"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Arrivano le confessioni dei “terroristi pentiti” ad indicare la Turchia come il retroterra dell’ISIS

Arrivano le “confessioni” dei terroristi pentiti che rivelano dove sono stati addestrati e chi ha fornito loro le armi: questo il caso di Abdurrahman Abdulhadi, di 20 anni, detenuto dalle Unità di Protezione del popolo Curdo (YPG) nella regione di Al-Hol, nella provincia nord orientale della Siria di Al-Hasaka.
“Nell’agosto del 2014, ho ricevuto addestramento militare ad Adana (città della Turchia sud) sotto la supervisione di un comandante del Daesh (Stato Islamico)”, ha dichiarato l’ex terorrista.

Come informa l’agenzia Sputnik, Abdulhadi ha riferito di aver fatto parte di un gruppo di 60 elementi che si alzavano tutte le mattine per fare pratiche di tiro. I capi del Daesh gli hanno insegnato come utilizzare i fucili Kalashnikov. le mitragliatrici ed altri tipi di armi. Secondo questo ex componente dell’ISIS. L’addestramento era stato effettuato in Turchia perchè i capi del Daesh consideravano il territorio turco più sicuro di quello siriano, dove le Forze Aeree della Siria attaccavano frequentemente le loro posizioni. Abdulhadi ha spiegato che la sua principale attività consisteva nel convincere quanti più siriani nel arruolarsi nell’ISIS e partecipare all’addestramento in Turchia.

Campo di addestramento terorristi in Turchia
Campo di addestramento terorristi in Turchia

Un’altro vecchio componente del Daesh, identificato come Mahmud Gazi Tatar, anche questo detenuto dalle forze dell’YPG, ha confessato che lo Stato Islamico vende in Turchia il petrolio sottratto nei pozzi della Siria.

L’appoggio della Turchia alle bande terroriste è stato riferito più volte dal giornale turco Cumhuriyet, che alcuni mesi addietro aveva rivelato come l’intelligence turca inviava i carichi di munizioni ed esplosivi ai terroristi e facilitava il passaggio in Siria deigli jihadisti stranieri (foreign fighters). Allo stesso modo, il Dipartimento di Stato USA ha segnalato in Giugno che la Turchia costituiva la principale rotta di transito di takfiri che viaggiano dall’Europa per integrarsi ai gruppi terroristi in Siria ed in Iraq.

Campo di addestramento terroristi vicino a carro armato turco
Campo di addestramento terroristi vicino a carro armato turco

Secondo il vecchio componente dell’ISIS, l’addestramento si realizzava in Turchia dove i campi di addestramento erano sicuri e protetti dall’Esercito turco.

Nota: queste ulteriori testimonianze dirette di componenti dei gruppi terorristi dell’ISIS confermano quanto già si sapeva: che la Turchia di Erdogan costituisce da tempo il retrovia per tutte le attività logistiche per i terorristi, dai campi di addestramento che sono protetti dall’Esercito turco, dal transito attraverso la Turchia dei mercenari jihadisti arruolati all’estero ed infiltrati in Siria, al passaggio di armi e munizioni destinate ai teroristi ed alla vendita di ingenti quantitativi di petrolio sottratti illegalmente dai teroristi nei pozzi in Siria ed in Iraq.

Da notare che la Turchia è un membro della NATO ed ha ricevuto appoggio dall’Organizzazione Atlantica anche ultimamente quando Erdogan ha dichiarato di “sentirsi minacciato” dall’intervento russo in Siria. La NATO non poteva non essere a conoscenza delle attività di supporto al terrorismo svolte dal governo e dall’Esercito turco. Anche i governi dell’Unione Europea sono ormai al corrente da tempo, grazie ai servizi di intelligence che avevano trasmesso informazioni a riguardo, del coinvolgimento turco nel terrorismo.

Nonostante tutto questo i governi europei, con la Germania della Merkel in testa, hanno fatto approvare un finanziamento di oltre tre miliardi di euro al governo turco, con il pretesto dei profughi che la stessa Turchia sospinge ad entrare in Europa. Gli stessi governi della UE hanno da tempo decretato l’embargo contro la Siria dove non possono arrivare neppure generi di prima necessità e medicinali per la popolazione, mentre mantengono stretti rapporti con le autorità turche che favoriscono il terrorismo in Siria.

La NATO e la UE, come gli stessi governi europei (oltre agli USA) hanno gravissime responsabilità nella diffusione del terrorismo e nel disastro delle popolazioni di Siria ed Iraq che sono costrette a fuggire in quanto sottoposte alle persecuzioni dai terroristi del Daesh e degli altri gruppi jihadisti, armati e supportati dall’Occidente.

Non basta, per lavarsi la coscienza, gestire campagne mediatiche di falso pietismo per il bambino siriano affogato nel mare sulle coste della Turchia e dichiararsi pronti ad accogliere i profughi siriani, come hanno fatto la Angela Merkel e Matteo Renzi. “Chi specula sui morti mi fa schifo”, aveva detto Renzi pochi giorni fa.
Bene, questo è esattamente quello che hanno fatto lui ed i suoi colleghi europei per distogliere l’attenzione dalle proprie responsabilità.

Fonte: Hispan Tv

Traduzione e note: Luciano Lago

*

code

  1. Wanno 2 anni fa

    Ormai le prove che la Turchia fascista-sunnita-islamista abbia lavorato in stretta sinergia con lo Stato Islamico è un fatto acclarato….le prove esistono e sono numerose….La speranza è che tutte queste, insieme, nella loro abbondanza e evidenza facciano cambiare idea al gruppo di oligarchi europei che hanno funzioni decisionali circa l’ingresso di Erdogan e di tutto il suo manipolo di sauditi che gli sta alle spalle dentro l’Unione Europea. E’ totalmente inammissibile che uno stato che ha contribuito a fomentare la distruzione e destabilizzare il Medio Oriente a braccetto con i miliziani dell’Isis faccia parte della nostra Europa. Ma il rischio che tutto vada come non dovrebbe andare è molto alto: i sauditi spingeranno con petrodollari l’ingresso del loro protettorato Turco che costituirà la loro base sul Mediterraneo, il loro cavallo di Troia per l’attuazione dei loro piani economico-politici-religiosi per un più facile processo di islamizzazione del Continente e di acquisizione di società Europee in fallimento stritolate dalla crisi economica.
    I pessimi oligarchi europei potrebbero scegliere di inglobare Erdogan e il suo Impero islamista e terrorista con i vari Al Baghdai ed il “sultano” Salman invece di Putin e la Russia, nostri storici fratelli stretti veri europei….Sanzioni contro la Russia che combatte i terroristi sul camppo e una stupenda ricompensa premio per Erdogan con il pagamento di tre miliardi di euro da parte dei contribuenti europei prima poi forse l’ingresso in Europa. Ancora una volta la dimostrazione di una politica europea non libera e indipendente ma viziata da un controllo e un controllore esterno che vuole una divisone a tutti i costi con la Russia…meglio Erdogan, meglio i salafiti, meglio L’ISis….tutto il male possibile al posto di un Europa unita con La Russia….l’ennesima dimostrazione che una Europa così, soggiogata a direttive e veline esterne è il tradimento di tutti i valori che la hanno fondata.

    Rispondi Mi piace Non mi piace