"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Baghdad in fiamme: per lo meno 150 le vittime , oltre a 200 feriti per causa dell’attentato islamista. Emergono legami con l’Arabia Saudita

Lo Stato Islamico ha rivendicato l’attacco effettuato mediante autobomba in un frequentato mercato del quartiere in maggioranza sciita, di classe media, denominato Karrada. Le esplosioni delle autobomba hanno scosso il quartiere e sono state almeno due, una nel centro e l’altra nel nord della capitale, nella zona di Souk al-Shalal del quartiere Shaab. In quest’ultimo attacco è stato utilizzato un esplosivo di fabbricazione artigianale. Vedi: Youtube.com/Watch

Gli attentati hanno ucciso per lo meno 115 persone ed hanno ferito altre 200 persone, come hanno informato le autorità. Secondo il comunicato delle autorità, il “SITE Intelligence Group” che indaga sui gruppi estremisti, l’attentato è stato rivendicato dall’ISIS che ha confermato che l’obiettivo dell’attaco era la comunità sciita considerata eretica dagli jihadisti che seguono la dottrina wahabita e salafita, fanatica ed intollerante con tuttte le altre confessioni.

Ci sono pochi  dubbi su chi siano i mandanti di questi attentati e di queste stragi: tutte le piste portano verso i servizi di intelligence dell’Arabia Saudita, interessata a fomentare la guerra ed il terrore nel paese.
I parlamentari iracheni hanno sottoscritto oggi una petizione per richiedere l’espulsione del rappresentante diplomatico saudita a Baghdad a causa delle sue ultime dichiarazioni giudicate di grave ingerenza nel paese.

Lo ha confermato Razaq al-Haidari, presidente della Commissione Esteri del Parlamento.
L’ambasciatore saudita , Thamer al-Sabhan, aveva ricevuto dure critiche per le sue parole dirette contro le Forze Popolari Irachene, conosciute come “Al-Hashad al-Shabi”, poichè aveva affermato che questo corpo militare, secondo lui, sarebbe responsabile di attacchi contro le proprietà e ucciderebbe i cittadini sunniti iracheni. Aveva aggiunto anche che queste forze non sono in realtà “popolari” tra la popolazione irachena. Le affermazioni dell’amabasciatore saudita sono sostenute anche dal Governo saudita, tramite il Ministro degli Esteri saudita, Adel al-Yubeir, che a sua volta si è lanciato in accuse contro il corpo militare degli Al-Hashad al-Shabi e ne ha richiesto lo scioglimento da parte del Governo iracheno. Ai sauditi non è gradita l’azione antiterrorista compiuta da questo corpo militare (addestrato da consiglieri militari iraniani) che ha sbaragliato in poco tempo i gruppi terrroristi appoggiati dai servizi di intelligence del Governo saudita.
La Commissione Esteri del Parlamento iracheno spingerà il Governo di Baghdad a prendere provvedimenti contro questo diplomatico di cui richiede l’espulsione dal paese ed ha richiesto che il Governo iracheno intervenga respingendo i tentativi di ingerenza dell’Arabia Saudita nelle questioni interne dell’Iraq.

Dopo questo, Al-Haidari ha mostrato la sua sorpresa per questi atteggiamenti aggressivi che prendono i funzionari sauditi che svolgono incarichi come cancellieri o ambasciatori, i cui principali compiti sarebbero quelli di fortificare le relazioni tra i paesi, mentre tali posizioni dimostrano che essi operano contro le loro responsabilità. Nella sua opinione, gli attacchi delle forze ufficiali saudite contro le forze popolari irachene sono una chiara dimostrazione degli “obiettivi oscuri” che ricerca Rijadh, e che il suo proposito principale è la creazione di tensioni e divergenze tra le fazioni politiche e le tribù irachene per materializzare la propria strategia.

Nota. Per la verità gli obiettivi di Riyad non sono poi tanto oscuri: creare divisioni tra la comunità sciita e quella sunnita per favorire lo smembramento del paese e l’allontanamento dall’influenza iraniana che disturba le autorità dell’Arabia Saudita. Il piano saudita da sempre è quello di fomentare la divisione e l’odio ed per questo che partono dall’Arabia Saudita i finanziamenti ed il sostegno ai gruppi terorristi takfiri, ispirati all’ideologia wahabita che colpiscono con gli attentati e le autobomba la comunità sciita lasciando una scia di sangue.

I monarchi dell’Arabia Saudita si sentono forti per l’appoggio fornito loro dagli USA e dall’Europa che ha trovato in Riyad il migliore acquirente per le forniture di armamenti nella regione, forniture che hanno segnato un record di fatturato mai raggiunto negli ultimi anni, grazie al moltiplicarsi delle guerre in cui sono implicati i sauditi, dalla Siria, all’Iraq, allo Yemen. Un cliente d’oro per il complesso militare industriale degli USA e della Gran Bretagna in particolare.
La strategia del terrore e del caos, la medesima attuata in Siria e prossima da attuare anche il Libano ed in Libia, mentre l’Occidente si tappa gli occhi con i petroldollari della casa dei Saud.

Fonte: El Espia Digital

Traduzione e nota: Luciano Lago

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