"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

America in declino

‘Per la prima volta nella storia dell’umanità viviamo una
situazione pericolosissima che mette a rischio la stessa
sopravvivenza della specie umana’
Redazione
di Patricia Lombroso.

«Per la prima volta nella storia dell’umanità viviamo una situazione pericolosissima che mette a rischio la stessa sopravvivenza della specie umana. Parlo della capacità mostruosa odierna di uccidere da parte degli Stati Uniti. Grazie al progetto iniziato anche con l’amministrazione Obama ed ora finito nelle mani di Trump, per l’ammodernamento tecnologico nucleare che ha raggiunto livelli radicalmente superiori all’arsenale nucleare russo quale deterrente.I margini si sono assottigliati al punto che non si può escludere una catastrofe nucleare».

Leggi tutto…

di Alessandro Lattanzio

Mentre il 12 aprile il comandante dell’USS Ross, Russell Caldwell, che aveva supervisionato l’attacco missilistico dell’US Navy contro la base aerea siriana di al-Shayrat, dopo solo 18 mesi di comando della nave veniva “promosso” a supervisionare la stesura di manuali sulla guerra di superficie a San Diego, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dichiarava che la sua amministrazione non designa più la Cina come manipolatore di valuta, e si lamentava che il dollaro USA sia troppo forte, rimangiandosi le dichiarazioni fatte in campagna elettorale, quando accusò la Cina di manipolare la propria valuta per aumentare le esportazioni, “Credo che il nostro dollaro sia diventato troppo forte, e in parte questo è colpa mia perché la gente ha fiducia in me, ma è un male… alla fine“, aveva detto Trump; miracolo dovuto al lancio dell’agenzia di stampa dello Stato cinese Xinhua, che definiva l’attacco alla Siria l’azione di un politico debole che aveva bisogno di mostrare i muscoli.

Leggi tutto…

di Adriano Scianca

Che l’attacco americano alla Siria avvenga a poche ore dal ridimensionamento del ruolo di Steve Bannon nell’amministrazione Trump è cosa che in molti hanno notato. Per ora l’animatore di Breitbart mantiene un basso profilo, ma alcuni articoli riferiscono che non sarebbe affatto d’accordo con l’azione militare contro Assad. Bannon era ritenuto il “ponte” tra Donald Trump e il variegato mondo dell’Alt-Right, la destra anticonformista americana. Che, in queste ore, sta esprimendo tutta la sua delusione per l’involuzione neocon del presidente.

Richard Spencer, l’uomo che aveva scandalizzato i benpensanti lanciando il coro “Hail Trump” sta duramente polemizzando con la Casa Bianca. In un video postato su YouTube e chiamato “Il tradimento di Trump”, Spencer esprime tutta la sua delusione: “Devo essere brutalmente onesto: sono profondamente deluso da Donald Trump. Sono scioccato e arrabbiato. E sono pronto a condannare Donald Trump”. Sul suo profilo Twitter, dove Spencer ha addirittura messo la bandiera siriana tra il nome e cognome, vengono pubblicizzati sit in di protesta contro l’attacco, con tweet di questo tenore: “Si tratta di un momento enorme. Non possiamo rischiare la terza guerra mondiale.

Leggi tutto…

Le recenti dichiarazioni della rappresentante USA all’ONU, Nikki Haley, in cui si ribadiva che l’atteggiamento del suo paese era quello di “fare pressioni sulla Russia e sull’Iran” nel conflitto siriano per forzare l’abbandono del Presidente Bashar al- Assad dal potere, hanno causato repulsione e sdegno  in Iran.

L’atteggiamento della Russia, che il paese slavo ha ribadito in varie occasioni, si basa sul fatto che il destino di Bashar al-Assad può essere stabilito soltanto dal popolo siriano. Allo stesso tempo in Iran considerano inammissibile fare pressioni su altri paesi per imporre i propri interessi politici.

Leggi tutto…

di Finian Cunningham

C’è stato un periodo in cui la “russofobia” era un’efficace forma di controllo della popolazione, usata soprattutto dalla classe dirigente americana per motivare i cittadini statunitensi ad avere un sentimento di patriottismo. Non più. Ora la russofobia è un segnale di debolezza, di inarrestabile implosione della classe americana al comando per effetto di una decomposizione interna. Questa tecnica di propaganda ha funzionato bene durante i decenni della Guerra Fredda, quando l’Unione Sovietica poteva facilmente essere demonizzata come “comunismo ateo” e “impero del male”.

Questi stereotipi – non importa quanto falsi – si sono diffusi in modo capillare grazie al monopolio del controllo sui media occidentali esercitato dai governi e dagli enti ufficiali. L’Unione Sovietica non esiste da più di un quarto di secolo ma, tra la classe politica USA, la russofobia è più virulenta che mai. Questa settimana, dalle audizioni del Congresso a Washington sulle presunte interferenze russe nella politica statunitense, è stato evidente che una larga parte del governo e dell’establishment dei media americani sono “fissati” con la russofobia e con la convinzione che la Russia sia un pericoloso nemico esterno.

Leggi tutto…

di Thierry Meyssan

Due mesi dopo il suo ingresso alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dovrebbe chiarire la sua posizione rispetto al piano dei suoi predecessori di rimodellamento del Medio Oriente allargato. Se auspica davvero di mettere fine al jihadismo, dovrà riconoscere la resilienza della Siria e riposizionare sia il Regno Unito, sia l’Arabia Saudita e la Turchia.

Al momento della nomina del nuovo Segretario della Difesa, il generale James Mattis, il presidente Donald Trump gli aveva chiesto di preparare dei piani che consentissero non tanto di spostare dei jihadisti di qua o di là, né di fare affidamento su alcuni e non su altri ma di eliminarli tutti.

Leggi tutto…

Il fondatore di WikiLeaks riferisce di aver intercettato conversazioni tra la Hillary Clinton e vari funzionari dell’intelligence i quali parlano in segreto della possibile ascesa al potere del vicepresidente Michael Pence.
Julian Assange ha affermato, attraverso Twitter, che le agenzie di intelligence e l’opposizione a Donald Trump stanno lavorando per creare le condizioni propizie ad effettuare la destituzione dell’attuale presidente e sostituirlo con il vice presidente Michael Pence.

Nel suo primo twit Assange ha riferito che la democratica Hillary Clinton ha segnalato che in questo mese sta aiutando discretamente ad una presa del potere da parte di Pence.
Secondo lei, ” Pence è una persona prevedibile e di conseguenza più facile da sconfiggere”, ha aggiunto il fondatorte di WikiLeaks.

Leggi tutto…

di Luciano Lago

Le pressioni dell’apparato militare industriale USA, che ormai è parte integrante dello “stato profondo” di Washington, hanno avuto effetto ed il presidente Trump ha messo al primo posto del suo programma il rafforzamento del settore militare, accentuando il pericolo costituito dalla “minaccia russa” e dalla “minaccia dell’Iran”, come pretesto per giustificare l’aumento del Budget di spesa richiesto dall’apparato.

In concomitanza a questo, il gruppo dei neocons (potentissimi a Washington) hanno convinto Trump della necessità di mantenere e prolungare anche la normativa eccezionale ereditata dal “Patrioct Act” di Bush/Obama che consente i poteri eccezionali dello Stato di polizia permanente. Niente di meglio quindi che rilanciare la ormai nota “lotta al terrore” impiantata da George W. Bush, con motivo di lotta al terrorismo islamico.

Leggi tutto…

 

di Juan Manuel De Silva

Le scorso Venerdì il Dipartimento di Stato USA ha distribuito la sua informativa annuale sui Diritti Umani nel mondo, un pamphlet che consiste nella minuziosa descrizione dello stato dei diritti umani nei vari paesi del mondo. Con l’uscita del rapporto, il Dipartimento di Stato USA non ha perso l’occasione per salire in cattedra ed impartire la sua “lezione di diritti umani” agli altri paesi ed in particolare ai paesi considerati “ostili” agli interessi occidentali, ovvero un sermone riservato  in particolare all’Iran, alla Siria, alla Russia, a Cuba, alla Corea del Nord, al Venezuela, ed a qualche altro paese.

Risulta curioso che il Dipartimento di Stato USA si riservi il diritto di criticare altri Stati  per le supposte “violazioni dei diritti umani”  trascurando di guardare in casa propria ove non si può certo sostenere che la democrazia USA sia così rispettosa dei diritti umani come vorrebbe far credere. Washington si autodefinisce come la “culla della libertà” e della “democrazia” ma la realtà è ben diversa da quella che vogliono far apparire.

Leggi tutto…

di Thierry Meyssan

Questo articolo è un avvertimento: nel novembre 2016, un vasto sistema di agitazione e di propaganda è stato messo in campo al fine di distruggere la reputazione e l’autorità del presidente Donald Trump, non appena sarebbe arrivato alla Casa Bianca. È la prima volta che una tale campagna è scientificamente organizzata contro un Presidente degli Stati Uniti, e con tale dovizia di mezzi. Sì, stiamo davvero entrando in una era di post-verità, ma i ruoli non sono quelli che vi aspettereste.

La campagna condotta contro il nuovo presidente degli Stati Uniti dagli stessi sponsor di Barack Obama, Hillary Clinton e della distruzione del Medio Oriente allargato è in corso. Dopo la marcia delle donne del 22 gennaio, è previsto che si tenga una marcia per la scienza non solo negli Stati Uniti, ma anche in tutto il mondo occidentale, il 22 aprile. L’obiettivo è dimostrare che Donald Trump non è solo un misogino, ma anche un oscurantista.

Leggi tutto…