"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Borghi: referendum-burla, Grillo vuole sabotare i no-euro

Grillo lancia referendum

La campagna di Beppe Grillo per un referendum sull’uscita dall’euro? «E’ la tattica più efficace per bloccare qualsiasi possibilità di abbandono della moneta unica». Parola del professor Claudio Borghi Aquilini dell’Università Cattolica di Milano, l’uomo più ascoltato da Matteo Salvini su questi temi e con il quale il leader del Carroccio ha scritto il manuale “Basta Euro”.

Non appena Grillo ha annunciato via blog la mobilitazione dei banchetti per raccogliere le firme, scrive Giovanni Bucchi su “Italia Oggi”, Borghi ha lanciato su Twitter la controffensiva per smontare punto per punto le tesi dell’ex comico genovese. Ma Lega e M5S non vogliono entrambi l’uscita dall’euro? «Come Forza Italia, il “Movimento 5 Stelle” è un partito che ha avuto il privilegio di poter ascoltare per primo le spiegazioni sul perché oggi sia quanto mai urgente e necessario uscire dall’euro», dice Borghi, che cita un’intervista con Claudio Messora, già portavoce grillino. «Ne parlai addirittura con Berlusconi». E come andò? «È finita che Forza Italia alle ultime europee non ha fatto una campagna elettorale contro l’euro, probabilmente a seguito del famigerato Patto del Nazareno con Renzi».

«La grande colpa dei “5 Stelle”, insieme a quella di Forza Italia – continua Borghi – è stata di non aver costruito alle elezioni europee un fronte anti-euro che avrebbe potuto arginare Renzi e che, insieme alle affermazioni dei partiti contro la moneta unica sia in Francia che in Inghilterra, avrebbe creato seri problemi agli euroburocrati di Bruxelles». Secondo l’economista, ora schierato con la Lega Nord, «Grillo e Forza Italia sono stati complici in questo salvataggio di Renzi e delle politiche europee».

borghi claudio

Adesso però, rileva Bucchi, è pur vero che Grillo lancia la mobilitazione e chiede un referendum. «Questa campagna – replica Borghi – è l’esatta continuazione dell’attività a favore di Renzi e dei pro-euro, già iniziata mesi fa quando i grillini decisero di non schierarsi contro la moneta unica in campagna elettorale». Secondo Borghi, letteralmente, «chi chiede un referendum sull’euro, come fa Grillo, prende in giro gli italiani». E spiega: «Se io sono a Milano e devo andare a Torino, salgo sul primo treno che mi porta in quella città. Ma se invece prendo il treno per Padova, poi una volta in carrozza dico a tutti di fare un referendum per decidere se andare a Torino mentre il treno va a Padova, sto prendendo in giro le persone».

In Italia, continua il professore, non si possono fare referendum sui trattati: è incostituzionale. «Grillo propone allora una legge costituzionale per indire un referendum, sulla base di quanto fatto nel 1989 per il conferimento di mandato al Parlamento Europeo. Peccato però che il leader dei “5 Stelle” si dimentichi di dire che per approvare una tale legge servono i voti dei due terzi del Parlamento, cosa assolutamente impossibile in questo momento dove il Pd ha saldamente in mano la maggioranza almeno alla Camera». Non solo: «Grillo dimentica anche di specificare che questo referendum sarebbe soltanto consultivo, quindi una sorta di sondaggione sull’euro, con una campagna referendaria quasi sicuramente influenzata dai poteri economici e finanziari di Bruxelles». Un’ipotesi dunque «non percorribile e irrealizzabile». Spiegazione: «Quando uno non conosce le cose, può agire per ignoranza, come ho fatto anche io per un certo periodo. Ma dopo che ti è stato spiegato cosa significa uscire dall’euro e come andrebbe fatto, se continui a muoverti in un’altra direzione sei in malafede».

Aggiunge Borghi: «Mi dà un dolore pazzesco doverlo dire, perché sarebbe importantissimo creare un fronte no-euro, ma i “5 Stelle” in questo seguono le tesi di Casaleggio, contrario all’uscita dalla moneta unica. Anzi, adesso i grillini si sono messi in testa di sabotare il movimento di uscita dall’euro, e non riuscirei a immaginare una tattica più efficace di questa: portare su un binario morto tante persone sinceramente convinte di fare questa battaglia».

Cosa andrebbe fatto, dunque? «Occorrerebbe unire le forze veramente contro l’euro, sedersi a un tavolo e preparare l’uscita in maniera professionale. Poi bisogna fare cadere il governo e andare alle elezioni alleati con una sola priorità: fuori dalla moneta unica, tutto il resto viene dopo». Le acque si stanno intorbidendo: nel Pd, segnala Bucchi, ci sono state aperture sul superamento dell’euro, soprattutto da Cuperlo e Fassina. «Non mi stupisce che qualcuno si stia svegliando anche a sinistra, perché le posizioni del Pd sono sempre più insostenibili alla prova dei fatti», conclude Borghi. «Sono convinto che una volta usciti dall’euro, tutti sosterranno di avere sempre detto che si sarebbe dovuto fare così; un po’ come quando in Italia è caduto il fascismo e s’è scoperto che tutti erano sempre stati antifascisti. Già, ma solo dal giorno dopo la caduta».

Tratto da Libre idee

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  1. Antonio 2 anni fa

    Dite a Borghi che qualcuno (io) aveva gia’ scritto sulla truffa del referendum diverso tempo fa. Ma se lo dico io, vengo ignorato, se lo dice lui, i libri vendono. Io rispetto Borghi, ma sono anche stufo dei paladini della liberta’ che parlano invece di agire. Creino questo fronte anti-euro e lo creino presto, assumendosi la responsabilita’ di promuovere, magari, uno sciopero fiscale a oltranza e uno stop alle dichiarazioni dei redditi fino alla resa spontanea e incondizionata degli abusivi che occupano illegalmente il Parlamento del popolo italiano. Sotto, il mio articolo sul referendum-truffa.

    http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/03/euro-linganno-del-grillo.html

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  2. Jack 2 anni fa

    Hey Luciano,scusa l’o.t.,ma ho letto soltanto adesso il tuo precedente articolo :”Le minacce contro l’Italia dell’oligarchia di Bruxelles ed i suoi tirapiedi”.Premesso che io non sono un economista,ma un disincantato che ormai si aspetta tutto e di tutto,prova se hai tempo a dare un’occhiata a questo…

    http://www.borsari.it/Zona%20verde/Giaccheferru.php

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  3. Jack 2 anni fa

    Anche Paolo Barrai di “Mercato Libero” sembra condividere questo scenario.
    http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.it/2014/12/ottima-bilancia-commerciale-ottobre.html

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  4. Ares 2 anni fa

    sedersi ad un tavolo con chi ? Il movimento avrebbe dovuto preperare con FI (cioè quelli che hanno contribuito e continuano ad affossare l’italia) un fronte anti euro…il primo io avrei mandato a cagare Beppe Grillo e il movimento.

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  5. Werner 2 anni fa

    Borghi dice sempre cose giuste sull’euro e che l’Italia deve uscirne il prima possibile, peccato che sia lui che la Donato di Eurexit si siano collusi con la Lega, e si stiano facendo usare da Salvini, il quale con questo euroscetticismo dell’ultima ora (e per questo privo di credibilità) sta riscuotendo molti consensi e rischia di acchiappare il 15% dei voti.

    Italiani sveglia, sia M5S che Lega vi stanno ingannando, sono parte del Sistema, recitano una parte, e operano in quella direzione proprio per evitare che in Italia sorga un movimento politico realmente avverso al Sistema.

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  6. Andrea Empoli 2 anni fa

    Purtroppo l’Italia è e resterà un paese di campanili. No euro va bene però con tizio no perché… con Caio no perché… intanto l’Europa affonda, la Nato ci porta allo scontro con la Russia e i furbetti ci propinano cose mirabolanti coi miliardi delle olimpiadi romane. Ormai aspetto il crollo.

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