"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

ARRENDERSI A MONSANTO E A WALL STREET: QUALE FUTURO PER L’INDIA?

Citizens protest against GMOs, Monsanto and BRAI BillPM Singh pr

di Di Colin Todhunter

Il ministro indiano per il petrolio e l’ambiente Veerappa Moily ha riacceso il dibattito sugli organismi geneticamente modificati (OGM) approvando la coltivazione sperimentale di 200 alimenti OGM da parte di compagnie come Monsanto, Mahyco, Bayer e BASF. Questo nonostante il Comitato di Esperti Tecnici nominato dalla Corte Suprema raccomandi una moratoria di 10 anni sull’approvazione di organismi OGM, per permettere che siano sviluppati solidi protocolli scientifici, istituzioni indipendenti e competenti per determinare i rischi, e un forte sistema normativo.
Questa decisione comporterà il rilascio deliberato di organismi OGM nell’ambiente aperto e una potenziale contaminazione di colture non-OGM, com’è successo negli USA, dove gli esperimenti in campo aperto hanno contaminato parte del grano.


A dispetto delle crescenti prove, pubblicate nei giornali specialistici, che gli OGM e il glifosato hanno effetti negativi sulla salute umana, sul valore nutritivo del cibo, l’immunità delle piante, la fertilità del suolo, la biodiversità, l’ambiente e la produttività, a dispetto di ciò i politici sembrano ostinarsi a facilitare gli scopi del settore biotecnologico OGM.
Fu una storia simile con la “Rivoluzione Verde”. Le fondazioni Rockefeller e Ford supportarono questa rivoluzione carica di chimica in agricoltura e riuscirono a coinvolgere scienziati in posti strategici, istituzioni e politici in diverse aree del pianeta. Con la loro complicità, il risultato è stato che negli ultimi 50-60 anni, grazie ai fertilizzanti e ai pesticidi, l’agricoltura è cambiata di più che nei precedenti 12.000 anni.
Per vedere l’impatto della Rivoluzione Verde basta guardare al Punjab. I resoconti sulla scarsità d’acqua, l’inquinamento, l’aumento del cancro, i debiti degli agricoltori e la produttività in calo sottolineano le conseguenze insostenibili e deleterie dell’agricoltura chimico-industriale. Tutto questo ci fa chiedere: cos’è che non andava con l’agricoltura tradizionale, che giustificò il passaggio disastroso verso l’agricoltura chimica e ora gli OGM? La risposta è: probabilmente non molto.

Indian farmers protest
Nel 2013, ricercatori dell’Università di Canterbury in Nuova Zelanda hanno concluso che la strategia OGM usata nelle principali colture nordamericane sta limitando la produttività e facendo aumentare l’uso dei pesticidi, rispetto all’agricoltura non-OGM dell’Europa. I risultati dello studio, guidato dal prof. Jack Heinemann, sono stati pubblicati sull’International Journal of Agricultural Sustainability. Lo studio ha trovato che l’Europa sta diminuendo l’uso di erbicidi chimici e tagliando ancora di più l’uso di insetticidi, senza sacrificare la produttività, mentre negli USA con i semi OGM l’uso di erbicidi chimici è aumentato. Di fatto, l’Europa ha imparato ad aumentare le rese per ettaro usando meno prodotti chimici.
Inoltre, un rapporto stilato nel settembre 2013 dalla Conferenza delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo dichiara che l’agricoltura, sia nelle nazioni ricche che in quelle povere, dovrebbe passare dalla monocoltura ad una maggiore varietà di prodotti, ridurre l’uso di fertilizzanti e altri agenti, supportare di più i piccoli agricoltori e puntare sulla produzione e sul consumo locali. A questo rapporto hanno contribuito più di 60 esperti internazionali.
Il rapporto afferma che la monocoltura e i metodi dell’agricoltura industriale non stanno fornendo abbastanza cibo accessibile dove sarebbe necessario, al contempo causando un danno ambientale crescente e insostenibile. Il sistema di fatto provoca la povertà alimentare, non la risolve.
Per quanto riguarda l’India, Arun Shrivastava nota che il mondo non ha bisogno della tecnologia moderna con i pesticidi velenosi, i fertilizzanti distruttivi e i semi patentati che producono meno del raccolto indiano del 1890 o perfino di quello del 1760. Anche tralasciando il dibattito sulla produttività, Shrivastava (e altri) sostiene che la tecnologia moderna ha di fatto distrutto il valore nutritivo degli alimenti comuni e che, non stabilendo alcuno standard di produttività o nutritivo, fa parte di una folle industria che improvvisa.
Allora, come siamo arrivati a questo punto, in cui 12.000 anni di agricoltura convenzionale sono stati spazzati via a favore dell’agricoltura chimica basata sul petrolio?
Come afferma William F. Engdahl, la Rivoluzione Verde fu un piano della famiglia Rockefeller per monopolizzare l’agricoltura mondiale così come aveva fatto con il petrolio. Mirava a sottrarre l’agricoltura dai contadini per metterla nelle mani del business. Di conseguenza, le grandi multinazionali dei semi acquisirono il potere di controllare la fornitura dei semi. Inoltre, l’introduzione della moderna tecnologia agricola americana, dei fertilizzanti chimici e dei semi commerciali, rese gli agricoltori locali dei paesi in via di sviluppo dipendenti dall’agrobusiness USA.
Le nazioni in via di sviluppo non potevano pagare le enormi quantità di fertilizzanti chimici e pesticidi. Questa nuova forma di agricoltura richiedeva anche grandi quantità d’acqua e progetti di irrigazione. I paesi perciò ottennero credito, per grazia della Banca Mondiale e di prestiti speciali delle grandi banche americane, per costruire enormi dighe e allagare ciò che in precedenza era terra fertile. I prestiti andarono soprattutto ai grandi proprietari terrieri. Per i piccoli contadini la cosa funzionava diversamente. Non si potevano permettere la chimica e dovevano chiedere soldi a prestito ad alti tassi altrove.
Engdahl nota che il super-grano produce grandi raccolti solo saturando il terreno con enormi quantità di fertilizzante per ettaro, fertilizzante composto da nitrati e petrolio, controllati dalle maggiori compagnie petrolifere dominate dai Rockefeller.
Dopo due generazioni di rivoluzione verde, c’è da stupirsi se l’India è nella morsa di una crisi al tempo stesso sociale, finanziaria e ambientale?
La gente comune, se non vuole essere come quelli che Shiva chiama “anelli ignoranti di una catena alimentare crudele controllata dal business”, deve quindi chiedersi perché i governi si sono prostrati ad un piano americano di agricoltura chimica e ora OGM. Ora l’Africa è il bersaglio della stessa politica, con la Fondazione Gates che guida il massacro degli OGM nel continente.
12.000 anni di agricoltura tradizionale e biodiversità stanno venendo spazzati via, insieme ai comuni contadini, dagli interessi americani, il cui scopo geopolitico è di monopolizzare i mercati e l’uso del cibo come un’arma per controllare le nazioni e i popoli, distruggendo la sovranità alimentare nazionale e potenzialmente usando il cibo come mezzo per depopolare.
“Se controlli il petrolio controlli il paese; se controlli il cibo, controlli la popolazione.” -ex segretario di Stato USA Henry Kissinger.
Il business americano sta già stabilendo il piano per la politica, lo “sviluppo” e l’economia dell’India:
“E, cosa di cui gli americani non sanno granché, l’accordo nucleare con l’India è duplice, e riguarda l’agricoltura. Si chiama l’Iniziativa per la Conoscenza sull’Agricoltura, e al tavolo di questo accordo siedono Monsanto, ADM e Wal-Mart. Quindi un’appropriazione del settore dei semi da parte di Monsanto, del settore commerciale da parte del gigantesco agrobusiness, e del settore della distribuzione, che in India occupa 400 milioni di persone, da parte di Wal-Mart. Queste al momento sono le questioni che ci preoccupano circa la democrazia dell’India.” Vandana Shiva.
Non sono solo gli americani a non sapere di questo, non lo sa nemmeno la maggioranza degli indiani comuni!
Ma, nonostante le prossime elezioni nazionali, nessuno dovrebbe aspettarsi che l’autoproclamato partito hindu-nazionalista BJP proteggerà il paese dagli sciacalli stranieri, se andrà al potere. Il candidato del BJP alla carica di primo ministro, Narendra Modi, è appoggiato pienamente da Wall Street.
Quale futuro per l’agricoltura indiana?
Quale futuro per l’India?
600 milioni cacciati a calci dalla terra e l’ulteriore svuotamento dell’agricoltura e della società indiana su richiesta di Wall Street?

Traduzione: Anacronista

Fonte: Global Research

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