"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Arroganza giudiziaria: Lega condannata per aver usato il termine “clandestino”

Benvenuti nel 1984 di G. Orwell, una previsione più attuale che mai………..

di Adriano Scianca

A volte anche piccoli episodi locali possono rendere bene l’idea del grado di arroganza raggiunto dalla dittatura orwelliana in Italia, con il fondamentale contributo di alcuni solerti militanti politici travestiti da magistrati. La storia della condanna subito dalla Lega per alcuni manifesti affissi a Saronno è uno degli episodi inquietanti di questo genere.

Il partito di Matteo Salvini è stato infatti condannato per il reato di “discriminazione”, per aver usato il termine “clandestini” dei “richiedenti asilo”. Lo stabilisce una sentenza del giudice Martina Flamini della prima sezione civile del tribunale ordinario di Milano, che ha condannato la Lega a pagare 10mila euro di danni (oltre a 4mila euro di spese processuali) “per il carattere discriminatorio e denigratorio dell’espressione clandestini” contenuta nei manifesti affissi nell’aprile scorso a Saronno. La Lega è stata condannata anche a pubblicare il provvedimento sui suoi siti Internet istituzionali, sulla Padania e su alcuni quotidiani nazionali per bilanciare gli effetti “dell’elevato contenuto discriminatorio delle espressioni contenute nei manifesti, della loro portata denigratoria, della loro idoneità a creare un clima fortemente ostile nei confronti dei richiedenti asilo”.

Nel comune brianzolo, infatti, l’anno scorso la Caritas locale aveva chiesto al Comune le autorizzazioni per ospitare in un convento di suore 32 immigrati. Il sindaco (leghista) aveva negato i permessi e la sezione locale della Lega, il giorno dopo, aveva tappezzato il paese di manifesti in cui campeggiava la parola “clandestini”.

Ebbene, ora il giudice/militante spiega che “il termine ‘clandestino’ ha una valenza denigratoria e viene utilizzato come emblema di negatività”, poiché “contraddistingue il comportamento delittuoso (punito con una contravvenzione) di chi fa ingresso o si trattiene nel territorio dello Stato, in violazione delle disposizioni del Testo Unico sull’immigrazione”.

Sarebbe interessante sapere se di quei 32 immigrati fosse già stato appurato lo status giuridico. Se, come altamente probabile, si trattava di persone la cui domanda d’asilo era in corso di esame, allora la sentenza appare ancor più folle, dato che, in caso di richiesta respinta, quelle 32 persone sarebbero diventate a tutti gli effetti “clandestini”. Una condizione che, in Italia, riguarda l’80% degli immigrati, come ha dichiarato il commissario Ue Dimitris Avramopoulos.

Aggiungiamo un’altra considerazione: se è certamente sanzionabile chi usa termini che confondono uno status giuridico con un altro (es. un “indagato” chiamato “condannato” può legittimamente fare querela con chi l’ha appellato così), la cosa non può valere per la parola “clandestino”. La legge, infatti, non utilizza mai questa parola, che non è presente nel testo della legge Bossi-Fini, né nel testo unico sull’immigrazione che all’articolo 10 bis disciplina il cosiddetto “reato di clandestinità”, ma non usa mai questo termine, definendolo invece: “Ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato”. Né tantomeno il reato di clandestinità è menzionato nel pacchetto sicurezza che lo ha introdotto, la legge 15 luglio 2009 n. 94.

“Clandestino” è un termine politico, che esprime una precisa visione politica dell’immigrazione, che dovrebbe (ma non è) essere del tutto lecita e legittima. Così come tutto politico è il divieto di usarlo. “Con l’epiteto di ‘clandestino’ – spiega la sentenza pubblicata ieri – si fa chiaramente riferimento ad un soggetto abusivamente presente sul territorio nazionale, ed è idoneo a creare un clima intimidatorio (implicitamente avallando l’idea che i ‘clandestini’, non regolarmente soggiornanti in Italia, devono allontanarsi)”. Inoltre l’espressione “veicola l’idea fortemente negativa che i richiedenti asilo costituiscano un pericolo per i cittadini”.

Ma, a parte il fatto che gli immigrati irregolari, per la legge italiana, devono davvero essere espulsi, ognuno dovrebbe essere libero di farsi la sua idea di cosa sia o non sia un pericolo per i cittadini. Anche senza voler tirar fuori i numeri oggettivi della criminalità immigrata, ci si può limitare a sottolineare che il concetto di pericolo è altamente soggettivo e può voler dire molte cose. La sentenza di Milano, quindi, si riduce a un imperativo autoritario di “parlare bene degli immigrati”. La politica, ancora una volta, è stata commissariata dalla magistratura.

Adriano Scianca

Fonte: Il Primato Nazionale

Vedi anche: L’utilizzo delle migrazioni di massa come arma geopolitica delle centrali dominanti

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  1. Giorgio 5 mesi fa

    Le decisioni importanti non vengono mai prese (forse perché si assume l’espressione papale “chi sono io per giudicare?”) e quindi cadono in prescrizione, mentre per le pinzillacchere il giudizio è quasi immediato.

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  2. 5 mesi fa

    Che sia una pinzillacchera non mi pare ,e’ un esempio che se sarà seguito da altri ,mattone dopo mattone
    Porterà ad una neolingua orwelliana , funzionale ad annichilire ogni possibilità di dare alle cose il
    Loro nome reale . Si sanziona cosa? Il fatto che immigrati irregolari ,senza riconoscimento dello status
    Di rifugiati politici non possono essere chiamati clandestini?
    Questa è meglio dello spiegone tecnico alla Zoro
    Kalergi rules ,Boldrini idem ,la lega se cavalchera’ la faccenda ne trarrà pubblicità e consensi.

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    1. Anna 5 mesi fa

      Anonimo la penso esattamente come te ed inoltre mi chiedo perché solo gli europei (di nascita e di etnia) debbano incorrere in questi reati di razzismo (vedi Svezia) e perché non venga usata la stessa misura anche per i poveri migranti, che spesso sono più razzisti, violenti e denigratori di noi… Forse dobbiamo cedere in toto i nostri diritti ai nuovi cittadini che sono qui per rimpiazzarci? Ormai il dubbio è più che lecito…

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  3. emilio 5 mesi fa

    Più ci vincolano e più ci ribelleremo. Va bene così.

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    1. 5 mesi fa

      Che cresca l incazzatura oltre ogni limite
      Segnalo su iacchite’ .Com articolo sulla vecchia indagine del giudice Cordova su massoneria
      E organizzazioni criminali 146 massoni erano indagati ,l inchiesta venne trasferita al porto
      Delle nebbie tribunale di Roma li la signora Augusta Iannini moglie di Bruno Vespa
      Decise per il non luogo a procedere
      Roba degli anni 90 ,secondo Cordova poliziotti carabinieri e magistrati erano tra i 146
      Bruno Vespa lo stesso che ha ospitato il GM GOI Bisi senese e teoreta dell armonioso
      Groviglio tra massoneria pd e banca MPS.
      Bisi che rifiuta di fornire gli elenchi degli iscritti alla massoneria alla commissione antimafia
      Fate voi ,che v’ho a dire.

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  4. PieroValleregia 5 mesi fa

    salve
    “magistratura democratica” la corrente (maggioritaria) dei togati che faceva, e fa tuttora, capo al vecchio PCI (ora PD) si muove secondo
    gli ordini che giungono dalla loro mamma (la massoneria) agendo in perfetto ossequio alla “dottrina” mondialista.
    Uno di questi togati (MD), negli anni 70, assolse il datore di lavoro di mio padre (rappresentante di birra e liquori tedeschi) al quale
    non aveva corrisposto il dovuto in provvigioni (gli doveva, allora, circa 50 milioni di lire).
    Oltre al danno la beffa, a mio padre fu imposto di pagare le spese processuali…
    da allora, avevo 17 anni, non mi stupisco più di nulla in merito alla nostra “giustizia”
    saluti
    Piero e famiglia

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    1. Mardunolbo 5 mesi fa

      Egr, sig. Piero, capisco molto bene le sue frasi ed il suo esempio personale dovrebbe illuminare la mente di tanti italiani che qui leggono per capire quale tipo di giustizia vi sia in Italia. Aggiungo la mia esperienza personale quando , da medico, usato in ambito Ussl, decisi di far valere le mie ragioni davanti al Tribunale di Milano, sez. “Lavoro”.
      Dimenticavo però che essendo non un “povero lavoratore” bensì un volgare medico professionista borghese ,non mi doveva andare liscia…Infatti con mio enorme stupore le spiegazioni del mio avvocato ottenevano lo sguardo annoiato e girovagante del giudice. Finito l’avvocato di spiegare, il giudice si riservò la sentenza e dopo una settimana sentenziò che non avevo alcun diritto nè pretesa e la Ussl andava assolta ! L’avvocato mi pregò di andare in appello , ma fui irremovibile in negativo dovendo sborsare altri soldi sia per l’avvocato stesso, sia per il Tribunale. Non mi sono mai pentito di quella decisione. Mi fanno ridere coloro che dicono “confido nella Magistratura!” Ah,ah,ah,ah !

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      1. Mardunolbo 5 mesi fa

        Aggiungo comunque che se i giudici che sentenziano fossero cittadini che girassero senza la scorta e provassero realmente sulla loro pelle cosa significa essere derubati dal clandestino-immigrato-nullafacente o dal “rom” di “turno” che deve sbarcare il lunario, ovvero fare il suo furto quotidiano, allora sarebbero molto ma molto + attenti ad amministrare la giustizia per i concittadini ! Ricordiamo comunque la favola di Collodi: “Pinocchio”
        Quando questo fu preso e portato in prigione per supposto furto, invano reclamò la sua innocenza.
        Poi arrivò un’amnistia e tutti furono fatti uscire, delinquenti di ogni risma, mentre Pinocchio restava in prigione ! Sbraitò con la guardia (un cagnone con collare secondo i disegni di A. Mussino) che gli rispose che non aveva alcun diritto di essere liberato.
        Allora Pinocchio disse che anche lui aveva rubato e la guardia gli aprì subito la porta con tanto di inchino e saluto…
        Ciò vale a dire che il paradosso che descrisse Collodi, sia pur massone, non era tanto un paradosso nemmeno ai suoi tempi, in Italia !

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        1. Giorgio 5 mesi fa

          Finora ho dovuto trattare con 27 giudici sia in ambito civile che penale, pensi che calvario, nonostante la mia fedina penale sia intonsa, itinerario che non auguro al mio peggior nemico escludendo Mario Monti.
          Nel merito la LEGA ha condotto anche il ministero di giustizia e che cosa ha sortito?

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