"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Allarme tardivo: alcune migliaia di militanti dell’ ISIS entrati in Europa come profughi

di Luciano Lago

Nel mese di Settembre dell’anno scorso erano state diffuse informazioni sia da fonti russe che da fonti occidentali ove si parlava del fatto che oltre 4mila militanti di ISIS risultavano entrati in Europa come profughi:

“Più di 4mila militanti dell’organizzazione terroristica dello “Stato Islamico” (ISIS) sono entrati nell’Unione Europea nei panni dei profughi, segnala il giornale “Sunday Express” riferendosi alle dichiarazioni di una fonte nel gruppo fondamentalista. Secondo il militante jihadista, l’operazione per il trasferimento dei militanti in Europa ha avuto successo.
La fonte ha detto che combattenti di ISIS si sono infiltrati nel flusso di profughi nelle città portuali turche di Smirne e Mersin, da cui attraverso il Mediterraneo si dirigono verso l’Italia. In seguito i membri di ISIS si recano in altri Paesi europei, in particolare in Svezia e Germania.


Questa informazione è stata confermata da 2 scafisti locali.
Secondo la testimonianza di uno di loro, “ha aiutato almeno 10 terroristi ad entrare in Europa. Alcuni hanno detto che vogliono visitare le loro famiglie, altri “per essere pronti”, “- ha raccontato…….” Vedi: Sputnik News

Queste informazioni non erano state pubblicate dai media occidentali e non si sa quanto siano state prese in considerazione dai servizi di intelligence occidentali, considerando che, due mesi dopo, il 13  Novembre, è iniziata la campagna di attentati in Europa con gli attacchi avvenuti a Parigi al Bataclan ed altri luoghi della capitale francese.

Noi stessi di controinformazione.info, attraverso informazioni captate dalle nostre fonti libanesi ed iraniane, il 3 Febbraio di quest’anno avevamo scritto che centinaia di terroristi stavano fuggendo dalla Siria attraverso la Turchia per sottrarsi a sicura morte o cattura da parte delle forze dell’Esercito siriano ed Hezbollah, in fase di controffensiva sul terreno e di riconquista delle posizioni che si trovavano sotto controllo degli Jihadisti.
La fuga dei terroristi veniva coperta dall’artiglieria turca che in quei giorni aveva iniziato a bombardare le posizioni curde e siriane oltre la frontiera. Scrivevamo nel nostro articolo che “i terroristi e molti di questi che fuggono sono intenzionati ad imbarcarsi verso la Grecia e da lì entrare in Europa, visto che questi dispongono di falsi documenti siriani sottratti, con cui potranno mescolarsi ai richiedenti asilo nei paesi europei dove arriveranno.

Risulta certo che Il comando dell’ISIS e degli altri gruppi terorristi ha dato ordine, ai militanti dello Stato Islamico e di Al Nusra che riparano in Europa, di compiere attacchi terroristici all’interno dei paesi europei. In particolare in Francia, in Belgio in Italia ed in Gran Bretagna”.  Vedi: Centinaia di terroristi scappano in Turchia di fronte all’offensiva dell’Esercito siriano…

Il segnale di allarme per quanto poteva accadere era chiaro ma, anche in questo caso, da parte dei media europei, non era stata data molta attenzione a queste notizie che avrebbero potuto suonare come un allarme per i servizi di intelligence e le polizie europee. Probabilmente non si volevano creare problemi al governo turco di Erdogan, visto che questo governo, lo stesso che ha coperto prima, per anni, l’infiltrazione dei terroristi in Siria e poi la loro fuga, era quello che stava trattando con le autorità di Bruxelles e con la Merkel in particolare, per avere i finanziamenti per i profughi e la possibilità di far integrare la Turchia nella Unione Europea.

Bruxelles aereoporto esplosioni
Bruxelles aereoporto esplosioni

In un arco di tempo minore di due mesi si sono verificati gli attacchi terroristici a Bruxelles che hanno lasciato il loro seguito di 32 vittime e di molti feriti. Molto strano il livello di impreparazione riscontrato nei servizi di intelligence belgi che avevano catturato due giorni prima il terrorista più ricercato per gli attentati di Parigi, Salah Abdeslam,  il quale si nascondeva e viveva tranquillamente a 300 mt. da casa sua con la complicità di amici e coinquilini. L’approssimazione e l’impreparazione dei responsabili dei servizi di sicurezza belgi hanno lasciato sconcertata l’opinione pubblica belga ed europea. Questo nonostante si sapesse che il Belgio rappresentava il paese in assoluto che poteva “vantare” il maggior numero di “foreign fighters” espatriati in Siria e l’esistenza di alcuni quartieri a Bruxelles, come a Molenbeek,  dove vige la Sharia, che vengono comunemente denominati “Belgistan” e sono considerarti “off limits” anche per la Polizia.

Dall’altra parte non era difficile prevedere che, nel flusso dei profughi che si imbarcavano per la Grecia e che si trovavano alla frontiera della Macedonia, si trovassero anche molti ex militanti dell’ISIS e degli altri gruppi terroristi, fuggiti dalla Siria, alcuni dei quali erano stati persino fotografati vicino al confine con indosso ancora i pantaloni militari dell’uniforme da miliziani. Nessuno però ci aveva fatto caso.

I ministri dell’interno di Italia, Francia e Belgio, negavano sempre che ci fossero infiltrazioni tra i profughi nei barconi che trasportavano i clandestini. Angelino Alfano sosteneva, a sprezzo di ogni ridicolo, che i terroristi non viaggiano nei barconi ma piuttosto si imbarcano in aereo per fare un viaggio sicuro, probabilmente anche con polizza inclusa della Europe Assistance o di altre compagnie. Vedi: Alfano: “Non c’è traccia di un nesso fra immigrazione e terrorismo”

Un ministro belga, Didier Reynders, aveva persino proposto di fare un monumento ai giovani che partono per combattere in Siria. Il presidente francese Hollande, per parte sua, l’anno precedente, nel corso di una intervista, aveva rivendicato l’appoggio fornito dalla Francia ai miliziani jihadisti che combattono in Siria. Il suo ministro degli esteri, Laurent Fabius, circa un anno prima aveva sostenuto che il gruppo di Al Nusra, ramo di Al Qaeda in Siria, “stava facendo un buon lavoro”. Vedi: Youtube.com/watch/

La tedesca Angela Merkel è quella che si precipitava ad Ankara per trattare con il presidente turco Erdogan, uno dei principali sostenitori dei gruppi terroristi in Siria, per accettare le sue richieste ed ammettere la libera circolazione dei cittadini turchi senza passaporto nell’ambito dei paesi europei. Tutti i governi europei concordemente disprezzavano e diffamavano il governo di Damasco, il presidente siriano Bashar al-Assad e sostenevano che in Siria ci fosse un fronte di “oppositori democratici” che combattevano contro la “feroce dittatura di Assad” ed i grandi media ripetevano ossessivamente questa “narrazione”, evitando di informare la situazione reale, in particolare il fatto reale che in Siria operava un esercito di mercenari, fanatici jihadisti, provenienti da oltre 80 paesi, arruolati dall’Arabia Saudita e paesi satelliti, armati e sostenuti dai sistemi di intelligence dei paesi occidentali.
In pratica la Siria era diventata un enorme campo di addestramento al terrorismo per alcune migliaia (si calcola dai 55.000 ai 65.000 elementi) di terroristi fanatizzati, arrivati da tutto il mondo e di cui circa 5.000 provenienti dai paesi europei.

I cittadini europei, quelli che abbiano ancora un minimo senso critico, possono comprendere da queste notizie in quali mani sia la loro sicurezza e di come siano “ben difesi” da queste autorità europee in relazione al pericolo di una ondata di attacchi terroristici che potrebbero abbattersi a breve in altre città europee con le stesse modalità di quelle verificatesi a Parigi ed a Bruxelles, colpendo persone comuni senza colpa alcuna.

Meglio dire che una colpa alla stragrande maggioranza dei cittadini europei probabilmente la si può imputare: non essersi mai accorti di quale fosse il livello dei politici dei governi eletti (o non eletti come in Italia) dei loro paesi e delle autorità dell’Unione Europea.

Dante Alighieri la aveva individuata nei suoi concittadini: l’aveva definita l’Ignavia.

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  1. Brasile domenico 1 anno fa

    Nei tempi moderni io la chiamerei
    Cogliones deficenti.

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  2. giannetto 1 anno fa

    Ma siamo ignavi perché deficienti, o deficienti perché ignavi? Questo è il problema. Soluzione: la nostra mente è sedata da un cocktail di filantropia pseudo-religiosa ed edonismo consumistico, cocktail che ci ha annebbiato il cervello (siam deficienti) e svaccato la volontà (siamo ignavi). Oramai siam sedati abbastanza per ingoiare tranquilli la pasticca letale.

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  3. Cro Magnon 1 anno fa

    Qualcosa bisogna pur fare: la dignità di ciascuno di noi lo richiede, così come il salvare i bambini da un futuro altamente problematico. Ogni uomo o donna di buona volontà deve agire secondo la correttezza di un essere civile che non deve accettare la barbarie imposta dai cretini o dai corrotti.

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    1. giannetto 1 anno fa

      Qualcosa si è pur già fatto, come ho visto in fotografie: gironzolare in piazza con un cartellone sul petto “Je suis…”. Ormai non c’è strage che non susciti uno scontato “Je suis…” da dare in pasto all’occhio vorace delle telecamere, sicché l’esigenza primaria di esibizionismo, spettacolo, voyeurismo sia soddisfatta… nel nome, ovviamente, dell’indignazione mediatica demo-pluralista. Il contenuto è la maschera, la maschera è il contenuto.

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