"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Alleanza Russia e Iran si rafforza ogni giorni di più, mentre gli Usa falliscono

NEW YORK – Il Presidente eletto USA Donald Trump e la sua squadra di transizione ritengono l’assenza degli Stati Uniti nei negoziati sulla Siria a Mosca uno dei fallimenti della politica estera dell’amministrazione dell’attuale Capo di Stato di Barack Obama. Lo ha dichiarato Newt Gingrich, ex portavoce del Congresso americano, a Fox News.

“Credo che Trump sia consapevole del completo fallimento della strategia di politica estera di Obama, Kerry, Clinton in questa regione. A Mosca hanno svolto i colloqui con la partecipazione della Turchia, che è un’alleata NATO da quasi 50 anni. L’Iran e la Russia decidono di condurre i negoziati sulla Siria e il contributo dell’America è nullo” ha dichiarato.

Gingrich ha sottolineato che gli Stati Uniti si trovano in un vicolo cieco, quindi devono ripensare le loro mosse. L’americanista iraniano, l’analista Alireza Rezakhah, ritiene tali dichiarazioni una chiara testimonianza del fatto che gli USA perdono la loro autorità incrollabile di grande potenza sulla scena internazionale alla luce del fatto che, in Siria, il ruolo dell’alleanza della Russia e dell’Iran nella lotta contro il terrorismo, cresce di giorno in giorno. Il dottor Rezakhah ha detto in una conversazione telefonica ad un giornalista di Sputnik: “Nella crisi siriana sono coinvolti molti Paesi. Quasi tutti hanno cercato di realizzare i propri scopi sul fronte siriano. In particolare, l’Occidente ha tentato di affrontare la crisi, ma ha fallito.

Così ora i Paesi occidentali hanno iniziato a rivedere le loro posizioni e strategie per la Siria. E gli Stati Uniti non fanno eccezione. Loro che sulla scena internazionale hanno un grande impatto, si stanno impegnando sul fronte politico e militare per intraprendere passaggi importanti. Ma con il passare del tempo, è diventato chiaro che le misure intraprese fino ad ora sono stati passaggi inutili e inefficaci, soprattutto nel contrasto del terrorismo in Siria.

Non è un segreto che l’Occidente sul fronte siriano, nella cosiddetta lotta al terrorismo, ha usato un doppio standard. (Con la priorità nel rovesciare il Governo di Damasco). Per tutto questo tempo hanno dato solo visibilità all’eliminazione dei terroristi.
L’Iran e la Russia, strategici alleati, hanno sostenuto il governo della Siria e hanno seguito una strategia comune: cioè il destino e il futuro della Siria lo deve definire solo il popolo siriano. D’altra parte è necessario unire gli sforzi per combattere il terrorismo internazionale.

Per quanto riguarda le mosse di Mosca, con la riunione dei Ministri degli esteri dei tre Paesi, ha mosso un passo davvero molto importante e logico per risolvere la crisi siriana senza la partecipazione di quei giocatori che, in Siria, perseguono solo i loro interessi nazionali, in particolare gli USA. Credo che per la prima volta stiamo assistendo non solo alla riduzione dell’impatto degli Stati Uniti, ma anche al fallimento della politica americana attuale nella regione.

Abbiamo visto come il potere americano si sia indebolito, come la loro politica in tutta la regione ed in Siria sia stata un fiasco in generale. Nel periodo della presidenza di Barack Obama la politica estera americana non è stata espansiva e aggressiva (ma subdola). Da un rapido intervento militare si è trasformata in una politica di isolamento.

Il risultato lo osserviamo in Siria. Gli USA perdono la loro autorità incrollabile di grande potenza sulla scena internazionale. Forse questo non è nemmeno il loro fallimento della politica estera, ma il ruolo svolto dall’alleanza della Russia e dell’Iran in Siria, nella lotta contro il terrorismo, un’alleanza che cresce ogni giorno, e la loro azione congiunta ha dato i suoi risultati”.

Fonte: Pars Today

 

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  1. Walter 3 mesi fa

    Azzardo un’ipotesi: da quanto ha dichiarato, Trump vuole fare un pò di pace con la Russia, danneggiare l’Iran e far contento Israele. Come può realizzare tutti e tre questi obiettivi? Per quanto ci pensi, mi viene in mente solo una risposta: indurre l’Iran e l’Arabia saudita a scontrarsi direttamente. Una guerra tra Iran e Arabia saudita farebbe schizzare il prezzo del petrolio verso l’alto, con ovvi benefici sia per la Russia che per i produttori americani. Russia e USA potrebbero trovarsi d’accordo nel restare ai margini di una simile guerra: un non-intervento americano in cambio di un non-intervento russo. La guerra danneggerebbe pesantemente sia l’Iran che l’Arabia saudita e Israele ne trarrebbe ovviamente un vantaggio, riaffermando il suo ruolo centrale in medio oriente. Se la mia ipotesi è corretta, gli USA cercheranno di usare i terroristi (sauditi) al soldo della CIA per provocare l’Iran ed indurlo ad uno scontro diretto col regno saudita.
    E’ solo un’ipotesi, staremo a vedere.

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    1. Redazione 3 mesi fa

      Personalmente non concordo con questa tesi che viene espressa da alcuni analisti. Non si tiene conto che l’alleanza fra Russia-Iran-Siria è ormai una alleanza di carattere strategico. Putin sa bene che, se rimanesse inerte di fronte alla prossima (e preannunciata) aggressione anglo-USA-sionista all’Iran, la Russia perderebbe un baluardo sul fronte dell’Asia meridionale che, adesso e in prospettiva, rimane essenziale per la difesa della Federazione Russa. Non a caso i russi, oltre ad una stretta coperazione militare con Teheran, hanno realizzato una base aerea in Iran che, da provvisoria, potrebbe diventare definitiva.

      L.Lago

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      1. Walter 3 mesi fa

        Infatti non è detto che gli USA ci riescano, ma è plausibile che ci provino.

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  2. Walter 3 mesi fa

    Sulla sconfitta morale e intellettuale (oltre che militare) dell’Occidente, vorrei segnalare un articolo di Maurizio Blondet che mi sembra scritto molto bene:
    http://www.maurizioblondet.it/ad-aleppo-la-disfatta-morale-intellettuale-delloccidente/
    In particolare, trovo interessanti le osservazioni sul timido e graduale “cambio di narrativa” da parte della stampa occidentale.

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    1. Redazione 3 mesi fa

      Blondet è sempre un grande e riesce ad esprimere meglio di chiunque altro in forma sintetica ed a volte sarcastica i concetti essenziali che riguardano le questioni internazionali. La grande stampa lo ha emarginato perchè risulta un personaggio scomodo e non conforme alla linea del pensiero unico dominante.

      L.Lago

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