"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

BONINO STORY/ LE MENZOGNE DI UNA DITTATURA MASCHERATA

di  UMBERTO BIANCHI

E’ proprio vero: anche quelle che sembrano istituzioni forti ed incrollabili, anche quegli scenari che sembrerebbero animati dai più nobili ed incrollabili intenti, finiscono poi con il rivelare qualche umanissima defaillance, e finire con l’essere vergognosamente smascherati. Così è stato per l’attuale dittatura italiana, mal celata sotto le vesti di un ripugnante catafalco ideologico radical-chic-buonista.

L’altro giorno, in un impeto di ardore misto ad un’ ingenuità che ha dell’incredibile, la immarcescente onorevole Bonino ci ha candidamente comunicato che, guarda un po’, gli sbarchi dei clandestini/migranti/invasori, sarebbe stata etero diretta verso i porti della nostra penisola , grazie ad una specifica richiesta (chiaramente mai resa pubblica, sic!) da parte del nostro amato governo.

Apriti cielo! Da una parte l’indignazione e lo sdegnoso diniego del fronte pseudo-buonista dall’altra i grillotti che hanno subito colto l’occasione al balzo, per erigersi a quanto mai improbabili paladini dell’identitarismo, con dichiarazioni ed accuse, volte solo a ricuperar voti e consensi in picchiata. Da altre parti invece, reazioni tiepide ed in ordine sparso, del tipo “ma era una cosa risaputa”…E invece no!

Il fatto è tanto più grave, in quanto coinvolge un paese ed un popolo oramai costretti a subire passivamente e senza nulla poter dire, la costante e silenziosa invasione di migliaia di individui delle più disparate nazionalità, che appresso si portano solo miseria, sudiciume, malattie, problemi e, non ultimo, il silente virus della violenza terroristica e che, per questo bel servizio, debbono pagare di tasca propria, un prezzo esorbitante sia in termini di esborso di denaro pubblico che, di significativo abbassamento del tenore di vita e dell’occupazione, grazie al sempre più massiccio ricorso ad una mano d’opera straniera, malpagata e senza alcuna copertura, mentre uno stuolo di giovani e non più giovani connazionali, fugge all’estero in cerca di più remunerative soluzioni di lavoro.

La scellerata scelta degli ultimi governi italioti in fatto di invasione migratoria, attraverso la messa a disposizione dei nostri porti, non è però frutto di una scelta unicamente nostrana, bensì risponde alla logica di un progetto globale di lungo termine.

Bonino premiata da Soros

I decenni immediatamente susseguenti all’ultimo conflitto mondiale, sino agli anni ’90 del Novecento, hanno visto coloro che, da quel conflitto erano usciti sconfitti (Germania, Italia e Giappone), ricuperare vistosamente le posizioni in ambito economico, sino ma raggiungere i primi posti nella classifica delle nazioni più industrializzate al mondo. L’Italia, in particolare, ha, per lungo tempo, mantenuto una invidiabile quarta posizione immediatamente a ridosso delle tre grandi potenze industriali di quegli anni, cioè Giappone, Usa e Germania, il tutto alla faccia di quei paesi come Francia e Gran Bretagna che, invece, si ritrovarono a vedersi surclassati proprio da coloro che avevano sconfitto. Non solo. Mentre gli Usa e l’allora Unione Sovietica, si trovavano costretti ad intraprendere spese militari per migliaia di miliardi, in nome della corsa agli armamenti, finendo con il divenire loro stessi vittime di endemici problemi di bilancio ed indebitamento sia interno che estero, l’Europa Occidentale e l’Italia, nella fattispecie, riuscivano a mantenere un invidiabile tenore di vita che, né terrorismo, né crisi petrolifere varie, (tutti evidentemente pilotati nel tentativo di destabilizzare il Vecchio Continente) avrebbero scalfitto, anzi.

Di fronte a tutto questo andazzo, sicuramente sempre più anti economico e sconveniente per ambedue i grandi protagonisti del quadro geopolitico di allora, cioè Usa ed Urss, le grandi centrali del Potere Finanziario Mondiale decidevano di innestare un graduale processo di dismissione dell’intero sistema dell’equilibrio del Terrore, partendo verso la metà degli anni ’80 con la fine delle grandi dittature Latino Americane, sino ad arrivare alla gorbacioviana “glasnost” ed all’abbattimento del Muro di Berlino. Il tutto al fine di permettere la rimozione di quelle barriere politiche, ideologiche ed economiche che limitavano fortemente l’espansione dei mercati economici e finanziari. Nell’ambito di un progetto di espansione dei parametri economici e finanziari occidentali a livello globale, non ci si poteva certo permettere di consentire ulteriormente l’esistenza di contesti nazionali “chiusi”, caratterizzati da un elevato tenore di vita, animato e sorretto da una forte coscienza dei propri diritti, che di fronte alle pretese di un mercato che per espandersi richiedeva flessibilità, aleatorietà e minimo investimento in termini reddituali e previdenziali sulle risorse umane, avrebbe potuto opporre senza problemi tutte quelle barriere ideologiche, ma anche politico-legislative ed economiche, che caratterizzavano lo status quo sino ad allora vigente.

Il demandare via via le funzioni della cosa pubblica ad organismi sovranazionali nel ruolo di tutori degli interessi dei mercati e ad accordi in tal senso redatti, non era però sufficiente e, per questa ragione, veniva incentivata l’apertura delle frontiere a flussi migratori organizzati, proprio al fine di diluire, debilitare e deprimere le coscienze dei singoli contesti nazionali, andando a sostituire gradualmente la mano d’opera locale, con quella, molto più a buon mercato e facilmente pilotabile, d’ “importazione”.

E che la cosa non sia, come invece vorrebbe la vulgata ufficiale, casuale o frutto di disperata necessità, è dimostrato dal fatto che tutti, ma dico proprio tutti, i flussi migratori verso il Bel Paese, sono frutto di un orientamento preventivo.

Qualcuno mi dovrebbe spiegare perché, tanto per fare un esempio, noi siamo terra di migrazione per i filippini e non per i cambogiani o per gli indonesiani. O il perché della straripante presenza di cittadini del Bangladesh, piuttosto che dell’India o del Senegal, della Nigeria e del Congo, piuttosto che della Tanzania o del Madagascar o dello Zimbabwe, ove, comunque, sussistono altrettante situazioni di disagio, miseria ed instabilità.

Diciamo che, in base a sottaciuti accordi, i flussi migratori vengono orientati, indirizzati ed incentivati in loco da rappresentanti di organizzazioni finto-umanitarie che svolgono un’opera di mefitica ed ipocrita propaganda presso gli abitanti di quei paesi, paventando la possibilità di inesistenti paradisi europei,con il risultato di mandare allo sbaraglio centinaia di migliaia di disperati e di far lucrare la copiosa schiera di paladini del nostrano buonismo d’accatto.

Poi c’è l’imbecille di turno che ti viene a dire che anche noi siamo stati immigrati. Inutile dire che, l’immigrazione europea nelle due Americhe fu fenomeno totalmente differente dall’attuale ondata umana. Lì, sospinti dalla necessità si andava in terre la cui densità di popolazione era ridotta al minimo; immense e sconfinate lande selvagge che potevano benissimo accogliere l’impatto di quelle ondate migratorie.

Qui invece le ondate umane si riversano su realtà territoriali ridotte, sovrappopolate, la cui composizione etnica, cosa da non sottovalutare assolutamente, nonostante invasioni e sovrapposizioni è, da più di tre millenni e passa, inalterata.

Pensare di stravolgere tutto questo, con una forsennata e idiota politica dell’accoglienza significa fingere che la storia europea non esista e preparare il terreno a nuovi e devastanti conflitti etnici. Quando un popolo subisce un’invasione di qualunque tipo, prima o poi, se non è completamente abulico, reagisce. I vari risorgimenti europei, le due guerre mondiali, la decolonizzazione, le stesse guerre etniche di fine ’900, e non ultimi, i vari attentati di matrice islamica in Occidente, dovrebbero averci insegnato qualcosa…. E invece nulla, si gira la testa dall’altra parte e si continua con una politica folle e suicida. Intanto, una prima ondata di malcontento ha dato voce e sostegno ai movimenti cosiddetti “populisti” di mezza Europa.

Paesi come l’Italia, immiseriti dalle varie crisi globali e sull’orlo di un inarrestabile declino grazie alle politiche ottuse dei vari governi e governicchi (non eletti, sic!) degli ultimi anni, cominciano ad essere attraversati da un crescente malcontento e da una diffusa insofferenza verso il lerciume buonista. Lo slittamento del varo dello “ius soli” dovrebbe, a riguardo, essere esemplificativo. Il governo non eletto Gentiloni ( leggi Renzi-bis), comincia a preavvertire attorno a sé il peso del malcontento popolare ed il rischio di una sonora debacle alla prossima tornata elettorale ed allora con una coincidenza niente affatto casuale, ecco, come in un vecchia e malconcia rappresentazione teatrale, uscire da un infeltrito e sporco cilindro, il solito e spelacchiato coniglio antifascista, ammuffito e stantio, logorato da decenni di tristi sceneggiate. Ecco apparire strani gestori di stabilimenti balneari con effigi del Ventennio, ecco le cronometriche uscite dell’On. Fiano, con altrettante ammuffite e stantie proposte di legge, ecco la Presidente della Camera Boldrini, tutta impegnata nel suo ruolo di novella Giovanna d’Arco di un antifascismo dal retrogusto della provocazione pre elettorale.

Tutte cose buone solo a far focalizzare il dibattito su cose futili ed a distrarre l’attenzione della gente dai veri motivi di un giusto malcontento. In soli tre giorni, sono sbarcati sulle nostre coste, con il silenzioso beneplacito della nostra classe politica e con l’inanità delle nostre forze (dis) armate, più di ottomila cosiddetti migranti (leggi invasori) stranieri. Ospitati e foraggiati con il denaro di un popolo, quello italiano, sempre più impoverito, non dimentichiamolo mai. Mentre quegli stessi che ci parlano di buonismo, di solidarietà, ma anche tanto lesti a mettere le mani nel portafoglio degli italiani, continuano a fruire di prebende e privilegi (stipendi, pensioni, nomine, vitalizi) tali, da rappresentare un vero e proprio insulto a quei cinque e più milioni di italiani, oggidì viventi in una situazione di totale disagio economico e sociale.

E qui la sinistra italiana getta la maschera e mostra il suo vero volto, ipocrita, egoista, incompetente, dittatoriale, fautore di un’idea di Stato governato da un’oligarchia di illuminati progressisti, lì a far da contraltare ad un’informe massa di poveri diseredati, senza né radici, né coscienza, né identità.

UMBERTO BIANCHI

*

code

  1. Citodacal 1 mese fa

    Per la Boldrini si prenda a paragone un qualsivoglia altro personaggio, o circostanza, o evento, fuorché la pulzella d’Orléans!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. Unoqualunque 1 mese fa

    L’importazione di africani nel nostro continente è utile per creare un esercito contro di noi. Non è solo una questione di meticciato, pr quello ci vorranno generazioni, diciamo che invece hanno bisogno di manovalanza a basso costo per farci sparire come popolo. Tanto ormai è chiaro che non ci vogliono, siamo un nel 90/95% di persone scomode. Ci sono anche documenti onu e nasa al riguardo.
    Qualcuno è a conoscenza di città sotterranee sotto le nostre città?

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. mardunolbo 1 mese fa

    governo traditore che va messo al muro !

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. Max Tuanton 1 mese fa

    Digitate :”ida magli video”stavolta lo dice un antropologa della sapienza di roma ” dobbiamo prendere le armi e ribellarci altrimenti e’ LA fine ci stiamo suicidando grazie ai nostri governanti “.Ve lo deve dire una vecchietta di 90 anni tra l’altro morta un anno fa ,Dio LA bendica!!!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Stefano 1 mese fa

      Cara, carissima Ida, donna veramente coraggiosa… Avrei voluto conoscerla personalmente. Ricordo la scarsa risonanza che ebbe la notizia della sua morte se paragonata all’eco che ebbe sui media quella di Umberto Eco, venuto meno quasi contemporaneamente.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  5. Giorgio 1 mese fa

    Faccio mia l’obiezione di Citodacal, anzi vado oltre, ogni paragone con la Boldrini è un’offesa per il confrontato, chiunque egli sia o qualsiasi cosa sia.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  6. Werner 1 mese fa

    “E qui la sinistra italiana getta la maschera e mostra il suo vero volto, ipocrita, egoista, incompetente, dittatoriale, fautore di un’idea di Stato governato da un’oligarchia di illuminati progressisti, lì a far da contraltare ad un’informe massa di poveri diseredati, senza né radici, né coscienza, né identità.”

    Penso non vi sia altro da aggiungere a queste considerazioni finali che non si può far a meno di condividere.

    Il titolo e la parte iniziale fanno menzione di una personalità, la signora degli aborti, che considero una delle più spregevoli in assoluto della politica italiana del dopoguerra.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. maboba 1 mese fa

      Le condivido anch’io, come quelle sulla Bonino.
      Lo scandalo ulteriore è la sottovalutazione di quanto detto da un ministro degli esteri (non un piddino qualunque) da parte di giornali, TV e anche molti (troppi) politici. In un paese serio quelle dichiarazioni avrebbero causato una grave crisi istituzionale con la messa in mora di governo e ministri, denuncia di tradimento dei politici attori del fatto. Invece tutto è passato come se fosse un semplice incidente parlamentare.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  7. dolphin 1 mese fa

    anche i tumori falliscono quando l’erba é troppo cattiva!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  8. Max Tuanton 1 mese fa

    L’europa e il giappone non avevano neanche gli occhi per piangere ,e allora e’ inutile prendersela con I nostri governanti,non sono loro I responsabili ,loro sono solo gli esecutori di ordinii provenienti da londra dall’america dalle logge che a loro Volta prendono ordini sempre da quel popolo che tiene I cordoni Della borsa,ma non ci vuole un genio a capirlo leggere I Nomi sono tutti EB….Notavo Fusaro come negava l’evidenza in una trasmissione ,era fin ridicolo chinava ll capo e guardava di sbieco ,come quando si guarda un becco

    Rispondi Mi piace Non mi piace