"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Agricoltura ed ecologia

Il mese scorso Survival ha diffuso queste straordinarie immagini aeree di un gruppo di circa 100 Yanomami incontattati. I tagli ai finanziamenti e altri progetti del governo potrebbero rendere questi gruppi estremamente vulnerabili.

di  Guilherme Gnipper Trevisan/FUNAI/Hutukara

Il governo brasiliano sta progettando di tagliare i finanziamenti al dipartimento che protegge i territori delle tribù incontattate da taglialegna e minatori – facendo crescere i timori per la possibile distruzione di popoli come gli Yanomami incontattati, ritratti in alcune foto aeree diffuse di recente.

Il Dipartimento agli Affari Indigeni FUNAI – perennemente in mancanza di fondi – rischia infatti di subire ulteriori tagli al budget poiché il governo salito al potere in aprile, a seguito dell’impeachment di Dilma Rousself, è intenzionato a ridurre la spesa pubblica.

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Silvia Ribeiro

Bayer e Monsanto, due dei più criminali e giganteschi fabbricanti di veleni del Novecento, sono quasi una cosa sola. Vi preoccupa? Bene, lo scenario di fondo che le grandi manovre dei sei colossi del business di pesticidi, coltivazioni Ogm e semi commerciali mettono in luce è molto peggiore. Un vero e proprio incubo. La concentrazione monopolistica che investe l’agricoltura industriale ha dimensioni sconosciute. Comporta di certo una vertiginosa crescita non solo nell’impatto sul mercato, a cominciare dai prezzi al consumo, ma del potere delle lobby su leggi e regolamenti nazionali e internazionali, sulla corruzione politica e il controllo di tutti gli anelli della catena agroalimentare.

Non basta. Il controllo più ambito è quello sulle macchine. No, non i trattori e le trebbiatrici. Stiamo parlando di droni, Gps e altri piuttosto sofisticati giochini. E poi c’è il controllo delle informazioni sui prodotti, i suoli, l’acqua, la vegetazione, i boschi, le comunità animali e umane che li abitano, etc. La banca dati della vita.

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di Augusto Grandi

Il Ttip è morto”, ha certificato Sigmar Gabriel, vice cancelliere tedesco. Con il rischio, però, che possa venir riesumato dopo le elezioni americane e quelle tedesche. Se davvero morirà, a rimpiangerlo saranno in pochi: le multinazionali e il ministro dello Sviluppo economico italiano, Carlo Calenda. Oltre al codazzo di piccoli imprenditori che, come d’abitudine, non hanno capito nulla ma si erano allineati ai diktat dei Marchionne di turno. In realtà il Ttip, ossia il trattato per il libero commercio tra Unione Europea e Stati Uniti (più satelliti vari), avrebbe provocato disastri proprio alle piccole e medie imprese industriali. E avrebbe distrutto l’agricoltura europea.

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LA COMMISSIONE UE APPROVA IN SEGRETO L’IMPORTAZIONE DELLA SOIA TRANSGENICA DELLA MONSANTO (QUANTO HA BECCATO DI STECCA?)

LONDRA – C’e’ una notizia che e’ stata riportata da Russia Today ma e’ stata censurata dai mezzi di informazione italiani che dimostra il perche’ sia importante uscire dalla UE al piu’ presto possibile.

Infatti nel piu’ assoluto silenzio alcuni giorni fa la Commissione europea ha approvato l’importazione di soia geneticamente modificata prodotta dalla Monsanto e in particolare ad essere autorizzata e’ l’importazione di soia MON 87708 x MON 89788, soia MON 87705 x MON 89788 e soia FG 72 sia per essere dato come mangime agli animali che per il consumo umano ma non per essere coltivata.

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The Guardian: La Commissione Europea Vuole Rinnovare la Licenza per l’Uso del Glifosato (il diserbante “probabilmente cancerogeno”)

Un documento trapelato dalla Commissione Europea ed esaminato dal Guardian mostra come l’organo europeo abbia in programma di rinnovare la licenza per l’uso del glifosato, il diserbante ampiamente prodotto dalla Monsanto, nonostante l’opposizione di alcuni paesi e in contraddizione coi principi di cautela. L’OMS ha dichiarato il glifosato “probabilmente cancerogeno”. Le pressioni lobbistiche sono evidenti. Il TTIP è dietro l’angolo.

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Dopo gli ultimi provvedimenti dell’Unione Europea, votati anche dai parlamentari italiani del PD a Strasburgo, si profila il disastro della agricoltura italiana, una volta considerata produzione d’eccellenza.
Con il via libera, arrivato dalla UE in questi giorni, all’importazione agevolata di 70 mila tonnellate di olio d’oliva provenienti dalla Tunisia per i prossimi due anni, si profila una difficile prospettiva per la produzione nazionale, già in statto di crisi.

I politici italiani che hanno votato a favore del provvedimento  sono stati:  Gianni Pittella, David Sassoli, Cecile Kyenge e Sergio Cofferati, qualche altro (dalla Bonafè alla Picerno) ha fatto il furbo per non esporsi, ben sapendo che il provvedimento avrebbe comunque avuto la maggioranza. Vedi: Così muore l’olio italiano.

Le pesanti difficoltà economiche del settore agricolo italiano non mancherano di avere forti ripercussioni sull’economia nazionale, sull’occupazione e sull’ambiente. Le varie associazioni di categoria hanno espresso in questi giorni la grande insoddisfazione per Il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, ha parlato di una vera e propria inondazione di olio straniero che l’Italia dovrà subire, mostrandosi seriamente preoccupato per il nostro made in italy agroalimentare. L’unica via percorribile è quella di rafforzare i controlli e stringere le maglie della legislatura per evitare frodi e inganni, per far emergere il vero prodotto italiano ma il disastro è ormai alle porte.

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di Roberta Barone

Dall’aumento di import senza dazi di olio tunisino alle arance svendute a Catania per 8 Centesimi, passando per il pomodoro Pachino: quel ‘mercato unico’ europeo che falsa la concorrenza affossando sempre di più l’economia meridionale. E’ così che l’Europa ci vuole bene e ce lo dimostra.

Da sempre gli interessi economici di piccole elite, per essere concretamente realizzati, sono stati incoronati da grandi motivazioni sociali, politiche, ideologiche. E’ quanto accaduto di recente tra le mura delle istituzioni europee quando la proposta di aumentare l’importazione di olio tunisino è stata giustificata dalla necessità di aiutare un Paese come la Tunisia a stabilizzarsi, prevenendo così fenomeni ulteriori di radicalizzazione e terrorismo. Interessi economici che pero’ non si capisce bene a chi debbano beneficiare, considerato che- grazie alla ormai prassi di ‘aprire’ le frontiere ai prodotti stranieri- si scava sempre di più la fossa ai prodotti agricoli nostrani.

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Ignorando quasi 400.000 richieste contrarie sottoscritte da cittadini, professionisti della salute ed agricoltori, nel Settembre 2014 il Ministero dell’Agricoltura (USDA) ha approvato una nuova generazione di mais e di soia creati dalla corporation biotecnologica Dow Agro Sciencies. Le nuove sementi di marca Enlist sono tolleranti ad un nuovo erbicida anche questo progetato dalla Dow, chiamato Enlist Duo che combina pr la prima volta due erbicidi letali: l’acido diclorofenoxiacetico 2,4-D componente del tossico agente Orange, utilizzato durante la guerra del Vietnam, e il glisolfato, elemento chiave dell’erbicida Roundup della Monsanto. Da quando alcune di queste cattive erbe hanno sviluppato resistenza al 2,4-D o al glisolfato, l’Enlist Duo della Dow riesce a combianare entrambi assieme in un solo erbicida, più efficace ma con effetti collaterali.

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Dall’inizio della crisi nel 2007 sono state chiuse in Italia oltre 172 mila stalle e fattorie a un ritmo di oltre 60 al giorno, con effetti drammatici sull’economia, sulla sicurezza alimentare e sul presidio ambientale. E’ quanto emerge dal dossier presentato dalla Coldiretti al valico del Brennero dove sono giunti migliaia di agricoltori per fermare i traffici di una Europa che chiude le frontiere ai profughi e le spalanca alle schifezze mentre a Bruxelles si sono mobilitati i giovani della Coldiretti per chiedere un cambiamento delle politiche europee.

Su twitter la mobilitazione puo’ essere seguita con l’hastag #bastaschifezze. Occorre fermare chi fa affari sulle spalle degli agricoltori e dei consumatori con le speculazioni sui prodotti favorite – sottolinea la Coldiretti – dalla mancanza di trasparenza sulla reale origine e sulle caratteristiche degli alimenti, che stanno provocando l’abbandono delle campagne, sulla base dei dati Unioncamere relativi ai primi sei mesi del 2015 rispetto all’inizio della crisi nel 2007.

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Gli agricoltori di Francia e Belgio sono sull’orlo della bancarotta. La crisi manda a picco anche i produttori agricoli dei Paesi Baltici.
I produttori di latte e carne, non per ultimo motivo a seguito dell’embargo agroalimentare russo, non riescono a vendere i loro prodotti. Il loro malcontento viene espresse nelle manifestazioni di protesta: vengono bruciate gomme, gettato letame contro le prefetture, in alcuni casi vengono occupate le strade. In Bretagna gli allevatori francesi sono disperati: i magazzini sono pieni di carne, i mercati Leggi tutto…