"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Arabia Saudita

Migliaia di cittadini indiani, di religione mussulmana, sono scesi in piazza A Nuova Delhi per protestare contro l’Arabia Saudita e la sua accertata connivenza con i gruppi terroristi come l’ISIS ed altri colpevoli di attentati ed omicidi nel paese. I manifestanti hanno dichiarato che l’Arabia Saudita deve smettere di finanziare l’ISIS, al Qaida, Hizb-ul-Muyahidin ed altri gruppi terroristi e che altrimenti soffrirà un effetto boomerang.

“Siamo qui riuniti a Jantar-Mantar in alcune migliaia di cittadini in una protesta che dura da due giorni per inviare un messaggio al governo saudita in cui rileviamo che il modo in cui si sta comportando è totalmente contrario all’Islam. L’ISIS viene finanziato dal governo saudita, che sta causando stragi in Siria come in Iraq ed in India. Abbiamo inviato un memorandum all’Ambasciata dell’Arabia Saudita a Nuova Delhi e gli richiediamo di fermare il suo appoggio illegale ai gruppi terroristi”, ha dichiarato Z Ahmed Chamman, segretario generale del Fronte Sunnita di tutta l’India. Proteste analoghe sono state registrate oltre a Delhi anche in altre città indiane come Mumbai and Kolkata.

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L’attacco è avvenuto dopo che due imbarcazioni da pesca iraniane avvano oltrepassato il limite della acque territoriali saudite, nel Golfo Persico, come dichiarato dal direttore delle Frontiere Iraniane, Majd Aqa Babaei. Di conseguenza e senza verificare se ci fosse stata effettivamente  una intrusione nelle acque di questo paese, i due guardacoste hanno aperto il fuoco ed un pescatore è rimasto uccioso ed un altro gravemente ferito, come ha riferito Babaei durante la conferenza stampa.

“Questa azione saudita non è compatibile con le leggi internazionali e con i prioncipi umanitari. Anche supponendo che i due pescatori abbiano attravarsato il limite delle acque saudite per causa delle alte onde del mare, i guardacoste non erano autorizzati a sparare sulle imbarcazioni iraniane”, ha aggiunto il funzionario iraniano.

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Donald Trump sembra ritenere di aver convinto i sauditi nel respingere il terrorismo jihadista e nel castigare il Qatar per il suo appoggio all’ISIS ed al Qaeda. Trump non è una persona molto brillante. I Monarchi del Golfo Persico, patrocinatori del nuovo terorre jihadista per il loro istinto di conservazione, così come  gli USA appoggiano Al Qaeda per il fatto di non avere altre opzioni nella regione. Se i russi e i siriani sbaraglieranno gli jihadisti in Siria, questi  scateneranno la loro furia più intensa contro i regimi del Golfo.

Por Glen Ford

“Senza gli Jihadisti, gli Stati Uniti dovrebbero ricorrere all’impiego di proprie truppe nella regione -una  rete internazionale – missione che il popolo statunitense non potrebbe mai accettare. La rete internazionale jihadista islamica, creata on Afghanistan circa quattro decadi addietro dagli USA, dall’Arabia Saudita e dal Pakistan, sta scomparendo alla vista completa di un pubblico planetario. Donald Trump pensa che sia tutta opera sua ma è del tutto fuori strada.

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di Davood Abbasi.

La danza delle spade (di Trump e dei sauditi) o l’impero della mente dell’Iran?

Non si puo’ dire quale sara’ la scelta del Qatar, ma si puo’ dire, di sicuro, che l’Arabia Saudita ha messo la piccola e ricchissima nazione araba in una posizione che la costringe a scegliere. In maniera abbastanza decisiva e determinante.

Arabia Saudita, un alleato prepotente e deludente

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L’aviazione saudita ha bombardato nella notte del Sabato un centro di trattamento per il colera nella provincia di Saada, nel nordest dello Yemen.
Un aereo da guerra saudita ha lanciato un missile contro il centro di trattamento per il colera di Qahza, nel governorato di Saada. L’attacco ha lasciato vari feriti ed ha provocato gravi danni all’edificio, come ha informato questa domenica la pagina Web della televisine locale Al Masirah.
Il bombardamento, ha sostenuto un rappresentante del centro, mette in rilievo i tentativi dell’Arabia Saudita di far propagare il colera nel paese.

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di  Sabrina Duarte e Davide Lemmi

Il 20 maggio 2017 a margine della conferenza tra i paesi arabi, in cui sono intervenuti 55 tra capi di Stato e Primi Ministri, Donald Trump ha firmato un accordo in base al quale l’Arabia Saudita comprerà 110 miliardi di dollari in armi e tecnologie. Il 45° Presidente degli Stati Uniti ha posto la firma sulla più grande commessa nella storia del settore. Un’intesa che mira però a raggiungere un’altra cifra record, quella di 350 miliardi di dollari entro 10 anni.

Ma l’accordo firmato da Trump ha origini nell’amministrazione precedente. L’ormai ex Presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva infatti, nel settembre del 2016, trattato con Ryad per una fornitura di armi e sistemi di difesa pari a 115 miliardi di dollari. Secondo Reuters, l’accordo includeva armi leggere, munizioni, carri armati, elicotteri, navi da guerra e missili terra-aria.

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Il famoso analista britannico Robert Fisk, ha lanciato pesanti critiche a Donald Trump in un articolo intitolato “Il discorso di Donald Trump al mondo mussulmano era pieno di ipocrisia e condiscendenza”, che è stato publbicato sul giornale ,”The Independent”, il Lunedì, il giorno dopo che il presidente USA aveva parlato nel vertice tenutosi a Rijad con i leaders dei paesi mussulmani sunniti.
Nel suo discorso, Trump aveva detto che gli USA cercano di raggruppare una coalizione di nazioni per mettere fine all’estremismo nel Medio Oriente ed ha incitato i paesi mussulmani ad assicurare “che i terroristi non trovino un santuario nei loro paesi”.

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di Luciano Lago

Se una cosa era evidente in tutto il contesto Medio Orientale di questi ultimi anni è il fatto che l’Arabia Saudita porta le principali responsabilità della diffusione del terrorismo di marca wahabita/salafita, lo stesso praticato dai gruppi che operano in una quantità di paesi del Medio Oriente e dell’Asia Centrale. Dall’Arabia Saudita arrivano i finanziamenti ai gruppi terroristi che peraltro si ispirano esattamente all’ideologia a sfondo religioso che Rijad si sforza di diffondere come principale confessione prevalente nel mondo sunnita. Un fatto accertato da numerose inchieste fatte anche da istituti di ricerca negli USA ed in Gran Bretagna e mai smentiti. Vedi: The Real Largest State Sponsor Of Terrorism

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Consulente governo di Riad: ‘l’11 settembre 2001 fu operazione esclusivamente americana, progettata ed eseguita all’interno degli USA’

di Giulietto Chiesa

Strane cose dal mondo mentre un’America lacerata e isterica fatica a mantenere il controllo degli scenari in cui è impegolata. Ora è l’Arabia Saudita che manifesta ripetutamente segni di inquietudine e di rivalsa.
Inquietudine ben giustificata se si tiene conto che Riyadh è letteralmente appesa alla protezione americana e israeliana, e ha fondati motivi per credere che una tale America sia sempre più bisognosa di cure psichiatriche. Inquietudine che potrebbe innescare inedite reazioni vendicative, per quanto collidenti con l’interesse strategico. Come nei casi che qui stiamo esaminando, che si stanno trasformando in accuse devastanti per l’immagine e il ruolo guida di Washington.

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L’attacco è avvenuto ieri nei pressi della città di Taez, nel sud-ovest del Paese, in un’area controllata dai ribelli Houthi. Fonte filo-governativa parla di “errore” nella definizione dell’obiettivo. Nessun commento da Riyadh. Centrato un mezzo carico di civili, di rientro da una giornata di acquisti. (Fonte: Asia News)

Sana’a (AsiaNews/Agenzie) – Un raid aereo della coalizione araba a guida saudita in Yemen avrebbe ucciso ieri almeno 23 civili, fra i quali vi sono anche donne e bambini. La denuncia arriva dai ribelli Houthi, in lotta contro il governo del presidente Hadi sostenuto da Riyadh, secondo cui l’attacco è avvenuto nei pressi della città di Taez, nel sud-ovest del Paese.

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