grosso buco nell’acqua, con la sconfitta avvenuta della Clinton e la nomina di un personaggio imprevedibile e poco incline alle simpatie, come Donald Trump.

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di Cristina Amoroso

L’Arabia Saudita ha respinto la richiesta da parte dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani di avviare un’inchiesta indipendente sui crimini della guerra saudita in Yemen. Adel Bin Zayd al-Tarifi, il ministro saudita della Cultura e dei Media, ha respinto la richiesta da parte dell’Alto Commissario Zeid Ra’ad al-Hussein, sostenendo che Riyadh aveva già accettato il lavoro di indagine da parte della Commissione Nazionale Yemenita d’inchiesta.

YemenE’ quest’ultima il risultato di un compromesso con le Nazioni Unite accettato dall’Arabia Saudita e da altri Stati arabi di fronte alla minaccia di un’indagine indipendente dell’Alto Commissariato per i diritti umani. Un compromesso tortuoso dopo giorni di negoziati a Ginevra, descritto da Human Rights Watch e dall’Unione europea come un passo in avanti limitato. Per alcuni si tratta di un fallimento palese di responsabilità. Per altri la Commissione Nazionale Yemenita è un corpo che riporta ad Abd Rabbuh Mansur Hadi, fedele alleato saudita ed ex presidente dello Yemen dal 2012 al 22 gennaio 2015.

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ONU: La Russia perde il seggio nel Consiglio dei “Diritti Umani”.
Il sorprendente esito della votazione per la riconferma dei membri del Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU sembra quasi una punizione inferta alla Russia per la sua azione contro il terrorismo.
Nella votazione svoltasi ieri per il rinnovo del seggio nel Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (UNHRC), la Federazione Russa ha ottenuto 112 voti che non sono bastati per la riconferma. Con 114 voti a favore, la Croazia ne prenderà il posto.

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L’Arabia Saudita investe 8.000 milioni per la diffusione dell’Islam più settario
(con la complicità dell’Occidente)
di Rafael Poch

I sauditi contribuirono con il maggior contingente di combattenti stranieri, 5.000 uomini, nella guerra contro i sovietici in Afghanistan; 15 dei 19 terroristi dell’11 Settembre erano sauditi, 115 dei 611 jihadisti prigionieri di Guantanamo sono sauditi. Oggi gli elementi sauditi sono in maggioranza nel collettivo straniero dello Stato Islamico che combatte in Siria ed in Iraq: 2500 miliziani. Tuttavia, dopo l’11-S., gli Stati Uniti non hanno segnalato l’Arabia Saudita come stato terorrista ma lo hanno fatto con l’Iran, con l’Iraq e con ….la Corea del Nord, ed hanno invaso l’Afghanistan e l’Iraq.

Quindici anni dopo, Obama vieta -e tiene problemi per questo- una legge per poter perseguire giudizialmente l’Arabia Saudita (da parte dei parenti delle vittime).
L’Unione Europea le comunica a mezzo lettera il suo appoggio al veto, per paura che gli abusi occidentali possano essere portati in giudizio. “L’immunità di uno Stato deve essere un pilastro del diritto internazionale, ogni eccezione a questo principio rischia di provocare rappresaglie contro altri stati”, recita la lettera.

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L’Arabia Saudita, il grande alleato degli USA e dell’Occidente, organizza e gestisce un florido commercio di schiavi all’interno del proprio territorio grazie alle “prede di guerra” ottenute dall’ISIS e subito rivendute a mezzo subaste che si svolgono in varie località del paese.

La orribile scoperta è stata rivelata con la morte di un miliziano del gruppo terrorista nel corso dei combattimenti avvenuti nella città di Shirqat, nella provincia di Salah-Din, nel centro dell’Iraq, come ha informato questa settimana il giornale “The Sun”.

I componenti delle Unità di Mobilitazione Popolare (PMU) iracheni, formazioni militari che combattono contro i terroristi per riprendere il controllo della città, hanno infatti recuperato il telefono portatile del terrorista ucciso e da questo hanno prelevato le terribili immagini di questo ripugnante commercio di esseri umani che si svolge in Arabia Saudita.

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WASHINGTON (Pars Today Italian) – Gli accordi tra gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita per la vendita di armi durante l’amministrazione del presidente Barack Obama hanno raggiunto un totale di 115 miliardi di dollari, superando il record di tali accordi degli ultimi 71 anni, riporta Reuters, citando un rapporto del Centro per la Politica Internazionale.

Dall’insediamento di Obama nel gennaio 2009, Riyadh e Washington hanno firmato 42 contratti di fornitura di tutti i tipi di armi e attrezzature militari, comprese armi leggere, munizioni, carri armati, elicotteri, navi da guerra, missili terra-aria. Gli Stati Uniti forniscono anche assistenza tecnica e formazione ai soldati sauditi, riporta l’agenzia.

Secondo l’autore del rapporto, William Hartung, gran parte delle attrezzature militari non è ancora stato consegnato all’Arabia Saudita. Nel frattempo, lo scorso agosto l’amministrazione Obama ha approvato la vendita di armi valore di 1.150 milioni di $.

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Si confermano gli stretti rapporti tra la Monarchia saudita ed i terroristi del Daesh: ucciso fra i miliziani del Daesh il cugino di un alto diplomatico saudita.

Le autorità militari irachene hanno identificato, fra i miliziani del Daesh (ISIS ) uccisi in Iraq, il cugino dell’ambasciatore saudita in Iraq.
Lo stesso governo iracheno ha confermato la morte di Abdel-Salaam Al-Subhan, uno dei tanti miliziani sauditi del Daesh che operano in Iraq e Siria.

Da notare che il governo iracheno aveva chiesto più volte la sostituzione dell’ambasciatore saudita a Baghdad, Thamer Al-Subha, dopo che questi si era rifiutato di condannare le azioni del cugino Abdel-Salaam Al-Subhan ed aveva manifestato pubblicamente il proprio sostegno al Daesh, criticando anche le azioni dell’Esercito iracheno.

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Mogherini: “I paesi del Golfo sono il quarto mercato di esportazione dell’Ue, per un flusso commerciale totale pari a 155,5 miliardi di dollari all’anno nel 2015”.

Se i giornalisti antiestablishment volessero fare qualcosa di davvero utile, dovrebbero recarsi in gruppo – le azioni solitarie non sono servite – alle conferenze stampa dei potenti e fare domande scomode o anche lanciare scarpe, metaforiche o vere, come fece il loro collega iracheno con rischi ben maggiori. Temi che non ti accreditino la volta successiva? Ne andranno altri. Non è forse il web pieno di giornalisti blogger analisti editorialisti?

Niente di tutto questo è successo il 18 luglio a Bruxelles in occasione dell’incontro ministeriale congiunto fra Consiglio d’Europa e Consiglio di Cooperazione del Golfo-Ccg che comprende Arabia saudita, Kuwait, Emirati arabi, Qatar, Bahrein, Oman. Un giornalista del filosaudita Al Quds Al Arabi e un cronista dell’agenzia stampa kuwaitiana Kuna hanno porto domande genuflesse alla conferenza stampa congiunta dell’alto rappresentante (in ginocchio) della politica estera Ue Mogherini Federica e del ministro saudita Adel al Jubeir.

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di  Martin Berger

La campagna della Casa Bianca per stabilire un controllo incondizionato sulle fonti mediatiche nazionali e internazionali, si manifesta in vari modi. Queste fonti pubblicano articoli solo su argomenti che si adattano all’agenda di Washington, mentre ignorano del tutto gli altri.

Se date un’occhiata alla copertura degli eventi in Siria, vi imbatterete inevitabilmente in pesanti critiche sui provvedimenti che la Russia e il governo siriano stanno adottando, lasciando invece il continuo sostegno della Turchia all’ISIS totalmente sotto silenzio. Se date un’occhiata agli articoli dei media occidentali che riguardano la situazione in Iraq, sarete immersi in un mondo di spavaldo eroismo delle azioni degli Stati Uniti, mentre non troverete menzione del ruolo di Washington nell’attuazione del massacro infinito che si sta consumando.

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RIYADH (Pars Today ) – Secondo un documento trapelato, l’Arabia Saudita ha già consegnato il controllo la sicurezza dei suoi confini meridionali con lo Yemen al regime israeliano.

Un documento pubblicato dal sito web di notizie iraniano in lingua araba, Al-Alam, mostra che il vice principe ereditario e ministro della difesa dell’Arabia Saudita, Mohamad Bin Salman, ha ordinato alle guardie di frontiera del paese di collaborare con una società israeliana per fermare i guerriglieri Houthi al confine con lo Yemen.

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