"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Alienazione

di Martino Mora

Vi fu un tempo in cui l’antirazzismo era una passione nobile. Era il rifiuto di stigmatizzare qualcuno per il colore della pelle o il popolo di appartenenza. Era il rifiuto di giudicare non umane o comunque inferiori delle persone per le loro caratteristiche biologiche o anche etniche (il concetto di “etnia”, a differenza di quello di “razza”, ha anche un significato culturale).

Oggi invece l’antirazzismo è divenuto un’ideologia intollerante ed estrema, che è parte integrante del pensiero unico politicamente corretto, ovvero dell’ideologia dominante. Come l’omosessualismo, del resto. Come il femminismo. Come le teorie gender. Alain Finkielkraut ha definito l’antirazzismo “il totalitarismo del XXI secolo”.

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di Alexander Dugin

“La Palude” sta per diventare il nuovo nome della setta globalista: gli adepti della società aperta, i maniaci LGBT, l’esercito di Soros, i post-umanisti e così via. Bonificare la palude non è un imperativo categorico solo per l’America. Si tratta di una sfida globale per tutti noi.

Oggi ogni popolo ha la sua “Palude” che lo opprime. Noi, tutti insieme, dobbiamo dare il via alla lotta contro la Palude russa, la Palude tedesca, la Palude italiana eccetera. E’ arrivato il momento di liberare le nostre società dall’influenza della Palude. Piuttosto che combattere tra di noi, proviamo a bonificarla insieme. Prosciugatori di tutto il mondo, unitevi!

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di Paolo Borgognone

A prescindere infatti dalla propria, in verità assai risicata, portata numerica e dall’effettiva autopercezione di appartenenza capace di connotarne i componenti come parte di un “gruppo sociale” realmente esistente, la Generazione Erasmus è un progetto di ingegneria sociale e l’oggetto della produzione sociale di massa del capitalismo contemporaneo (in altri termini, la Generazione Erasmus è il prodotto della società in cui viviamo).

Quanto più sopra affermato trova conferma nelle parole pronunciate in merito da alcuni maître à penser del liberalismo odierno, quali Daniel Cohn-Bendit e Umberto Eco. Furono infatti costoro a teorizzare l’istituzione obbligatoria della “società dell’Erasmus” finalizzata allo scioglimento di ogni identità collettiva dei popoli europei (identità nazionale, religiosa, di classe, persino di genere) nel magma volutamente confusionario, postnazionale e postideologico di Cosmopolis, il mondo unificato all’insegna dello stile di vita “disinibito”, cinico, disincantato, apolide e oggettivamente stravagante degli strati superiori della classe media delle megalopoli globali. «Io», esternò in proposito Cohn-Bendit, «vorrei che la Commissione Europea finanziasse ogni anno lo studio all’estero di un milione di studenti europei che poi statisticamente si fidanzerebbero tra loro: che nazionalità avrebbe il figlio di un’olandese nata ad Amsterdam da genitori turchi e un francese nato a Parigi da genitori marocchini? Europea».

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Redazione. Il Ministero della Pubblica (di)Istruzione ha siglato il programma con 16 organizzazioni, tra cui la McDonald, il colosso americano del fast food: a disposizione 10mila percorsi per gli studenti delle superiori. Scelta in linea con il Jobs Act.

Il piano di formazione scuola- lavoro ideato dal Governo Renzi inizia con un percorso previsto per gli studenti che si recheranno a fare un tirocinio di formazione presso i ristoranti della catena americana dei McDonald’s.

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Prosegue l’opera intestina di totale snaturamento del Partito Popolare in Spagna. Partito già deformato nei propri ideali, nei propri valori da precedenti, incredibili decisioni, assunte in totale contrasto col proprio elettorato. Ed anche stavolta non ha perso l’occasione per dimostrare ormai il proprio volto peggiore e compromesso con le lobby dominanti, votando nel Parlamento andaluso un disegno di legge proposto dall’ultrasinistra di Podemos, «per garantire i diritti delle persone, che si riconoscano come lesbiche, gay, transessuali, bisessuali ed intersessuali (Lgbti) e per sradicare la Lgtbifobia in Andalusia». Senza l’appoggio dei Popolari, decisivo, probabilmente questo testo non sarebbe mai giunto nemmeno ad esser discusso in aula.

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di  G. Cirillo

Come alcuni miei lettori sanno, ho scritto un libro sulla democrazia integrata, un tentativo filosofico-politico di ampliare e definire meglio cosa dovrebbe essere una democrazia, cioè il potere del popolo. Da buon pasdaran della democrazia inauguriamo con questo articolo una rubrica sullo Stato della Democrazia, dove valuteremo la salute del sistema democratico nel mondo e ne analizzeremo eventuali minacce.

Oggi ci occuperemo dell’avvento su scala globale, nelle democrazia mature, dell’ultimo uomo, a nostro avviso, la più grave minaccia al mantenimento del sistema democratico come lo conosciamo (anche se assolutamente imperfetto e criticabile, rimane attualmente il miglior sistema esistente, ma non il miglior sistema possibile).

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Altro che Jobs Act e riforme della normativa sul lavoro, lavoratori e sindacati diventeranno perfettamente inutili.
Il peggior incubo dei lavoratori diventa realtà: essere sostituiti dai robots. Gli esempi sono in rapido aumento. L’impresa Foxconn, che produce la grande maggioranza degli articoli commercializzati sotto il marchio Apple e Samsung, ha già sostituito dai 60.000 ai 110.000 operai con i robots, che significa la metà delle sue maestranze. La finalità è quella di ridurre la mano d’opera e risparmiare sui costi di produzione.

Un docente di economia politica dell’Università del paese Basco, Joaquín Arriola, indica che, nella produzione orentata al mercato non sono rilevanti soltanto i costi di produzione ma anche gli utili che si ottengono e questi si realizzano in funzione delle vendite.

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di Juan Manuel Prada

In un passaggio particolarmente luminoso della sua opera, lo scrittore Leonardo Castellani, collega direttamente l’ossessione della libertà, propria della nostra epoca, con l’egemonia raggiunta dalle forze economiche senza controllo.  Il grande scrittore argentino segnala che questa ossessione per la libertà avrebbe potuto mantenere le masse imbrigliate come scimmie che si contendono in una gabbia una damigiana di vino, mentre il Denaro (la grande Finanza) si dedicava, a piccoli passi, a gestirsi i propri affari a modo autonomo, operando in forma discreta, senza vigilanza nè restrizioni.

Castellani in definitiva ci propone la tesi per cui  tutta questa sagra di diritti e libertà che assaporiamo come se fossero delle golosità non sarebbero altro che delle esche che il denaro ci lancia per mantenere le masse  distratte, come si gettano le carrube ai maiali, mentre il Denaro (la grande Finanza sovranazionale) si concentrava e si moltiplicava in alcune poche mani, mentre circolava liberamente con destinazione ai paradisi fiscali, nel contempo si assicurava la sua intangibilità (e impunità) attraverso trattati e marchingegni giuridici.

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Viviamo in un mondo che è ormai l’impero del capitale, la grande sfida del secolo è quella di raggiungere la supremazia dei popoli sul capitale», così si è espresso Rafael Correa, presidente dell’Ecuador ed economista, in un discorso tenuto in Vaticano dove leader cattolici, politici e accademici hanno discusso dei crescenti problemi del capitalismo e della disuguaglianza globale.

Nel corso del suo intervento imperniato sui cambiamenti politici avvenuti a livello planetario dopo il 1991, Correa ha evidenziato che «le democrazie occidentali dovrebbero essere definite democrazie mercantili», dopo aver condannato duramente il neoliberismo e la forte concentrazione dei media nelle mani di pochi che così possono dettare l’agenda politica ai governi.

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di Andrea Tremaglia

Tra i conflitti significanti della nostra epoca, uno dei più diffusi e complessi da definire è quello tra il territorio e il suo opposto: la moneta. Due entità concettualmente avverse, l’una concreta e l’altra virtuale, la cui lotta (impari) segnerà sempre più il nostro mondo.

La moneta come antitesi del territorio

La moneta è mutante, fungibile, anonima. Suprema creazione artificiale dell’uomo, è per vocazione libera e diviene infatti sempre meno materiale, eppure presente: come mezzo finanziario è un fantasma onnipotente, alfiere della globalizzazione, strumento che si è fatto fine. È funzione ed è perciò virtuale per eccellenza. La sua natura s-vincolata dal territorio la rende la rappresentazione plastica ed evidente della società di rete, anzi una sua precorritrice: è uno strumento multi-centro, a equilibrio variabile e asimmetrico, sempre mobile e sempre pronto ad addensarsi sui variabili gangli della rete finanziaria ed economica mondiale.

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