"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Arriverà presto il conto per il “risanamento di Napoli”

De Magistris al gay pride

Non tutti i cittadini italiani sanno che presto dovranno accollarsi altre spese, sotto forma di altre imposte straordinarie, che il governo ha in previsione di emanare per fronteggiare il grave dissesto del comune di Napoli che si trova al “collasso economico”.

Questa città amministrata dal sindaco Luigi De Magistris, ex magistrato soprannominato a Napoli “Gigino o fenomeno” per le sue tante sparate e per i suoi atteggiamenti da primo attore sulla scena politica.

Nonostante queste caratteristiche, la gestione di De Magistris, in buona parte ereditata dalle precedenti gestioni (leggi Iervolino e Bassolino) è risultata inconcludente e disastrosa per la città.  Certo De Magistris si è fatto protagonista quando è riuscito ad organizzare a celebrare a Napoli importanti manifestazioni quali la “Coppa America di vela”, il “Gay Pride” nazionale, mentre non è riuscito a realizzare almeno un impianto di compostaggio per la spazzatura, cosa di cui la città aveva un disperato bisogno.

In quella che è la più importante città del sud i problemi sono rimasti tutti quelli di prima ed anzi sono peggiorati, in più il Comune adesso non sa dove trovare i soldi per  pagare gli stipendi per i 10.031 dipendenti diretti del Comune e deve trovare le risorse anche per gli 8.427 assunti delle società partecipate, la maggior parte delle quali create per scopi clientelari.

Non parliamo poi dei crediti delle imprese fornitrici che hanno fornito il Comune ed attendono da mesi  che le loro fatture vengano saldate, dopo che su quelle fatture hanno anche pagato in anticipo l’IVA e le altre imposte.

Si tratta di miliardi che De Magistris sta cercando disperatamente, considerando che anche le banche hanno chiuso i rubinetti e quanto meno aspettano garanzie dal governo per erogare altri finanziamenti.

La Corte dei Conti ha bocciato il piano di rientro fatto dal sindaco perché questo era superficiale ed inconcludente riferito ad un Comune che dispone di tremila immobili circa di proprietà ma non sa come metterli a frutto, un Comune  che riesce a riscuotere soltanto una multa su tre e dove  il costo delle tasse sui servizi è fra i più alti d’Italia ma  molta parte delle imposte locali vengono evase.

In questo periodo della gestione del sindaco non sono state ridotte le spese, non si è provveduto a ridurre il personale, non si è neanche pensato di disfarsi di alcune delle società partecipate, almeno quelle inutili e gonfiate di personale “raccomandato” ed adesso si dovrebbe applicare la legge che prevede la gestione dei dissesti finanziari dei comuni con ( fra le altre cose) il commissariamento del comune, del consiglio comunale e delle municipalizzate, la riduzione delle piante organiche dei dipendenti, l’eventuale richiesta danni e l’interdizione fino a 5 anni per gli amministratori riconosciuti responsabili del dissesto.

Naturalmente trattasi di una legge all’italiana applicata soltanto al comune di Alessandria e mai in altre occasioni  e De Magistris proclama forte che “lui non ci sta” e si appella al presidente Napolitano.  De Magistris non vuole il commissariamento, non si vuole dimettere e non vuole essere interdetto.

La soluzione? Addebitare il dissesto di Napoli al bilancio dello Stato che provveda ad emettere una imposta straordinaria che consenta di rimpinguare le casse del Comune e pagare stipendi e fatture ai fornitori.

D’altra parte se questo non succede sarà facile prevedere tutti i dipendenti in piaza a protestare, sciopero dei servizi e caos indescrivibile in città. Problemi di “ordine pubblico”.

I cittadini di Brescia, Padova, Verona, Bergamo Milano devono sapere che su di loro peserà questa nuova imposta che il governo si accinge ad emettere per l’ennesimo “risanamento di Napoli”. De Magistris ,che era stato un magistrato inconcludente ma sospinto in politica grazie alle sue inchieste clamorose , salvo aver procurato arresti eccellenti, sputtanamenti di persone per bene, chiusura di cantieri  e danni mai rimborsati grazie alla totale irresponsabilità dei giudici, si conferma come un malato di protagonismo, egocentrico ed inconcludente.

L’abitudine all’irresponsabilità permane nel personaggio anche nelle sue funzioni politiche: la convinzione innata di De Magistris è quella che è possibile  spendere e dilapidare i soldi pubblici perchè alla fine è convinto che qualche altro dovrà pagare. Forse qualcuno ha mai chiesto il conto alla Iervolino ed a Bassolino?

L’aspetto più grave è che probabilmente ha ragione lui: pagheranno gli altri per il “risanamento di Napoli”.

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  1. vincenzo 3 anni fa

    i cittadini di “Brescia, Padova, Verona, Bergamo Milano” dovrebbero invece sapere che, se oggi Napoli è ridotta così, è perche essi, nel 1860, si sono risanati i “loro bilanci”, sia con l’oro del Banco di Napoli (http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&p=119788), sia con il sangue e il sudore di milioni di emigrati, scacciati dai loro paesi dagli incendi, massacri, e stupri del cd. “esercito piemontese” (http://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Pontelandolfo_e_Casalduni).
    e andrebbe poi rammentato, ai bravi cittadini, ove non lo sapessero già per diretta conoscenza, che che le cd. “camorra”, “mafia”, “ndrangeta”, etc, altro non sono il loro stesso braccio armato nel Sud, e questo in base ad un accordo stupilato a Napoli nel 1860 tra tale Don Liborio Romano, per conto del Piemonte, e dieci “capi paranza”, per conto della mala (http://it.wikipedia.org/wiki/Liborio_Romano).
    e i fatti della cd. “terra dei fuochi stanno ancora lì a dimostrarlo …
    orsù, basta raccontar bugie.
    vincenzo del sannio

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    1. Redazione 3 anni fa

      Perfettamente vero e la Storia ci insegna quali e quante sopraffazioni furono fatte per effetto della piemontesizzazione dell’ex Regno delle due Sicilie. Il paradosso della Storia (uno dei tanti) è esattamente questo: dopo 150 anni il Nord deve pagare per il peso passivo di alcune regioni passive che a suo tempo sono state sfruttate dalla gestione di tipo coloniale fatta da casa Savoia in quell’epoca e dallo sfruttamento di mercato e mano dopera, mescolanza di affari ed altro fatto dalle industrie del Nord Italia durante tutto il dopoguerra.
      L’altro paradosso storico, a mio avviso, sta nel fatto che, nel momento attuale, la Germania sta effettuando lo stesso tipo di neo colonizzazione con il Centro Nord Italia che avevano fatto a suo tempo i piemontesi con il Sud Italia: smantellare l’industria manifatturiera italiana (situata tutta in Nord italia) per annientare la concorrenza e sottrarre il risparmio accumulato dai cittadini convogliandolo verso le banche tedesche.

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  2. Piero61 3 anni fa

    salve
    quello che scrive Vincenzo è vero, basta studiare un po di storia seria e si capirebbero molte cose, ciò non toglie che i vari Iervolino, Bassolino e questo ultimo De Magistris siano dei delinquenti, sono come i piemontesi depredatori perchè si ispirano alle stesse “idee” (direi mancanza di idee) giacolbine ereditate dai vari massoni come Cavour, Mazzini e Garibaldi…comunque va anche detto, per “par condicio”, che il comune di Genova ( io risiedo nell’entroterra sotto altro comune) naviga nelle stesse acque e, la “classe dirigente” di detto comune, dal secondo dopoguerra in poi, è dello stesso colore del De Magistris…rosso vermiglio
    saluti
    Piero e famiglia

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