"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Avvertenza di Mosca ai paesi sponsor dei terroristi – Gli USA accusano Mosca di colpire i “moderati”

Secondo informazioni trasmesse da una fonte del Kuwait, il governo russo avrebbe inviato un preciso avvertimento ai governi dei paesi notoriamente patrocinatori del terrorismo come Arabia Saudita e Qatar. In particolare Mosca ha avvisato di “serie conseguenze” per questi paesi nel caso in cui dovessero fornire ai gruppi terroristi armi come i missili portatili anti aerei seguendo lo scenario gia’ verificatosi nel 1980 durante la guerra in Afghanistan.

Occorre segnalare che l’intervento russo è’ stato determinato da esigenze di sicurezza nazionale e questo spiega il totale appoggio ottenuto dal Parlamento russo (Duna) alle decisioni prese dal presidente Putin e da parte della stessa opinione pubblica russa che appoggia l’intervento che è’ stato inoltre richiesto dal Governo siriano in conformità’ alle norme del diritto internazionale. Questa decisione ha avuto anche l’obiettivo di fermare l’avanzata dello Stato Islamico e ripristinare l’influenza russa in Siria (storico alleato della Russia) e nella regione del M.O..

Questo messaggio inviato da Mosca costituisce anche una risposta al proclama fatto da 55 clerici wahabiti sauditi i quali hanno proclamato la “jihad” (guerra santa) contro i russi in Siria. Un proclama che si rivela imbarazzante per lo stesso governo saudita che teme le conseguenze di tale dichiarazione apertamente in appoggio del terrorismo radicale islamico. Vedi: RT Actualidad
Attualmente gli ambienti governativi sauditi hanno mantenuto il silenzio circa l’intervento russo in Siria per timore di essere coinvolti in un eventuale scontro con la Russia, visto che il regno saudita si trova già’ impantanato con la guerra nello Yemen (dove ha subito rovesci militari) ed in una crisi derivante dalla caduta dei prezzi del petrolio e del conseguente deficit delle casse dello stato saudita.

In this photo taken on Saturday, Oct.  3, 2015, Russian army pilot poses at a cockpit of SU-25M jet fighter at Hmeimim airbase in Syria.  Russia has insisted that the airstrikes that began Wednesday are targeting the Islamic State group and al-Qaida's Syrian affiliates, but at least some of the strikes appear to have hit Western-backed rebel factions.(AP Photo/Alexander Kots, Komsomolskaya Pravda, Photo via AP)
In this photo taken on Saturday, Oct. 3, 2015, Russian army pilot poses at a cockpit of SU-25M jet fighter at Hmeimim airbase in Syria. Russia has insisted that the airstrikes that began Wednesday are targeting the Islamic State group and al-Qaida’s Syrian affiliates, but at least some of the strikes appear to have hit Western-backed rebel factions.(AP Photo/Alexander Kots, Komsomolskaya Pravda, Photo via AP)

Non  sarebbe conveniente per i monarchi sauditi affrontare un  possibile scontro con la Russia e per tale motivo il governo di Riyad ha emesso un decreto (tardivo)che minaccia punizioni per chi dovesse  sostenere i terroristi dell’ISIS  nei luoghi dove questo opera e di coneguenza si è’ ufficialmente dissociato dal l’appello alla jihad dei clerici. I sauditi vorrebbero occultare  il loro sostegno fornito da anni ai gruppi  radicali  wahabiti e salafiti che operano in Siria ed in Iraq che adesso potrebbero costituire un problema anche per il regno dei Saud.  Non si sono mai accorti di nulla invece i governi di Parigi e Londra, sempre impegnatissimi a fare business con le petromonarchie del Golfo e  che mai hanno contestato a tali paesi il sostegno al terrorismo che oggi è’ divenuto una minaccia per i paesi europei.

Vedi: Al Manar

Continuano nel frattempo le operazioni militari russe in Siria dopo la raffica di missili sparati dalle navi russe nel Mar Caspio che hanno distrutto tutti gli obiettivi prefissati  fra cui  un deposito di esplosivi e di munizioni degli “oppositori  moderati”  addestrati dalla CIA, colpita è fatta saltare in aria anche una fabbrica di cinture esplosive per kamikaze, sempre degli “oppositori moderati” protetti dagli USA e dai paesi occidentali, oltre a numerosi veicoli blindati ed attrezzature  logistiche. Non si conosce esattamente quanti morti ci siano stati tra gli “oppositori moderati” e quanti tra i miliziani dell’ISIS, ma di certo l’attacco russo sta seminando il panico fra i miliziani e molti di questi fuggono verso la Giordania o la Turchia cercando riparo tra le braccia dei militari turchi che li  avevano fino ad ora riforniti ed appoggiati.

Il presidente turco Erdogan contava su di loro per annettersi una parte della Siria ed aveva anche proclamato che Aleppo sarebbe divenuta la 42a provincia turca, nella prospettiva di un nuovo Impero Ottomano. Non aveva fatto i conti con la Russia di Putin che non gli ha permesso di attuare il suo piano.

Gli USA accusano Mosca di colpire i “moderati”

Gli Stati Uniti lanciano accuse e sostengono che gli attacchi russi avrebbero  colpito il 90 % di obiettivi. Degli “oppositori moderati” piuttosto che obiettivi dell’ISIS.  Vedi: The Independent

Questo annuncio non produce un grande “dispiacere” nella popolazione siriana che ha subito le “attenzioni” degli oppositori moderati  che si sono distinti per le efferatezze nelle zone del paese dove avevano preso il controllo,  in particolare nelle comunità’ cristiane come a Maalula dove gli “oppositori” moderati  avevano sgozzato i sacerdoti e  quanti avevano rifiutato di convertirsi all’Islam salafita. Altrettanto avevano subito le comunità’ druse e alawite, considerate infedeli,  fra le quali molte persone erano state uccise e torturate dagli “oppositori moderati” armati dagli USA e dai Sauditi.

Gli USA e i governi occidentali insistono nella tesi che l’intevento russo sia diretto a colpire gli “oppositori” di Assad piuttosto che i terroristi dello Stato Islamico ed è partita una campagna di propaganda, sostenuta da tutti i media atlantisti, in cui non si fa caso alla quantità di menzogne,  a livello industriale, che vengono proferite per distorcere gli avvenimenti, per screditare l’intervento russo e per far credere che in Siria esista una “oposizione moderata” che vuole abbattere il regime tirannico di Assad per instaurare una “democrazia”.

Le esperienze della Libia e dell’Iraq sembra non abbiano insegnato nulla  agli opinionisti del sistema atlantista  e si cercano di diffondono le tesi più bizzarre, da quella che vorrebbe descrivere il conflitto siriano come provocato dalla dura repressione di Assad nel 2011 delle proteste popolari  fino agli argomenti che descrivono l’intervento russo come una azione che favorirebbe l’insorgere di altro terrorismo e violenza nella regione. I telegiornali aprono affermando che “la Russia continua a bombardare la Siria”, si badi bene non dicono la Russia bombarda i gruppi terroristi ma che il bombardamento riguarderebbe  la Siria come paese e come popolazione. Gli stessi media che, fino a poco tempo fa, enuciavano che”  la coalizione guidata dagli USA ha bombardato le posizioni dell’ISIS”. La differenza come impatto di distorsione propagandistica fa il suo effetto.

Gli autori del caos e della guerra in Siria, le potenze occidentali e la NATO, gli stessi che nel 2011 avevano fatto trasferire una intera brigata libica in Siria con tanto di artiglierie e mezzi blindati, quella  che aveva rovesciato il leader Gheddafi con l’appoggio della NATO, i medesimi che hanno inviato tonnellate di armi ai gruppi terroristi in Siria e fatto infiltrare ed addestrare  un esercito di mercenari stranieri nel paese per rovesciare il governo, vogliono forzatamente far accreditare la versione della “guerra civile di liberazione dal cattivo tiranno” per ingannare l’opinione pubblica mondiale.

Infatti continua a risuonare come un  refrain costante  la frase di ” Assad deve lasciare”  ed “i russi devono interrompere i bombardamenti” , frase che viene ripetuta dalle cancellerie occidentali trascurando il fatto che debba essere il popolo siriano a decidere chi debba governare il paese e non le grandi potenze in base ai loro interessi geopoplitici. Ancora si esprimono concetti quali “la comunità internazionale” guarda con apprensione e disapprova l’operato della Russia in Siria.

La “comunità internazionale” che intendono i media è in realtà è quella composta dagli USA e dai paesi NATO mentre si omette di dire che  l’altra grande “comunità internazionale”, quella che include  paesi come la Russia, la Cina, l’India, l’Egitto, l’Iraq, l’Iran, l’Argentina, il Venezuela, il Sud Africa, e molti altri paesi (diversi miliardi di persone) appoggiano l’intervento russo. Ma sembra che quest’ultima comunità non conti nulla per gli opinionisti dei media atlantisti.

In ogni caso la tensione sta crescendo e si profila un braccio di ferro fra le superpotenze per l’ egemonia nella regione medio orientale. La Siria potrebbe essere il pretesto per un grande conflitto mondiale dagli esiti imprevedibili.

Nella foto in alto: l’incrociatore russo Moskwa che staziona sulla costa siriana

Nella foto al centro: un pilota russo sul suo Sukoy-25M

Traduzione e commenti di Luciano Lago

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  1. Ares 2 anni fa

    USA ipocriti e assassini, spieghino la differenza tra oppositori e isis….stronzi, la vostra egemonia è giunta al termine, andate a rivedervi la storia vi accorgerete che avete scassato la minkia al globo intero.

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    1. haikapitokokorito 2 anni fa

      http://ningishzidda.altervista.org/puritani/?doing_wp_cron=1444376924.8352789878845214843750
      giusto per schiarirsi le idee sulle radici di un paese che di storia non ne ha, che non ha creato altro che falsità, che non ha inventato nulla e che l’unica cosa che avevano di americano sono stati limitati nelle riserve!!
      é ora che torniate nella vs mediocrità, mafia merda!!

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