"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Banche centrali in aiuto alle banche

Draghi e Yellen

di Giuliano Augusto

L`incontro di Jackson Hole ribadisce i legami di interessi di Draghi e della Yellen con i loro reali padroni

Senza i prestiti (o meglio senza i regali) delle banche centrali alle banche, l’economia mondiale si fermerebbe e poi crollerebbe. Questo la convergenza di opinioni che si è realizzata al tradizionale incontro di Jackson Hole, dove il palcoscenico è stato occupato da due soggetti come Janet Yellen (Federal Reserve) e Mario Draghi (Banca centrale europea) che occupano la loro poltrona soltanto in virtù del fatto di essere persone di fiducia dell’Alta Finanza internazionale per la quale hanno a lungo lavorato.

Un conflitto di interessi che lascia indifferenti sia Barack Obama (il salvatore della Goldman Sachs) sia i suoi degni compari dell’Europarlamento che non hanno avuto alcuna remora a nominare Draghi, noto per il suo triennio alla vicepresidenza europea della stesa banca americana, condannata tre giorni fa a pagare una multa di 1,2 miliardi di dollari per avere truffato i piccoli risparmiatori.  Non è la prima volta che succede e non sarà certo l’ultima. Crimine e attività bancaria, come si sa, sono sovrapponibili.

Le posizioni dei due sono state apparentemente divergenti sull’analisi della dinamica economica in corso ma convergenti sulle cose da fare. Si deve aiutare il settore finanziario. In tal modo, hanno detto i due, questo potrà aiutare con prestiti le imprese che saranno così messe in grado di investire nell’innovazione tecnologica. Di conseguenza si potrà riavviare la crescita economica in una Europa che si trova in recessione, con l’aggravante che pure la Germania, che ha sempre tirato, sta dando segnali preoccupanti di rallentamento. Mentre al contrario l’economia Usa, grazie anche alla bassa quotazione del dollaro, sta vivendo un buon momento.

Le solite affermazioni false, perché su entrambe le sponde dell’Atlantico Fed e Bce si sono preoccupate in primo luogo di premiare i loro referenti con soldi che le banche si sono guardate bene dal dare alle imprese, preferendo continuare a speculare ed utilizzare quella montagna di miliardi (di euro e di dollari) per ricostruire il proprio patrimonio, intaccato da speculazioni a tutto campo.

Draghi, tanto per cambiare, ha parlato della possibilità di “misure non convenzionali”. Affermazione che in buona sostanza significa altra liquidità da immettere in circolazioni e quindi altri soldi alle banche. A questo si potrà aggiungere una ulteriore riduzione dei tassi di interesse praticati dall’istituto di Francoforte. Attualmente il tasso di riferimento (quello praticato alle banche9 è pari allo 0,15%.

Soldi regalati insomma. Yellen e Draghi si sono detti d’accordo sulla necessità di una riforma del mercato del lavoro. Il come è presto detto. La più alta flessibilità per le imprese con la più ampia libertà di licenziamento. Come succede appunto negli Stati Uniti. Il mondo è sempre più globalizzato e bisogna tenerne conto.

Dagli Usa alla Cina fino all’Europa è ormai un unico grande mercato, sul quale devono valere le stesse regole. Un unico grande mercato dove prodotti finiti, materie prime, capitali e forza lavoro devono poter essere spostati e riallocati a piacere. Gli stessi stipendi e la stessa mancanza di tutele. E pazienza se i lavoratori cinesi guadagnano sei volte meno degli europei. Gli Usa stanno riducendo progressivamente gli stimoli all’economia (la Fed compra sempre meno titoli pubblici) e adesso la Yellen sta pensando di intervenire con un aumento dei tassi di interesse, in maniera tale da indebolire l’euro (in accordo con Draghi) e favorire le esportazioni europee. Nessuna intenzione invece da parte della Casa Bianca e della Fed di ridurre l’enorme debito pubblico Usa che, unito all’altrettanto enorme deficit commerciale, rappresenta il maggiore elemento di destabilizzazione dell’economia internazionale.

Fonte: Rinascita.eu

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