"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Cambio di rotta di Obama sulla Siria: intervento diretto per rovesciare Assad

Kerry ei leaders  sauditi

di Luciano Lago

Obama ha annunciato oggi  un “cambio di rotta” nella politica anti Isis (Esercito Islamico)  attuata dagli americani. Mentre la campagna di interventi  aerei contro le posizioni dell’ISIS si era aperta inizialmente con frequenti attacchi  sul territorio  dell’Iraq, adesso il bersaglio numero 1 è diventato il presidente siriano.

Il presidente statunitense ha infatti annunciato un necessario cambio di rotta per il programma, che dovrà avere come punto di partenza la destituzione del “tiranno” di Siria, Bashar al-Assad.

Questa dichiarazione arriva dopo che nei giorni precedenti il segretario di Stato USA John Kerry si era riunito a Yeddah con i ministri degli esteri di 10 paesi arabi che fanno parte della coalizione, Arabia Saudita, Bahrein, Egitto, Iraq, Giordania, Kuwait, Libano, Omán, Qatar e gli Emirati Arabi Uniti (EAU), i quali hanno approvato il piano americano per la lotta all’ISIS. Successivamente il segretario di Stato USA si è riunito a porte chiuse con il principe saudita Saud al-Faisal, ministro degli esteri della Monarchia Saudita, la stessa Monarchia che, secondo prove inoppugnabili, assieme al Qatar, ha sostenuto e finanziato i gruppi terroristi che hanno operato in Siria e dopo in Irak.

La dichiarazione fatta oggi da Obama, durante la sua conferenza stampa,viene giudicata da tutti gli osservatori come una dichiarazione molto grave e densa di sviluppi molto negativi: da notare che la Russia aveva già messo sull’avviso  che qualsiasi intervento USA e della coalizione contro la Siria sarebbe stato giudicato come una violazione del diritto internazionale e la Russia si sarebbe riservata di fornire ogni appoggio al governo dell’alleato siriano.

Con la dichiarazione odierna Obama ha di fatto gettato la maschera e rivelato cosa si nascondeva fin dall’inizio  dietro l’operazione contro l’ISIS: la volontà USA di utilizzare l’ISIS come pretesto per attaccare la Siria e installarsi nuovamente in Iraq.

Era quello che avevamo previsto noi e diversi analisti indipendenti, come il vero obiettivo occulto della coalizione capeggiata dagli USA: il rovesciamento dell’odiato regima di Bashar al-Assad in Siria che “aveva osato” resistere alle pressioni americane ed opporsi all’aggressione americano- saudita  attuata  per mezzo dell’esercito di mercenari  jihadisti  fatto entrare in Siria attraverso la Turchia,  mercenari  addestrati, armati, equipaggiati da Stati Uniti, Arabia Saudita Qatar, con la complicità della Turchia e degli alleati occidentali (Francia e Regno Unito) oltre che di Israele. Vedi: Il diabolico piano degli USA in Iraq.

Non a caso si sapeva ed era stato denunciato dagli analisti indipendenti (Thierry Meyssan, Pepe Escobar, Tony Cartalucci, Paul C. Roberts, ecc.) che l’ISIS era un esercito creato dalla CIA ed il suo capo ( il fantomatico sceicco  Abu Bakr al-Baghdadi ) era in realtà un uomo addestrato dalla CIA e dal Mossad con un incarico ben preciso nell’ambito della strategia di USA ed Israele  per la destabilizzazione di Siria ed Iraq e (a breve) il Libano. Il piano del caos in Medio Oriente teorizzato dagli strateghi sionisti di casa a Washington come Paul Wolfowitz, Sigmund Brizinski e gli altri di cui si andrebbe a  beneficiare  Israele.

Obama e gli USA pretendono di essere loro, come potenza egemone (il paese eccezionale) a decidere chi debba governare la Siria e non il popolo siriano che, pochi mesi addietro, aveva votato confermando in grande maggioranza il suo appoggio al presidente Bashar al-Assad. Molto facile prevedere quale potrebbe essere l’avvenire della Siria, una volta “liberata” dagli americani e dalle loro truppe di supporto: la stessa situazione di caos e di guerra contro tutti lasciata in Libia ed in Iraq, esattamente la “strategia del caos”.

L’Amministrazione Obama è direttamente responsabile per aver causato  la guerra in Siria con il suo carico di vittime (olre 150.000 secondo un calcolo approssimativo), di milioni di profughi, distruzioni ed enormi sofferenze per il popolo siriano. Oggi incredibilmente  il presidente americano arriva a sostenere di voler combattere il terrorismo , lo stesso terrorismo che Washington ha alimentato per anni,  quando tutti sanno quanto sia stato determinante proprio il sostegno e  le armi fornite dagli USA ai gruppi terroristi che operano da quasi 4 anni in Siria. L’annuncio  di Obama  suona ancora più ridicolo  considerando che, nella coalizione capeggiata dagli USA , ci sono paesi come l’Arabia Saudita ed il Qatar che sono i diretti ispiratori e sostenitori del terrorismo salafita e wahabita che sta incendiando tutta la regione medio orientale. Vedi: Gli stati Uniti e l’Arabia Saudita dietro i terroristi in Iraq ed in Siria.

Non si conoscono ancora le reazioni della Russia ma è facile immaginare che anche questa volta Putin non darà partita vinta agli americani ed ai loro alleati. La Russia ha una base militare in Siria ed interessi geostrategici essenziali nel paese arabo e difficilmente assisterà passivamente  al piano di intervento americano senza prendere le sue contromisure. Stesso discorso per l’Iran che sa bene di essere, qualora dovesse crollare la Siria di Assad, il successivo obiettivo degli USA e dei suoi alleati.

Facile prevedere quindi, a breve, un avvenire molto fosco nella regione con una estensione del conflitto  che potrà coinvolgere tutti i paesi della regione, dalla Turchia all’Iran, non senza conseguenze anche per l’Europa che continua a seguire passivamente la politica egemonica ed avventurista degli USA senza avere una posizione autonoma e che rischia di avere tutte le conseguenze negative di un conflitto esteso alle porte di casa dagli sviluppi imprevedibili.

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  1. Alessandro 2 anni fa

    Pure il Vaticano aveva avvertito che se fosse stata attaccata la Siria dall’Occidente a Settembre 2013 il rischio era una guerra mondiale. Allora la diplomazia putiniana riuscì ad inibire la volontà dell’Occidente (NATO e USA) di farlo.
    Ora c’è il pretesto dell’ISIS per poterlo fare. Che la NATO voglia davvero un conflitto di estensione larga scala? Sapete, il debito pubblico USA è altissimo, i BRICS intendono mettere in moto una banca alternativa a IMF e WB, il dollaro vacilla come valuta di riserva e Cina e Russia alleate energeticamente e militarmente sono davvero temibili. Tra l’altro non ci sono ragioni per vedere perché la militarizzazione della Russia o l’espansionismo economico-commerciale della Cina debbano arrestarsi, per cui bisogna attaccare ora!!!

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