"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

America in declino

di Michele Rallo

Cambio della guardia alla Casa Bianca. Anche se il clima negli States sembra più quello di una guerra civile strisciante. Tanti gli episodi: non soltanto gli ultimi lampi di guerra del più immeritato Premio Nobel per la Pace che la storia ricordi; ma anche il ridicolo boicottaggio canoro dell’insediamento di Trump, decretato dalla cupola del mondo dello spettacolo statunitense, notamente impegnata a sinistra, come tutti i miliardari che si rispettino; ed anche, probabilmente, la multa miliardaria alla Fiat-Chrysler, giunta all’indomani della dichiarazione di Marchionne di sostanziale sostegno alle misure protezionistiche annunziate dal nuovo Presidente.

Ma il piatto forte di quest’ultima tragicommedia a stelle e strisce resta innegabilmente il polverone alzato dallo sfigatissimo (e portatore di sfiga) Barack Obama sul tema degli hacker. Gli hacker – secondo la definizione che ne dà Wikipedia – sono «esperti di sistemi informatici in grado di introdursi in reti informatiche protette (…) per poi essere in grado di accedervi o adattarle alle proprie esigenze». Ovvero – mi permetto di semplificare – degli spioni elettronici.

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Quando si è reso evidente il trionfo di Trump nelle scorse elezioni presidenziali degli Stati Uniti, Obama ha inviato un mesaggio via Twitter con una frase con cui voleva rianimare i suoi sostenitori, in cui diceva: “il sole tornerà a sorgere un domani”; con questa frase voleva far intendere che, nonostante il trionfo di Donald Trump non tutto doveva considerarsi perduto per loro.

Tuttavia giusto ieri, a scarsi tre giorni dall’investitura di Trump, Obama esce con un altro twitter – per mezzo della sua ambasciatrice all’ONU, Samantha Power, in cui scrive: “non andiamo ad entrare dolcemente nella notte”.
Per qualsiasi persona è evidente che sono frasi che celano un forte simbolismo. Non per nulla Obama è membro di società segrete come la ” Skull and Bones”. Vedi: Dalla «Skull and Bones» al Nuovo Ordine Mondiale

Se c’è un qualche cosa che l’establishment ha rimproverato a Trump è il fatto che lui non faccia parte di alcuna società segreta nè sia stato iniziato in alcuna dottrina ermetica. Ed è per questo che lo hanno rifiutato e questo è il motivo dei Twitters di Obama.

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Se Trump avrà successo, allora avrà bisogno di creare un nuovo movimento politico, e dovrà sostenerlo.

Le elezioni americane del 2016 sono state per molti aspetti abbastanza “eterodosse”, e altrettanto sarà la presidenza di Donald Trump. Se avrà successo, allora avrà bisogno di creare un nuovo movimento politico, e dovrà sostenerlo. Il momento è particolare e richiede un approccio al potere differente: tutti sono allineati contro di lui e contro la volontà politica del Paese.

E’ tradizione che quando il candidato di uno dei maggiori partiti viene eletto presidente, questi venga designato automaticamente capo del suo partito. Ma sembra che a questo giro elettorale tale regola non si applichi al Partito Repubblicano. Trump tecnicamente potrebbe guidare il GOP [Grand Old Party, acronimo con cui viene popolarmente indicato il Partito Repubblicano], ma il comportamento dell’establishment del partito lascia intuire un’altra volontà. Vi è la possibilità infatti che Trump possa assistere al boicottaggio del proprio programma legislativo da parte del GOP – sebbene controlli entrambe le Camere del Congresso. Si tratta veramente di un insieme di circostanze abbastanza straordinarie.

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Ex-boss Cia: «Trump troppo buono con la Russia»

WASHINGTON D.C. – Il direttore uscente della CIA, John Brennan, ha ammonito il presidente Donald Trump a non ridimensionare le azioni della Russia. «Non credo che possieda una comprensione completa delle capacità, delle intenzioni e delle azioni della Russia», ha detto alla Fox.

«Penso che Trump debba capire che assolvere la Russia da varie azioni che ha intrapreso negli anni passati sia una strada che deve stare molto, molto attento a ridimensionare», ha aggiunto Brennan.

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NEW YORK – I tentativi degli Stati Uniti di incolpare gli altri – in particolare Russia e Cina – per i loro problemi porterà l’America alla decadenza. Lo ha scritto Patrick Lawrence sul quotidiano statunitense The Nation.

Lawrence è convinto che gli USA stiano cercando di trasformare dei paesi terzi in «capri espiatori» per distogliere l’attenzione dai problemi interni. La Russia, in questo senso, è un caso «estremo» per Washington.

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di  Glenn Ford (direttore esecutivo)

La decadenza ed il  declino  degli  Stati Uniti come potenza leader,  ha prodotto due forti ceppi di pseudo “fascismo” che ora si contendono la supremazia. Il primo quello del  presidente nero, ora uscente, che rappresenta il “mondialismo cosmopolita, globale ossessionato” quale varietà di   totalitarismo globalista.  Donald Trump proviene invece da un ceppo più vecchio di conservatorismo , “rozzo e meschino, troppo brutto per il debutto mondiale.”

A questo punto della storia, i due partiti aziendali  (corporate) sembrano incapaci di produrre qualcosa di diverso da totalitarismi  di un tipo o dell’altro.
” Il ridimensionamento spietato  del lavoratore americano è un elemento centrale della eredità di Obama”.

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Il segretario di Stato USA, John Kerry, ha ammesso che Washington ha utilizzato il gruppo terrorista del Daesh (ISIS) per tentare di rovesciare il Governo siriano.
Secondo un audio filtrato al giornale statunitense New York Times, e diffuso nel Settembre dell’anno scorso, quando questo è stato totalmente ignorato, è ritornato fuori questa settimana. Sono parte delle dichiarazioni di Kerry nel corso di una riunione di 40 minuti con una ventina di oppositori siriani al margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

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di Carlos SantaMaria

La risposta assertiva di Vladimir Putin alla sconsiderata corsa verso le sanzioni alla Russia, realizzata da Obama nell’agonia del suo mandato, ha provocato una reazione importante negli Stati Uniti perché, da varie interviste realizzate, viene indicato che molte persone negli USA preferirebbero avere un personaggio come il governante moscovita, nella presidenza di questo paese, piuttosto che lo stesso Obama.

Questo perchè che l’attuazione politica del presidente, destinato ad uscire di scena nei prossimi giorni , è stata una debacle per tutta la nazione USA, visto che ogni suo passo effettuato, si è tramutato in una sconfitta importante per questo personaggio e quello che lui rappresenta.

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di Carlos Esteban

Il crollo del consenso per i socialdemocratici, dall’epoca del dopoguerra, così come per i partiti ” progressisti” in Europa, per le forze collegate con l’establishment dominante e per quella che si denomina come la sinistra mondialista, non viene facilmente accettato e tutti questi soggetti e partiti dimostrano di non saper perdere.
Se il 2016 ci ha insegnato qualche cosa, questa  è il fatto che il mondo progressista e le forze della sinistra mondialista, quando devono affrontare i loro primi rovesci elettorali, come accaduto nell’anno trascorso, non sanno perdere e non si rassegnano.

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Il senatore statunitense, John McCain, ha dichiarato mercoledì scorso che il presidente russo, Vladimir Putin, costituisce una “minaccia” per l’ordine mondiale.
“Stiamo permettendo a Vladimir Putin di minare l’Ordine Mondiale (…) che deve essere mantenuto, lui, Vladimir Putin rappresenta una minaccia “, ha nanifestato il politico neocon nel corso di una intervista concessa al canale di notizie USA Fox News.

Il senatore del Partito Repubbicano, che si trova in visita in Lettonia, ha espresso il suo desiderio che gli “alleati europoei” di Washington siano consapevoli della minaccia (di Putin) e “si uniscano agli sforzi per contenere il comportamento irresponsabile di Putin”.

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