"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Amnesty International accusa USA, Arabia Saudita, Qatar e Turchia di sostenere in Siria i ribelli autori di efferatezze contro la popolazione

Soltanto adesso, con molto ritardo (di qualche anno), ci sono arrivati anche loro, gli esperti della nota organizzazione internazionale per i diritti umani, “Amnesty International” (AI): “i ‘ribelli’ che combattono in Siria contro il governo di Damasco, sostenuti dall’Occidente e dai suoi alleati mediorientali, torturano, compiono omicidi sommari e rapimenti”, questo secondo il suo ultimo rapporto che è un atto d’accusa contro i paesi che sostengono questi gruppi terroristi.

Amnesty International punta il dito contro gruppi ribelli che operano nelle province di Aleppo, Idlib e in altre zone del nord della Siria; benché responsabili di violazioni delle leggi di guerra, sottolinea AI, questi gruppi sono sostenuti da paesi quali Arabia Saudita, Qatar, Stati Uniti d’America e Turchia.

Roma, 4 lug. (askanews) – Amnesty International ha denunciato oggi un’agghiacciante ondata di rapimenti, torture e uccisioni sommarie da parte dei gruppi armati che agiscono nelle province di Aleppo, Idlib e in altre zone del nord della Siria. Alcuni di questi gruppi, nonostante si rendano responsabili di violazioni delle leggi di guerra, sono sostenuti da Paesi quali Arabia Saudita, Qatar, Stati Uniti d’America e Turchia.
La denuncia di Amnesty International fornisce una fotografia di come si vive nelle zone controllate dai gruppi armati, in cui sono state create istituzioni amministrative e semi-giudiziarie.

‘Buona parte della popolazione vive nel terrore di subire rapimenti se vengono espresse critiche verso i gruppi armati o non ci si conforma alle rigide regole da questi imposte’ – ha spiegato Philip Luther, direttore del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.
‘Oggi ad Aleppo e Idlib i gruppi armati sono liberi di commettere crimini di guerra e altre violazioni del diritto internazionale umanitario nella più completa impunità, ricorrendo persino agli stessi metodi di tortura utilizzati abitualmente dal governo siriano'(?) – ha proseguito Luther.
‘Gli stati che fanno parte del Gruppo internazionale di supporto alla Siria, tra cui Arabia Saudita, Qatar, Stati Uniti d’America e Turchia, devono sollecitare i gruppi armati a porre fine agli abusi e a rispettare le leggi di guerra e devono inoltre cessare di fornire armi o altre forme di sostegno a gruppi implicati in crimini di guerra e altre gravi violazioni dei diritti umani’ – ha dichiarato Luther.

Il documento reso pubblico oggi da Amnesty International si concentra sull’operato di cinque gruppi armati che, dal 2012, controllano parti delle province di Aleppo e Idlib: il Movimento Nour al-Dine Zinki, il Fronte al-Shamia, la Divisione 16, il Fronte al-Nusra e il Movimento islamico Ahrar al-Sham di Idlib. Questi gruppi, in diversi momenti del 2015, si sono aggregati alla coalizione Conquista di Aleppo (Fatah Halab).

Alcuni di questi gruppi, come il Fronte al-Nusra, il Fronte al-Shamia e il Movimento islamico Ahrar al-Sham hanno istituito un loro ‘sistema giudiziario’ basato sulla legge islamica (shari’a), che si avvale di uffici della procura, forze di polizia e centri di detenzione. I ‘giudici’, in alcuni casi, non hanno alcun rudimento della shari’a. Il Fronte al-Nusra e il Movimento islamico Ahrar al-Sham, applicando una rigida interpretazione della shari’a, hanno introdotto sanzioni equivalenti a maltrattamenti e torture.

Il documento di Amnesty International descrive i casi di 24 persone rapite tra il 2012 e il 2016 nelle zone di Aleppo e Idlib (tra cui attivisti pacifici, esponenti delle minoranze religiose e persino minorenni) e cinque casi di persone torturate dopo il rapimento, tra il 2014 e il 2015, da parte del Fronte al-Nusra e del Movimento Nour al-Dine Zinki.

Nota: Se ci sono arrivati anche loro, quelli di Amnesty International, a concludere quali siano i veri responsabili delle atrocità inflitte alla popolazione siriana, possiamo forse pensare che ci arriverà anche il Governo italiano di Renzi/ Gentiloni?

Nelle sue ultime dicharazioni relative alla Siria, il ministro Gentiloni si diceva “preoccupato ” per i bombardamenti effettuati dal regime di Damasco, ovvero per l’azione di coloro che contrastano i gruppi terroristi : “….ll Ministro Gentiloni è preoccupato per la grave recrudescenza delle violenze in Siria, ed in particolare per i bombardamenti aerei indiscriminati da parte del regime che stanno mettendo a rischio la tenuta della cessazione delle ostilità. È altresì preoccupato per il perdurare di drammatiche condizioni umanitarie in alcune aree sotto assedio da parte del regime……….” Vedi comunicato della Farnesina.

Gentiloni con i sauditi
Gentiloni con i sauditi

L’anno scorso lo stesso Gentiloni aveva duramente criticato l’intervento della Russia in Siria in quanto avrebbe potuto, secondo lui, aggravare la situazione. “…….L’idea di presidiare militarmente la difesa di Assad, sarebbe uno sviluppo negativo……” Aveva detto il ministro, sempre preoccupato di proteggere i “ribelli” anti Assad. Vedi: Il Ministro Gentiloni “si preoccupa” per l’intervento dei russi in Sira.

Questa quindi era ed è la posizione ipocrita del Governo italiano, schierato (come tutti i paesi della NATO) dalla parte dei gruppi “ribelli”, ovvero con i terroristi, quelli che sono gli autori delle efferatezze contro la popolazione, come conferma anche il rapporto di Amnesty International, gli stessi che combattono (sostenuti da Arabia Saudita, Qatar, Turchia e ed USA) per rovesciare il regime di Damasco ed instaturare il Califfato islamico in Siria.

I nostri complimenti al ministro Gentiloni, un grande alleato del nuovo “califfato” e dei suoi compari dell’Arabia Saudita e degli altri mandanti del terrorismo islamico. Un’altra vergogna per l’Italia.

Luciano Lago

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  1. Salvatore Penzone 1 anno fa

    Amnesty International è stato uno strumento nelle mani della Segreteria di Stato, soprattutto ha seguito come un’ombra le politiche guerrafondaie della Clinton. Questa nuova posizione è rivelatrice di un cambio di passo dell’amministrazione americana. Qualcuno all’interno vuole liberarsi dei falchi, ora che la guerra a Bashar al Assad non si può più vincere.

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    1. Redazione 1 anno fa

      Essendo la direttrice di Amnesty Int., Suzanne Nossel, una ex assistente della Hillary Clinton, questo spiega il prolungato silenzio di questa organizzazione in tutti i crimini commessi in giro per il mondo dai mercenari assoldati dagli USA, dall’Arabia Saudita e dalla Turchia. Sembra chiaro che questa organizzazione svolge normalmente un ruolo al servizio delle centrali di potere atlantista. Il fatto che denunci soltanto adesso i crimini in Siria, potrebbe essere spiegato, come lei scrive, con un cambio di passo o piuttosto con un conflitto interno all’Amministrazione USA.

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  2. medglory 1 anno fa

    onestamente, c’è poco da fidarsi.
    Amnesty International è controllata dagli usa.
    quando è servito appoggiare politiche guerrafondaie usa non si è tirata indietro a trovare “prove” poi rivelatesi false.
    tra l’altro il presidente di Amnesty è un ex funzionario del governo usa.

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    1. Redazione 1 anno fa

      Mi sembra superfluo dire che non ci fidiamo affato di Amnesty Int. e dei suoi rapporti. Questo non toglie che sia sintomatico il fatto che per la prima volta Amnesty si azzardi a denunciare i crimini dei mercenari armati dagli USA ed alleati in Siria.

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      1. medglory 1 anno fa

        ed è proprio questo che mi insospettisce.
        sembra più una manovra propagandistica camuffata da buona azione.
        adesso che si avvicinano le elezioni usa. può tornare utile alla clinton
        insomma, un po come il nobel per la pace dato all’attuale presidente.

        quando Amnesty Int denuncerà i crimini di guerra di sion/israele verso i palestinesi forse comincerò a credergli,
        per ora la cosa mi puzza

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  3. diego 1 anno fa

    il giochino delle tre carte…x i fessi

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