"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Battaglia contro il relativismo

Delaurme Myard

Delaume-Myard ha ribadito che “la cosiddetta libertà, voluta da alcuni, non deve condannare l’uomo e la sua diversità” e che, in merito a questioni tanto eticamente rilevanti come quella che, in questi mesi, sta scuotendo l’opinione pubblica di molti Paesi, “la natura è l’unica a poter vigilare”.
Di  Antonio  Aventaggiato

Sabato 11 gennaio si è svolta a Roma una manifestazione indetta da Manif pour tous Italia. Il fine del presidio è stato quello di protestare contro l’approvazione di una legge sull’omofobia, che nei prossimi giorni potrebbe portare a compimento il proprio iter parlamentare.

Oltre alla presenza di alcuni rappresentanti delle istituzioni, hanno partecipato anche altre associazioni come la neonata ma già radicatissima sul territorio romano “Comitato della Famiglia” ed è stata forte la partecipazione della cittadinanza. Per l’occasione era presente anche Jean-Pier Delaume-Myard, animatore di Manif pour tous, movimento sviluppatosi in Francia nello stesso periodo in cui, in quello stesso Paese, stava per essere approvata la legge che ha garantito la libertà di matrimonio tra omosessuali.

Nel suo intervento, Delaume-Myard ha ribadito che “la cosiddetta libertà, voluta da alcuni, non deve condannare l’uomo e la sua diversità” e che, in merito a questioni tanto eticamente rilevanti come quella che, in questi mesi, sta scuotendo l’opinione pubblica di molti Paesi, “la natura è l’unica a poter vigilare”. Jacopo Coghe, portavoce del movimento in Italia, si è detto confortato dal fatto che tanti cittadini, in grande rilevanza di giovane età, si stiano opponendo a “vivere in un sistema così disumano e relativista”. Perché, in fin dei conti, oltre all’opposizione a una legge che Manif pour tous giudica come un bavaglio alla libertà di pensiero e di opinione, sancita dalla Costituzione italiana, la volontà che ha mosso l’associazione a lanciarsi nella protesta è stata proprio quella di tutelare la famiglia naturale, basata sul rapporto tra uomo e donna, e soprattutto di preservare il diritto “non negoziabile” di ogni figlio di essere cresciuto ed educato da una madre e da un padre.

E’ questo un punto fondamentale perché, secondo i manifestanti, la legge contro l’omofobia di prossima approvazione non servirebbe ad altro che ad aprire le porte alla possibile legalizzazione, anche in Italia, del matrimonio tra individui dello stesso sesso e di pratiche ora vietate, come quella del cosiddetto “utero in affitto”. Manif pour tous Italia si è quindi presentata come un’aggregazione di individui portatori di idee politiche e confessionali diverse, ma uniti, come ha ribadito Coghe, da “una mentalità nuova, in cui non si accettano relativizzazioni per quanto riguarda la natura umana e in cui l’importanza e la bellezza della famiglia naturale sia compresa e tutelata, per la stabilità della società intera”.

Fonte:  L’Intellettuale Dissidente

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